Lugubre detonazione nelle budella
sonore, interminabili del mare....
Le case della riva son brutalmente lavate
da tutte le macchie che le insozzano: tetti e finestre!...
Il terzo pescecane vuoi pagliaccescamente morire....
Mi mostra il suo culo, fuori dall'acqua,
grondante, convulso. Tre marinai, un guardamarina
aggrappati al balconcino del chiosco.
La prua scomparsa nella sabbia? E' possibile?
Ho decapitato il gran pesce.... Il suo collo reciso
beve golosamente tutto il mare.
Ma le alghe lo soffocano.... Si riempie
lentissimamente. S'ode ancora il motore,
o son piuttosto i ballasts d'acqua russante
che si dibattono tra i due scafi di ferro....
Automaticamente l'aria compressa delle stive
vorrebbe respingerle e far risalire
a galla il sottomarino.
E finitela col vostro monotono e stolido gridio!...
Crepate,
crepate alfine in silenzio, o pescicani austriaci
che non avevate il coraggio
di navigare alla superficie!...
Uno sputacchio sopra la poppa, prima che affondi!...
E poi ritorno indietro, involandomi
verso i chiari ossami dei monti
che i trapani accaniti della battaglia
scavano in tondo.
__La battaglia.__
Due vaste macchie attirano i miei sguardi.
S'allargano.
La più piccola, a sinistra, è rossastra,
Sembra una pozza di sangue....
Sono le dense file dei volontari.
Sul suo fianco sinistro riluce
un'ampia macchia grigia,
simile ad una enorme lastra di piombo.
E' l'esercito regolare.
Le masse parallele dei soldati s'avanzano a scatti
verso le alture rocciose,
ornata senza posa, da invisibili batterie;
folli lingue rosse e piume bianche....
Lassù! Lassù!
Ecco il fronte strategico dell'esercito austriaco
sapientemente disposto
in fondo a questo anfiteatro di monti....
Dobbiamo attraversare la platea o salire,
sotto i fuochi, convergenti dei palchi
che lancian folgori,
salire su fino all'invisibile palcoscenico
dal sipario di fumo!...
Io scorgo a poco a poco nella sua tragica ampiezza
tutto il mobile oceano della battaglia
dall'onde maestose, lunghe tre chilometri.
Ma mentre m'avanzo, lo spettacolo impazza,
s'imbroglia, si complica....
Il flusso e riflusso sussultante degli eserciti
diventa contradittorio....
Tutto sembra illogico. Perchè quel reggimento
va così lento?
Quei soldati neri sembrano scendere
per un declivio erboso,
ma s'inerpicano; invece, su per un'erta....
Quell'altro reggimento, par che fugga. Oh! tutt'altro!
Gira, semplicemente, intorno ad un ostacolo invisibile....
Quei fiumi, quei torrenti di fantaccini grigiastri
dovrebbero comporre un mare azzurro....
Inesplicabilmente, scompaiono, svaniscono
in quei crateri minuscoli di vulcano
disposti in batteria,
che li assorbono con lunghi singhiozzi
e poi li sputano e destra e a sinistra!...
Quei filari di vigne si sbarazzano
rapidamente di tutta la loro polvere estiva,
come sotto l'asprezza d'una violenta spazzola.
E, vicinissimo, un gran bosco
par calpestato da piedi invisibili.
Formiche-soldati, cavallette-cavalli
e grossi topi-cannoni ne escono
precipitosamente, per stendersi
più lontano, senza riparo,
con un'apparente stupidità,
in quei campi di frumento, che perdono
tutto l'oro e si coprono di grigio!...
Sotto i fumi volanti,
le colline leggiere trotterellano....
Una roccia impennacchiata
sembra pavoneggiarsi in parata....
E quella valle m'irrita
coi suoi lamentosi muggiti di macello!...
__La polifonia dei gas e dei piombo.__
Laggiù si trasloca.... Chi dunque pianta chiodi
in pareti di legno troppo secco?...
Pazzi martelli. Innumerevoli picchiotti
che traforan di colpi le porte.
