Scivolatagli dalle braccia, ella gli stava davanti in ginocchio,

ammirandolo con espressione ingenua; lo guardò, coi grandi occhi dolci e

ridenti velati da ciglia lunghe, e rimase immobile, così che Filippo

dovette scuoterla. L'ammirazione di lei, che aveva qualche cosa di alto

e di religioso, lo commuoveva sempre; egli se ne sentiva avviluppato e

preso in ogni ora, e ne era quasi sgomento, perchè sapeva ormai che la

fanciulla viveva della sua vita, respirava il suo respiro.

In quell'istante nel quale, caduta involontariamente a ginocchi,

Loredana pareva adorarlo estatica, l'uomo pensò che se il vecchio

Roberto l'avesse vista, avrebbe compreso l'affetto e la protezione

ch'egli Filippo le consacrava, e si sarebbe pentito d'averla chiamata

mantenuta con tanta leggerezza: Filippo si volse a guardare se lo zio

non fosse in un canto, e poi sorrise della propria allucinazione.

IX.

La signora Marta Serrantoni, una giovane dalla grascia pallida, coi

capelli color fiamma, avida di cibo e di denaro, aveva mosso gran guerra

in principio a Loredana e a sua madre, in nome della morale. Poi vedendo

la fanciulla per le vie tutta elegante, e per il Canal Grande nella

gondola a due remi, la signora Marta s'era a poco a poco ravveduta. Il

conte trattava bene l'amica sua, bisognava pur dirlo: non era il

libertino capriccioso e volubile che si credeva, e dal contegno di lui

era naturale concludere che non aveva intenzione di piantare un bel

giorno l'amante nuova come tante altre.

La signora Marta diceva questo con solennità, quantunque avesse detto il

contrario pochi mesi prima, con la medesima solennità; e il codazzo di

giovani e vecchie pettegole che davan peso alle sue parole, andavan

ripetendole, e di giorno in giorno si riavvicinavano alla madre di

Loredana e riprendevano a frequentarne la casa.

Così mentre la signora Emma era malcontenta per il lusso della figlia,

che a lei pareva eccessivo, le altre se ne felicitavano; quando

Loredana veniva dalla sua mamma e trovava le amiche, queste le

passavano una rivista minuta, pregandola talvolta di alzare un po' la

gonna per mostrar le calze di seta, osservando la biancheria,

divertendosi a infilar gli anelli, a provarsi il cappellino, a indossar

la pelliccia. La loro morale taceva innanzi al pregio della roba

lussuosa; esse s'inchinavano all'amante ricco e liberale. Anche ne

godevano, perchè più volte avevano avuto in dono gli abiti ancor freschi

che Loredana smetteva, e i cappellini ch'ella mutava sovente.

La giovane aveva spesso in tasca qualche biglietto delle amiche, le

quali chiedevano protezione al conte per il marito, per il fratello, pel

nipote; e il conte riusciva ad allogar l'uno, a migliorar la posizione

dell'altro, senza conoscerli, per far cosa grata alla sua viperetta.

I concetti morali di quelle piccole donne avevano sorpresa e disgustata

Loredana, che ignorava gli avvolgimenti e le mutazioni dell'umana

vigliaccheria; le avrebbe preferite nemiche aperte; e parlandone con

Filippo, si sentiva in obbligo di scusarle, perchè egli non le

giudicasse troppo severamente.

Ma egli ne rideva, e se ne faceva ripetere le frasi ammirative,

divertendosi ai loro pettegolezzi e al loro mormorìo; qualche volta per

mano dell'amante inviava dolci o fiori, ch'esse si disputavano

vivamente, e talora anche sulla tavola delle borghesi pettegole

comparivan le bottiglie polverose della cantina del conte. A questa

maniera, senza conoscerle di persona, Filippo s'era creato intorno un

circolo di amiche, le quali correvano dalla signora Emma a esaltar la

generosità di lui e a felicitarsi della fortuna che era toccata alla

figliuola.

