trucco, nella incarnazione del personaggio, nella recitazione. Leigheb
fu un _cav. Naldini_ degno di non rimanere lungamente a spasso; e
la Zucchini-Maione, Teresa Leigheb, la Cristina e Carini, convinti
e compiaciuti della bontà del lavoro, contribuirono a guadagnare
all'autore i molti applausi di cui risuonò ieri sera l'affollata sala
del _Costanzi_.
Poichè un bel pubblico assisteva alla rappresentazione; un pubblico
d'intelligenti del cui giudizio l'autore può andare superbo.
Stasera _Parassiti_ si replicano; e se la _Compagnia_ non lasciasse
il teatro, per molte sere il lavoro verrebbe ripetuto, per desiderio
del pubblico che ci si è divertito e lo ha tanto favorevolmente
giudicato[28].
_Parassiti_ de Antona-Traversi.
La nouvelle comédie en 4 actes _Parassiti_ de Camillo Antona-Traversi,
a eu hier au Costanzi un succès complet. Nombreux rappels à tous les
actes et à la fin de la pièce. Et le succès est mérité par l'auteur et
par ses interprètes.
Camillo Antona-Traversi n'a pas voulu présenter le parasitisme moderne
sous tous ses aspects. Il ne tiendrait pas dans une comédie. Mais
il a mis en scène un type de parasite: celui qui vit des comités de
bienfaisance et des fêtes de charité et de la claque qu'il organise.
Autour de ce type _vibrionnent_ les parasites secondaires que nécessite
l'action et les personnages servant au développement du caractère
principal.
Dix ou douze personnages importants, car la pièce est très mouvementée
— mais un seul au premier plan: _Gennaro Gaudenzi_, ancien secrétaire
communal d'un village qui, après des années de luttes, de misères,
d'aventures s'est fixé à Rome avec sa femme et ses enfants.
Il se fait passer pour avocat, commandeur, propriétaire; et, faisant de
la bienfaisance sa vache à lait, il protège les artistes.
Le fils est vraiment avocat; mais moins scrupuleux encore que son père,
au lieu de chercher des clients, il exploite les femmes. La fille est
une pianiste nevrosée et capricieuse, qui rate un mariage d'argent et
finira par courir le monde pour s'enrichir par l'art... ou autrement!
La femme de _Gaudenzi_, bonne mère de famille, simple et un peu
ignorante, se désespère des dangers que risque son mari par sa morale
élastique, de la conduite de ses enfants et de tous les incidents
déplorables qui adviennent par leur faute.
_Gaudenzi_, au contraire, s'adapte à tout: chaque incident, même
douloureux, lui inspire quelque nouvelle trouvaille: dans tout naufrage
il voit une planche de salut.
Ce type original au théâtre et si connu dans la société est
admirablement peint par l'auteur.
M. Calabresi l'a étudié à fond, s'est pénétré de la pensée et des
intentions d'Antona-Traversi, c'est fait son collaborateur et nous
a créé le personnage qu'il vit, qu'il présente aussi complet que
possible.
Le _commendatore Gaudenzi_ reste une des plus belles créations du
théâtre italien contemporain.
C'était l'avis de tous à la sortie du _Costanzi_ et on ne saurait faire
un plus bel éloge à l'auteur et à l'interprète.
A l'actif de l'auteur, il faut porter aussi les types du fils Gaudenzi,
de Mme Gaudenzi, de Miss Stower, une américaine vraie et non de
convention; de Naldini, le secrétaire de Gaudenzi, de Labani, tous
croqués d'après nature, comme la silhouette du violoniste célèbre, du
critique grincheux, mais sincère, etc.
Le premier _acte_, d'une facture magistrale, révèle une connaissance
profonde de la scène: la conclusion logique de la pièce, dans un
quatrième acte très court, porte d'une façon étonnante.
L'ensemble est merveilleux et tous les rôles, même les moins
importants, sont fort bien tenus.
Claude Leigheb trouve un effet comique pour chaque mot, pour chaque
geste de _Naldini_.
Carini a fait valoir intelligemment les intentions de l'auteur dans le
rôle ingrat de _Gaudenzi fils_.
Mme Leigheb est une splendide _Miss Stower_, Mlle Cristina nous a donné
une _Rina_ pleine de sentiment et de talent. Mme Zucchini a fait bien
ressortir le caractère de _M.me Gaudenzi_.