Dimenarsi improvviso di danze spagnuole
sotto un crollante scroscio di nacchere rosee!...
Son le mitragliatrici dal fragore elegante.
O rumorose raganelle di lebbrosi ammutinati!
Giranti inaffiatoi che piovon palle
su file lunghe di fiori e di frutti eroici!
Morsi scattanti del tornio sul legno!...
Son le mitragliatrici dall'assiduo lavoro,
operaie zelanti che imprimono senza posa
nell'atmosfera,
colpi taglienti triangolari
o a losanga, dagli angoli netti!
Geometria dei rumori, teoremi fracassanti
che spezzano a quando a quando
il russar vitreo e vellutato della mia elica....
Fucileria lontana: chioccolìo di ghiaia
sulle spiaggie notturne....
Fucileria lontana; quacquerare febbrile
di rane che s'accoppiano al chiaro di luna....
Fischi di capitani, proiettili sibilanti!...
Gli echi irritati brontolano di rabbia
sotto lo scalpitio gigantesco
degli shrapnels galoppanti.
I cannoni allineati lungo il padule
tendono il collo, come coccodrilli,
bruscamente sussultando e lanciando al cielo,
con un'enorme scossa,
i rutilanti spasimi della loro coda formidabile....
Sono i bellissimi shrapnels!...
Grovigli d'argentei serpenti che guizzano,
uscendo flessuosamente
da riccioli di fumo biondo
o scoppiando da sacchi di cenere nivea,
azzurra, e a volta a volta color marrone!...
Il cielo è tutto squamato di fuochi triangolari.
I battaglioni lontani sono orgogliosi
di portare sul capo volanti corone
di shrapnels esplosi, le cui rosse spine
di continuo si moltiplicano!...
Io fiuto con ebbrezza l'odore voluminoso
e carico di pimento, che la battaglia spande.
Odor di lana calda e di castagne bruciate.
Odore di grasso e d'olio, d'orina e d'escrementi
cotti dal sole, e odore d'aglio insieme.
Volo a tratti per zone ancora intatte....
Ecco l'acredine soave e carnale dei fieni.
Poi tutto si mescola, e la sintesi
disordinata degl'ingenui fetori.
e dei mordenti profumi
mi s'accanisce nella testa e mi sconvolge
il sangue!...
E' quasi mezzogiorno. Il sole si eleva
come un grande albero d'oro massiccio
che s'erga sui possenti eserciti intrecciati,
radici contorte della luce solare!...
Il sole largamente effonde
il suo fogliame di splendide nuvole,
rami d'argento, carichi d'aranci acciecanti!...
Mi volgo ad esplorare il mare....
Non si vedono fumi all'orizzonte,
i cui grandi balconi invetriati
traboccano di luce.
Il vento impulsivo e appassionato
che precipita il mio slancio,
scatena ribellioni nei golfi, e nelle rade....
Un folle desiderio mi spinge verso l'immensa battaglia;
Ma il meccanismo superbo
della mia nera volontà, attenderà, io lo voglio,
ancora a lungo
lo scatto ideale.
Nessuno m'ha scôrto. Posso scendere un poco....
E' bello, è bello, il vasto fronte compatto e massiccio
del nostro esercito regolare,
che si spinge avanti con metodiche scosse,
piastre d'acciaio offerte al laminatoio corrosivo
delle batterie austriache!...
Ma tuttavia la battaglia, strangolata,
senza respiro,
soffoca....
nella tenaglia dei monti!...
Non v'è modo di suddividere le nostre unità,
o di adottare un ordine sparso!
Come potremmo utilizzare le innumerevoli
accidentalità del terreno e tutti i ripari,
per rannicchiarci o per sgattaiolare?...
Ci si batte in uno spazio ristretto....
Maledetto ingombro di gomiti e di fucili.
S'impacciano l'un l'altro nel far fuoco....
Chi si scopre è morto!... Tanto peggio!
Tanto peggio!...
Bisogna pur conquistare ad ogni costo le alture....
e presto, e presto, per lasciar posto
alle masse sbarcate, traboccante marea!...