La signora Emma non pareva del loro avviso, e da qualche tempo era anzi

inquieta.

Come sarebbe finita quell'avventura? La fedeltà del conte l'aveva

stupita senza persuaderla. Nelle sue lunghe ore di riflessioni, ella

aveva accarezzato la speranza che Loredana avesse un figlio; il legame

avrebbe consacrato quell'amore con vincoli quasi sacri, obbligando

Filippo per tutta la vita, forse spingendolo a un passo decisivo. Ma

nulla era avvenuto; Loredana era sterile.

La signora Emma non poteva acconciarsi a questa idea; guardando la

figliuola bella e gagliarda, non le riusciva di credere ch'ella fosse

infeconda; le era balenato il sospetto che la sua sterilità fosse voluta

dall'esperta astuzia di Filippo. Impossibile parlarne a Loredana, che

egli aveva avuto vergine e ignorante d'ogni cosa; sarebbe stato assurdo

interrogarla.

Una volta che la giovane scherzava col bambino di Marta, la signora Emma

osò domandarle:

--Ebbene, Lori, non ti piacerebbe avere un bimbo anche tu?

La giovane diventò vermiglia in faccia.

--Certo,--balbettò,--un bambino anch'io....

--Forse al conte non piacciono?--osservò la signora Emma.

--Non ne abbiamo mai parlato,--rispose Loredana.

E bruscamente andò alla finestra senza proseguire.

--Un bel bambino, che si potrebbe chiamare....--seguitò la madre.--Come

lo chiameresti, Lori?

La giovane si volse e le disse:

--Oh, mamma, non parlarmi così! Mi confondi!

Emma non aggiunse parola, ma quel turbamento la sorprese e le parve la

conferma dei suoi sospetti. Non aveva capito che Loredana si sentiva a

disagio, perchè le sembrava che il discorso aprisse un spiraglio di luce

sul suo amore pel quale aveva sempre un riserbo timoroso, una verecondia

inquieta.

L'argomento ritornò più volte; la Serrantoni, alla quale la signora Emma

aveva confidato i suoi sospetti, s'incaricò d'interrogare Loredana; ma a

lei mancò l'animo di spiegarsi e Loredana la guardò attonita per

quell'interrogatorio, disordinato e confidenziale insieme.

La giovane s'infuriò.

--Se ancora mi parlate del bambino,--dichiarò un giorno,--io non verrò

più a trovarvi! È un'insolenza; tutti vogliono sapere che cosa pensa

Flopi dei bambini; tutti mi domandano che cosa ne penso io; non ci

lasciano più vivere! La Serrantoni mi ha perfino chiesto se sono sicura

che Flopi mi voglia bene come un marito!... È orribile questo

pettegolezzo....

E diede in uno scoppio di pianto, mentre la madre e le amiche le si

facevano attorno a consolarla. Le amiche, specialmente, eran premurose

perchè si vedevano sfuggire le sottane di seta e i cappellini

civettuoli; e quando Loredana accarezzata dalle une, baciata dalle

altre, rassicurata da tutte, cominciò a sorridere attraverso le lagrime,

le donne esalarono un grande sospiro di sollievo....

--Non capisce!--dissero tra di loro più tardi.--È ancora innocente come

l'acqua....

In verità, non capiva; non capiva che cosa volessero da lei, non capiva

le perifrasi prudenti, non capiva che cosa importasse loro la sua

maternità probabile, non capiva sopratutto come questa volta anche sua

madre prendesse parte al coro.

--Ma che cosa mi domandano? Ma di che cosa si occupano?--chiese infine

alla signora Emma.

--Esse credono,--spiegò Emma,--che se tu avessi un bambino, il conte ti

amerebbe di più.

--E che cosa importa loro se Flopi mi ama di più o di meno?

Emma si strinse nelle spalle.

--Mio Dio,--disse, confusa.--È un pensiero che hanno per te, perchè ti

sono affezionate.

