— Ebbene!
Questa parola fu esclamata da Clementina con eloquentissimo accento.
— Egli ha detto di fare un preventivo! rispose Rodolfo sorridendo.
Il giovine stese la mano, e Clementina si slanciò nelle sue braccia.
Noi non amiamo intrattenerci su tali episodii amorosi — sono troppo
comuni, e i nostri lettori di venti o trent'anni potrebbero darci
lezione nel crearli non meno che nel descriverli.
Questo solo diremo, che il preventivo fu steso ed approvato da ambe le
parti con pieno consenso e con reciproca soddisfazione.
Frattanto, mentre Rodolfo e Clementina stipulavano a tutto loro agio
i patti della collaborazione, l'anticamera si era popolata di gente.
Erano letterati e giornalisti della specie nomade, di quelli che ad
ogni annunzio di nuovo giornale accorrono agli uffizii di Redazione per
offrire un tributo spontaneo dei loro talenti.
Telesforo Riga, uscendo dal Bartolami, aveva commesso la indiscrezione
di narrare ad alcuni suoi amici del caffè dell'_Europa_ la scena
occorsagli quella mattina col fabbricatore di ceralacca.
Quel racconto comico e burlesco aveva fatto ridere la piccola comitiva,
ma alcuni letterati che sedevano a poca distanza intorno ad un
tavolino, n'erano rimasti impressionati più seriamente.
In meno di un quarto d'ora, tutti quei letterati erano usciti dal
caffè, e senza che l'uno sapesse dell'altro, si erano avviati alla
contrada di Borgo Spesso, all'indirizzo del negoziante di ceralacca.
A dieci ore tutta la _Boemia_ letteraria di Milano sapeva del nuovo
giornale, e gli aspiranti alla collaborazione muovevano isolati e
taciturni verso la casa del Bartolami, portando ciascuno un lauto
corredo di manoscritti o di opuscoli stampati.
Trattenuti nella anticamera dall'accorto Silvestro — il quale era
uso ad assecondare i desideri ed i capricci della signora meglio che
non obbedisse agli ordini del padrone — quegli irritabili e gelosi
confratelli d'arte avevano dovuto necessariamente rivelarsi l'uno
all'altro.
Capi ameni, del resto, giovialoni, pieni di spirito come gente in
bolletta, avevano ingannato quelle lunghe ore di attesa con uno scambio
di facezie edite ed inedite, con degli epigrammi più insolenti che
arguti, diretti, la massima parte, contro l'istitutore del nuovo
giornale.
Non vi era alcuno il quale non convenisse il Bartolami essere un grande
imbecille; ma tutti, nel fondo del cuore, vagheggiavano la gloria di
vedersi ammessi nel di lui uffizio di redazione.
Verso mezzogiorno, il signor Bartolami ritornò alla propria abitazione.
Nell'anticamera egli ebbe quasi paura. C'erano fra quei giornalisti
delle figure, se non sinistre, poco rassicuranti: delle faccie lunghe
e sparute; dei vestiarii molto equivoci, delle scarpe rosse e fameliche
che mostravano i denti.
Il Bartolami interrogò il servitore con una occhiata piena di stupore
e di sospetto.
— Sono tutti giornalisti... letterati, rispose Silvestro — tutta gente
venuta per quell'avviso del _Pungolo!_
— Ah!... sta bene!... mi congratulo!... Signori: abbiano la pazienza di
aspettare qualche minuto.
Così parlando, il Bartolami attraversò l'anticamera ed entrò nella sala.
Rodolfo Barcheggia era intento a scrivere. Clementina, seduta a qualche
distanza da lui, trapuntava un canevaccio, e pareva tutta assorta nel
lavoro.
— Ebbene? ci siamo messi d'accordo? Abbiamo concluso?
Clementina, col suo fare più indifferente, affermò colla testa. — Il
giornalista, levando la faccia dal foglio, rispose che il contratto era
steso, non mancare che l'approvazione e la firma del redattore in capo.
Bartolami lesse rapidamente la scrittura, e parve soddisfatto.
Nondimeno pose in campo qualche obiezione sul titolo del giornale. In
luogo di chiamarlo _La Ceralacca_ come egli avrebbe desiderato, lo si
voleva intitolare l'_Unione Patriottica._
— Questo titolo l'ho scelto io, rispose prontamente Clementina. — _La
Ceralacca_ e _l'Unione_ presso a poco hanno il medesimo significato.
Ho creduto che, trattandosi di un giornale serio, di un giornale
ministeriale, il secondo titolo valesse meglio del primo. — Onofrio:
pensiamo all'avvenire! Noi ci mettiamo per una via dove avremo a
combattere la malignità e l'invidia. Se ti avvenisse di farti eleggere
deputato, mi par già di sentirli! — ti chiamerebbe il deputato della
_Ceralacca_.... Mio Dio!... Si fa tanto presto a diventare ridicoli per
una parola!...
Il Bartolami si lasciò persuadere — e tosto, senz'altre parole, le
convenzioni furono segnate dall'una parte e dall'altra — Il nostro
fabbricatore di ceralacca si obbligava a fornire immediatamente la
somma di cinquemila lire per le prime spese di impianto, istituendo
l'Ufficio del nuovo periodico in un locale al piano terreno della
propria abitazione, in prossimità del negozio. E poichè in un articolo
del contratto era pattuito che si avesse a rinforzare la collaborazione
con uno o più scrittori liberamente eletti dal redattore in capo, il
Bartolami ordinò a Silvestro di spalancare le porte: — onde tutti quei
tipi svariatissimi del genio giornalistico si precipitarono nella sala
per esporsi alla rassegna.