[461] «Ricordovi quando fu el sacco di Volterra, che ogni uomo

pubblicamente, massime e’ Venti, mostravano buona disposizione; ma

se noi non trovavam modo a trarre e’ cento mila fiorini dal Monte, se

avessimo avuto a far prova di più difficil cosa, credo l’aremo veduta

cattiva.» (Lettera di Lorenzo. Vedi FABRONI, pag. 62 e seg.)

[462] VESPASIANO, _Vita di Federigo_. — MACHIAVELLI, lib. VII. —

AMMIRATO, lib. XXIII. — Lettera di un Inghirami a Lorenzo; vedi

FABRONI, pag. 63. — Antonio Ivani scrisse in latino un Commentario

di quella guerra. (_Rerum Ital. Script._, tomo XXIII.) — Comprò la

Repubblica e donò a Federigo il bel palagio di Rusciano in pian di

Ripoli, cominciato da Luca Pitti: questi si trova essere stato uno dei

Venti.

[463] I Diari Rinuccini descrivono questo e l’altro Capitolo Generale

di tutto l’Ordine Francescano in Santa Croce di Firenze, al quale

convennero l’anno 1449 milledugento frati; e la Repubblica stanziava a

sussidio del detto Capitolo mille fiorini d’oro.

[464] «Del mese di settembre 1471 fui eletto ambasciatore a Roma

per l’incoronazione di papa Sisto, dove fui molto onorato, e di

quindi portai le due teste di marmo antiche delle immagini d’Augusto

e d’Agrippa, le quali mi donò detto papa Sisto, e poi portai la

Scodella nostra di calcedonio, intagliata, con molti altri cammei,

che si comperarono allora ec.» (_Ricordi di Lorenzo de’ Medici._) —

«Lorenzo, tra gli altri benefizi che ha ricevuti da Sua Beatitudine,

ha guadagnato con quella un tesoro.» (Istruzione in nome di Sisto IV ad

Antonio Crivelli); vedi _Appendice_ Nº X. — Vedi anche NICCOLÒ VALORI,

_Vita_ ec.

[465] Il Fabroni pubblicava una lettera che Lorenzo scriveva al Papa,

il dì 21 novembre 1472, chiedendogli il cardinalato per Giuliano; e

due a Lorenzo, del buono ed illustre, ma insieme prudente e un po’

cortigiano cardinale Iacopo Ammannati detto il Cardinale di Pavia, del

quale abbiamo in latino un brano di storia e gran numero di lettere a

principi, a grandi personaggi e a letterati.

[466] CORIO, _Storia di Milano_.

[467] NICCOLÒ VALORI, _Vita_ ec.

[468] Vedi _Appendice_ Nº VIII.

[469] Abbiamo le due lettere pubblicate dal Fabroni (pag. 67, 68).

Luigi XI proponeva a Lorenzo di tenere in Francia un suo Oratore,

il quale dovesse conferire col Re solo, nè mai co’ magnati, nè co’

principi del sangue. Gli chiede poi dei cani in dono, ed anche uno

solo, purchè fosse bello e grande, volendo tenerlo in camera e presso

la persona sua.

[470] GUICCIARDINI, cap. III.

[471] VESPASIANO, _Vita di Donato Acciaioli_.

[472] RINUCCINI, pag. 117.

[473] Abbiamo la data 28 gennaio 1475 nei _Ricordi_ del Morelli, gli

altri tacendo quella Giostra ed i moderni scrittori avendo confusa

questa col Tornèo più grande e solenne che aveva tenuto Lorenzo l’anno

1469. Quindi affermarono che il Poliziano fosse in età di soli quindici

anni quando cominciava il Poemetto: ne aveva ben venti nel principio

del 75, e ventiquattro ne avrebbe avuti quando il Poema fosse scritto

un poco prima della congiura de’ Pazzi e interrotto quindi per la morte

di Giuliano; il che a noi sembra essere congettura fra tutte probabile.

Dove il Poeta nella quarta Stanza dice che all’ombra di Lorenzo

«Fiorenza lieta in pace si riposa

Nè teme i venti, o ’l minacciar del cielo,

Nè Giove irato in vista più crucciosa,»

allude manifestamente alle ire di Sisto IV, le quali precessero al caso

dei Pazzi.

