12 di maggio.

Qual nuova e più grave sciagura sovrasta a me o ad alcuno de' miei

cari. Io n'ho da parecchi dì il doloroso presentimento; poichè la pace

gustata per alcun tempo, alle forti contemplazioni della scienza,

infiammatrice dell'intelletto, alla soave poesia della natura è

succeduta nell'animo mio l'amarezza delle cose, la codardia del dubbio,

e quasi una paura di me stesso. Questo fu sempre per me il presagio di

un tristo giorno della vita.

I miei vecchi volumi non mi racconsolano più; non mi sembran più che

vani, indicifrabili enigmi, i quali altra cosa non mi fanno certo, se

non che quaggiù nulla è certo.

Non posso scrivere, non posso nè manco pensare...

Angiola Maria: Storia domestica · 第 94 / 105 题