Calabresi fu un _comm. Gaudenzi_ indovinato, perfetto; perfetto nel

trucco, nella incarnazione del personaggio, nella recitazione. Leigheb

fu un _cav. Naldini_ degno di non rimanere lungamente a spasso; e

la Zucchini-Maione, Teresa Leigheb, la Cristina e Carini, convinti

e compiaciuti della bontà del lavoro, contribuirono a guadagnare

all'autore i molti applausi di cui risuonò ieri sera l'affollata sala

del _Costanzi_.

Poichè un bel pubblico assisteva alla rappresentazione; un pubblico

d'intelligenti del cui giudizio l'autore può andare superbo.

Stasera _Parassiti_ si replicano; e se la _Compagnia_ non lasciasse

il teatro, per molte sere il lavoro verrebbe ripetuto, per desiderio

del pubblico che ci si è divertito e lo ha tanto favorevolmente

giudicato[28].

_Parassiti_ de Antona-Traversi.

La nouvelle comédie en 4 actes _Parassiti_ de Camillo Antona-Traversi,

a eu hier au Costanzi un succès complet. Nombreux rappels à tous les

actes et à la fin de la pièce. Et le succès est mérité par l'auteur et

par ses interprètes.

Camillo Antona-Traversi n'a pas voulu présenter le parasitisme moderne

sous tous ses aspects. Il ne tiendrait pas dans une comédie. Mais

il a mis en scène un type de parasite: celui qui vit des comités de

bienfaisance et des fêtes de charité et de la claque qu'il organise.

Autour de ce type _vibrionnent_ les parasites secondaires que nécessite

l'action et les personnages servant au développement du caractère

principal.

Dix ou douze personnages importants, car la pièce est très mouvementée

— mais un seul au premier plan: _Gennaro Gaudenzi_, ancien secrétaire

communal d'un village qui, après des années de luttes, de misères,

d'aventures s'est fixé à Rome avec sa femme et ses enfants.

Il se fait passer pour avocat, commandeur, propriétaire; et, faisant de

la bienfaisance sa vache à lait, il protège les artistes.

Le fils est vraiment avocat; mais moins scrupuleux encore que son père,

au lieu de chercher des clients, il exploite les femmes. La fille est

une pianiste nevrosée et capricieuse, qui rate un mariage d'argent et

finira par courir le monde pour s'enrichir par l'art... ou autrement!

La femme de _Gaudenzi_, bonne mère de famille, simple et un peu

ignorante, se désespère des dangers que risque son mari par sa morale

élastique, de la conduite de ses enfants et de tous les incidents

déplorables qui adviennent par leur faute.

_Gaudenzi_, au contraire, s'adapte à tout: chaque incident, même

douloureux, lui inspire quelque nouvelle trouvaille: dans tout naufrage

il voit une planche de salut.

Ce type original au théâtre et si connu dans la société est

admirablement peint par l'auteur.

M. Calabresi l'a étudié à fond, s'est pénétré de la pensée et des

intentions d'Antona-Traversi, c'est fait son collaborateur et nous

a créé le personnage qu'il vit, qu'il présente aussi complet que

possible.

Le _commendatore Gaudenzi_ reste une des plus belles créations du

théâtre italien contemporain.

C'était l'avis de tous à la sortie du _Costanzi_ et on ne saurait faire

un plus bel éloge à l'auteur et à l'interprète.

A l'actif de l'auteur, il faut porter aussi les types du fils Gaudenzi,

de Mme Gaudenzi, de Miss Stower, une américaine vraie et non de

convention; de Naldini, le secrétaire de Gaudenzi, de Labani, tous

croqués d'après nature, comme la silhouette du violoniste célèbre, du

critique grincheux, mais sincère, etc.

Le premier _acte_, d'une facture magistrale, révèle une connaissance

profonde de la scène: la conclusion logique de la pièce, dans un

quatrième acte très court, porte d'une façon étonnante.

L'ensemble est merveilleux et tous les rôles, même les moins

importants, sont fort bien tenus.

Claude Leigheb trouve un effet comique pour chaque mot, pour chaque

geste de _Naldini_.

Carini a fait valoir intelligemment les intentions de l'auteur dans le

rôle ingrat de _Gaudenzi fils_.

Mme Leigheb est une splendide _Miss Stower_, Mlle Cristina nous a donné

une _Rina_ pleine de sentiment et de talent. Mme Zucchini a fait bien

ressortir le caractère de _M.me Gaudenzi_.