--Ma è un pensiero stupido, mamma!--protestò Loredana.--Se io avessi un

bambino, Flopi mi amerebbe ugualmente. Che ne so io? Fors'anco mi

amerebbe meno.

--Davvero?--esclamò Emma scandalizzata.--E perchè mai?

--Perchè sarei malata, perchè diventerei brutta, per tante ragioni

noiose, insomma....

--Allora sei tu che non lo vuoi, Lori?--domandò Emma.

La ragazza la guardò intontita, e poi si mise a ridere.

--Io?--disse.--Come posso io volerlo, o non volerlo?

--Allora è il conte che non vuole?--insistette Emma.

--Flopi?--esclamò Loredana.--E tu pensi che Flopi si curi di queste

sciocchezze? Tu pensi che Flopi sia come la signora Serrantoni?

--Non sono sciocchezze, Lori,--sentenziò Emma gravemente.--Alla fin

fine, tutto dipende dalla volontà del conte.

Loredana scoppiò in una lunga risata.

Le preoccupazioni di sua madre e delle sue amiche risvegliavano in lei

un allegro stupore. Ebbe la tentazione di parlarne all'amante, poi con

lo spirito d'intuizione che spesso la guidava, sentendo nella curiosità

delle donne qualche ombra di mistero, si trattenne; ma istintivamente

scaltra, riuscì per una via indiretta a sapere che cosa Filippo pensava

dei bambini.

Quando egli usciva solo a passeggio, le chiedeva che dovesse portarle a

casa.

--Vuoi i dolci, Lori? Vuoi un palco per questa sera? Devo mandarti i

fiori per la tavola?

Loredana sceglieva; il più delle volte non sceglieva nulla.

--Voglio che tu ritorni presto,--rispondeva.

Ma pressata dalla inquisizione delle pettegole, un giorno si arrischiò:

--Voglio che tu mi porti a casa un bel bambino....

--Di cioccolata?--domandò Filippo ridendo.

--No, un bel bambino vivo,--disse Loredana.

Filippo, che già stava per uscire, tornò indietro e le si avvicinò:

--Veramente?--chiese.--Veramente, tu desideri un bambino?

A guardarla, non si sarebbe detto; ella sorrideva, osservando la

maraviglia dell'uomo, una maraviglia commossa e dolorosa.

--Hai ragione,--egli continuò, accarezzandole i capelli.--Tutte le donne

vogliono il loro bambino.... Ma un bambino, per noi, in questo

momento....

Sembrava molto intrigato, e la cosa divertiva immensamente Loredana, che

non l'aveva mai visto così.

--Certo,--riprese Filippo,--un bambino ti terrebbe compagnia e tu gli

vorresti bene.... Ecco: l'anno venturo avrai il bambino. Te lo prometto.

Sei contenta? L'anno venturo....

Ma s'interruppe. Loredana rideva, fino ad averne umidi gli occhi; poi

con uno scatto gli balzò al collo, e sempre ridendo gli disse:

--Tu hai creduto davvero che io voglia un bambino? Ma no; ma non vi ho

mai pensato, mai, mai, mai! È la signora Serrantoni che mi annoia coi

suoi discorsi e vuole sapere perchè io non ho bambini! A me non importa

nulla! La Serrantoni dice che è colpa tua se non abbiamo bambini, e poi

dice che è colpa mia, e non sa nemmeno lei.... Ma io voglio ciò che tu

vuoi, e non ho mai pensato a queste sciocchezze. Non è vero che sono

sciocchezze?

--E la Serrantoni,--disse Filippo racconsolato,--non ti ha spiegato

perchè è colpa mia se non abbiamo bambini?

--Ah no!--esclamò la giovane, ridendo ancora.--Non mi ha spiegato

niente. Mi ha fatto dei discorsi stranissimi, e in ultimo ha deciso che

io sono una grande oca, perchè non ho capito una parola. Io, però, le ho

dichiarato che se mi secca ancora, non le porterò più i dolci.