Bisogna assolutamente che i trasporti si vuotino!
__La fonderia bella battaglia.__
La battaglia mi suggerisce
la visione d'una fonderia smisurata....
Quei villaggi fiammeggiano come alti forni!
Quella cavalleria lanciata a corsa
par che lavori come un'officina:
le zampe hanno movimenti di ruote
sotto gli ordini gridati, cinghie di trasmissione,
fra tutti gli obici vomitati come volanti,
dalla mischia fumante, grande caldaia!...
Nello stampo delle colline, i reggimenti
arroventati si fondono e si sformano.
Un battaglione si schiaccia
come un pezzo di ghisa. Eccolo piatto
sul suolo, e sussultante.
Ad un tratto si spezza
sotto i piloni invisibili degli shrapnels.
Ed ecco la colata dei fuggiaschi fumanti,
che si perdono là, nel ribollimento
di quella cavalleria liquefatta!
E' dunque il sole, che esaspera
la follia della battaglia?
Poichè in quella fantastica fonderia
di razze martellate, scoppia la ribellione!
Tutte le macchine rivoltose
sembran scagliarsi contro i macchinisti.
Alcuni son presi fra i denti
degl'ingranaggi di mitraglia,
e sminuzzati, sparpagliati a ventaglio.
I rimbalzi perduti dei martelli che sfuggono
bastano a diroccare le case d'una città.
Quel pesante cannone italiano, buon operaio,
fabbro che sa il suo mestiere,
con uno sbadiglio, o piuttosto soltanto
con un buffetto, ha rovesciato già
tre batterie nemiche, che gli parlavano
altezzose, come padroni!...
Ad onta della valanga
e della cateratta di fuochi fitti,
l'esercito rosso s'avanza,
accanitamente
poichè vuole pel primo dar la scalata
al palcoscenico di questo teatro di monti!
Il suo fronte ha l'affannoso andirivieni
di centomila telai tutti in fiamme.
E' seta rossa che arde....
Braccia intrise di porpora e gesticolanti!
Gomitoli di soli turbinanti
entro spole agitate dalla morte!
Tragico groviglio di tutti i fili
delle vite tessute insieme!...
A colpi spessi, tre cannoni garibaldini
sobbalzanti nella rossa pozzanghera agitata
dei loro artiglieri
sventrano l'anfiteatro dei monti,
che lontano, là giù, crèpita, tuona
come una cava rabbiosamente scavata
in un torrido meriggio.
Le volanti cartuccie del sole
scoppiano da ogni parte. Esplosione
d'un reggimento che cade a pezzi
come un gran masso di marmo
irritato di luci, congestionato di bianca follia!...
Quelle truppe austriache ruzzolano
giù pel declivio,
come operai che corrano al riparo
dopo aver posta la mina....
Ed ecco il vento che ci assale....
O maledetto vento austriaco,
carico di polvere, sozzo di putredine e di salnitro!
Vento abbaiante, ostile,
credi tu forse di potere acciecare
questi artiglieri amici del fuoco
che senza fine lavorano,
come macchinisti in fondo alle navi,
per precisare la metodica spazzatura
delle colline nemiche?....
Buffa pretesa, il volere arrestare
il nostro grande esercito rosso!
O fetido vento d'Austria che hai l'odore
delle fabbriche di birra,
ben vedi che più nulla resiste!...
Tutti gli echi spaventati fracassati e pesti
vanno a rintanarsi negli angoli delle montagne,
coi denti alle ginocchia, come vili
in un ultimo rifugio....
Credi forse d'atterrirmi, annunciandomi
che dei rinforzi austriaci stanno per sopraggiungere?
Lo prevedo, e per questo discendo
a dominare la retroguardia italiana
che potrebbe ad un tratto rallentare il suo slancio.
O soldati d'Italia!
non vi fermate sotto la pioggia dirotta e la grandine
gemente dei proiettili!... Avanti dunque!
Avanti, malgrado le volanti forbici della mitraglia
e le tenaglie del sole, che alla nuca vi stringono!
