CAPITOLO IX.

Il nuovo Giuda.

Nel precedente capitolo abbiamo veduto come il vecchio negro giungesse

in tempo per avvertire nel linguaggio dei naturali delle sponde

dell'Ohio il cospiratore Giovanni dell'imminente pericolo di essere

scoperto insieme con gli altri congiurati: fa duopo adesso svelare

come il negro apparisse così improvviso mentre anche noi lo credevamo

o morto o tuttavia in America. La cosa è semplicissima. Iago, vecchio

ed incapace di seguitare nei viaggi il suo prediletto Giovanni e la

Esmeralda, tostochè costoro si stabilirono in Europa, il primo dandosi

alla vita dell'avventuriere e del cospiratore alimentato dai denari

della compagnia dei settari, l'altra vivendo della beneficenza del

fratello, Iago, mesto e sconsolato di non potere a causa del suo

colore entrare nel santuario di un chiostro per terminarvi i giorni,

erasi (spinto dalla curiosità) azzardato ad appressarsi al convento di

Montenero, chiedendo umilmente di passare qualche ora nel santo

ritiro. Vennegli accordata la domanda, e, per fortuna dell'ottimo

negro, il padre abate in persona passò per la chiesa mentre costui

divotamente pregava. Entrambi si riconobbero, si abbracciarono, ed è

superfluo il dire che padre Gonsalvo, appena udita la volontà di Iago

di ritirarsi dal mondo, lo acconciò come supplente ortolano del

convento, non già con l'idea di permettere che il negro logorasse gli

ultimi giorni della sua vita a lavorare l'orto, ma per dargli un

titolo a stare nel cenobio. La cosa fu accomodata, e già da qualche

anno Iago riposava le stanche membra selvagge in quel santo soggiorno,

ed era l'intimo, il confidente di padre Gonsalvo.

Avendo nel giorno il buon padre avute tante faccende, arrivata la sera

senza che fosse presente al _Benedicite_ nel refettorio, Iago, temendo

di qualche sventura, si era condotto a Livorno ed aveva incontrato il

buon religioso nelle vicinanze dell'abitazione di Rosina, presso cui

vigilava al ben essere dei suoi protetti.

Il negro in poche parole fu incaricato dal religioso di muovere

direttamente al luogo del convegno di Giovanni e di profittare di

tutto l'ascendente che aveva sul giovane per persuaderlo della

ragionevolezza che i suoi capricci non fossero secondati circa al

pretendere che Rosina, Alfredo ed Esmeralda si recassero alle

catacombe, ove non avrebbero fatto altro che la parte di ascoltatori.

Di più il negro dovea dissuadere Giovanni da pratiche così perigliose,

prive di vantaggio per la causa di felicità imaginaria che si era

fitta in testa; e quando esso Giovanni avesse fatto pompa di una

ostinazione solita in lui, Iago dovea palesargli la cattura di Topo,

dalla quale certo aveano a sorgere funeste conseguenze; finalmente

forzare il giovane entusiasta a differire almeno la pericolosa

riunione.

Iago assunse con gioia l'incarico, e padre Gonsalvo rese nuove grazie

all'Altissimo del sempre crescente favore con cui compiacevasi di

assisterlo nella sua impresa. Il negro obbedì e, giunto nelle

vicinanze delle catacombe, avendo veduto lucicare in distanza delle

armi, giudicò che l'affare del suo antico padrone fosse scoperto;

talchè, sempre più desideroso d'impedire una sorpresa, cautamente si

celò fra gli scogli dell'imboccatura della caverna, fermo di restarvi

per spiare i movimenti di quella truppa che se ne stava appiattata in

vari punti della scogliera. E noi vedemmo con qual felice esito il

povero negro giungesse a prevenire Giovanni del pericolo che gli

sovrastava.

Ma e Giovanni ed il rimanente de' suoi, profondati nell'abisso

sottoposto al mobile pavimento della sala, si salvarono eglino?

domanderanno i lettori.

Essi il sapranno, rispondesi; ma siccome gli autori fra i molti loro

privilegi hanno quello di narrare i fatti come più torna loro a

capriccio, io invece, passando dal descrittivo al dramatico stile,

vado ad appagare la loro curiosità sovra altro punto, ponendoli in

grado di conoscere in qual maniera Rosina ed Alfredo non andassero

alla notturna assemblea.

Le scene hanno luogo nel palazzo Guglielmi.

I demagoghi O, I misteri di Livorno · 第 19 / 77 题