[474] _Ricordi_ d’ALAMANNO RINUCCINI, pag. 125 e seg.

[475] La formula delle sentenze diceva: «Magnifici Octoviri Custodiæ

et Baliæ Civitatis Florentiæ in numero sufficienti collegialiter

congregati, intellecto et recepto qualiter etc. — Et idcirco habito

super prædictis omnibus et singulis sano et maturo consilio etc.;

deliberaverunt, scribunt, commictunt, imponunt et mandant vobis

Præsenti Domino Potestati dictæ Civitatis Florentiæ quatenus vigore

præsentis deliberationis, ac commissionis et bullettini, per vestram

sententiam declaretis, pronuntietis et sententietis dictos etc. —

Nota che sempre al Potestà dicevano _Voi_, «quel Voi che prima Roma

sofferìe» e che era dato alla Sovranità. (Sentenze pubblicate tra i

Documenti di corredo all’edizione del Commentario della Congiura de’

Pazzi per Angiolo Poliziano. Napoli, 1769.)

[476] L’ALLEGRETTI nel _Diario Senese_ (_R. I. S._, tomo XXIII, e.

782), e il MALAVOLTI, _Istoria di Siena_, accusano apertamente i

Fiorentini che dessero mano al conte Carlo ed ingannassero i Senesi

con belle parole: «ci mandavano ogni dì una buona lettera, e il Conte

Carlo ogni dì una cavalcata.» (Cronica citata.) — La corrispondenza di

Lorenzo de’ Medici con la Signoria di Siena, che abbiamo in copia, si

trova interrotta dall’anno 1476 all’anno 1482.

[477] L’attentato del Porcari non giunse all’effetto, i Pazzi ed

il Fieschi riuscirono a mezzo, gli uccisori di Galeazzo e quei

d’Alessandro de’ Medici e di Pier Luigi Farnese compierono il fatto;

ma tuttavia gli Sforza regnarono a Milano, e a Firenze i Medici, e i

Farnesi a Parma; nessuno mai degli uccisori scampava la vita.

[478] Tra questi è da porre Alamanno Rinuccini, che poi si mostra

benevolo ai Pazzi: ed egli era stato compagno al Medici nelle

ambascerie e negli uffici di maggior conto.

[479] VESPASIANO, _Vita di Piero de’ Pazzi_.

[480] Ebbe egli il secondo premio nella Giostra, della quale il primo

fu dato a Lorenzo.

[481] MACHIAVELLI, _Storie_, lib. VIII.

[482] _Confessione di Giovan Battista da Montesecco_, stampata tra i

documenti che fanno seguito al Poliziano, _Congiura de’ Pazzi_, e dal

Fabroni e dal Roscoe, _Vita di Lorenzo_. Il Machiavelli trasse molto da

quel documento; così l’Ammirato. Noi lo riproduciamo nell’_Appendice_

Nº IX.

[483] Nelle lettere citate di Piero de’ Medici si vede Guglielmo dieci

anni prima essere tenuto fra i più intrinseci della Casa.

[484] Abbiamo lettera di Girolamo Riario a Lorenzo da Roma a’ 15

gennaio 1478, con la quale lo invita ad andare colà, promettendogli

molto adoprarsi «a levare di mezzo ogni dubitazione che fosse nata tra

esso e il Pontefice.» (FABRONI, _Doc._, pag. 105.)

[485] Istruzione di Lorenzo a Piero suo figlio che andava in Roma nel

novembre del 1484. (FABRONI, pag. 268.)

[486] VASARI, _Vita d’Andrea Verrocchio_: ma quella pittura fu indi a

poco cancellata.

[487] _Congiura de’ Pazzi_ scritta da Filippo Strozzi che v’era

presente. — ANGELI POLITIANI, _Coniurationis Pactianæ Commentarium_;

Napoli, 1769, in-4º. — _Cronichetta di Carlo Giannini da Firenzuola_

(si trova in quello stesso volume). — _Cronichetta di Belfredello

Strinati Alfieri_ (ivi). — _Condanne dei Pazzi e dei loro complici_

(ivi). — _Documenti_ pubblicati dal FABRONI. — _Ricordi_ di ALAMANNO

RINUCCINI. — VALORI, _Vita di Lorenzo de’ Medici_. — GUICCIARDINI,

_Stor. Fior._, cap. IV. — MACHIAVELLI, lib. VIII. — AMMIRATO, lib. XXV.

