Dopo tal biglietto Giovanni non ebbe più dubbi; tutto gli faceva
ravvisare nell'amabile incognito la virtuosa e sensibile donzella che
al certo era una molla principale della salvezza comune. Giovanni si
sentì come rinascere a nuova esistenza, benedisse il cielo, benedisse
la cara giovane e sperò.
Io qui vi descriverei la più bizzarra delle popolari aberrazioni, una
funzionaccia plateale in cui più d'un facchino sperò diventare un
Ercole novello e più di un ladro d'aringhe oscurar la fama di Bacco,
se avessimo bisogno di tenere dietro agli errori del popolo per
convincerci che questi nella maggior parte hanno origine dalla
miseria, dalla fame, dall'abbrutimento, dall'ignoranza. Lasciamo
adunque la scena e ritorniamo ad Angiolina, che abbiamo già veduta al
fianco del signor Basilio, persuasi che i nostri lettori saranno
desiderosi di conoscere se costui nel gentile domestico mulatto sapea
di aver al fianco la figlia.
Noi ci ricordiamo certamente che il signor Basilio intervenne alla
colazione demagogica nel palazzo di Catone, ove terminarono per essere
tutti ubriachi; anche il nostro eroe bigotto si ritrasse mal
reggendosi sulle vacillanti gambe e si diresse appoggiandosi sulla sua
canna d'India verso la propria abitazione. Angiolina, appena vide in
salvo Alfredo e Selvaggio, risolse di restare in città, di accostarsi
al signor Basilio anche col fine di giovare al povero Giovanni rimasto
in preda dei forsennati. Senza deporre il suo marinaresco abito e
senza punto togliersi dal viso quella vernice applicatasi con unto di
noce di cocco, che le dava una tinta di mulatto; senza in specie
lasciare il pugnale che teneva a cintola e la carabina che avea sulle
spalle nè le cartucce che teneva nella giberna legata ai fianchi da
una striscia di cuoio, si pose sulle tracce dell'uomo da lei cercato e
che ella aveva ravvisato benissimo a quei lineamenti, ahi! troppo
impressi nella sua mente e nel suo cuore fin da quando si era
incontrata nella turba di coloro che menavan legati Giovanni ed
Alfredo, ma che poi aveva veduto sparire dopo la disgrazia del primo e
la salvezza del secondo. Rivoltasi ad un popolano, gli aveva
domandato:
--Di grazia, cittadino, vorresti tu indicarmi l'abitazione del signor
Basilio, di casato....?
--Non occorre il casato, aveva risposto il popolano sogghignando, mio
bel marinaro; il signor Basilio è uno di quegli uomini che per essere
conosciuto universalmente non ha bisogno di un cognome. Esso è così
celebre che anzi lascerà che il suo nome battesimale si trasformi in
casato e che tutti coloro i quali al mondo avranno la felicità di
possedere i suoi requisiti possano chiamarsi la famiglia dei
Basilii.--
Angiolina, che sapeva pur troppo qual fosse la specie delle virtù del
padre suo, si affrettò a soggiungere:
--Non occorre che tu ti diffonda in elogi verso il personaggio di cui
ti addimando l'abitazione, lo conosco quanto te e (trattenendo un
sospiro) forse più di te.
--Ma sì, dico io per mia fè, sì che è necessario l'elogio di quel fior
di galantuomini; sempre onesto, sembra portato per il suo simile tanto
nei tempi andati, quanto nei tempi presenti. Perchè sappi, caro
cittadino marinaro, che quando il popolo doveva rintanarsi e tacere,
il signor Basilio taceva e stava rintanato; ora che è tempo in cui il
popolo grida e si mostra, esso urla ed è tutto dì per le piazze e per
le vie.
--Comprendo benissimo: so tutto, ti dico, ma sembra che tu,
desiderando ragguagliarmi di ciò che so, dimentichi d'indicarmi ciò
che non so, cioè dove esso abita.
--Quel morigerato! quell'esempio di pacatezza, di moderazione! sempre
padron di sè stesso! dimora.... ma caspita! cittadino marinaro, eccolo
appunto che s'avvia alla sua abitazione, tu potrai accostarti e
seguitarlo come ti piace, giacchè, a quanto mi sembra, il peso delle
occupazioni pubbliche deve avergli dato alla testa; potrai anche
sostenerlo, se ti pare:--E si allontanò.
Angiolina, girato il capo, vide anch'essa il signor Basilio, cotto
fradicio dalla ubriachezza, reggersi a stento e camminare lungo le
muraglie. Tal vista mosse a pietà quel cuore sensibile, e due lacrime
irrigarono le belle guance della donna, la quale sospirando seguì da
vicino l'empio suo genitore.