Là, sulle alture austriache,
i volontari, rossi di camicia e di cuore,
non sono più che cenci insanguinati,
stracci vermigli e viventi brandelli
che soffocan la gola vorace dei cannoni!...
Turano febbrilmente le falle
della patria che potrebbe affondare
lottando contro le fughe ruggenti della morte....
Altri, forse stanchi, disperati
di non avere ancora saziate tante bocche
si scagliano come sublimi spine di pesce,
nell'avida gola dei pezzi che si strozzano!...
Quegli obici coscienti non sono rivomitati!...
Ma la lugubre fame delle batterie
s'accanisce di nuovo sulla rossa macelleria
dei Garibaldini,
buona carne delle battaglie,
pesto enorme di cadaveri eroici
nel quale s'impantanerà
la cavalleria austriaca....
Il mio volo planato mi trascina
nel vallone insaziabile che già divorò
la nostra rossa avanguardia.
Tremila Garibaldini agonizzanti
vi fanno risplendere, sempre più
coi mantici dei loro polmoni,
le leve del torace e i martelli del cuore
il nome stridente e lacerante d'Italia,
sempre più in alto, nel bel cielo della battaglia!...
__Il roseto garibaldino.__
Il cielo è divenuto la vivente fornace
che formano, salendo, le fiamme dei loro occhi!
Le mie ali s'abbandonano sulla marea
dei loro rantoli.... Uno mi grida:
«Abbiam dentro la gola
una fucina ardente per far nuovi cannoni,
e nei capaci serbatoi dei nostri polmoni
abbiam di che gonfiare un dirigibile militare!»
O bel roseto garibaldino!
Questa valanga di mitraglia e d'obici monotoni
che instancabilmente ti graffia e ti gualcisce
non potrà altro che ringiovanire
le tue rose appassionate!...
Ogni morente è un rosaio dai temerarî profumi,
ogni morente sboccia per l'ultima volta
nel suo letto spinoso d'angoscia e d'ironia....
Ogni morente scopre le sue piaghe brucianti
sotto i lunghi getti parabolici di sangue
che sprizzano dalle arterie recise....
Innumerevoli fontane dai getti intrecciati!
Fontane imporporate da un tramonto dei tropici!...
O profondità del corpo umano,
dove quel sangue eroico dai colori incendiarii
piangeva un tempo malinconicamente
come un'acqua prigioniera in oscuri canali!
O sprizzanti arterie, inaffiatoi di follia
e di vino inebbriante, spiegate
il bel ventaglio dei vostri getti scarlatti
sulla bocca contorta di quell'eroe che canta....
Canta la sua felicità di morire. Ascoltiamo.
«Ne uccisi cinquanta in due ore! Cinquanta!
Cinquanta grugni austriaci, fracassati da me!...
Non dovevo pagare con la morte
una sì grande fortuna?»
O shrapnels austriaci, grandi uccelli esplosivi,
io non temo le uova tonanti
che su di me lasciate cadere
nel darmi la caccia!... La vostra voce
può, tutt'al più, suscitar la rivolta
nel serraglio degli echi affamati
che van moltiplicando ruggiti e barriti....
Tu guarda, Santo Padre,
le belle goccie rosse che ornano la tua veste!
fosti ribattezzato dal sangue degli eroi!
Io ne son tutto grondante!... Le mie ali
son tutte intrise di un'aurora perenne.
O mio bel monoplano che rùtili e crèpiti
come un falò di gioia,
affrèttati ad appiccare il fuoco del tuo coraggio
alla seta rosea e triste
di questo cielo passatista!...
O soldati d'Italia!
Bisogna resistere per un'ora, ancora!...
Fra poco apparirà la squadra!
Io sono sopra di voi,
come un faro,
la cui lente sovrana
raccoglie i minimi fuochi della paura
e li trasmuta in grandi proiezioni
di coraggio.
Il prisma della mia elica
e i due vastissimi raggi del mio monoplano
fermeranno al passaggio quelli fra voi
che l'angoscia addenta all'epigastro.
Ho qui tra i piedi delle granate incendiarie....
