Io mi proposi d'adoperare il tempo che mi sopravanza, dopo compiuti
gli obblighi sacri del ministero, nell'andar cercando di sito in
sito fin dove mi sia concesso inoltrare nelle quotidiane e solitario
mie peregrinazioni, le reliquie de' secoli passati, le tradizioni
antichissime che son vive tuttora nelle povere capanne del mandriano
e del carbonajo sugli altipiani e ne' diroccati casolari degli umili
paeselli; nell'andar raccogliendo le semplici cantilene delle fanciulle
montanine e le pie leggende delle vecchie filatrici; nel visitar gli
avanzi rovinosi e pittoreschi di qualche feudale castello di cui più
nessuno sappia il nome; e gli abbandonati cimiteri e le lapide votive;
e più di tutto nello studiar quelle antiche patriarcali costumanze, che
sono come il simbolo della giustizia nelle famiglie, la religion vera
del passato.
Dachè incominciai, senz'alcuna pretensione di sapienza antiquaria,
queste utili e studiose ricerche, la mia vita ben più occupata e
operosa che prima non fosse, assorta nel meditare e nello scrivere,
invogliata dalle prime scoperte a novelli e più forti studii, si
ricompone in quella temperanza equanime di volontà e di sentimento ch'è
la miglior medicina delle avverse cose.
Son quasi corsi due secoli dalle terribili guerre che per furor di
politica ricoperta del manto della religione, disertarono queste
contrade; e la memoria della rivolta qui sopravvive ancora; qui suona
ancora sul labbro de' fieri Valtellini la bestemmia antica contro il
luterano; qui l'odio rugginoso verso le tre Leghe Grigie, alimentato
dalla contesa proprietà del territorio, non è spento del tutto: mentre
nessuno più si ricorda della tirannide spagnuola che, sotto colore di
protezione, soffiava alimento a' dissidj, e col pretesto della fede
calpestata e della santa causa della religione rinfocava le moltitudini
alla riscossa. E guai, allorchè un popolo si solleva in nome della fede
de' padri suoi!...