Des mentions très honorables sont dues encore à Mme Carini et à MM.
Beltramo, Guasti et Rizzotto.
Quant au succès de M. Calabresi, nous en avons déjà parlé.
Bref, une bonne comédie, intéressante, honnête, digne de l'auteur des
_Rozeno_ et une interprétation qui fait honneur à M. Leigheb et à ses
excellents collaborateurs.
G. P. ZULIANI[29].
_Parassiti_ di C. Antona-Traversi al «Costanzi».
La nuova commedia _Parassiti_ di Camillo Antona-Traversi,
rappresentatasi ieri sera al _Costanzi_, non è lo studio dell'ambiente
sociale nel suo degradamento economico, come potrebbesi dedurre dal
titolo; ma, invece, è la riproduzione sulla scena di alcuni tipi della
nostra società, che, senza professione alcuna, senza un sudato lavoro,
vivacchiano a spese altrui, traendo partito, con l'inesauribile risorsa
del proprio ingegno, da ogni occasione, da una gioja, da una sventura
comune, per far correre nelle proprie mani del danaro, con cui riparare
all'oberato bilancio domestico.
E così l'annuncio di una grossa inondazione costituisce per essi una
vera tavola di salvezza, che subito suggerisce loro la benefica idea
d'istituire un Comitato immaginario per la raccolta dei fondi necessari
a lenire le dolorose condizioni dei colpiti; e di questo Comitato
affidano l'iniziativa e la direzione a uno dei patrizi più ricchi e
stimati, non meno illuminati d'intelletto.
Naturalmente, le conseguenze sono evidenti: le spese per la pubblica
beneficenza non sono mai pienamente giustificate, e talora vanno a
intaccare profondamente il cumulo delle somme versate.
Su questa tela si aggira la commedia di Camillo Antona-Traversi,
il quale è riuscito a delineare con esattezza di disegno e con
efficacia di colorito la figura del protagonista, a cui tutto si può
rimproverare, eccetto di non saper ammannire con una certa piacevolezza
le sue pronte e geniali _trovate_.
Questo genere di _parassita_, che è commendatore e avvocato da un
ventennio, senza essere stato mai investito legittimamente di tali
titoli, dà un'intonazione felice dell'ambiente in cui vive; e l'ultimo
espediente, al quale si appiglia, di entrare a dirigere la _tournée_
artistica di sua figlia, valente pianista, che vuole girare il mondo
con un violinista polacco, è l'ultimo tocco riuscito del quadro
genialmente ideato; e che, rendendosi degno del maggior interesse, non
potrebbe essere più divertente.
Ma le qualità del commediografo si sono rivelate, oltre che nella
struttura del lavoro, anche nello svolgimento scenico, di cui furono
ammirati pregi non comuni; e cioè una fattura elegante e scorrevole di
dialogo, un sano umorismo, una proprietà e bellezza di lingua, che si
trova raramente nei lavori drammatici, e una pittura sobria ed efficace
di tutte le figure minori e dei contorni del quadro d'ambiente.
Il successo fu completo a ogni atto per l'autore e per gli artisti, che
recitarono con vero valore.
Il Calabresi, sotto le spoglie del _Commendatore_, ha dato tutta la
misura del suo grande talento artistico; e, con la felice espressione
dei gesti e del suo mobile viso, destò la più grande ammirazione
nell'affollato uditorio, che lo acclamò continuamente.
Questa sera, alle 9, il lavoro si ripete e avrà non poche repliche[30].
_Parassiti_ di Camillo Antona-Traversi.
Camillo Antona-Traversi ritorna al teatro e vi ritorna con un lavoro
di forte concezione e di solida struttura. La notizia sarà ben
accetta a quanti amano l'arte. È giusto che l'applaudito autore delle
_Rozeno_ prenda il suo posto accanto ai giovani i quali tentano il
rinnovellamento del teatro italiano e hanno già conseguito alcuni buoni
successi.
_Parassiti_, commedia in quattro _atti_, rappresentata ieri sera al
_Costanzi_ con molta cura, sono una satira indovinatissima di una
famiglia sociale, diffusa e affliggente, che vive d'imbrogli e converte
in suo beneficio le disgrazie del prossimo.
