Ebbene, sì.... Non sei un teatro tu stesso,
col tuo milione di Soli spettatori,
binocoli e raggi puntati
da tutti i palchi dei tuoi nervi?
Io t'auguro di morire come una pulce,
fra due unghie sporche e distratte....
__La mia voce.__
Zitto! M'infastidisci!... T'impongo silenzio,
togliendo l'accensione!...
Olà! Che cosa fa Sua Santità?
Certo contempla il suo dio
che naviga nella barca di Pietro,
e la pesante immersione del sole,
enorme remo d'oro massiccio!...
Ha dunque anche il cielo, al pari di me,
un desiderio supremo di grazie e di tenerezza?
Nulla, infatti, che agguagli
la gioia di viaggiare
nella soave reazione sentimentale dell'orizzonte,
che finalmente s'è intenerito,
lasciando traboccare le sue stelle, fresche lagrime
lungamente rattenute fra le ciglia delle nubi,
lagrime gialle, rosse, verdi, perlacee....
Un'altra ancora sta per spuntare.... Spunta,
violetta, con una cannonata improvvisa!
E laggiù, verso l'ovest, oltre i monti....
Bisogna che io vi giunga in un'ora!...
E' necessario! Lo capisci, motore?
E che m'importa dei venti contrari?
Lo so: questo papa è ingombrante....
Ma devo farlo oscillare come un pendolo
sulla battaglia!
La mia ombra azzurreggiante corre obliqua
sulle praterie soleggiate.
Balza dall'ombra d'una nuvola
all'ombra d'un'altra, come un ginnasta
che salti dall'uno all'altro trapezio....
Sotto i miei piedi, in senso contrario,
la campagna fugge coprendosi tutta
d' immense crepe imbizzarrite....
Quel villaggio s'inabissa,
quella città si polverizza,
mentre, là, quel vallone si slancia a galoppo sfrenato.
Quella collina gonfia il suo ventre
poi bruscamente si vuota, e ricostruisce.
lentamente il proprio scheletro!...
In modo strano si torce e s'ammucchia il paesaggio,
poi cade a pezzi, a poco a poco,
crollando in torrenti di case, in ruscelli di verde,
interminabilmente, sotto di me, a rovescio....
Laggiù, il Veneto s'annega
coi fianchi ignudi dei suoi fiumi carnali
nella marea crescente dei vapori violetti....
O Tempo ti sputo in faccia!...
Tu che sei il più odiato e il più tremendo
di tutti i nostri nemici!...
So che la mia velocità e la mia febbre t'irritano!...
Ed è perciò che accelero il polso del mio motore!
La rabbia, forse, farà scoppiare il tuo cuore,
o Tempo, vecchia anitra colossale,
dall'ali frangiate di fango,
le cui zacchere enormi intenebrano la città....
Chi mai ti disse che devo percorrere
ad ogni costo, ad ogni costo,
più di cento chilometri, prima di sera?...
Tu ne approfitti, per corrermi incontro,
aprendo immensamente le cesoie metodiche
del tuo becco, ingombro d'un groviglio
di minuti vivi e di secondi velocissimi....
vermi, insetti e fetide cavallette
che tu mastichi precipitosamente.
O tempo rapace!
Tu pretendi divorare tutto il tempo
che ancora mi resta!...
Che m'importa delle giornate solari, cronometri guasti?
Io posso raddoppiare il mio orologio
salendo in cielo, sempre più in alto,
affinchè il sole mi colpisca ancora gli occhi
con la sua ora elastica....
Tu ti sganasci a ridere credendolo morto,
rovesciato al di là dell'orizzonte
con un colpo d'ala!
Ma ha finto di morire.... Lo vedo ancora
fiammeggiare nello spazio col suo lungo sorriso....
O Tempo,
tu credi di poter troncare il mio collo illimitato
e soffocarmi tra quattro piccoli quarti d'ora
e fare a pezzi i miei polmoni di pallone!...
Ah! ah!... Siamo due potenze
coalizzate dal desiderio di domarti:
il mio genio caparbio e il mio libero motore!...
Nessuno osò, prima di me,
colmare il nero fossato dalle profondità incalcolabili
che divide il gran regno animale
dal regno meccanico, tutto velato di fumi!
Motore, tu sei mio fratello, mio compagno,
mio alleato, come se fossi
un buon cavallo da guerra!...
T'ammiro assai più, fratello perfezionato,
perchè sai prolungare ogni giorno
la tua giovinezza, cambiando ad una ad una le tue membra,
albero eterno dalle inesauribili primavere!
