Suo figlio nel Signore
PADRE ROBERTO DA SANTA CROCE.
PS. Mi dimenticava di dirgli che, avendo il moribondo Narciso dopo la
sua confessione confermato il discorso e la narrazione della Vascello,
e tanto io quanto il padre Giuseppe avendo domandato ai peccatori se,
a riparazione delle loro colpe, avesser consentito che la loro
deposizione in proposito di Angiolina e di Enrico fosse ripetuta alla
presenza di notaro e di testimoni per maggiore autenticità, essi
avendo acconsentito volentieri, mostrandosi anzi ansiosi che ciò
succedesse, è stato in proposito redatto un istromento che accompagno
a vostra paternità reverendissima per quel migliore uso che crederà
nell'alta sua saviezza. Preghiamo pace all'anima di quei peccatori,
che almeno dettero prova di pentimento all'ora estrema. E mi ripeto,
ecc.
Queste due lettere autografe erano state accompagnate all'Angiolina
col seguente biglietto:
Dilettissima nel Signore,
Avendo sentito da un nostro confratello missionario che in coteste
remote parti del mondo esistete voi la quale siete certamente quella
fanciulla sventurata cui può molto interessare il contenuto delle due
lettere nel nostro venerabil figlio nel Signore padre Roberto da Santa
Croce, ve le accludiamo e spediamo per persona di nostra fiducia. Non
v'importi sapere come dall'eremo nostro sì distante dal luogo ove voi
siete abbiamo scoperto la vostra dimora; grandi sono le vie della
provvidenza, cui non mancano mezzi di operare ciò che ella vuole per i
suoi adorabili fini. Così potessimo avere scoperto il soggiorno del
disgraziato vostro figlio: ma vogliamo sperare nella misericordia
dell'onnipotente Iddio che un giorno o l'altro lo scopriremo; e se
potremo ravvicinare la madre al figlio, ciò rallegrerà il nostro
cuore; e per tale oggetto non mancheremo di pregare notte e dì il
Creatore d'ogni bene.
Dai nostri venerabili figliuoli nel Signore abbiamo scoperto molte
particolarità della vostra storia oltre quelle del documento che vi
inviamo, onde, se pur vi occorre, possiate adoprarli a vantaggio
vostro e della vostra infelice creatura.
Creatura infelice! mi è caro vedere che voi siete innocente, e che le
pene da voi sofferte e che soffrirete disarmeranno l'ira divina. Non
disperate del divino aiuto; e se in questa vita dovrete sopportare il
peso della iniquità del padre, sappiate offrire i vostri travagli a
quell'Ente puro ed eterno che ve ne farà largo tesoro al regno dei
cieli.
Il Signore vi benedica.
PADRE GEREMIA DA PISA.
Generale dei Minori di San Francesco.
_Roma, li 6 maggio 1840._
Unito a queste lettere era un chirografo che conteneva la confessione
più esplicita della Vascello e di Narciso relativa alle vicende
dell'Angiolina, che già i nostri lettori conoscono.
Terminata la lettura dei fogli, Esmeralda e Rosina domandarono
all'Angiolina:
--Ebbene che pensi tu fare adesso?
--Il mio piano è fissato; il segreto che per tanti anni ho tenuto nel
fondo del cuore è svelato. Fra poco noi ci diremo addio, e voglia il
cielo non sia eterno: scenderò a terra travestita da uomo; già,
vedete, ho fatto tagliarmi i capelli, che vi lascio per eredità.--
Sentendosi cadere le lacrime dal ciglio per la commozione, fu pronta a
dire:
--Scenderò a terra; è duopo che mi trovi a faccia col mio.... (e non
ebbe forza di proferire i nomi che al mondo sono i più cari ma che per
quella misera erano un argomento di orrore). Lo vedrò colui, deh!
potessi ritrarlo dal lezzo de' suoi misfatti.... Dio mi aiuterà....
e...., non oso concepire questa speranza, se una sola, una sola
consolazione, la più grande ch'io possa imaginare.... se mio
figlio....--La forza delle lacrime le tolse la parola.
Di lì ad un'ora Angiolina, armata e vestita da marinaro, era a Livorno
nel drappello dei giovani che Selvaggio aveva condotto in città alla
ricerca di Giovanni e di Alfredo.