In questa solitudine, altro io non desidero che la fedele compagnia
d'un amico che riceva nel suo cuore la pienezza del mio, che meco
divida il segreto del dolore e della speranza, e mi riconforti e
sostenga ov'io ricada, come pur troppo avvien qualche volta, negli
antichi terrori, in quelle fatali malinconie che m'avvelenarono l'anima
non ancor del tutto guarita. Ohimè! basta un giorno solo di dubbio e
di fiacchezza, un'ora sola d'interiore viltà per ripiombarmi in un mar
d'incertezze, per togliermi la pace appena ottenuta coll'assidua fatica
dello spirito.
Tornato a casa col cuor pieno di rancore e di pianto, trovai la Bibbia
sul mio tavolo: a caso l'apersi e mi venne sott'occhio quel lamentoso
e poetico salmo, con cui il profeta ne' giorni della persecuzione
confidava l'anima sua al Signore:
— «Io mi confido nel Signore. Perchè dite voi all'anima mia: Ti
trafuga, come il passero al monte?
Poichè gli empi, ecco, han teso l'arco; apprestarono le saette nella
faretra, per saettarle contro a' retti di cuore in luogo scuro.
Dopo che ruinarono ciò che voi avete fatto, e che mai poteva il giusto?
Il Signore nel suo tempio Santo, il Signore ha la sua sede nel cielo.
Gli occhi suoi veggono il povero; le sue palpebre interrogano i
figliuoli degli uomini.
Il Signore interroga il giusto e l'empio: colui che ama l'iniquità odia
l'anima sua.
Pioverà lacci sugli empi; fuoco e zolfo e procelloso turbine è porzione
del loro calice.
Perocchè il Signore è giusto, e amò la giustizia; e la faccia di lui
riguarda all'equità.» —
Che altro avrei potuto dire al Signore, fuorchè offerirgli dal profondo
anche per me questa santa preghiera?...