Des mentions très honorables sont dues encore à Mme Carini et à MM.

Beltramo, Guasti et Rizzotto.

Quant au succès de M. Calabresi, nous en avons déjà parlé.

Bref, une bonne comédie, intéressante, honnête, digne de l'auteur des

_Rozeno_ et une interprétation qui fait honneur à M. Leigheb et à ses

excellents collaborateurs.

G. P. ZULIANI[29].

_Parassiti_ di C. Antona-Traversi al «Costanzi».

La nuova commedia _Parassiti_ di Camillo Antona-Traversi,

rappresentatasi ieri sera al _Costanzi_, non è lo studio dell'ambiente

sociale nel suo degradamento economico, come potrebbesi dedurre dal

titolo; ma, invece, è la riproduzione sulla scena di alcuni tipi della

nostra società, che, senza professione alcuna, senza un sudato lavoro,

vivacchiano a spese altrui, traendo partito, con l'inesauribile risorsa

del proprio ingegno, da ogni occasione, da una gioja, da una sventura

comune, per far correre nelle proprie mani del danaro, con cui riparare

all'oberato bilancio domestico.

E così l'annuncio di una grossa inondazione costituisce per essi una

vera tavola di salvezza, che subito suggerisce loro la benefica idea

d'istituire un Comitato immaginario per la raccolta dei fondi necessari

a lenire le dolorose condizioni dei colpiti; e di questo Comitato

affidano l'iniziativa e la direzione a uno dei patrizi più ricchi e

stimati, non meno illuminati d'intelletto.

Naturalmente, le conseguenze sono evidenti: le spese per la pubblica

beneficenza non sono mai pienamente giustificate, e talora vanno a

intaccare profondamente il cumulo delle somme versate.

Su questa tela si aggira la commedia di Camillo Antona-Traversi,

il quale è riuscito a delineare con esattezza di disegno e con

efficacia di colorito la figura del protagonista, a cui tutto si può

rimproverare, eccetto di non saper ammannire con una certa piacevolezza

le sue pronte e geniali _trovate_.

Questo genere di _parassita_, che è commendatore e avvocato da un

ventennio, senza essere stato mai investito legittimamente di tali

titoli, dà un'intonazione felice dell'ambiente in cui vive; e l'ultimo

espediente, al quale si appiglia, di entrare a dirigere la _tournée_

artistica di sua figlia, valente pianista, che vuole girare il mondo

con un violinista polacco, è l'ultimo tocco riuscito del quadro

genialmente ideato; e che, rendendosi degno del maggior interesse, non

potrebbe essere più divertente.

Ma le qualità del commediografo si sono rivelate, oltre che nella

struttura del lavoro, anche nello svolgimento scenico, di cui furono

ammirati pregi non comuni; e cioè una fattura elegante e scorrevole di

dialogo, un sano umorismo, una proprietà e bellezza di lingua, che si

trova raramente nei lavori drammatici, e una pittura sobria ed efficace

di tutte le figure minori e dei contorni del quadro d'ambiente.

Il successo fu completo a ogni atto per l'autore e per gli artisti, che

recitarono con vero valore.

Il Calabresi, sotto le spoglie del _Commendatore_, ha dato tutta la

misura del suo grande talento artistico; e, con la felice espressione

dei gesti e del suo mobile viso, destò la più grande ammirazione

nell'affollato uditorio, che lo acclamò continuamente.

Questa sera, alle 9, il lavoro si ripete e avrà non poche repliche[30].

_Parassiti_ di Camillo Antona-Traversi.

Camillo Antona-Traversi ritorna al teatro e vi ritorna con un lavoro

di forte concezione e di solida struttura. La notizia sarà ben

accetta a quanti amano l'arte. È giusto che l'applaudito autore delle

_Rozeno_ prenda il suo posto accanto ai giovani i quali tentano il

rinnovellamento del teatro italiano e hanno già conseguito alcuni buoni

successi.

_Parassiti_, commedia in quattro _atti_, rappresentata ieri sera al

_Costanzi_ con molta cura, sono una satira indovinatissima di una

famiglia sociale, diffusa e affliggente, che vive d'imbrogli e converte

in suo beneficio le disgrazie del prossimo.

