VI.

— Ebbene!

Questa parola fu esclamata da Clementina con eloquentissimo accento.

— Egli ha detto di fare un preventivo! rispose Rodolfo sorridendo.

Il giovine stese la mano, e Clementina si slanciò nelle sue braccia.

Noi non amiamo intrattenerci su tali episodii amorosi — sono troppo

comuni, e i nostri lettori di venti o trent'anni potrebbero darci

lezione nel crearli non meno che nel descriverli.

Questo solo diremo, che il preventivo fu steso ed approvato da ambe le

parti con pieno consenso e con reciproca soddisfazione.

Frattanto, mentre Rodolfo e Clementina stipulavano a tutto loro agio

i patti della collaborazione, l'anticamera si era popolata di gente.

Erano letterati e giornalisti della specie nomade, di quelli che ad

ogni annunzio di nuovo giornale accorrono agli uffizii di Redazione per

offrire un tributo spontaneo dei loro talenti.

Telesforo Riga, uscendo dal Bartolami, aveva commesso la indiscrezione

di narrare ad alcuni suoi amici del caffè dell'_Europa_ la scena

occorsagli quella mattina col fabbricatore di ceralacca.

Quel racconto comico e burlesco aveva fatto ridere la piccola comitiva,

ma alcuni letterati che sedevano a poca distanza intorno ad un

tavolino, n'erano rimasti impressionati più seriamente.

In meno di un quarto d'ora, tutti quei letterati erano usciti dal

caffè, e senza che l'uno sapesse dell'altro, si erano avviati alla

contrada di Borgo Spesso, all'indirizzo del negoziante di ceralacca.

A dieci ore tutta la _Boemia_ letteraria di Milano sapeva del nuovo

giornale, e gli aspiranti alla collaborazione muovevano isolati e

taciturni verso la casa del Bartolami, portando ciascuno un lauto

corredo di manoscritti o di opuscoli stampati.

Trattenuti nella anticamera dall'accorto Silvestro — il quale era

uso ad assecondare i desideri ed i capricci della signora meglio che

non obbedisse agli ordini del padrone — quegli irritabili e gelosi

confratelli d'arte avevano dovuto necessariamente rivelarsi l'uno

all'altro.

Capi ameni, del resto, giovialoni, pieni di spirito come gente in

bolletta, avevano ingannato quelle lunghe ore di attesa con uno scambio

di facezie edite ed inedite, con degli epigrammi più insolenti che

arguti, diretti, la massima parte, contro l'istitutore del nuovo

giornale.

Non vi era alcuno il quale non convenisse il Bartolami essere un grande

imbecille; ma tutti, nel fondo del cuore, vagheggiavano la gloria di

vedersi ammessi nel di lui uffizio di redazione.

Verso mezzogiorno, il signor Bartolami ritornò alla propria abitazione.

Nell'anticamera egli ebbe quasi paura. C'erano fra quei giornalisti

delle figure, se non sinistre, poco rassicuranti: delle faccie lunghe

e sparute; dei vestiarii molto equivoci, delle scarpe rosse e fameliche

che mostravano i denti.

Il Bartolami interrogò il servitore con una occhiata piena di stupore

e di sospetto.

— Sono tutti giornalisti... letterati, rispose Silvestro — tutta gente

venuta per quell'avviso del _Pungolo!_

— Ah!... sta bene!... mi congratulo!... Signori: abbiano la pazienza di

aspettare qualche minuto.

Così parlando, il Bartolami attraversò l'anticamera ed entrò nella sala.

Rodolfo Barcheggia era intento a scrivere. Clementina, seduta a qualche

distanza da lui, trapuntava un canevaccio, e pareva tutta assorta nel

lavoro.

— Ebbene? ci siamo messi d'accordo? Abbiamo concluso?

Clementina, col suo fare più indifferente, affermò colla testa. — Il

giornalista, levando la faccia dal foglio, rispose che il contratto era

steso, non mancare che l'approvazione e la firma del redattore in capo.

Bartolami lesse rapidamente la scrittura, e parve soddisfatto.

Nondimeno pose in campo qualche obiezione sul titolo del giornale. In

luogo di chiamarlo _La Ceralacca_ come egli avrebbe desiderato, lo si

voleva intitolare l'_Unione Patriottica._

— Questo titolo l'ho scelto io, rispose prontamente Clementina. — _La

Ceralacca_ e _l'Unione_ presso a poco hanno il medesimo significato.

Ho creduto che, trattandosi di un giornale serio, di un giornale

ministeriale, il secondo titolo valesse meglio del primo. — Onofrio:

pensiamo all'avvenire! Noi ci mettiamo per una via dove avremo a

combattere la malignità e l'invidia. Se ti avvenisse di farti eleggere

deputato, mi par già di sentirli! — ti chiamerebbe il deputato della

_Ceralacca_.... Mio Dio!... Si fa tanto presto a diventare ridicoli per

una parola!...

Il Bartolami si lasciò persuadere — e tosto, senz'altre parole, le

convenzioni furono segnate dall'una parte e dall'altra — Il nostro

fabbricatore di ceralacca si obbligava a fornire immediatamente la

somma di cinquemila lire per le prime spese di impianto, istituendo

l'Ufficio del nuovo periodico in un locale al piano terreno della

propria abitazione, in prossimità del negozio. E poichè in un articolo

del contratto era pattuito che si avesse a rinforzare la collaborazione

con uno o più scrittori liberamente eletti dal redattore in capo, il

Bartolami ordinò a Silvestro di spalancare le porte: — onde tutti quei

tipi svariatissimi del genio giornalistico si precipitarono nella sala

per esporsi alla rassegna.

Racconti politici · 第 71 / 104 题