[488] VESPASIANO, _Vita dell’Acciaioli_.

[489] FABRONI, _Documenti_, pag. 116. — E la Repubblica di Venezia

mandava a quella dei Fiorentini savie parole, che a noi giova qui

riferire: «Pare a noi che dal frappor dimora alla liberazione del

Cardinale non possa quella eccellentissima Signoria conseguire alcun

comodo, quando invece la liberazione del Cardinale toglie ad ognuno

ogni occasione di straparlare, e di giustificare sè stessi d’ogni non

buona operazione, ed anche recida ed amputi ogni offensione d’animo

che i Cardinali potessero per una più lunga ritenzione concepire.

Per questi rispetti adunque l’opinion nostra sarìa che al Vescovo di

Modrussa si rispondesse: che quella eccellentissima Signoria, avendo

per riverenzia del Sommo Pontefice e di quel Santissimo Collegio

riservata la persona del Cardinale dal pericolo di tanta furia quanta

era in quel popolo, delibera anche ed è contenta di liberamente

lasciarlo.» (ROMANIN, _Storia di Venezia_, tomo IV, pag. 389, 90.)

[490] Nella Commissione, manoscritta appresso di noi, di Sisto IV

al Cardinale di Mantova legato a Bologna, il Papa dichiara non fare

colpa a’ Bolognesi dell’avere al primo annunzio della congiura mandato

soccorsi a Firenze: _cum nihil adhuc Florentini in ecclesiasticam

dignitatem moliti essent_. Aggiugne dipoi: _nos quoque casum ipsum

primum indoluimus, et commiserationis nostræ testimonium per literas

nostras ad Florentinos dedimus_. Di queste lettere gli scrittori

fiorentini non fanno menzione.

[491] RAYNALDI, _Annales Ecclesiast._, anno 1478. — Il Mansi

nell’edizione delle _Miscellanee_ del Baluzio, tomo I, diede alcuni

brani di niuna importanza che il Rainaldo aveva omessi o abbreviati.

[492] Documenti aggiunti all’edizione napoletana del _Commentario_ del

POLIZIANO ec. — FABRONI, _Documenti_.

[493] Cronichetta antica (FABRONI, pag. 115).

[494] Il FABRONI pubblicò questo (pag. 131) con altri molti documenti

intorno a quel fatto; il MANSI, nell’appendice alle _Miscellanee_ del

Baluzio, alcune lettere della Duchessa di Milano e del re Ferrando e

dei Veneziani, e due Invettive del Filelfo contro Sisto IV: pag. 503 e

seg.

[495] In fine allo scritto si legge: «datum in Ecclesia nostra

Cathedrali Sanctæ Reparatæ, 23 Julii 1478.» — V è dentro una lettera

del Cardinale di San Giorgio al Papa, tutta dolcezze di encomi alla

Repubblica ed a Lorenzo; ma noi temiamo essere questa una impostura;

e che il Sinodo fosse veramente celebrato, a noi non consta, e non lo

crediamo. (Vedi FABRONI, _Docum._, ec.)

[496] Abbiamo qui tratto dall’Ammirato ogni cosa, perch’egli ne sembra

in questo come in altri luoghi avere attinto a documenti o memorie di

chi era presente. L’orazione che il Machiavelli pone in bocca a Lorenzo

è meno calzante, avendo in sè molto minori caratteri di convenienza e

di verità.

[497] MALIPIERI, pag. 246.

[498] Lettera familiare di Sisto IV al Duca d’Urbino. (FABRONI, pag.

130.)

[499] _Ricordi_ d’ALAMANNO RINUCCINI, pag. 130. — Per le Condotte

d’Ercole d’Este e d’altri, vedi _Archiv. Stor._, tomo XV.

[500] Vedi l’amplissima Provvigione della Repubblica (FABRONI, pag.

191); dove è statuito, tra le altre cose, che la figlia Margherita,

la quale era scritta al Monte delle Doti creditrice di fiorini 290

al primo gennaio 1486 (quando ella entrava nella età nubile), avesse

un’aggiunta di altri 500 fiorini di dote. E che la famiglia di Donato,

ch’era segnata per quattro fiorini a ciascun _sesto_ di gravezza,

venisse gravata per quindici anni d’un solo fiorino ec.