Il commendatore _don Gennaro Gaudenzi_ vive di truffe ingegnosissime;

forma un Comitato di beneficenza per gl'inondati di Ostiglia; e,

ponendolo al coperto dai sospetti della gente sotto l'alto patronato

di un Principe, benefica generosamente... sè stesso; spilla quattrini

a una cantante americana; tenta di accasare sua figlia sposandola a

un giovanotto nobile e ricco; e così via, di spediente in spediente,

sbarca il lunario e sguscia tra gli articoli del codice penale.

I suoi figli sono educati con frutto alla scuola paterna. Intorno a

questi rispettabili signori si svolge la commedia e si designano alcune

macchiette copiate dal vero con mano felice e gustate dal pubblico.

L'azione, che è svolta nei quattro _atti_, ha il solo scopo di far

meglio conoscere l'_ambiente_ e i tipi che lo colorano. Ma _ambiente_

e tipi sono mirabilmente tratteggiati fin dal _primo atto_, così che

gli altri tre poco aggiungono al valore intrinseco della commedia. La

satira è viva e parlante subito, nelle prime scene.

Il secondo _atto_ arricchisce il quadro di alcuni buoni particolari. Il

terzo è meno riuscito. Ma l'ultimo finisce la pittura dell'_ambiente_

e ridona a chi ascolta la fiducia e l'entusiasmo. Il primo _atto_ fu

giudicato, ed è, il migliore.

Il dialogo è spigliato, naturale, fine: nella satira non pecca di

esagerazione.

Gli applausi furono frequenti e unanimi. Il pubblico salutò con vivo

piacere la riapparizione di Camillo Antona-Traversi.

*

* *

L'esecuzione fu buona. Una lode speciale va tributata a Oreste

Calabresi, il quale interpretò la parte di _don Gaudenzi_ con molta

finezza e con quella misura che spesso manca anche ai più celebri

artisti.

Stasera _Parassiti_ si replicano.

G. C.[31].

«Costanzi». — _Parassiti_ di Camillo Antona-Traversi.

Camillo Antona-Traversi — l'autore di _Le Rozeno_, un dramma passionale

e dei _Fanciulli_, un lavoro fortissimo, che è un vero bassorilievo

staccato dal mondo dei poveri e degli abbandonati, uno studio di

ambiente che, a volte, rammenta certe vivide pagine dell'_Assommoir_

zoliano — ha arricchito la sua simpatica e vitale produzione teatrale

con questo nuovo lavoro _Parassiti_.

Victor Hugo ha narrato, nella sua epica battaglia di Waterloo, di

quell'esercito di uomini-sciacalli che si gettano — come corvi sul

cadavere — sulle tracce dell'esercito combattente; e, alla dimane della

battaglia, spogliano i cadaveri abbandonati nei solchi, rubando tutto

ciò che sui poveri morti trovano.

_Parassiti_ di Camillo Antona-Traversi sono appunto questi

uomini-sciacalli, che spogliano avidamente, sul campo di battaglia

della vita, tutti coloro che hanno la sventura di cadere tra i loro

artigli.

Buona ed efficace, dunque, la scelta dell'_ambiente_ da descrivere:

ottima la pittura. L'autore incarna questa figura del parassitismo nel

_commendatore Gaudenzi_, in suo figlio e nel _cav. Naldini_, tre tipi

tratteggiati assai abilmente, con sobrietà efficacissima e con una

punta mirabile di caustico umorismo. Intorno a questi eroi si aggirano,

come sfondo, gli sfruttati, i saccheggiati.

Il primo e l'ultimo _atto_ sono magistrali, sia per la evidentissima

pittura dell'_ambiente_, sia per la spigliatezza del dialogo, la punta

fine e sottilissima d'umorismo, il rilievo forte e poderoso di certe

scene o di certi episodi.

La commedia ebbe veramente un buon successo. Il teatro aveva l'aspetto

dei grandi teatroni di occasione: molte notabilità del mondo artistico

e letterario nella platea e nei palchi: molti e continui applausi alla

fine di ogni _atto_ e molte chiamate agli attori. Che quegli applausi

volino lontano a Camillo Antona-Traversi e gli dicano di continuare

tenacemente, e con la forza vivissima del suo ingegno, i suoi lavori

teatrali.

Il Calabresi fu un tipo indovinatissimo. Seppe dare una evidenza

mirabile a ogni gesto, a ogni espressione. Ottimi il Leigheb e la

Zucchini-Majone; buona la Cristina.