O Tempo, anitra che diguazzi
in paludi intessute di cifre,
ora sappi che l'acciaio di questo fedele motore
è almeno più vivo della mia carne futurista!
Come il mio corpo, tu contieni, o Motore,
cento o duecento popoli di molecole,
ognuno organizzato da un capo cosciente
e tutti domati da una Legge, regina
che impone dovunque
la sua volontà di coesione,
da una Legge autonoma
che pur si fonde col Destino!
La mia libera volontà può stasera
sposare nella battaglia il mio destino di morte!
Essa è identica, dunque,
alla legge che regge
questo mio motore vivo!
E' perciò che mi slancio, sorvegliando
la reazione fisico-chimica del mio corpo.
Il mio motore, intanto, più che mai cosciente,
fa altrettanto!...
Bella nuvola lilla, dalla veste di gala,
fate una riverenza al mio motore!
Io m'infischio di voi, nuvoloni astiosi
dal ventre flaccido e giallo....
Vecchi nuvoloni positivisti, senza ideale,
m'infischio delle vostre verdi smorfie ironiche!
O scetticismo desolante di questo cielo senza passione
che filacciosamente si stira
con tutte le sue raffinatezze di rosei bagliori,
senza degnare d'uno sguardo il mio motore!...
Motore, fratello adorato la cui bellezza m'offende,
fai bene a sputare sulla dolorosa ebbrezza
di questa sera dai profumi amari e lamentosi
e su queste povere voci'd'agonie persistenti
che la grazia delle stelle ardite e gaie
non può consolare!...
O Tempo! Mi scaglierò contro di te,
e ti spezzerò le ali,
e romperò la tua voce asmatica d'orologio!
Chiama pure alla riscossa lo spazio,
vecchio avoltoio podagroso
che lascia dietro di sè come striscia di bava
il bianco nastro delle strade e i grandi archi
dell'orizzonte, simili a immense lumache
arrotondate!...
Tempo! Spazio! Sole divinità padrone del mondo!
Io mi ribello contro di voi!
Spazio! Tu mi mettesti intorno al collo,
come una cavezza,
questo mutevole orizzonte
irto di monti, di piani e di città capellute!...
Tu mi lasciasti, sola libertà,
la distanza che separa la mia gola palpitante
dal cerchio chiuso dell'orizzonte....
Ora io t'impongo--comprendi?--d'allargarlo
di più, sempre di più, finchè si schianti!
E tu, esecrabile Tempo, farai altrettanto!
Tu devi, ti piaccia, allentare
la strangolante e sinistra cavezza dell'ora....
dell'ora che segue quella che viviamo
e che da ogni parte la stringe
per dominarla meglio e per soffocarla
uccidendo la mia azione!
Tempo! Spazio! Che direste
se bruscamente attraversassi, in dieci secondi,
l'intervallo che mi divide
da questo rotondo orizzonte
che, secondo i vostri calcoli,
m'aspetta soltanto fra un'ora?...
Ah! ah! ridete giallo, e sentite tremare
sotto i vostri piedi geometrici i piedestalli
della vostra potenza millenaria!
E' perchè--cordialmente ve lo confesso--
il mio motore ha talvolta delle velocità stupefacenti.
Voi sapete, d'altronde, che tutti i chilometri
non sono lunghi ugualmente....
Alcuni sono di trecento, ed altri d'ottocento metri....
E vi sono delle ore che si slanciano
mentre altre s'addormentano....
Tutto ciò manca d'ordine e di precisione!...
Sappiate che uno spirito forte come il mio
può dare a un'ora l'ampiezza di una settimana,
o serrarla nel suo pugno duro,
come un limone
da cui colerà soltanto il sugo
d'un minuscolo quarto d'ora!...
A forza di desideri e d'attese guardinghe,
conobbi le segrete serrature
che chiudono i collari dell'orizzonte e dell'ora.
Ed ecco: adesso batto la testa
nei quattro cantoni di questi quattro quarti d'ora
che m'imprigionano!
Ma tutt'intorno c'è una cornice assai più grande,
e assai più elastica....
E' la giornata solare.
Poi, più ampia, la mutevole stagione,
fragile, infinitamente allungabile....
guardate! La mia tenace volontà
e la mia sensibilità,
collaborando coll'elica
fanno della velocità una cosa assoluta!...
Spazio, io ti costringo, volando,
a mettermi intorno al collo, incessantemente,
senza riposo, ad ogni istante
un sempre nuovo orizzonte!...
