Qui si parla contra li persecutori de la sancta Chiesa e de'
ministri, in diversi modi.
--Perché ti dixi che mi percotevano, e cosí è la veritá. In quanto la
intenzione loro mi percuotono con quello che possono: none che Io in me
possa ricevere alcuna lesione né essere percosso da loro; ma Io fo come
la pietra che, gictandole il colpo, nol riceve, ma torna verso colui che
'l gicta. Cosí le percosse de l'offese loro, le quali gictano puzza, a
me non possono nuocere, ma ritorna a loro la saecta avelenata della
colpa. La quale colpa in questa vita gli priva della grazia, perdendo el
fructo del Sangue; e ne l'ultimo, se essi non si correggono con la
sancta confessione e contrizione del cuore, giongono a l'etterna
dapnazione, tagliati da me e legati col dimonio. E hanno facta lega
insieme, perché, subbito che l'anima è privata della grazia, è legata
nel peccato d'odio della virtú e amore del vizio. El quale legame hanno
posto col libero arbitrio nelle mani delle dimonia, e con esso gli lega,
però che in altro modo non potrebbero essere legati.
Con questo legame si sonno legati e' persecutori del Sangue l'uno con
l'altro, e' come membri legati col dimonio, hanno preso l'offizio delle
dimonia. Le dimonia s'ingegnano di pervertire le mie creature e trarle
della grazia e riducerle a la colpa del peccato mortale, acciò che di
quel male che essi hanno in loro medesimi, di quello abbino le creature.
Cosí fanno questi cotali, né piú né meno: però che, sí come membri del
dimonio, vanno subvertendo e' figliuoli della Sposa di Cristo unigenito
mio Figliuolo, e sciogliendoli dal legame della caritá e legandoli nel
miserabile legame, privati del fructo del Sangue con loro insieme.
Legame annodato col nodo della superbia e con la propria reputazione,
col nodo del timore servile; che, per timore di non perdere le signorie
temporali, perdono la grazia e caggiono nella maggiore confusione che
venire possino, essendo privati della dignitá del Sangue. Questo legame
è suggellato col suggello della tenebre, però che essi non cognoscono
in quanti inconvenienti e miserie essi sonno caduti e fanno cadere
altrui, e però non si correggono, perché non el cognoscono, ma come
aciecati si gloriano della loro destruczione de l'anima e del corpo.
O carissima figliuola, duolti inextimabilmente di vedere tanta ciechitá
e miseria in coloro che sono lavati nel Sangue come tu, e nutricatisi e
allevatisi d'esso Sangue al pecto della sancta Chiesa; e ora, come
ribelli, per timore e socto colore di correggere e' difecti de' ministri
miei (de' quali Io ho vetato ch'Io non voglio che siano toccati da
loro), sí si sonno partiti da questo pecto. Unde terrore ti debba
venire, a te e agli altri servi miei, quando odi ricordare questo cosí
facto miserabile legame. La lingua tua non sarebbe sufficiente a potere
narrare quanto m'è abominevole: e peggio è che col mantello del difecto
de' ministri miei si vogliono amantellare e ricoprire i difecti loro; e
non pensano che con neuno mantello si possono riparare a l'occhio mio
ch'Io nol vegga. Potrebbersi bene nascondere a l'occhio della creatura,
ma none a me, che non tanto che sieno nascoste a me le cose presenti, ma
neuna cosa a me è nascosa. Io v'amai e vi cognobbi prima che voi fuste.
E questa è una delle cagioni ch'e' miserabili uomini del mondo non si
correggono, perché in veritá col lume della fede viva non credono ch'Io
li vegga. Però che, se essi credessero in veritá che Io veggo e' difecti
loro, e che ogni difecto è punito, come ogni bene è remunerato, sí come
in un altro luogo ti dixi, non farebbero tanto male, ma correggerebbersi
di quello che hanno facto e dimandarebbero umilemente la misericordia
mia. E Io, col mezzo del sangue del mio Figliuolo, lo' farei
misericordia. Ma essi sono come obstinati e riprovatisi da la mia bontá
per li difecti loro, e caduti ne l'ultima ruina, per li loro difecti,
d'essere privati del lume, e come ciechi sono facti persecutori del
Sangue. La quale persecuzione non debba essere facta per alcuno difecto
che si vedesse ne' ministri del Sangue.