Il commendatore _don Gennaro Gaudenzi_ vive di truffe ingegnosissime;
forma un Comitato di beneficenza per gl'inondati di Ostiglia; e,
ponendolo al coperto dai sospetti della gente sotto l'alto patronato
di un Principe, benefica generosamente... sè stesso; spilla quattrini
a una cantante americana; tenta di accasare sua figlia sposandola a
un giovanotto nobile e ricco; e così via, di spediente in spediente,
sbarca il lunario e sguscia tra gli articoli del codice penale.
I suoi figli sono educati con frutto alla scuola paterna. Intorno a
questi rispettabili signori si svolge la commedia e si designano alcune
macchiette copiate dal vero con mano felice e gustate dal pubblico.
L'azione, che è svolta nei quattro _atti_, ha il solo scopo di far
meglio conoscere l'_ambiente_ e i tipi che lo colorano. Ma _ambiente_
e tipi sono mirabilmente tratteggiati fin dal _primo atto_, così che
gli altri tre poco aggiungono al valore intrinseco della commedia. La
satira è viva e parlante subito, nelle prime scene.
Il secondo _atto_ arricchisce il quadro di alcuni buoni particolari. Il
terzo è meno riuscito. Ma l'ultimo finisce la pittura dell'_ambiente_
e ridona a chi ascolta la fiducia e l'entusiasmo. Il primo _atto_ fu
giudicato, ed è, il migliore.
Il dialogo è spigliato, naturale, fine: nella satira non pecca di
esagerazione.
Gli applausi furono frequenti e unanimi. Il pubblico salutò con vivo
piacere la riapparizione di Camillo Antona-Traversi.
*
* *
L'esecuzione fu buona. Una lode speciale va tributata a Oreste
Calabresi, il quale interpretò la parte di _don Gaudenzi_ con molta
finezza e con quella misura che spesso manca anche ai più celebri
artisti.
Stasera _Parassiti_ si replicano.
G. C.[31].
«Costanzi». — _Parassiti_ di Camillo Antona-Traversi.
Camillo Antona-Traversi — l'autore di _Le Rozeno_, un dramma passionale
e dei _Fanciulli_, un lavoro fortissimo, che è un vero bassorilievo
staccato dal mondo dei poveri e degli abbandonati, uno studio di
ambiente che, a volte, rammenta certe vivide pagine dell'_Assommoir_
zoliano — ha arricchito la sua simpatica e vitale produzione teatrale
con questo nuovo lavoro _Parassiti_.
Victor Hugo ha narrato, nella sua epica battaglia di Waterloo, di
quell'esercito di uomini-sciacalli che si gettano — come corvi sul
cadavere — sulle tracce dell'esercito combattente; e, alla dimane della
battaglia, spogliano i cadaveri abbandonati nei solchi, rubando tutto
ciò che sui poveri morti trovano.
_Parassiti_ di Camillo Antona-Traversi sono appunto questi
uomini-sciacalli, che spogliano avidamente, sul campo di battaglia
della vita, tutti coloro che hanno la sventura di cadere tra i loro
artigli.
Buona ed efficace, dunque, la scelta dell'_ambiente_ da descrivere:
ottima la pittura. L'autore incarna questa figura del parassitismo nel
_commendatore Gaudenzi_, in suo figlio e nel _cav. Naldini_, tre tipi
tratteggiati assai abilmente, con sobrietà efficacissima e con una
punta mirabile di caustico umorismo. Intorno a questi eroi si aggirano,
come sfondo, gli sfruttati, i saccheggiati.
Il primo e l'ultimo _atto_ sono magistrali, sia per la evidentissima
pittura dell'_ambiente_, sia per la spigliatezza del dialogo, la punta
fine e sottilissima d'umorismo, il rilievo forte e poderoso di certe
scene o di certi episodi.
La commedia ebbe veramente un buon successo. Il teatro aveva l'aspetto
dei grandi teatroni di occasione: molte notabilità del mondo artistico
e letterario nella platea e nei palchi: molti e continui applausi alla
fine di ogni _atto_ e molte chiamate agli attori. Che quegli applausi
volino lontano a Camillo Antona-Traversi e gli dicano di continuare
tenacemente, e con la forza vivissima del suo ingegno, i suoi lavori
teatrali.
Il Calabresi fu un tipo indovinatissimo. Seppe dare una evidenza
mirabile a ogni gesto, a ogni espressione. Ottimi il Leigheb e la
Zucchini-Majone; buona la Cristina.