Stasera lo spettacolo si replica[32].

_Parassiti, commedia in quattro atti di _Camillo Antona-Traversi_,

rappresentata per la prima volta a Roma, al teatro Costanzi, dalla

compagnia Leigheb-Reiter._

Io credo che poche volte le liete notizie dei successi drammatici siano

giunte tanto gradite ai più, come quelle concernenti la nuova commedia

in _quattro atti_ di Camillo Antona-Traversi. L'amico nostro, che

opere così vigorose e vitali aveva dato al teatro italiano, nei dolori

del suo esilio immeritato, nelle aspre difficoltà di una misera vita

da guadagnare giorno per giorno, aveva interrotto la sua fruttifera

attività di lavoratore per la scena di prosa; e dal suo ultimo successo

dello _Stabat Mater_ — successo di cui egli, ancora in patria, potè

gustare la gioja — al trionfo dei recenti _Parassiti_, sono corsi

quattro o cinque anni di gelido squallore d'anima e d'intelligenza. Ma

lo scrittore nel suo esilio ha infine trovato un conforto nel lavoro;

e io imagino le sue speranze e i suoi sogni scrivendo i _quattro atti_

della nuova commedia. Dovevano tornare alla sua memoria le platee

festanti innanzi alle quali egli aveva visto rappresentare le sue

_Rozeno_ e altri suoi drammi. _Parassiti_ sono stati scritti nella

solitudine, con l'unica speranza e l'unico sogno del successo, quel

successo che per l'esule rappresentava la voce più affettuosa della

patria lontana.

Camillo Antona-Traversi ha, secondo me, scritto con la sua nuova

commedia il lavoro più forte e più vitale dopo le _Rozeno_. E mi

spiego. La favola di _Parassiti_ è sottilissima, l'azione non procede

di gran che dal primo alzarsi all'ultimo abbassarsi del sipario. È

una commedia di caratteri, la vera commedia di caratteri, dove la

psicologia spicciola non aggiunge nessun fastidioso frastaglio; la vera

commedia di caratteri dove l'azione non ingombra mai lo sviluppo di

quei caratteri, anzi la seconda. L'autore dei _Parassiti_, accingendosi

a scrivere quei _quattro atti_, si è ben reso conto che, per riuscire

nell'intento, erano necessarie quattro qualità eminentissime: un raro

dono di osservazione acuta e sincera, un'ironia sostenuta e piena

di arguzia e di bonomia, una satira non sguaiata ma energica, una

semplicità piena di festevolezza e di verità. Queste infatti sono le

principali doti dei _Parassiti_. La commedia non mette in scena che un

losco tipo di affarista, il comm. Gaudenzi, un suo luogotenente e il

figlio, tre tipi perfetti per cui il parassitismo è l'unico mezzo di

vita e di salute. Il piccolo imbroglio si svolge tra queste persone

con una economia drammatica di divagazioni e di particolari quale è

oramai sempre più raro ritrovare nelle commedie d'oggigiorno, fatte

con la famosa ricetta: prendete un buco e arzigogolateci alla meglio o

alla peggio. Non vi potete imaginare, non avendo intesa la commedia,

di quanta osservazione essa sia piena: a ogni cinque minuti, voi

date un balzo su la vostra poltrona, poichè avete conosciuto persone

simili a quelle che si muovono su la scena e le vedeste agire così, le

udiste parlare così, imaginaste che pensassero così. A ogni momento,

il dialogo festevole e scorrevolissimo vi fa udire di quelle frasi

che tante volte avete udito nella vita, di quelle frasi che sono

dette sempre, perchè in quei casi solo quelle si possono dire. Tutto

questo condito da un'ironia sempre presente, mascherata abilmente da

una certa aria di bonomia, una certa aria di sorriso e di perdono

che accompagna il colpo di scudiscio vibrato in pieno volto. Ma in

certi punti la bonomia scompare, il sorriso diventa una smorfia o un

sogghigno, l'ironia divien satira. E la satira è violenta, efficace,

arditissima. Quella società del _secondo atto_, quel ricevimento

in casa del _commendator Gaudenzi_, quelle ragazze che si lascian

portar via dai _Naldini_ nell'ebrietà sottile dello sciampagna, quei

critici esteti e quelle cantanti americane, tutta quella società

varia, mescolata, ibrida, nella satira trova la più terribile sferza.