--Hai fatto benissimo,--approvò Filippo, baciandola sulla bocca.--E le

dirai che della nostra vita e del nostro amore siamo padroni noi.

Le parole di Filippo diedero un grande coraggio a Loredana, e mentre le

pettegole evitavano quel solito argomento per non addolorarla, ella lo

provocò a bella posta qualche giorno dopo.

--Ho parlato con Flopi del bambino,--disse.

La madre e le amiche, le quali stavano intorno, mandarono una

esclamazione di stupore.

--E che cosa ha detto il conte?--domandò la Serrantoni, trepidando.

--Ha detto che il bambino lo avrò l'anno venturo,--rispose la giovane

categoricamente.--Ma un bambino, per noi, in questo momento....

Ella tacque; le altre tacquero, guardandosi. Loredana era stupefatta per

il successo impreveduto delle sue parole. Finalmente la signora Emma si

passò una mano sulla faccia, e disse sottovoce alla Serrantoni:

--Avevo indovinato. È lui che non lo vuole!...

X.

La serata al teatro Goldoni era stata fatale per Berto Candriani.

Innanzi tutto egli aveva visto Loredana sotto un aspetto nuovo; fino a

quel giorno aveva considerata la giovane come una piccola borghese presa

nella luce della vita mondana per un capriccio di Filippo e destinata a

scomparir presto con quel capriccio; ma standole a fianco, ammirandone

l'eleganza e la freschezza, vivendone alcune ore la vita, notandone

l'ingenuità non priva d'orgoglio, s'era dovuto ricredere. Loredana era

destinata a non scomparire presto: aveva tutte le qualità per essere

un'amante di primo ordine, o una mantenuta lussuosa, o un'amica

affezionata e fedele, a seconda dell'uomo che l'avesse guidata nel suo

cammino.

Da quella sera in poi, Berto aveva notato che se ne parlava molto tra le

dame; dal canto suo, tartassato di domande, aveva dovuto raccontare una

quantità di cose vere e una quantità di cose false, per rispondere alla

curiosità acuta delle amiche. Forte della sua fantasia, aveva prodigato

particolari bizzarri, che raccontava dapprima ridendo; ma perchè le dame

parevano credere, a poco a poco aveva ripetuto quei particolari ed altri

ne aveva aggiunti con gravità; in modo che intorno alla ragazza s'era

formata una leggenda.

Fausta di Montegalda, la quale ancora non poteva persuadersi che «quella

stracciona» fosse una rivale, s'era involontariamente prestata a

diffondere la leggenda. La ragazza si faceva chiamare Loredana e

prendeva un bagno nel latte ogni mattina; mangiava fragole tutto l'anno,

e il povero Flopi spendeva un patrimonio per procurargliele durante la

stagione invernale. La camera dove riposava, con le pareti ricoperte di

specchi, aveva un enorme specchio in luogo del soffitto, cosicchè la

ragazza si vedeva riflessa, in tutte le pose e per ogni lato; la

vecchiaccia che l'accompagnava era vedova, ma si diceva avesse

avvelenato il marito.... Povero Flopi! Tra l'amante e la dama di

compagnia s'era proprio _encanaillé_ fino al collo.

Se qualcuno, in nome della verosimiglianza e della logica, osava qualche

obiezione, Fausta rispondeva:

--Ma è così, ve lo assicuro. Domandatene al Candriani. Egli la conosce

per benino, la ragazza....

E Berto era interrogato e doveva confermare o mitigare i racconti

fantastici, i quali, passando di bocca in bocca, avevano ormai rivestito

incredibili forme.

La celebrità di Loredana era fatta. Nessuno pensava più a negare che la

ragazza prendesse un bagno di latte ogni mattina e vivesse di fragole;

la signora Teobaldi, poi, aveva decisamente avvelenato il marito.

Berto non sapeva se riderne o temerne, perchè capiva che se Filippo

avesse conosciuto quel romanzo e il suo autore, le cose si sarebbero

fatte molto serie.