Carezze sempre diverse e sempre più cupe!...
Non è la Via Lattea,
che m'abbellisce, in questo momento,
una fulgida collana di perle
che potrebbe inebbriare
il collo della mia amica?
Suvvia! Fa presto! In quale orizzonte
stai dunque per rinchiudermi!...
Tempo! Spazio! Sarete sorpassati per forza!
Spazio! tu perderai, ogni volta,
un po' del tempo, tuo amico....
La mia cavezza è almeno cento volte più larga
di quella che lega quel treno sorpassato!
Fra un'ora tu dovrai allungare la mia
all'infinito!...
Meglio varrebbe abbandonarla subito!...
Ecco! E' già fatto!
Al diavolo il Tempo e lo Spazio!
Dieci secondi mi sono bastati
per giungere al confine!
Butrio! Palmanova! Vi sento sotto di me
Quel polverie di fuochi agonizzanti
è Gorizia o Gradisca.... Volgiamo a destra!
Sotto le fiere stelle guerriere,
che vortici! che vortici!
Cado su una profondità, e bruscamente
mi sento strappato dal mio sediletto,
così che me ne vado, a caso, a nuoto,
a passeggiare sull'ala destra....
Ma presto m'allungo, di nuovo seduto,
col naso sulla bussola, ed ascolto....
Io tolgo l'accensione....
Silenzio? No!... Quasi!... un funebre e crescente
scalpiccìo d'eserciti....
Sono laggiù a trecento metri sotto i miei piedi,
nell'oceano delle tenebre....
In cerchio, gli echi, tutt'intorno,
ricaccian nella loro gola ingombra
il sordo rotolìo dei cannoni pesanti.
In quella cupa prateria,
sul ventre semiaperto d'un carro,
un nero profilo si china, inzaccherato di rosa
dalla fiamma d'una candela.
Un soldato telegrafista,
chiusa la testa nell'elmo sonoro,
ascolta parole volanti
che hanno balzi lunghi più d'un chilometro....
Scivolo via per un momento, a fianco a fianco
con una giovane stella filante
che mi disvela il mare cadendovi dentro,
gabbiano d'oro che raggiunge
il proprio riflesso....
Quel fresco nastro azzurrino è una strada
larga, lungo la riva....
Scendo morbidamente
per non schiacciar contro il suolo il mio papa,
vecchio pendolo assopito che avevo dimenticato!...
Egli si desta singhiozzando,
infarinato come un barile nella polvere,
mentre trascino il mio monoplano
sul dolce declivio della spiaggia....
Finite dunque di lambirmi i piedi,
onde gementi che venite, piangendo,
a rannicchiarvi tra gli scogli?...
La rada guardinga trattiene
il morbido sciacquio ed il respiro per non svelare
quell'intenso nocciolo di tenebre
che spicca sui lucidi inchiostri del mare:
una torpediniera a fuochi spenti!
Vasto silenzio, interrotto ad ogni secondo
dallo sternuto dell'onde sulla ghiaia....
Quella grotta che tossisce
per vecchiaia, per angoscia e per noia,
dorme assai male, stanotte....
Per me, pregusto già le delizie profonde
d'un lungo sonno....
Morire domani? Che importa? Meglio così!
E dormi anche tu, mio motore!...
Riposa i tuoi polmoni, facendo grandi sogni
di velocità.... Io mi stendo nudo,
supino, nella sabbia,
e subito le stelle dell'Orsa Maggiore
mi gridano in cadenza:
«Buona fortuna! Buona fortuna!»
__Io.__
(_con le mani a portavoce_)
Grazie per la mia patria!... Grazie! Grazie!
11.
LA BATTAGLIA DI MONFALCONE
O LA TOMBA DEI PAPI.
Avanti! Su! Sono almeno le quattro.
Il mio spirito è esatto come un cronometro.
Ma la terra, dalle rotondità infantili,
comunica con sua madre, la Notte,
e beve avidamente alla Via Lattea!...
O Notte, grassa nutrice dalle pesanti carni d'ebano,
la Terra vagente
s'attacca spaventata ai tuoi neri capezzoli
e non rallenta la stretta.
Ancora questo sorso di stelle fresche e pure,
prima del coltellaccio sanguinolento del giorno!
Perchè, perchè strisci così lungo la riva,
foca sinistra?
Tu vorresti fuggire affidando la pancia
a questo mare italiano
che per primo alza la voce scatenando
le criniere dei suoi puledri selvaggi....