Stasera lo spettacolo si replica[32].
_Parassiti, commedia in quattro atti di _Camillo Antona-Traversi_,
rappresentata per la prima volta a Roma, al teatro Costanzi, dalla
compagnia Leigheb-Reiter._
Io credo che poche volte le liete notizie dei successi drammatici siano
giunte tanto gradite ai più, come quelle concernenti la nuova commedia
in _quattro atti_ di Camillo Antona-Traversi. L'amico nostro, che
opere così vigorose e vitali aveva dato al teatro italiano, nei dolori
del suo esilio immeritato, nelle aspre difficoltà di una misera vita
da guadagnare giorno per giorno, aveva interrotto la sua fruttifera
attività di lavoratore per la scena di prosa; e dal suo ultimo successo
dello _Stabat Mater_ — successo di cui egli, ancora in patria, potè
gustare la gioja — al trionfo dei recenti _Parassiti_, sono corsi
quattro o cinque anni di gelido squallore d'anima e d'intelligenza. Ma
lo scrittore nel suo esilio ha infine trovato un conforto nel lavoro;
e io imagino le sue speranze e i suoi sogni scrivendo i _quattro atti_
della nuova commedia. Dovevano tornare alla sua memoria le platee
festanti innanzi alle quali egli aveva visto rappresentare le sue
_Rozeno_ e altri suoi drammi. _Parassiti_ sono stati scritti nella
solitudine, con l'unica speranza e l'unico sogno del successo, quel
successo che per l'esule rappresentava la voce più affettuosa della
patria lontana.
Camillo Antona-Traversi ha, secondo me, scritto con la sua nuova
commedia il lavoro più forte e più vitale dopo le _Rozeno_. E mi
spiego. La favola di _Parassiti_ è sottilissima, l'azione non procede
di gran che dal primo alzarsi all'ultimo abbassarsi del sipario. È
una commedia di caratteri, la vera commedia di caratteri, dove la
psicologia spicciola non aggiunge nessun fastidioso frastaglio; la vera
commedia di caratteri dove l'azione non ingombra mai lo sviluppo di
quei caratteri, anzi la seconda. L'autore dei _Parassiti_, accingendosi
a scrivere quei _quattro atti_, si è ben reso conto che, per riuscire
nell'intento, erano necessarie quattro qualità eminentissime: un raro
dono di osservazione acuta e sincera, un'ironia sostenuta e piena
di arguzia e di bonomia, una satira non sguaiata ma energica, una
semplicità piena di festevolezza e di verità. Queste infatti sono le
principali doti dei _Parassiti_. La commedia non mette in scena che un
losco tipo di affarista, il comm. Gaudenzi, un suo luogotenente e il
figlio, tre tipi perfetti per cui il parassitismo è l'unico mezzo di
vita e di salute. Il piccolo imbroglio si svolge tra queste persone
con una economia drammatica di divagazioni e di particolari quale è
oramai sempre più raro ritrovare nelle commedie d'oggigiorno, fatte
con la famosa ricetta: prendete un buco e arzigogolateci alla meglio o
alla peggio. Non vi potete imaginare, non avendo intesa la commedia,
di quanta osservazione essa sia piena: a ogni cinque minuti, voi
date un balzo su la vostra poltrona, poichè avete conosciuto persone
simili a quelle che si muovono su la scena e le vedeste agire così, le
udiste parlare così, imaginaste che pensassero così. A ogni momento,
il dialogo festevole e scorrevolissimo vi fa udire di quelle frasi
che tante volte avete udito nella vita, di quelle frasi che sono
dette sempre, perchè in quei casi solo quelle si possono dire. Tutto
questo condito da un'ironia sempre presente, mascherata abilmente da
una certa aria di bonomia, una certa aria di sorriso e di perdono
che accompagna il colpo di scudiscio vibrato in pieno volto. Ma in
certi punti la bonomia scompare, il sorriso diventa una smorfia o un
sogghigno, l'ironia divien satira. E la satira è violenta, efficace,
arditissima. Quella società del _secondo atto_, quel ricevimento
in casa del _commendator Gaudenzi_, quelle ragazze che si lascian
portar via dai _Naldini_ nell'ebrietà sottile dello sciampagna, quei
critici esteti e quelle cantanti americane, tutta quella società
varia, mescolata, ibrida, nella satira trova la più terribile sferza.