[501] _Memoires de Comines_; lib. VI, cap. 5. — Vedi una lettera

molto risoluta di Luigi XI a Sisto IV, nella _Cronaca_ del MALIPIERI;

_Archiv. Stor._, tomo VII, parte I, pag. 247.

[502] _Epist. Iacobi Ammannati Cardinalis Papiensis; 16 luglio 1478._

Segue una lettera a lui di Iacopo Antiquario letterato Perugino, e

tutto devoto alla causa di Lorenzo.

[503] RAYNALDI _Annales Ecclesiast._; il quale è da consultare

con fiducia per tutto quel fatto narrato da lui con diligenza ed

ischiettezza. Oltre al Breve di Sisto IV, riferisce assai documenti;

e tra gli altri la risposta che diede il Papa agli Oratori francesi

conforme ai consigli del Cardinale di Pavia. È tratta dai Diari di

Iacopo Volterrano scrittore apostolico (_Rer. Ital._, tomo XXIII),

il quale non vuolsi confondere con Raffaele Maffei Volterrano, autore

anch’egli più volte allegato dallo stesso Rainaldo. — Iacopo, ch’era

stato segretario e grande amico all’Ammannati, continuava ne’ suoi

Diari, pei tredici anni di Sisto IV, i Commentari del Cardinale.

[504] Diceva il Senato all’oratore pontificio: «e perchè la Santità

Sua, a petizione d’altri e per satisfare a dishoneste voglie e

appetiti di chi si sia, offende quelli (i Fiorentini) e spiritual e

temporalmente, volemo che la Beatitudine Sua sapia che nui insieme

cum loro, et cum el Stato de Milan unitissimi, et temporal et

spiritualmente defenderemo i stati, honor et dignità della nostra

confederation ec. Et non si speri la Beatitudine Sua nè altri poter

cuoprire e’ fini de no’ buoni pensieri soi, cum ch’el non offende

la città di Fiorenza, ma Lorenzo in ispecie: perchè ben intendemo

tutti nui, questa offesa no’ esser fatta più alla particularità de

Lorenzo, innocentissimo da tutte quelle calunnie li sono apposte, che

al presente stato e forma de governo de la città di Fiorenza, ec.»

(ROMANIN, _Storia di Venezia_, tomo XIV, pag. 390.)

[505] Il Fabroni vidde, d’antica stampa, una invettiva molto virulenta

di Cola Montano contro a Lorenzo de’ Medici. Cola era stato col Conte

Girolamo Riario, e poi nell’anno 1482 pare insidiasse alla vita di

Lorenzo, quando nel recarsi da Genova a Roma fu nelle Maremme preso da

certi che ne seguivano le traccie, ed a Firenze condotto. L’Oratore

d’Ercole da Este racconta il caso e infine aggiugne: «Credo capiterà

male.» (_Atti e Memorie delle Deputazioni di storia patria delle

provincie Modenesi e Parmensi_, vol. I, fasc. III, pag. 259.) — La

Legazione di Piero Capponi, che abbiamo in copia, non contiene altro

che le lettere d’ufficio a lui dei Dieci; le sue da Lucca non si

rinvengono.

[506] GUICCIARDINI, _Opere_, tomo III. — MACHIAVELLI, lib. VIII. —

AMMIRATO, lib. XXIV.

[507] _Narrazione della Congiura dei Pazzi_, scritta da FILIPPO STROZZI

Seniore.

[508] Il MALAVOLTI, nell’_Istoria di Siena_, pubblicava l’accennata

lettera di Lorenzo de’ Medici ai Duchi d’Urbino e di Calabria.

[509] GUICCIARDINI, _Opere inedite_, tomo III, 56.

[510] GUICCIARDINI, _Storia di Firenze_, cap. VI e IX.

[511] Vedi una leggiadra lettera a Lorenzo d’Ippolita d’Aragona nuora

del Re. (FABRONI, pag. 223.)