Come me tu dovresti abbeverare il tuo volto
nell'odore verde e folto che spandono l'alghe
e in tutti i profumi salini che abbondano intorno.
Io te li offro tutti come un buon cioccolatte....
Le tue coscie grassoccie rimpiangono le delizie
delle quattordicimila camere del Vaticano?
E non pensi forse nostalgicamente
al tuo medico notturno
e alla tua poltrona a rotelle pneumatiche?
Staresti meglio forse nella tua portantina....
E' questa l'ora in cui la tua pancia,
colata giù dal letto, si versava
nella carrozza dalle soffici molle e dai grassi cavalli
che t'aspetta ogni mattina
nel cortile della Pigna!
E' questa l'ora in cui pensavi
alla colazione vicina,
nell'attraversare gli untuosi giardini del Vaticano....
E la tua nostalgia
rievoca la fila degli Svizzeri:
che di lontano sembrano tante uova _à la coque_,
tutti grondanti di giallo e di rosso viscoso.
Ognuno aveva la sua alabarda, mostruosa forchetta!
Mangiavano, dormivano, quella sera?
E dov'era la Guardia Nobile? Dove
la Guardia Palatina?
Affrettati a controllare i nodi del tuo cilicio,
poichè partiamo.... Guarda?
Il mare immenso, gravido,
s'apre penosamente al sole neonato
che fa forza col capo.
Il mio motore lo saluta con un russare di gioia
offrendogli la sua elica,
vasta rosa africana
ebbra d'insetti che flirtano!...
Attento ai vortici avidi
che il caldo sta per scavare nello spazio!...
Nuvole dalle flessibili mani m'impacchettano
con grazia, in una ovatta ardente
che tratto tratto mi doccia....
Io cado a volta a volta sulla mia ala destra,
poi bruscamente sull'ala sinistra.
Sono lanciato dal basso in alto, dall'alto in basso....
Ed ora, a colpi bruschi, correnti d'aria violente
mi suggono in avanti....
Abbraccio il mio motore, poi resto per un istante
ritto sui miei pedali.
Eccomi ricaduto indietro, a caso,
in un buco, piombando nella morte!...
Dov'è il mio cuscino? Ho sentito sulla schiena
il freddo astratto del vuoto!...
Avanti! Io filo sulla strada e me ne stacco.
Non scuotermi così,
riprendi il tuo calmo oscillare di pendolo.
Noi dovremo salire molto in alto....
Fra queste due nuvole bituminose,
come tra i piloni d'un ponte gigante,
ecco l'aurora che precipita tutta la colata
del suo sangue bellicoso!...
__Lo sbarco dei volontari.__
Luce cruda di luglio, odori irritanti del mare....
Tutto balza alla rinfusa,
con la cannonata improvvisa
nella rada traboccante di fuoco....
Gli echi fracassati crollano a pezzi sonori
interminabilmente....
Nell'imboccatura tre bastimenti sorgono
portando ritto alla poppa il tricolore!
Chi dunque li decàpita?... Decapitati s'avanzano
seminando intorno i fumaiuoli, gibus inutili,
e le vele, mantelli.... (Fa tanto caldo!)
sotto gli obici sibilanti d'un incrociatore austriaco
che non ha potuto affondarli
nè sbarrar loro la via....
Urrà, Garibaldini!... Ben venuti!
Le vostre rosse camicie fiammeggiano
col rosso nitrito dei vostri cavalli!
Gru metalliche, vuotate
le stive dei bastimenti,
e date l'imbeccata alle maone!
La banchina gronda di barili, gocce nere,
che scoppian rosse, talvolta....
Ebbrezza delle vendemmie! Folli ubriacature
delle vittorie prossime!... Le case dei pescatori
vacillano pel caldo, e sembrano trascinate
dal peso dell'ombra loro.
Bizzarramente passeggiano al largo
quattro pontoni imbottiti di fieno e letame
che portan cavalli nitrenti.
Sembrano lembi di praterie strappati
dalla violenza d'un torrente,
che vadano alla deriva....
Sulla spiaggia, più lontano,
ecco i sanguinolenti macelli,
vaste zattere violacee e purpuree
che beccheggiano sotto il peso schiacciante
ed i flosci sussulti
delle bestie sventrate che uomini rossi
stanno squartando
in mezzo al flusso e riflusso del sangue.
L'odore caldo e zuccherino inebria
i cavalli trottanti,
che somigliano a macchine a vapore....