Non sempre, è vero, queste intenzioni satiriche sono completamente

riuscite. Qualche volta la satira resta bassina, lo scrittore non ha la

forza di levare la sferza e si contenta della caricatura. Ma per ben

poco. La commedia riprende il suo corso. Ritorniamo all'ironia, alla

festevole semplicità, per giungere a quella fine veramente classica;

una di quelle fini che — ultima linea decisiva di un carattere —

erano il segreto ineffabile di Molière e di Goldoni. Dopo anni e anni

d'imbrogli e di parassitismo, il commendatore avvocato don Gennaro

Gaudenzi — che non è commendatore e non è avvocato — quando sua figlia,

a causa degli imbrogli e del parassitismo di lui, ha dovuto rinunziare

al matrimonio con l'uomo che ama e decidersi ad accompagnare in una

_tournée_ artistica per l'Europa un celebre violinista polacco, quando

vede sfuggirsi tutte le sue risorse, i suoi redditi, i suoi rampini per

gl'imbrogli e i pretesti alle sue furfanterie, quando questa ultima

_débacle_ può dirsi imminente, allora il commendatore Gaudenzi, il

parassita, non si rassegnerà a una vita nuova, morigerata e modesta;

ma, come il lupo, con quel che segue — e specialmente i lupi di quel

genere! — così egli andrà con sua figlia e col violinista, egli sarà

il loro impresario: egli — naturalmente — li imbroglierà: egli —

classicamente — dopo essere stato il parassita di grandi e di meschini,

di amici e di conoscenti, di parenti e di ignoti, sarà il parassita di

sua figlia, di quella povera figliuola la cui felicità egli distrasse e

rese impossibile con le losche mene delle sue geniali canaglierie!

Questo — lo ripeto — mi pare un epilogo classico e da grande commedia.

Camillo Antona-Traversi, con un ultimo audace e vigoroso colpo di

stecca, mette in piedi, completa, la statua del parassita.

Alcuni hanno trovato troppo scarsi gli esemplari di _Parassiti_ che

Camillo Antona-Traversi ci presenta. Costoro avrebbero ragione se

l'autore delle _Rozeno_ avesse, con un semplice articolo, generalizzato

l'intento della sua commedia. Se non che non _I parassiti_ s'intitolano

i quattro _atti_, ma semplicemente _Parassiti_. Come vedete, non esigua

è la differenza. Non tutti i parassiti egli volle rappresentare; ma

solamente alcuni tipi di quella innumerevole razza. Non ripeterò ancora

quanto egli sia riuscito nel suo scopo. Il commendator Gaudenzi è

un carattere. Si potrà dire — e non sembri esagerazione la mia — si

potrà dire _un Gaudenzi_, come si dice _un Mercadet, un Rabagas, un

Desjenais_, o _un Monsieur Alphonse_. Io credo che consentirete nel

dire che, per un autore, questo è un invidiabile risultato.

Gli attori diedero tutto il sussidio della loro arte alla bellissima

commedia. Il magnifico Calabresi fu vero collaboratore di Camillo

Antona-Traversi, interpretando perfettamente il perfetto personaggio,

prestandogli quella vena di umorismo e di genialità che deve renderlo

simpatico pur tra le sue birbonate. Claudio Leigheb fu un irresistibile

Naldini, segretario particolare e ajutante di campo del Gaudenzi.

Luigi Carini fu, secondo il solito, misurato, elegante, efficace,

spontaneo. La signora Carini piena di passione e di ardore. E tutti,

tutti quanti — meno, naturalmente, la signora Virginia Reiter che

volle ostinatamente rifiutare alla commedia dell'esule amico nostro

il sussidio della sua arte e del suo nome, non ritenendo forse degna

_la parte_ della sua interpretazione, accampandosi dietro il pretesto

di quel _phisique du rôle_ di cui, malauguratamente, gli attori non

tengono alcun conto in altri casi, quando fa comodo a loro.

