pubblicava in Germania dall’insigne e a noi tutti caro Barone Alfredo
di Reumont. È in due volumi, e vi si comprende l’intera istoria di
quel tempo e la politica cercata dentro agli Archivi delle maggiori
città d’Italia e quanto risguardi le arti e le lettere e i costumi.
Di questa opera noi ci peritiamo a dare un giudizio per l’amicizia che
da lunghi anni ci stringe all’autore e perchè in essa egli ci onorava
molto al di là d’ogni ambizione nostra. Solamente, come Italiani, lo
preghiamo a fare italiana egli medesimo una Storia dove noi possiamo
tanto imparare. Scrive egli come un Italiano; e degli antichi fatti
nostri e degli uomini ha una conoscenza tanto familiare che a noi è un
miracolo. Finito il libro, gli venne a mano un Registro di Lettere di
Lorenzo, che prima d’ora si credè perduto (Ved. _Archiv. Stor. Ital._,
tomo XIX della Serie III). Di quelle lettere molte aveva prima lette in
questo Archivio di Stato, e usate scrivendo: sono in numero grandissimo
perchè il Registro comprende quindici anni della Vita di Lorenzo, che
ne dettava o scriveva di sua mano fino a dieci e venti in un giorno.
Pubblicarle tutte sarebbe cosa intempestiva, tanto vi abbondano, per
esempio, le commendatizie, e i minuti affari, che senza fatica Lorenzo
sapeva mandare di fronte. Ma tolte anche via le cose che a noi sono
inutili, raccomandiamo una ben fatta pubblicazione delle Lettere di
quest’uomo, che sempre saranno assai grande numero: l’uomo e i tempi
ne sono degni, e in esse Lorenzo è grande esemplare, perchè niuno
ebbe delle cose una intelligenza tanto vasta, nè le giudicò in modo sì
netto e preciso; la quale ultima condizione basterebbe a rendere il suo
scrivere elegantissimo, quando anche in lui non si fosse aggiunta la
grande coltura. A queste potrebbero fare riscontro anche altre lettere
scritte da uomini di quel tempo.
[561] FILIPPO VILLANI nel Proemio.
[562] LEONARDI ARETINI _Dialog. I ad Petrum Histrium_. Fu già stampato
in Basilea, ed è manoscritto nella Laurenziana.
[563] _Orazione di Cristoforo Landino_; Firenze, 1853.
[564] Prefazione alla _Sporta_; Firenze, 1550.
[565] LANDINO, Proemio al _Commento sulla Divina Commedia_.
[566] Lettera stampata nel _Propugnatore_; Bologna, 1869.
[567] Proemio al _Commento sulle Canzoni_.
[568] BERNHARDI, _Dissertazione_ ec.; Berlino, 1868.
[569] _Commissioni di Rinaldo degli Albizzi, per il Comune di Firenze_,
volumi tre; 1867-73.
[570] _Documenti di storia italiana_, copiati in Parigi da G. Molini,
tomo I, in fine.
[571] CAMBI, _Storia di Firenze_, anno 1498; sta nelle _Delizie_ ec.
del P. ILDEFONSO.
[572] Estratti del signor Rawdon Brown, tomo III, pag. 318.
[573] Nel 1559 il Trattato di Castel Cambrese aveva finito le guerre
d’Italia; ma in quell’anno stesso da piè delle Alpi si preparava il
1859: tre secoli tondi, e date che importano alla storia della lingua.
[574] VARCHI, _Ercolano_; Padova, 1744, in-4º; pag. 84 e seg., 357 e
seg., 446 e seg., 508 e in molti luoghi.
[575] Questa e le successive, sino a quella de’ 27 febbraio inclusive,
vengono da un Libro di provvisioni e deliberazioni di due Balie create
il 20 di gennaio e il 5 di febbraio di quell’anno; il qual Libro esiste
nel predetto Archivio di Stato di Firenze.
[576] Questa è anche trascritta nel Codice dell’Archivio dei Capitani
di Parte altrove citato.
[577] Manca della data, ma sta nel Registro tra una del 3 e un’altra
del 13 marzo 1406 (stil. fior.).
[578] Così nell’originale.
[579] Spazio bianco nell’originale qui ed appresso dove saranno questi
punti.
[580] Così chiaramente l’originale.
[581] Intendasi messer Iacopo, con cui egli parlava.
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
senza annotazione minimi errori tipografici.