Carlo II d'Angiò, essendo stato eletto per Vescovo di Melito Manfredi
di Gifuni, Canonico di quella Chiesa, non volle a verun patto alle
di lui Bolle dare il suo beneplacito; gl'impedì il possesso, perchè
egli era sospetto d'infedeltà, e la carta del Re data a Napoli l'anno
1299 vien rapportata dall'Ughello[251]. Gli altri Principi di questa
Casa, quando all'incontro conoscevano niente esservi d'ostacolo, lo
davano; anzi presentate ad essi le Bolle e' Brevi, o altre provvisioni
provenienti da Roma, non solo lo concedevano, ma vi prestavano anche il
lor favore ed ajuto, perchè tosto s'eseguissero.
Carlo Duca di Calabria primogenito e Vicario Generale del Re Roberto,
all'Arcivescovo di Siponto, che gli avea presentate alcune lettere
Appostoliche di Papa Giovanni XXII spedite per una causa pendente
in Roma sopra l'unione del monastero di S. Giovanni in Lamis della
Diocesi di Siponto col monastero di Casanova della Diocesi di Penna,
non solo alle medesime concedè il suo beneplacito, ma a primo agosto
del 1321 scrisse a' Giustizieri ed altri Ufficiali della provincia di
Capitanata, che prontamente le facessero eseguire.
Il Re Carlo III, avendo Urbano VI conferito a Fra Girolamo di
Pontedattilo la Badia di S. Filippo di Gerito della Diocesi di Reggio,
fece lo stesso, e scrisse a' 18 novemb. del 1382 a' Capitani di
quella città, che gli prestassero ogni favore ed assistenza circa la
possessione che dovea prendere della Badia.
Il Re Ladislao, essendo stato un tal Fra Elia creato da Bonifacio IX
Archimandrita del Monastero di S. Adriano della Diocesi di Rossano,
volle prima informarsi de' suoi costumi, e trovatolo di sufficienza
diè l'_Exequatur_ alla Bolla, ed ordinò a' 6 gennajo del 1403 a' suoi
ufficiali in Calabria, che lo favorissero a pigliar la possessione,
siccome quest'istesso Re, particolarmente in tempo dello Scisma, ne
impedì ad altri il possesso.
La Regina Giovanna II, avendo il Papa conferito a Cicco Guassarano la
Badia di S. Maria di Molocco nella Diocesi di Reggio, avendo questi
presentate nella sua Reginal Corte le Bolle originali speditegli dal
Papa, che furon vedute e lette, diede il suo assenso, ed ordinò a' 20
aprile del 1419 a' suoi ufficiali di Calabria, che le facessero dar
esecuzione[252].