Non sempre, è vero, queste intenzioni satiriche sono completamente
riuscite. Qualche volta la satira resta bassina, lo scrittore non ha la
forza di levare la sferza e si contenta della caricatura. Ma per ben
poco. La commedia riprende il suo corso. Ritorniamo all'ironia, alla
festevole semplicità, per giungere a quella fine veramente classica;
una di quelle fini che — ultima linea decisiva di un carattere —
erano il segreto ineffabile di Molière e di Goldoni. Dopo anni e anni
d'imbrogli e di parassitismo, il commendatore avvocato don Gennaro
Gaudenzi — che non è commendatore e non è avvocato — quando sua figlia,
a causa degli imbrogli e del parassitismo di lui, ha dovuto rinunziare
al matrimonio con l'uomo che ama e decidersi ad accompagnare in una
_tournée_ artistica per l'Europa un celebre violinista polacco, quando
vede sfuggirsi tutte le sue risorse, i suoi redditi, i suoi rampini per
gl'imbrogli e i pretesti alle sue furfanterie, quando questa ultima
_débacle_ può dirsi imminente, allora il commendatore Gaudenzi, il
parassita, non si rassegnerà a una vita nuova, morigerata e modesta;
ma, come il lupo, con quel che segue — e specialmente i lupi di quel
genere! — così egli andrà con sua figlia e col violinista, egli sarà
il loro impresario: egli — naturalmente — li imbroglierà: egli —
classicamente — dopo essere stato il parassita di grandi e di meschini,
di amici e di conoscenti, di parenti e di ignoti, sarà il parassita di
sua figlia, di quella povera figliuola la cui felicità egli distrasse e
rese impossibile con le losche mene delle sue geniali canaglierie!
Questo — lo ripeto — mi pare un epilogo classico e da grande commedia.
Camillo Antona-Traversi, con un ultimo audace e vigoroso colpo di
stecca, mette in piedi, completa, la statua del parassita.
Alcuni hanno trovato troppo scarsi gli esemplari di _Parassiti_ che
Camillo Antona-Traversi ci presenta. Costoro avrebbero ragione se
l'autore delle _Rozeno_ avesse, con un semplice articolo, generalizzato
l'intento della sua commedia. Se non che non _I parassiti_ s'intitolano
i quattro _atti_, ma semplicemente _Parassiti_. Come vedete, non esigua
è la differenza. Non tutti i parassiti egli volle rappresentare; ma
solamente alcuni tipi di quella innumerevole razza. Non ripeterò ancora
quanto egli sia riuscito nel suo scopo. Il commendator Gaudenzi è
un carattere. Si potrà dire — e non sembri esagerazione la mia — si
potrà dire _un Gaudenzi_, come si dice _un Mercadet, un Rabagas, un
Desjenais_, o _un Monsieur Alphonse_. Io credo che consentirete nel
dire che, per un autore, questo è un invidiabile risultato.
Gli attori diedero tutto il sussidio della loro arte alla bellissima
commedia. Il magnifico Calabresi fu vero collaboratore di Camillo
Antona-Traversi, interpretando perfettamente il perfetto personaggio,
prestandogli quella vena di umorismo e di genialità che deve renderlo
simpatico pur tra le sue birbonate. Claudio Leigheb fu un irresistibile
Naldini, segretario particolare e ajutante di campo del Gaudenzi.
Luigi Carini fu, secondo il solito, misurato, elegante, efficace,
spontaneo. La signora Carini piena di passione e di ardore. E tutti,
tutti quanti — meno, naturalmente, la signora Virginia Reiter che
volle ostinatamente rifiutare alla commedia dell'esule amico nostro
il sussidio della sua arte e del suo nome, non ritenendo forse degna
_la parte_ della sua interpretazione, accampandosi dietro il pretesto
di quel _phisique du rôle_ di cui, malauguratamente, gli attori non
tengono alcun conto in altri casi, quando fa comodo a loro.