E mentre l'immane pettegolezzo sobbolliva, la vita di Loredana aveva

avuto una buona ripresa. In quell'inverno la giovane era andata più

volte a teatro, ora con la Teobaldi, ora con Filippo, scatenando una

bufera di commenti e di discussioni, che non giungevano fino al suo

orecchio. L'appartamento sulle Zattere, tutto raccolto e ben riscaldato

pareva più intimo e voluttuoso.

Loredana aveva dimenticato Giselda Fioresi e i due milioni e la taccia

di mantenuta; viveva spensieratamente con la cieca sicurezza di poter

vivere sempre così felice.

Ella fu un po' sorpresa di vedersi un giorno comparire in casa Berto

Candriani, il quale non le faceva mai visita nelle ore in cui Filippo

era assente.

Berto indossava la redingote, aveva un garofano bianco all'occhiello, e

in una mano i guanti paglierini; era addobbato per una visita di

società, e anche questo maravigliava Loredana, che lo riceveva sempre

come un vecchio amico, senza cerimonie.

Pareva lievemente impacciato.

--Credevo ci fosse Filippo,--disse,--ed ero passato a prenderlo.

--No,--rispose Loredana.--Flopi è andato al tè in casa Lombardi....

--Ah, sicuro!--mormorò Berto.--Sono le cinque, infatti; le cinque e un

quarto, anzi.

--Se lei non ha niente di meglio a fare,--seguitò cortesemente la

giovane,--può trattenersi un istante, e il tè gliel'offrirò io.

Berto battè le mani.

--Anzi, anzi, non domando che questo!

La conversazione languì un attimo. Loredana si chiedeva mentalmente:

«Che cosa vuole?». Berto si distraeva a guardar la fanciulla, la quale

indossava una semplice vestaglia tutta liscia colore scarlatto, serrata

ai fianchi da una fascia alta di seta nera. Egli si diceva che era

straordinariamente desiderabile.

--Flopi è sempre di buon umore?--domandò.

--Certo,--rispose Loredana.--È sempre di buon umore con me.

--Non ha più parlato di quegli incidenti al teatro?

--Di quali incidenti?

--Di quella sera, ricorda? quando io ebbi l'onore di riaccompagnarla, e

si fece anche un brindisi....

La giovane sorrise.

--Ah mio Dio!--esclamò.--Di noi tre, se ne ricorda lei, soltanto!...

Sarebbe curiosa che io e Flopi ne parlassimo ancora!...

Berto si morse le labbra.

--È vero; lei e Flopi han da dirsi qualche cosa di meglio,--mormorò.

--Caro conte,--osservò Loredana, corrugando le sopracciglia,--sa che io

detesto i sottintesi.

--Non ci sono sottintesi; dicevo una verità. Due persone che si amano,

non han tempo di badare ai pettegolezzi.

Loredana si alzò per accendere la luce elettrica; la conversazione

ricadde.

--Flopi le ha narrato la storia dei due milioni?--chiese Berto a un

tratto.

--Mi ha narrato ogni cosa.

--Egli non li rimpiange di sicuro?

--Pare di no,--rispose Loredana sorridendo.

Entrò Piero, recando il servizio per il tè, che dispose sul tavolino. Vi

fu una pausa lunga, durante la quale Loredana versò l'acqua bollente

nella teiera, spense il fornelletto a spirito, avanzò il cestello dei

biscotti verso il suo ospite.

--È un bel patrimonio,--riprese questi.

--Che cosa?--domandò Loredana.

Non s'era mai trovata sola col giovane, al quale sapeva di piacere, e se

ne sentiva intimorita, perchè gli occhi di lui non l'abbandonavano mai.

--Dico che due milioni formino un bel patrimonio,--egli spiegò,

prendendo una tazza dalle mani della fanciulla.--Un magnifico

patrimonio, al quale pochi uomini rinunzierebbero per l'amore.

Loredana guardò Berto inquieta.