Ma, del resto, la commedia di Camillo Antona-Traversi trionfa da sola

delle ostilità grandi e piccole. Si svolse, s'impose, trionfò. Essa è

il più recente frutto di un autore drammatico di altissimo ingegno, che

molte opere di gran valore, come questa, dovrà dare al teatro italiano

per molti anni ancora. Questo significavano a Camillo Antona-Traversi,

lontano, le acclamazioni del pubblico di Roma, così restio all'applauso

in generale. In una sua recentissima lettera, Camillo Antona-Traversi

mi scriveva: «Tu non puoi imaginare quale raggio splendente di luce

dopo tanta notte sia stato per me il successo: tu non puoi imaginare

come ciò mi riconduca e mi risospinga, alla speranza, alla vita

e al lavoro!». Con tutta l'anima, io auguro al lontano che questa

speranza si realizzi, che la vita abbia ancora rose per lui e il

lavoro frutti ancora opere d'arte come i _Parassiti_ per il nostro

orgoglio letterario e per il successo e la gioja del forte e irrequieto

scrittore.

LUCIO D'AMBRA[33].

Prime e non ultime. — _Parassiti, commedia in 4 atti di_ Camillo

Antona-Traversi.

Se il _signor Pubblico_ non fosse un giornale settimanale, si sarebbe

già occupato diffusamente del nuovo lavoro drammatico di Camillo

Antona-Traversi; ma esso arriva con la vettura del Negri e perciò

non può pigliarsi il gusto, che non darebbe gusto neanche ai nostri

lettori, di ripetere, sia pure con altre parole, tutto ciò che hanno

già stampato gli organi magni della stampa politica quotidiana di Roma.

Detto ciò come preambolo utile, se non necessario, eccomi a parlarvi,

_critica delle critiche_, di questi _Parassiti_, per me il più

organico, il più efficace lavoro dell'amico lontano e amato.

Egli non ci ha dato, soltanto, un'azione drammatica dialogata; ma un

vero e proprio studio di ambiente, una vera e propria fotografia di

certi individui che vivono alle spalle del prossimo, che sfruttano

il sentimento della carità, dell'entusiasmo pubblico a proprio unico

benefizio.

Questa la sintesi morale della nuova commedia. L'intreccio lasciamolo

da parte: esso è una cosa pressochè trascurabile, essendo una

continuità di piccoli episodi colti dal vero.

Camillo Antona-Traversi ha mostrato in questo lavoro di aver proprio

formata la fibra dell'autore drammatico; e, quel ch'è più, di non

aver dimenticata la patria, benchè esule: egli _ci ha dato la commedia

italiana_, sempre sospirata, mai venuta fin qui. E questo è il maggior

pregio dei _Parassiti_.

Noi abbiamo riconosciuto in quei personaggi tanti e tanti nostri

amici... per modo di dire. Nel suo protagonista, il Gaudenzi, si

rispecchiano gli eterni sfruttatori d'ogni borsa... altrui; e quella

casa borghese non è che una delle tante case borghesi di Roma,

d'Italia, se volete, ma non di altri paesi. Costumi, _ambiente_,

personaggi, dunque, tutti italiani, come è italiana — la dio mercè! —

la lingua che questi nostri tipi parlano senza ostentazione di spirito,

ma briosamente, certo.

Giova riconoscere che il primo e l'ultimo sono gli atti che dànno ai

«Parassiti» fisonomia di capolavoro.

E, dopo ciò, occorre aggiungere altro?

Forse sì, per deplorare che il valore di Virginia Reiter non abbia

potuto accrescere le attrattive della novità. Mi spiego: ella non ha

preso parte al nuovo lavoro del Traversi. Peccato! Molti non si recano

a teatro, se non vedono sul _cartellone_ il nome della prima attrice.

Ma _quod differtur non aufertur_; e, con la certezza di riudirli presto

e in una stagione meno estiva, mando anche le mie congratulazioni, il

mio caldo saluto, all'antico compagno di studj, al fratello carissimo.

GALLIENO SINIMBERGHI[34].

_Parassiti_ di Camillo Antona-Traversi.

Più volte annunciati e attesi con molta curiosità, i _Parassiti_ di

Camillo Antona-Traversi hanno visto la luce della ribalta lunedì al

teatro _Costanzi_, e l'accoglienza che la commedia ebbe dal pubblico fu

meritamente lusinghiera.

Dopo le prove già date dall'autore, era lecito sperare

dall'Antona-Traversi ancora un nuovo lavoro vitale; e l'amico nostro

infatti ci ha dato questa commedia destinata a tenere un buon posto nel

repertorio delle compagnie drammatiche.

Parassiti: Commedia in tre atti · 第 8 / 11 段