[512] Queste cose abbiamo cavate da una Commissione di Sisto IV a

messer Antonio Crivelli mandato da lui a Napoli. È manoscritta presso

di noi e molto bene dichiara l’animo di Sisto ed il contegno del Re: la

pubblichiamo, _Appendice_ Nº X.

[513] FABRONI, Documenti, pag. 213, e sono anche ivi da vedere le

private lettere scritte a Lorenzo da Bartolommeo Scala e da altri de’

più confidenti.

[514] GUICCIARDINI, loc. cit. — MACHIAVELLI, lib. VIII. — AMMIRATO,

lib. XXIV.

[515] Questo punto è ora dilucidato abbastanza dal ROMANIN, _Storia di

Venezia_, lib. XI, cap. 3.

[516] Lettere manoscritte ai Dieci, di Piero Capponi, da Napoli 18

aprile 1483.

[517] CAMMILLO PORZIO (_Congiura de’ Baroni_) attribuisce ai Fiorentini

la discesa dei Turchi in Italia; ma è scrittore in quanto ai fatti

poco diligente. — Lorenzo mantenne con Alfonso durante la guerra molto

amichevoli relazioni, usando parole strabocchevolmente sviscerate.

(Vedi FABRONI, pag. 216.)

[518] ALLEGRETTI, _Cronaca Senese_ (_Rer. Ital. Script._, tomo XXIII).

— MALAVOLTI, _Storia di Siena_.

[519] FABRONI, pag. 219 e 20.

[520] Diarii Latini di Iacopo Volterrano, che fu presente

all’assoluzione. (_Rer. Ital. Script._, tomo XXIII.)

[521] GUICCIARDINI, _Stor. Fior._, cap. V.

[522] Ordine dei _Settanta_: Provvisioni dei 10 e 19 aprile 1480.

(_Archiv. Stor. Ital._, tomo I, pag. 321.)

[523] CANESTRINI, _Sulle Imposte della Repubblica di Firenze_, cap.

III, sez. 4 e seg. Trovò egli scritto nell’Archivio in calce d’un

antico libro: «Quisquis es, quia dives es et plurimum lucraris, non es

amicus pauperum tametsi simulas amicissimum; quoniam vero paucos filios

habes, Catastum damnas atque explodis, et cervicibus inopum grave

onus imponis.» Secondo l’antico Catasto, per ogni figlio o parente da

sostentare si faceva detrazione di duecento fiorini, ond’era grande il

benefizio di chi aveva molti figli.

[524] Nel Proemio della Provvisione per l’Ordine dei _Settanta_

si mettono innanzi le spese e i danni della peste, forse cercando

attenuare quelle che aveva prodotto la guerra fatta per Lorenzo. In

seguito aggiugne i danni maggiori essere «per il Monte, perchè non s’è

renduto le paghe, nè valutosi senza gran danno del credito; per che è

diminuito di pregio non rendendo, et però non se n’è molto contractato.

Et è questo membro del Monte in tanto disordine, che se presto e

saviamente non vi si provvede, nè dote nè paghe render si potranno.»

[525] RINUCCINI, pag. 135 e 137.

[526] In Bruggia si trova che avesse perduto per cento mila ducati,

e in altre Banche forse altri cento. — In quella città falliva pure

una Compagnia col nome dei Da Rabatta e dei Cambi per avere servito

di grande somma di danaro la duchessa Maria di Borgogna moglie

dell’imperatore Massimiliano, che s’era morta, e il danaro non venne

mai restituito. (RINUCCINI, anno 1483.) Questa Compagnia non credo

però che andasse per conto dei Medici. — Lorenzo accattava spesso

danari anche dagli amici: avendogli i suoi cugini del ramo di Pier

Francesco prestato nel 1478, sessantamila ducati, Lorenzo cedeva ad

essi in pagamento la villa di Cafaggiolo colle possessioni che aveva

in Mugello. Vendeva allo Sforza per quattromila ducati la casa che il

padre di quello gli aveva donata in Milano. (VALORI, _Vita di Lorenzo_.

— _Istorie_ di GIO. CAMBI, in _Deliz. Erud._, tomo XXI in principio.

— GUICCIARDINI, _Stor. Fior._, cap. IX. — Lettera d’Antonio Pucci a

Lorenzo, FABRONI, pag. 212.)