--Che cosa significa?--domandò.

--Non ci sono sottintesi,--dichiarò Berto sorridendo.--Volevo dire

quello che ho detto; pochi uomini rinunzierebbero a due milioni per

l'amore di una donna. Flopi è di questi uomini, e ciò mi fa piacere....

--No, conte,--interruppe Loredana, bruscamente.--Non è il caso di

scherzare; lei sa qualche cosa?

--Non so nulla!

--Forse Filippo le ha confidato che è malcontento?

--Le do la mia parola, d'onore che Filippo non ha mai aperto bocca con

me....

--E allora?--chiese la giovane freddamente.--Perchè trova strano che

Filippo mi ami?

--Non trovo strano; dico che tra una donna, chiunque ella sia, e due

milioni, quasi tutti gli uomini sceglierebbero questi e lascerebbero

quella.

Loredana non rispose; la bella faccia ridente aveva preso un'espressione

dura, che gli angoli rialzati della bocca facevan più recisa; e gli

occhi fissavan dritti in volto il Candriani, cercando di scrutarne il

pensiero riposto.

--È quello che io ho osservato a Flopi,--ella, disse.--Ma egli mi ha

risposto che io lo scambiava per un mercante.

--Doveva rispondere così,--osservò Berto.

--Doveva essere sincero, perchè io con lui sono stata sempre sincera.

--Lei non aveva nulla da nascondere; ma la sincerità qualche volta è

incomoda,--ribattè il Candriani.--Non si può dire a una donna: «Io

preferisco due milioni al tuo amore»....

Loredana balzò in piedi.

--Perchè mi parla a questo modo?--esclamò.--Filippo le ha dato

l'incarico di esprimere le sue idee?

--No,--rispose Berto, stendendo una mano verso la giovane come a

tranquillarla.--Filippo non mi ha dato alcun incarico, glielo posso

giurare! Sono pensieri miei, quelli che esprimo.

Fece una pausa, si alzò egli pure lentamente in piedi, e movendo un

passo verso la ragazza dritta nella veste flammea, aggiunse:

--Non si spaventi, non si turbi, Loredana. È un amico che le parla. Io

voleva dirle questo fin dalla sera in cui ci siam trovati a teatro.

Volevo dirle che, qualunque cosa avvenga, in qualunque momento, io sarò

lieto di accorrere a una sua parola e di poter esserle utile....

--Come?--domandò Loredana smarrita.--Lei non crede sincero Filippo?

--Non so. È sincero oggi, forse. Domani potrebbe pentirsi, non tanto per

il patrimonio al quale deve rinunziare, quanto per la guerra che gli va

movendo la famiglia. E se quel giorno venisse, le ripeto, ella deve

ricordarsi che ha un amico devoto e pronto a tutto per lei....

La giovane squadrò da capo a piedi il suo ospite; non era più

intimorita; un sorriso ironico le increspava le labbra e una luce vivida

le sfolgorava dagli occhi.

--Io la disprezzo!--ella rispose pacatamente.

--Loredana!--esclamò Berto.

--Sì, sì, la disprezzo!--ripetè la giovane con calma.--Lei ripaga a

questo modo l'amicizia di Flopi? Lei viene a mettermi il sospetto nel

cuore, mentre io era felice! Lei viene ad accusare Filippo, mentre egli

è così buono con me, così fiducioso con lei! E tutto questo senza una

ragione al mondo, solo per dirmi.... Per dirmi che cosa? Che lei

vorrebbe succedere a Filippo, non è vero? Perchè lei crede che se domani

Filippo mi abbandonasse, io prenderei un altro amante, forse il primo

che mi capitasse, con la indifferenza con cui si muta d'abito? Questa è

la stima che lei ha di me?...