Prendete! Le semino sulle vostre calcagna
perchè mai non possiate indietreggiare!...
Oh, il vostro stupore mi diverte....
Non m'avevate dunque visto?...
E che è mai questo pendolo? Lo saprete più tardi....
Io sono il cuore battente e folgorante della patria!
Impugnai tutti i vostri sussulti esitanti
per disciplinarli e per renderli paralleli,
così che ora riscoccano avanti!
come frecce di luce!...
Io sono il faro della patria!
Ma che succede? Il nostro esercito rosso
non potrà dunque mai imporre il silenzio
ai cannoni austriaci?...
Ecco moltiplicarsi ad un tratto, sui monti
le lingue di fuoco e i pennacchi bianchi
delle nuove batterie!
E questo lugubre angoscioso ritardo della squadra!
M'involo più in alto, e salgo su, su, seguendo
le spirali d'un gran cirro color di rosa.
A duemila metri trapasso
un nuvolone di porpora....
O buon vento d'Italia! Spazza via, tu, le nebbie
che qua e là nascondono le insenature
della spiaggia e le lontananze indecifrabili!...
Sotto i miei piedi, le montagne che guardo
verticalmente,
con le lor cime granulose e grondanti
d'una poltiglia rossastra, sembrano
colossali grumi di sangue staccati dal sole,
fantastico gomitolo di cadaveri
roteante nell'infinito....
Dove vai, nuvola occidentale,
che porti a tracolla l'ultimo tuo raggio rosso,
come un fucile insanguinato,
e le tue colline purpuree, rigonfie
come carnieri pieni di selvaggina?...
Tu mi hai obbedito, buon vento d'Italia....
Urrà! Urrà! Le nebbie sono spazzate!
Il mare, tutto il mare raggiante di gioia
si slancia nei miei occhi e nella mia bocca
con folli grida azzurre e sbattendomi sulle guancie
le sue ali freschissime!...
Io salgo sempre più in alto, da gradino a gradino,
come si sale una scala gigantesca.
Non vedo più la linea tenue dell'orizzonte....
Il mar turchino s'è inalzato
per unirsi al cielo turchino,
formando il fondo d'un vaso immenso e liscio
da cui lentamente io vaporo come un incenso.
__La squadra italiana.__
Che vedo? Centuplicate il vostro sforzo, occhi miei!
Quel lungo e nero corteo di cavallette,
giù nel cavo della sfera infinita, è la squadra!
Oh! gioia! mia gioia infantile!
A due mani dovrei imprigionare il mio cuore
che adesso, lo giuro, ha soltanto dieci anni!...
Odo alla mia sinistra, laggiù, le cannonate....
Forse è in Dalmazia, all'estremità
di quelle coste i cui echi lontani balbettano
desolanti e morenti grida d'allarme!...
La nostra forte squadra mediterranea
imbottiglia le _dreadnoughts_ austriache
entro il porto di Pola!...
Il mare Adriatico, oltre Trieste, è chiuso
dalla catena dei nostri sottomarini.
Quella seconda squadra che s'avanza
verso di noi, deve certo scortare
trasporti pieni di truppe....
Ed ecco: tutto il cielo s'annebbia, s'annuvola
dei loro fumi salenti....
Io ritorno alla spiaggia, e vedo a poco a poco
il mare, tutto il mare che s'ingombra di ferro
Stan lastricando d'oro e d'acciaio turchino
l'Adriatico in tutta la sua larghezza?...
Vedo le innumerevoli lastre metalliche
ancora ritte....
Oh! strana fioritura di roteanti bandiere
che coprono l'alberature
di uno sfarfallìo multicolore!
Mirabolante assalto di api mostruose
che vorrebbero suggere fiori
nei miracolosi giardini solari
cullati dalle onde!...
Quasi ne odo il ronzìo che s'allarga
fra l'odio minaccioso e nero
delle corazzate, concise, immote e contratte
come scorpioni colossali e pasciuti....
Su! Riprendete fiato, soldati d'Italia!
Nei vostri occhi infocati
nevicano da lungi bandiere, segnali
d'una freschezza rosea, azzurra,
rossa, verde e dorata!
