La tendenza di Mesmer al misticismo apparve evidente fino dal suo primo
scritto, nella sua dissertazione di laurea trattando dell'influenza che
i pianeti esercitano sul corpo umano.[5]
[5] MESMER, _De planetarium influxu_, 1766.
Nel 1774 Mesmer curava a Vienna una signorina di ventinove anni, per
nome Esterlina. Una fanciulla isterica che soffriva di convulsioni, con
dolori, delirii e sincope.
A quel tempo era a Vienna un gesuita, il padre Hell, professore di
astronomia, il quale credeva, come altri avevano creduto prima di lui,
che la calamita esercitasse una influenza sull'organismo umano. Le prime
osservazioni intorno a questo argomento, tanto dibattuto ancora oggi, le
troviamo nelle opere del medico e filosofo Cardano, uno degli umanisti e
delle menti più vaste della Rinascenza. Cardano nel libro settimo del
suo trattato _De subtilitate_, al paragrafo _Magnes_, racconta di alcuni
esperimenti fatti da un empirico a Milano il quale per mezzo della
calamita rendeva insensibile il braccio. Cardano provò sopra sè stesso e
vide che poteva piantare nella pelle un ago magnetizzato senza sentire
alcuna molestia. Sappiamo però che Cardano era un neuropatico, il quale
poteva ipnotizzarsi da sè medesimo quando voleva. Nel libro decimottavo
del medesimo trattato, Cardano scrisse tali cose intorno alla potenza
dei sogni e alla telepatia da metterci in dubbio sulla attendibilità
delle sue esperienze intorno ad un'azione qualsiasi della calamita. Egli
però intravide le applicazioni che potevano farsi della calamita contro
il dolore e disse “se questo è vero, quale guadagno se ne potrà fare?„
ma le sue speranze non si verificarono. L'ultimo lavoro su questo
argomento[6] fu scritto da uno dei più celebri fisiologi della Germania,
l'Hermann. Nel titolo il professore di Königsberg si fa la domanda: “Ha
il campo magnetico delle azioni fisiologiche dirette?„ e la risposta che
risulta da tutte le esperienze diligentemente raccolte, è negativa.
[6] L. HERMANN, _Hat das magnetische Feld directe physiologische
Wirkungen?_ Archiv. f. d. g. Physiologie, 1888. 43º vol., pag.
217.
Mesmer racconta che si fece prestare delle calamite dal padre Hell.[7]
Applicati tre di questi ferri calamitati l'uno sul petto e due sulle
gambe della damigella Esterlina, questa disse che sentiva delle correnti
dolorose, come di una materia sottile che scorresse sotto la pelle, e
dopo vari giri questa corrente si dirigeva verso la parte inferiore del
corpo, di dove uscitane scomparivano gli accessi e per parecchie ore
essa poteva riposare tranquilla. Dopo qualche giorno Mesmer comunicò
questi risultati al padre Hell. Mesmer soggiunge che il padre Hell,
abusando della sua celebrità nell'astronomia, pubblicò subito nei
giornali la scoperta attribuendola a sè.
[7] MESMER, _Mémoire sur la découverte du magnétisme animal_, pag.
18.
Il padre Hell ed il Baldinger[8] scrissero parecchie memorie sull'azione
che il magnete esercita sopra alcune malattie. Mesmer combattè questi
scritti dicendo che il magnetismo animale era cosa diversa dal fluido
magnetico della calamita, e che in tale distinzione stava l'importanza
della scoperta sua.
[8] BALDINGER, _Narratio historica de magnetis viribus ad morbos
sanandos_. Göttingen, 1778.
Per far capire meglio le idee di Mesmer, racconterò le esperienze da lui
fatte col celebre medico e fisiologo Ingenhousze.[9]
[9] _Ingen-housz_, come scrivono altri, è quello stesso autore del
quale si trova il nome nei trattati di fisica dove si parla della
conducibilità del calore.
Ecco una delle esperienze fatte insieme a Mesmer sulla damigella
Esterlina.[10] L'ammalata dopo un accesso di convulsioni era caduta in
sincope. Ingenhousze si avvicinò al letto mentre Mesmer se ne allontanò:
poi questi gli disse di toccare l'ammalata; Ingenhousze lo fece, ed essa
non si mosse. Mesmer allora disse ad Ingenhousze di avvicinarsi a lui,
lo toccò e gli strinse le mani per comunicargli il magnetismo. Dopo,
essendosi Ingenhousze diretto un'altra volta verso l'ammalata ed
avendola toccata, si manifestò in essa un forte accesso di convulsioni.
[10] MESMER, _Mémoire_, pag. 23.
Si ripetè l'esperienza, e sempre nelle parti che Ingenhousze toccava si
produceva dopo il contatto un forte movimento che prima non c'era.
Mesmer propose una seconda esperienza. Magnetizzò una tazza di
porcellana scelta da Ingenhousze tra sei che erano nella stanza. Fatte
applicare queste sei tazze sulla mano della malata, quando giunse quella
che egli aveva toccata, essa fece un movimento dando segno di dolore.
Questa fanciulla isterica non aveva neppure bisogno che un corpo
magnetizzato la toccasse. Mettendosi Mesmer alla distanza di otto passi
e puntando verso di lei le dita, producevasi egualmente l'insulto delle
convulsioni.
Quest'ultima esperienza è la sola importante di quelle che ho qui
ricordato. Molti credono ancora oggi all'esistenza di un fluido
magnetico col quale una persona può magnetizzarne un'altra. Questo
fluido non esiste. Per convincersene basta ricordare che alcuni, come
Cardano, riescono a magnetizzarsi da soli guardando un oggetto luminoso
o pensando semplicemente al sonno ipnotico.
Pochi giorni dopo Ingenhousze disse agli amici che tutto era una farsa
ed una soperchieria ridicola e combinata.
Mesmer si rivolse alla Facoltà medica di Vienna, perchè nominasse una
commissione: ma la signorina Esterlina aveva preso marito, le
convulsioni erano scomparse e non volle più sentir parlare di Mesmer.