Le loro zampe-stantuffi scattan fuori
alternativamente dalle groppe....
E tutti volgono il capo verso quei fasci enormi
di fieno, disposti a piramidi.
A fra poco il piacere di morire con voi,
o rossi volontari!
Ho già in me, nel mio cuore,
questo porto fremente d'eroismo,
folto intrico di verghe e di nervi entusiasti,
estirpato dal petto aperto dell'Aurora!...
Vedo una torpediniera
che viene ad ancorarsi
davanti alla foce muggente del fiume.
Partorisce un canotto,
che muove a forti remate verso la spiaggia
per scandagliare i fondi della strada fluviale.
Tutto si muove senza rumore
in quel villaggio.... Andirivieni di milizie grigie:
è il Genio dell'esercito regolare.
Ordine e silenzio. Ed io sento soltanto
stridere le molle dei carretti....
I contadini attaccano i loro cavalli....
Ognuno ha la sua provvista d'avena
ed il suo secchio d'acqua.
Quelle barche da pesca che beccheggiano
nella baia dall'acque azzurre
portano ognuna, in piramide,
trecento gabbie di polli che gridano troppo.
E sul ponte d'imbarco,
ecco il completo equipaggiamento d'un battaglione
con molti sacchi di grano e molte ceste di frutta....
Gli automobili dei generali,
simili a torpediniere avvolte nella nebbia,
filano via strombettando sulle strade,
con lunghe scìe di polvere sollevata.
O lunghe strade gessose, mostruosi serpenti....
vedo passare pei vostri corpi anellati
gli automobili ingoiati,
simili a veloci bocconi che scendano!
Eccone uno che preme duramente
quella strada nerastra, simile a un sanguinaccio
tra le frenetiche dita delle sue ruote,
per farne sprizzar fuori
un ripieno di polvere lattiginosa e arricciata.
La battaglia potrà durare più di tre settimane.
Per questo si sta preparando
una gran rete ferrata, come se fosse
un bel tappeto tessuto d'argento
disteso sul passaggio
d'un gran Sultano-Locomotiva!
Eccolo che s'avanza solennemente
asmatico e acciaccoso, irritato
pel ritardo, spingendo innanzi
la sua grossa pancia puntuta,
con lunghi e gutturali sputacchi di vapore.
Ritti sopra i sobbalzi delle loro automobili,
i soldati del Genio, Petits-Poucets febbricitanti,
vanno svolgendo in cima alle loro lunghe aste
i gomitoli di fili telefonici,
che attaccano a casaccio, qua e là,
alle siepi, alle rocce,
ed alle case dei villaggi....
La campagna, rigata da lunghe file militari,
come un'immensa lira dalle corde policrome,
vibra tutta ai pizzicati di mille automobili!...
Ecco i grandi autocarri
a grandissimo rendimento.
Vanno sventrando le vallate
con le loro ruote di valanga....
simili a treni ubbriachi deviati per capriccio,
e si divertono talvolta a inerpicarsi
strombazzando dall'alto
il loro schifo pei tunnels.
__I treni militari.__
Coll'agilità dei clowns disossati,
l'esercito mette a contatto la sua fronte
col suo ventre pesante e col suo deretano,
seduto, là, lontano, sul confine!
In grossi ribollimenti di vagoni
scivolano i treni sulle spirali
delle strade
fino al cavo della valle,
imbuto in cui s'agita e si gonfia
il vettovagliamento,
strangolato in quest'ora fuggente!...
Cinquecento vagoni ogni giorno
vengono a vuotare la loro pancia
in più di quattrocentomila bocche
bruciate dalla polvere
e dal fuoco volante della battaglia.
Ognuno ha la sua razione:
cinquecento grammi di carne.
Si spazzan via come immondizie i feriti
fuori dal campo della carneficina.
Mani veloci d'infermiere ripuliscono
il letto pazzo che s'incava sotto al malato!...
Le mie due ali s'appoggiano
sul maestoso e prolungato muggito
di quattromila buoi. Più lontano
il fetore ed i gemiti melati
di centomila pecore
soffocano di nausea il mio motore.
Ruzzolerò io dunque
tanto lontano dalla battaglia?
Questo groviglio di corna
ritte su più di tre chilometri
è veramente un sinistro tappeto!
I soldati s'accalcano intorno ai pozzi
come farfalle intorno alle lampade.
Ecco i forni del pane.
Son tende bianche munite di fumaiuoli,
lumaconi giganteschi dalle corna di fumo....