Nei vostri orecchi assordati
s'ingolfano clamori di speranza e di gioia
che giungono dalle coffe della flotta,
cariche di frutti umani.
S'aprono questi entusiasticamente,
sprizzando su noi
il succo di queste grida vittoriose!...
Sulle loro scìe lucenti,
come rotaie, s'avanzano in fila
le nostre corazzate, formando
un inverosimile treno d'incubo....
Ogni vagone è lungo duecento metri,
e trasporta a fasci fucili smisurati,
gigantesche tenaglie
e massi di ferro grandi come case....
Il formidabile treno delle corazzate si ferma
con una detonazione,
spaventevole laccio esattamente lanciato
sulle alture coronate d'austriaci,
per strangolare nel suo gran nodo sonoro
il corpo intero del paesaggio
che ha per cuore ribollente la battaglia!
Poi, dolorosamente, il laccio del frastuono
s'allenta, e lascia libera
quella preda che non si può sradicare....
La prima fila, formata di sei _dreadnoughts_,
diventa un arcipelago imprevisto
di emergenti vulcani in eruzione!
Tutta la squadra luccicante al sole
cosparge lo spazio di terrore e di porpora.
Io mi cullo a mille metri d'altezza
sulla torre di prua della nave ammiraglia
e sto al disopra della casamatta
di un cannone da _195_.
Ecco la squadra dei fucilieri e dei cannonieri
comandata da un guardiamarina,
Il caricatore apre il pezzo.
Dietro di lui, i serventi allineati
portano sulle braccia
i bossoli di carica,
fox-terriers indomabili, o monelli terribili!
Sul ponte, altri bossoli ritti ed ansiosi
sembra aspettino d'essere sollevati
come fanciulli, sino alla calda finestra
da cui si può forar lo spazio con uno sguardo violento!...
«Quartiermastro cannoniere,
cannonieri brevettati,
attenti al tornar delle fiamme!...
Controllate il manometro!
Prendete questo sacchetto di sabbia che vi getto....
Ho potuto segnar sul cartone
l'alzo preciso dei pezzi....»
Il mio sacchetto piomba
nel gigantesco lampo dorato che rotola
fra schianti d'aria formidabili....
Oh! gioia di fiutare il fumo asfissiante
dei gas deleteri!
Cari obici italiani, che sapete
accartocciare il blindaggio delle navi da guerra,
su, lacerate dunque la scintillante
rilegatura di quei forti metallici, volumi tremendi!
Urrà! Bene! Io esalto
la vostra brutale destrezza di mano!
E vedo già pendere, la,[**sic] sulle alture,
mostruosi brandelli d'acciaio
e bizzarri cartocci di rame gualcito.
La terra e le acque si sono avvolte
interamente
in una grande nuvola azzurrina
che a poco a poco s'annerisce e si lacera.
Senza riposo, monotone,
le detonazioni lontane dei cannoni
sono golosamente mangiate
dalle più vicine, che aprono sotto di me
vaste mascelle vibranti,
d'una larghezza incalcolabile!...
O perchè mai, Santo Padre,
ballonzoli così? Pover'uomo!
Non devi già scacciare mosche!
Suvvia! a pugni, a calci, scaccia lontano da te
questi avvoltoi spennati e tragici
che ti strigliano le guancie colle loro coscie granulose
e col loro lungo collo rossastro e pelato!
Io filo via rapidissimamente e li supero...
Tu devi ringraziarli. Ti hanno forse salvato
da un lungo sonno mortale, facendoti sostenere
la parte passatista di Prometeo!...
Oh! no! che seccatura!...
Eccoti riaddormentato,
colla tua solita smorfia di paura
cretina che ti rimane scolpita
sulla faccia gonfia.... Somigli
a quegli scogli clericali accovacciati a fior d'acqua,
la cui schiuma ha improvvisi spaventi bianchi
ad ogni obice sibilante....
Suvvia, svegliati!... Ecco: l'ora è venuta
di mostrarti al pubblico, o vecchio orso
sozzo di sangue.... Un po' di pulizia!