[527] AMMIRATO, 1481. — RINUCCINI, pag. 134. — VALORI, _Vit. Laur._

[528] Lettera a Lorenzo dei Medici di Matteo Arcidiacono di Forlì.

(FABRONI, pag. 226.)

[529] _Diari Romani_ di IACOPO VOLTERRANO (MURATORI, _Rer. Ital.

Script._, tomo XXIII, cap. 147 e seg.)

[530] MACHIAVELLI, lib. VIII. — AMMIRATO, lib. XXV.

[531] Sappiamo queste cose da una lettera di Lorenzo stesso, che

scriveva in nome dei Dieci di guerra. Contiene, tra le altre, queste

parole: «.... per essere la nostra religione in mancamento assai della

sua reputazione per questi Governi tanto alieni dagli antichi e da

quelli che si convengono a un pastore cristiano. Abbiamo grandissima

speranza che questa santa opera si condurrà ad effetto, perchè Dio non

abbandonerà la sua causa. E movendo la Sua Maestà Spagna e Ungheria,

già la cosa arà sortito sufficiente effetto. Tieni confortata in questo

la Sua Maestà, e ogni dì sollecita; e noi avvisa continuamente delle

deliberazioni e pareri suoi, co’ quali desideriamo convenire in ogni

cosa.» — Legazione manoscritta di Piero Capponi a Napoli; lettere dei

21 settembre e 14 ottobre 1482.

[532] Vedi _Archiv. Stor._, Nuova Serie, vol. II.

[533] FABRONI, _Docum._, pag. 227 e seg. — Vedi RAYNALDO, anno 1482,

pag. 25, 26, ediz. di Lucca. — _Diari di Stefano Infessura_ (MURATORI,

_Scrip. Rer. Ital._, tomo III, col. 1153). — Nella Dieta che Pio

II tenne a Mantova, i Potentati d’Italia s’erano obbligati di non

appellarsi mai _ad futurum Concilium_, e lo stesso Ferrando aveva

rinnovato la promessa a papa Sisto. (_Atti ec. della Deputazione di

storia patria_, Modena, 1863, pag. 296.)

[534] Legazione sopraccitata.

[535] «Sua Beatitudine volentieri vorrebbe ogni accordo, ma e’ crede

più ad altri che a sè; e il Conte (Girolamo Riario) credo che si muova

per la sua mala natura, la quale è vendicativa,... e per tenere sempre

il Papa in imprese e appiccato, perchè per questa via egli si mantiene

in reputazione et poppa tutte le entrate della Chiesa. Il Papa ha gran

desiderio di pace; e oggi a tutti noi Oratori ha confessato le pratiche

tenute a Venezia ec.» Lettera a Lorenzo di Guid’Antonio Vespucci,

ambasciatore a Roma, 23 ottobre 1483. (FABRONI, _Docum._, pag. 251.)

— Vedi negli _Annali_ del MALIPIERO i danni sofferti dai Veneziani per

questa guerra, e le pratiche per la pace molto avanzate da Sisto IV, ma

delle quali il Senato di Venezia poco si fidava.

[536] CORIO, _Storia di Milano_. — GUICCIARDINI, _Stor. Fior._, cap.

VII. — Quando vennero a Sisto IV gli Ambasciatori con la pace, il

giorno che fu penultimo della sua vita, si doleva egli affannosamente

delle inique condizioni, dicendo che i Veneziani, l’anno innanzi, a

lui ne offrivano delle migliori. (_Diario di_ IACOPO VOLTERRANO in

MURATORI, _Script. Rer. Ital._, tomo XXIII, col. 199.)

[537] MALAVOLTI, _Storia di Siena_, lib. VI. — Lettere manoscritte di

Lorenzo dei Medici alla Signoria di Siena.

[538] _Istorie_ di GIO. CAMBI. — MACHIAVELLI, lib. VIII.

[539] AMMIRATO, _Storie_. — Lettere ai Dieci di Piero Capponi

Commissario in Pisa per la guerra.

[540] Circa l’elezione d’Innocenzio VIII sono da vedere le lettere

scritte da Roma a Lorenzo e pubblicate dal FABRONI, pag. 256 e seg.

