De la excellenzia dove l'anima sta, la quale piglia el predecto
sacramento in grazia.
--Raguarda, carissima figliuola, in quanta excellenzia sta l'anima
ricevendo, come debba ricevere, questo pane della vita, cibo degli
angeli. Ricevendo questo sacramento, sta in me e Io in lei; sí come il
pesce sta nel mare e il mare nel pesce, cosí Io sto ne l'anima e l'anima
in me, mare pacifico. In essa anima rimane la grazia, perché, avendo
ricevuto questo pane della vita in grazia, rimane la grazia, consumato
quello accidente del pane. Io vi lasso la imprompta della grazia mia sí
come il suggello che si pone sopra la cera calda: partendosi e levando
el suggello, vi rimane la imprompta d'esso suggello. Cosí la virtú di
questo sacramento vi rimane ne l'anima, cioè che vi rimane il caldo
della divina caritá, clemenzia di Spirito sancto. Rimanvi el lume della
sapienzia de l'unigenito mio Figliuolo, illuminato l'occhio de
l'intellecto in essa sapienzia a cognoscere e a vedere la doctrina della
mia Veritá ed essa sapienzia. Rimane forte, participando della fortezza
mia e potenzia, facendola forte e potente contra la propria passione
sua sensitiva, contra le dimonia e contra 'l mondo. Sí che vedi che le
rimane la imprompta, levato che 'l suggello s'è; cioè che, consumata
quella materia, cioè gli accidenti del pane, questo vero Sole si ritorna
a la ruota sua; non che fusse staccato, come decto t'ho, ma unito
insieme con meco. Ma l'abisso della mia caritá, per vostra salute e per
darvi cibo in questa vita, dove sète perregrini e viandanti, acciò che
aviate refrigerio e non perdiate la memoria del benefizio del Sangue, ve
l'ha dato in cibo per mia dispensazione e divina providenzia, sovenendo
a' vostri bisogni dandovelo in cibo questa mia dolce Veritá, come decto
t'ho.
Sí che mira quanto sète tenuti e obligati a me a rendarmi amore, poi che
Io tanto v'amo, e perché Io so' somma ed etterna bontá, degno d'essere
amato da voi.