Abbiamo schizzato due ritratti e due biografie. Ma il signore e la
signora De Mauro, come già avvertimmo, non prenderanno molta parte
nella breve storia che siamo per riferire. — Vi è un giovane di
ventidue anni in questo palazzo costrutto coll'oro degli appalti
e delle forniture militari, un giovane che è passato per tutte le
fasi delle fortune paterne senza quasi avvedersene, che sarà un
giorno l'erede di uno dei più cospicui patrimonii di Milano, ed è,
cionnullameno, infelice, noiato della vita e cupamente misantropo.
Un bel giovane dai capelli bruni, dallo sguardo profondo, dal labbro
ardente, adorato dai genitori, stimato dagli amici, desiderato nei
circoli della società più eletta. Eppure il figlio del signor De Mauro
non brilla fra gli eleganti di Milano, rifugge dai convegni brillanti,
vive quasi isolato. In famiglia, rare volte si abbandona a quelle
espansioni confidenziali che una madre affettuosa, una tenera madre
qual è la signora Serafina, avrebbe diritto di attendersi dall'unico
figlio. — Qual è il segreto di questa tristezza che ogni giorno
progredisce in un cuore di ventidue anni? — Noi lo sapremo fra breve. È
tempo oramai che i nostri personaggi si mettano in azione, che prendano
a rivelarsi da sè medesimi.