S'interruppe, dando in una risata sardonica; e proseguì:

--Caro conte, ha commesso un'azione cattiva, e io dovrò avvertirne

Filippo, perchè si guardi da lei, che è un falso amico! Lei è stato il

solo ammesso in questa casa, e ne ha compensato Flopi tentando di farmi

credere che rimpiange il denaro perduto, e cercando di portar via a

Flopi una donna che egli ama. Mi ha messo l'inferno nell'anima, mi ha

fatto dubitare, mi ha torturata....

--Loredana, non esageri, per carità,--interruppe Berto

avvicinandosi.--Lei non mi ha compreso.

--L'ho compreso, l'ho compreso!--esclamò Loredana, mentre le lagrime

cominciavano a scorrerle per le guance.--Ho compreso il suo scopo! Se

avesse detto quelle malignità senza uno scopo, sarebbe pazzo! Ah, che

dolore mi ha dato! Ora questo pensiero non mi si leverà più dal

cervello; ora io continuamente mi domanderò se Flopi è contento, se non

rimpianga il denaro perduto, se mi ama davvero! Ed ero così felice, così

stupidamente felice!...

Si lasciò cadere in una poltrona, e nascondendo il volto tra le mani,

scoppiò in singhiozzi che le fecero sobbalzare violentemente il seno. A

piccoli passi, piano, adagio, Berto si avvicinò, si curvò sulla

spalliera, osò stendere una mano quasi per carezzare la testolina

dolorosa:

--Loredana,--susurrò,--io le domando perdono; io non credeva di....

Ma dovette troncare. Loredana era scattata in piedi nuovamente; pareva

davvero una viperetta, con la testa dritta e gli occhi sfavillanti:

--Vada via!--gridò.--Vada via; non mi tocchi! La disprezzo, gliel'ho

detto. Vada via, vada via subito!...

Berto si ritrasse.

--Vada via subito!--incalzò Loredana.--Non voglio più vederla! Vada via

subito, o chiamo!

Il tono perentorio, la voce squillante, il fremito visibile che agitava

la fanciulla, fecero comprendere a Candriani ch'era impossibile

resistere; se avesse osato una parola o un gesto, Loredana avrebbe

chiamato il servo o Clarice, facendo uno scandalo. Berto camminò a

ritroso fin sul limitare, s'inchinò, uscì.

La giovane stette in ascolto qualche poco, indi si abbandonò sul divano,

tuffando il volto tra i cuscini. Ella rimase in tal positura, immobile e

con gli occhi asciutti, sforzandosi a pensare, fin che non udì

nell'anticamera i passi di Filippo che rientrava. Allora balzò in piedi,

si diede una occhiata nello specchio, afferrò un libro che giaceva sulla

tavola e finse di leggere.

Filippo entrò:

--Buona sera, piccola,--disse.

--Buona sera, Flopi. Ti sei divertito?

--No, per niente. E tu, che cosa hai fatto?

Un brivido passò nell'anima di Loredana; chinato il capo di nuovo sul

libro, mormorò con indifferenza studiata:

--Nulla. È venuto il Candriani a trovarmi....

--Berto?--esclamò Filippo stupito.--A che ora?

--Alle cinque e un quarto, o alle cinque e mezza, non ricordo.

--E che cosa voleva?

--Era passato a prenderti per andare dalla contessa Lombardi.

--Ma è impossibile, Lori; pensa bene a ciò che dici!--esclamò Filippo.

Loredana s'impaurì; impossibile? perchè era impossibile?

--Ha detto così,--ella insistette.

--Ma dalla contessa Lombardi dovevamo trovarci più tardi,--osservò

Filippo.--E infatti è venuto, mi ha visto, e non mi ha detto ch'era

stato qui. Tutto questo è stranissimo....

Tacque; s'avvicinò all'amante, ancora seduta sul divano, e la scrutò

attentamente.

--Tu sei molto agitata,--soggiunse.--Mi nascondi qualche cosa....

Loredana si sentì morire. Che cosa poteva credere Filippo? Bisognava

raccontar tutto?... Alzò il capo, e disse, disperatamente:

L'amore di Loredana · 第 13 / 17 段