Spazzola la tua sottana.... Tira fuori
il tuo rosario; nascondi quel fazzoletto!
Non pianger più! Cessa di lamentarti!
So, so, che dei pruriti e dei formicolii
ti irritano le gambe....
Ma di ben altro si tratta! Riprendi
il tuo aspetto di dolce beatitudine!
Un po' di compunzione nel tuo sorriso.... Suvvia?
Attento! Ora discendo
su quelle alture che celano la ritirata
delle truppe austriache.... Vi giungeremo
in tre minuti.... Presto!
prepara i bei festoni di grasso
che adornano il tuo mento!...
Porta alta la tua pancia, come se fosse
un ostensorio!
Io ti farò passeggiare al disopra di quelle grandi
bandiere gialle.
Finalmente, ecco il forte sinistramente appiattato
da cui risaliva poc'anzi, rinnovandosi sempre,
l'albero insradicabile delle esplosioni
che proiettava lontano i suoi fogliami di piombo.
La sua cupola d'acciaio, poc'anzi,
girava su sè stessa, lucendo come un astro
sotto lo scivolìo accanito degli shrapnels....
Finalmente ecco il guscio
della gran tartaruga di ferro
bitorzoluta e tutta a squame turchine....
Il forte finge di dormire
nel suo fossato profondo, buco scavato su misura
nel fianco della montagna
che da ogni parte arrotonda lunghe schiene scattanti
di furibondi gattacci....
Scoscendimenti, fasciati di ferri puntuti
e inghirlandati di cespugli di chiodi!
Mucchi bizzarri d'istrici colossali!....
__L'esca aerea.__
Artiglieri austriaci e cattolici,
so che i vostri cannoni
hanno almeno la portata di ottomila metri,
e che si posson puntare a un angolo qualsiasi!
I loro shrapnels fanno piovere
una grandine di proiettili,
tremila almeno, disposti in un cono!...
Non sparerete, spero, contro di noi....
Le vostre carezze potrebbero irritare il Pontefice!...
Scavalco, a volo, rapidamente
il vostro grande esercito in fuga....
File innumerevoli di schiene piegate,
frustate dalla paura, arrestatevi!...
Reprimi dunque più che puoi le nausee
del tuo povero stomaco, e riprendi
la tua aria d'uomo serio....
Guarda: tutto l'altipiano è selciato,
bellamente, di faccie accalcate
che contemplano il cielo.
Tutto l'esercito, a bocca aperta,
aspetta il tuo sermone!
Sermone della montagna, davvero!
O fraudolento commissario di Cristo,
dove hai lasciato la tua bella eloquenza?
Su! bisogna parlare!... Ah! capisco!
Quella messe di baionette non ti seduce!
Come sono carini!... Spiegano sotto di noi,
tese per le quattro cocche,
le loro gialle bandiere, e ti pregano
di lanciarti giù a capofitto!
Non sono già un volontario dell'esercito rosso!
Altro non sono che un uccello venuto dall'Italia,
e porto nei miei artigli
un corvo spaventato che nondimeno potrebbe
servirvi da amuleto o da veneranda reliquia!...
Con la sua pancia pesante e le sue zampe ballanti
lo scambierete senza dubbio,
per un minuscolo elefante di pelle gonfiata....
E' il Papa, vedete?... E' il vostro Papa....
Tutti in ginocchio!...
In ginocchio! In ginocchio!... Voi siete cattolici
romani ed apostolici!
Sua Santità, che io faccio dondolare
sopra le vostre teste, vi darà
fra poco la santa benedizione.
Dalle sue mani, la vittoria
pioverà sull'esercito!
Scusami, Santo Padre.... La brezza ci scuote!
Involontariamente beccheggio....
Immonda e livida razza,
itterizia della terra!... Non osate
tirare contro di me!...
Potreste uccidere Dio! Avanti!
Ma un po' in fretta, suvvia!...
A passo di corsa!... Io volo!
Arriveremo a Trieste,
poichè voglio deporre Sua Santità
sulla più alta torretta
del castello di Miramare!