Le baracche nerastre dell'intendenza
stuzzicano le nubi coi loro appetitosi
fumi di rosticceria....
Tu guarda, Santo Padre, cogli occhi dello stomaco,
quell'ufficiale tarchiato, ritto presso la sua tenda!
E' il gran capo dei capi di tutti gli eserciti nostri,
il primo _cordon-bleu_ che cucina la guerra
fra il sonoro tintinno delle gavette felici!...
L'Austria è ben lungi dal dominare la costa,
Ecco infatti trasporti traboccanti
di cavalleria, i cui nitriti
e le cui folli criniere sventolanti
entusiasmano il mare!
Trecento carri a stanghe all'aria
sulla banchina infocata
si offrono loro fervidamente.... Io vorrei
attaccarvi, piuttosto che cavalli,
grandi aquile forti!...
Tutti i cavalli da tiro, tutti i cavalli da soma,
e anche i muletti, s'impennano inebbriati
dal possente odor della guerra
e dalla folleggiante canzone del cannone!
E' il cannone, che mi guida.... Ed io volo
sui torvi scoscendimenti
d'un paesaggio scarnito e scavato
dagli aratri tonanti della bora!...
I miei baffi folleggiano
al raddoppiar del vento soffiato
dalla mia elica liberante.
Ma qual presentimento, qual brusca
intuizione rilancia verso la riva
il mio desiderio?...
__Il massacro dei sottomarini.__
Esploro il mare che va placandosi
a mille metri sotto di me e mi rivela
luminosamente le sue viscere verdi....
A cinque gomene dalla spiaggia,
quelle zone di rilucente smeraldo
sono alti fondi di sabbia.
Quel bellissimo vello dalle striscie rossastre
macchiate d'ombra è un ammasso di fuchi.
Ah! sangue futurista!... Ah! canaglie!...
Questo temevo!... Ecco i sottomarini!...
Son due.... Son tre.... I loro manometri
indican certo sei braccia di profondità....
Sto a piombo sopra il più grande, magnifico pesce
febbrilmente amoerrato dalla maglia elastica
di sontuosi riflessi smeraldo e topazio....
Tutto distinguo, la cupoletta del chiosco
e il cofano di prua e quello di poppa.
Non sono ermeticamente chiusi, poichè
ne sprizzano a quando a quando vive sorgenti
di gemme gazose.
Trecento metri mi separano dal mare....
Il periscopio dei sottomarini non può
denunciare la mia presenza....
Oh! il torcicollo degli ufficiali in vedetta
sotto le troniere orizzontali!...
Potrebbero vedermi soltanto
se salissero alla superficie!...
Sembrano oziar spensierati, i sottomarini....
Strana manovra: i due più grandi si sfiorano
come se stessero per accoppiarsi,
grandi squali in amore!...
Ah! ah! ora vedrete!... Ho venti bombe
ben piene, ed ognuna contiene
cento chili di melinite!
Due sole basterebbero a spopolare rapidamente
un gran lago pescoso.
Ecco ho premuto un bottone: s'è aperta la botola,
le mie bombe piombano su di voi!...
Urrà! Che bel pennacchio! E che fracasso
tonante che si lacera in sibili di rabbia!...
Ciclone di vapore e di schiuma schiaffeggiante!
Il mare s'incava.... Vortici innumerevoli....
Poi tutto si ricompone.... Guardiamo!...
Il sottomarino è sventrato. La prua
affonda a vista d'occhio....
Oh! che fortuna!...
Ecco: il secondo sottomarino anch'esso
s'inchina sempre più.... ferito a morte?
Ma dov'è la ferita?...
Vedo, vedo una gran buca
ornata d'un fascio nero di teste e di braccia!
E' il pànico.... Tutti si scagliano
ferocemente verso un'uscita!...
La stiva s'empie d'acqua,
e l'acqua sale rapida....
sale, allaga il ponte chiuso,
giunge alla macchina.... La macchina s'arresta.
Oh! divertente e spaventevole angoscia!
Gettate, gettate pure tutti i piombi di soccorso!
Non potrete mai chiudere il portello
dello scafo sottomarino?...
L'acqua vi cade sul capo dalla cupola del chiosco.
Le turbine di poppa rimandano meno acqua
di quanta ne beve la falla....
Non vi stancate inutilmente!... Vedete: è semplicissimo!
Faccio un cerchio nell'acqua con la dinamite,
e il terzo sottomarino
verrà a raggiungere gli altri due già morti!...