La pace ritorna. La vita stanca e travagliosa qui si rintegra, si
rinnova nella calma di questi bei giorni dell'autunno; e il sole
tranquillo che indora le spalle della montagna rimpetto alla mia
finestra, sembra mandare il benefico riflesso della sua luce nell'anima
mia.
Da tanto tempo io non poteva godermi una contentezza così salutare,
così vera. E se vuole il cielo che passino per me soltanto pochi mesi
di raccoglimento e di pacifica meditazione, senza che si risvegli a
conturbarmi lo sdegno d'una vita costretta a consumarsi nella lunga
aspettativa de' giorni promessi da Colui che venne ad abitare fra gli
uomini, e fu vera luce dell'universo; allora forse la modesta missione
che a me fu posta mi parrà più bella e sacra, perchè dimenticata e
disprezzata dal mondo; allora forse Dio mi perdonerà il passato, e
terrà conto del mio sagrificio.
Coloro in mezzo a' quali vedrò scorrere la breve mia vita terrena, mi
amano e mi vengono intorno. con rispettosa attenzione; ma non sanno
ch'io non potrò render loro per questo affetto altra cosa che poche
parole a confortarli nelle sciagure. Ben vorrei, come ne sento gran
bisogno nell'anima, aprir coll'eloquenza della semplice verità i
loro intelletti, far ragionevole il loro ossequio alla fede, scendere
nel fondo de' loro cuori, e suscitarvi quella scintilla che li renda
migliori di quel ch'essi sono, di quel che furono i padri e gli avi
loro. Eglino sono contenti del poco, è vero; ma intanto anneghittiscono
nella povertà, disimparano ad amare coloro che soffrono, ad amare il
ben comune, per quell'affetto più augusto, più fiacco, direi quasi
per quell'egoismo che li fa attaccati alla loro famiglia, al campanile
della parrocchia, alle povere glebe della loro vallata. Ma pure chi sa
che, procacciando di migliorare, per quanto è da me, gli umili destini
di codesti montanari, io non dovessi invece riuscire a farli men
felici, o men rassegnati di quel che sono? —