[541] Lorenzo aveva consigliato al Re «d’avere gli occhi a tutto, e

mostrare in alcuna cosa non intendere.» Anche scriveva: Dispiacemi sino

all’anima che lo signor Duca (Alfonso) abbia questo nome di crudele,

e falsamente le sia imposto; pure Sua Eccellenza tuttavia si sforzi

toglierlo con ogni arte, che certo li metterà buon conto. Et così se

le Gabelle si tollerano mal volentieri dalli popoli, levile via, et

torni alli soliti pagamenti; che vale più avere un carlino con piacere

e amore, che dieci con dispiacere e isdegno; che certamente, indurre

usanza nuova ad ogni popolo pare forte.» (FABRONI, pag. 269.)

[542] GUICCIARDINI, _Stor. di Fir._, cap. VIII. — MACHIAVELLI, lib.

VIII. — AMMIRATO, lib. XXV. — PORZIO, _Congiura dei Baroni_.

[543] Legazione Modenese sopraccitata (pag. 285).

[544] Il Re minacciava comparire a Roma con la lancia sulla coscia.

(Legazione Modenese sopraccitata, anno 1490.)

[545] GUICCIARDINI, _Stor. Fior._, cap. VIII. — MACHIAVELLI, lib. VIII.

— AMMIRATO, lib. XXVI.

[546] FABRONI, _Docum._, pag. 334 e altrove.

[547] _Ricordi di Lorenzo._ (FABRONI, _Docum._, pag. 299 e seg.)

[548] Le cerimonie per la promozione al Cardinalato di Giovanni de’

Medici, sono descritte lungamente nel _Diario del Burcardo_, all’anno

1492. Firenze, 1854; pag. 162-77.

[549] _Appendice_, Nº XI. — (Vedi i Documenti pubblicati dal FABRONI.)

[550] GUICCIARDINI, _Stor. Fior._, cap. VIII. — CAMBI. — RINUCCINI.

[551] FABRONI, Documenti, pag. 337.

[552] Fra le Istruzioni al figlio adolescente che andava in Roma con

gli Ambasciatori a papa Innocenzio ponea: «Nei tempi e luoghi dove

concorreranno gli altri giovani degli Imbasciatori pòrtati gravemente e

costumatamente e con umanità verso gli altri pari tuoi, guardandoti di

non preceder loro, se fossino di più età di te; poichè per essere mio

figliolo, non sei però altro che cittadino di Firenze, come sono ancor

loro.» (FABRONI, Docum., pag. 264.) Ma nelle nozze a Milano di Giovanni

Galeazzo con Isabella d’Aragona, Piero andava sempre del pari col Duca.

(Idem, pag. 296.)

[553] Discorso di Alessandro de’ Pazzi (_Arch. Stor. Ital._, tomo

I, pag. 42), che riferisce parole della sua madre Bianca, sorella a

Lorenzo.

[554] Giovanni Cambi, ch’era figliolo del Gonfaloniere così avvilito,

narra distesamente quel fatto: il Rinuccini vitupera il Gonfaloniere e

accusa Lorenzo.

[555] Alamanno Rinuccini (loc. cit.), e Guicciardini, cap. IX; il primo

fu acerbo giudice di Lorenzo, il Guicciardini severo in quella Istoria

Fiorentina ch’egli scriveva giovane appena di venticinque anni.

[556] Oratore Modenese sopraccitato, anno 1489.

[557] FABRONI, Docum., pag. 72-90.

[558] Lettere manoscritte di Lorenzo de’ Medici alla Signoria di Siena:

copia appresso di noi.

[559] L’Oratore Modenese più volte citato, chiama lui vivo «bilancia

d’Italia.»

[560] MACHIAVELLI, fine dell’_Istoria_. — GUICCIARDINI, _Storia di

Firenze_, cap. VIII e IX, e _Istoria d’Italia_, lib. I. — RINUCCINI

ALAMANNO, anno 1492. — _Istoria_ di GIOVANNI CAMBI. — VALORI, _Vita di

Lorenzo de’ Medici_. — FABRONI, Documenti. — ROSCOE, _Vita di Lorenzo_,

vers. ital., Pisa, 1799. — AMMIRATO, lib. XXV, XXVI. — MICHELE BRUTO,

ultimi quattro Libri dell’_Istoria Fiorentina_.

Storia della Repubblica di Firenze v. 2/3 · 第 50 / 51 段