Ma, del resto, la commedia di Camillo Antona-Traversi trionfa da sola
delle ostilità grandi e piccole. Si svolse, s'impose, trionfò. Essa è
il più recente frutto di un autore drammatico di altissimo ingegno, che
molte opere di gran valore, come questa, dovrà dare al teatro italiano
per molti anni ancora. Questo significavano a Camillo Antona-Traversi,
lontano, le acclamazioni del pubblico di Roma, così restio all'applauso
in generale. In una sua recentissima lettera, Camillo Antona-Traversi
mi scriveva: «Tu non puoi imaginare quale raggio splendente di luce
dopo tanta notte sia stato per me il successo: tu non puoi imaginare
come ciò mi riconduca e mi risospinga, alla speranza, alla vita
e al lavoro!». Con tutta l'anima, io auguro al lontano che questa
speranza si realizzi, che la vita abbia ancora rose per lui e il
lavoro frutti ancora opere d'arte come i _Parassiti_ per il nostro
orgoglio letterario e per il successo e la gioja del forte e irrequieto
scrittore.
LUCIO D'AMBRA[33].
Prime e non ultime. — _Parassiti, commedia in 4 atti di_ Camillo
Antona-Traversi.
Se il _signor Pubblico_ non fosse un giornale settimanale, si sarebbe
già occupato diffusamente del nuovo lavoro drammatico di Camillo
Antona-Traversi; ma esso arriva con la vettura del Negri e perciò
non può pigliarsi il gusto, che non darebbe gusto neanche ai nostri
lettori, di ripetere, sia pure con altre parole, tutto ciò che hanno
già stampato gli organi magni della stampa politica quotidiana di Roma.
Detto ciò come preambolo utile, se non necessario, eccomi a parlarvi,
_critica delle critiche_, di questi _Parassiti_, per me il più
organico, il più efficace lavoro dell'amico lontano e amato.
Egli non ci ha dato, soltanto, un'azione drammatica dialogata; ma un
vero e proprio studio di ambiente, una vera e propria fotografia di
certi individui che vivono alle spalle del prossimo, che sfruttano
il sentimento della carità, dell'entusiasmo pubblico a proprio unico
benefizio.
Questa la sintesi morale della nuova commedia. L'intreccio lasciamolo
da parte: esso è una cosa pressochè trascurabile, essendo una
continuità di piccoli episodi colti dal vero.
Camillo Antona-Traversi ha mostrato in questo lavoro di aver proprio
formata la fibra dell'autore drammatico; e, quel ch'è più, di non
aver dimenticata la patria, benchè esule: egli _ci ha dato la commedia
italiana_, sempre sospirata, mai venuta fin qui. E questo è il maggior
pregio dei _Parassiti_.
Noi abbiamo riconosciuto in quei personaggi tanti e tanti nostri
amici... per modo di dire. Nel suo protagonista, il Gaudenzi, si
rispecchiano gli eterni sfruttatori d'ogni borsa... altrui; e quella
casa borghese non è che una delle tante case borghesi di Roma,
d'Italia, se volete, ma non di altri paesi. Costumi, _ambiente_,
personaggi, dunque, tutti italiani, come è italiana — la dio mercè! —
la lingua che questi nostri tipi parlano senza ostentazione di spirito,
ma briosamente, certo.
Giova riconoscere che il primo e l'ultimo sono gli atti che dànno ai
«Parassiti» fisonomia di capolavoro.
E, dopo ciò, occorre aggiungere altro?
Forse sì, per deplorare che il valore di Virginia Reiter non abbia
potuto accrescere le attrattive della novità. Mi spiego: ella non ha
preso parte al nuovo lavoro del Traversi. Peccato! Molti non si recano
a teatro, se non vedono sul _cartellone_ il nome della prima attrice.
Ma _quod differtur non aufertur_; e, con la certezza di riudirli presto
e in una stagione meno estiva, mando anche le mie congratulazioni, il
mio caldo saluto, all'antico compagno di studj, al fratello carissimo.
GALLIENO SINIMBERGHI[34].
_Parassiti_ di Camillo Antona-Traversi.
Più volte annunciati e attesi con molta curiosità, i _Parassiti_ di
Camillo Antona-Traversi hanno visto la luce della ribalta lunedì al
teatro _Costanzi_, e l'accoglienza che la commedia ebbe dal pubblico fu
meritamente lusinghiera.
Dopo le prove già date dall'autore, era lecito sperare
dall'Antona-Traversi ancora un nuovo lavoro vitale; e l'amico nostro
infatti ci ha dato questa commedia destinata a tenere un buon posto nel
repertorio delle compagnie drammatiche.