Come i sentimenti corporali tucti sono ingannati del predecto
sacramento, ma non quelli dell'anima; e però con quelli si debba
vedere, gustare e toccare. E d'una bella visione che questa anima
ebbe sopra questa materia.
--O carissima figliuola, apre bene l'occhio dell'intellecto a raguardare
l'abisso della mia caritá, ché non è alcuna creatura che abbi in sé
ragione che non si dovesse dissolvere il cuore suo per affecto d'amore a
raguardare fra gli altri benefizi che avete ricevuti da me, vedere il
benefizio che ricevete di questo sacramento. E con che occhio, carissima
figliuola, debbi tu e gli altri vederlo e raguardare questo misterio e
toccarlo? Non solamente con toccamento e vedere di corpo, però che tucti
e' sentimenti del corpo ci vengono meno. Tu vedi che l'occhio non vede
altro che quella bianchezza di quel pane, la mano altro non tocca, el
gusto altro non gusta che il sapore del pane; sí che i grossi sentimenti
del corpo sonno ingannati: ma el sentimento de l'anima non può essere
ingannato, se ella vorrá, cioè che ella non si voglia tollere il lume
della sanctissima fede con la infidelitá.
Chi gusta e vede e tocca questo sacramento? el sentimento de l'anima.
Con che occhio el vede? con l'occhio de l'intellecto, se dentro ne
l'occhio è la pupilla della sanctissima fede. Questo occhio vede in
quella bianchezza tucto Dio e tucto uomo, la natura divina unita con la
natura umana. El corpo, l'anima e il sangue di Cristo; l'anima unita nel
corpo. El corpo e l'anima uniti con la natura mia divina, non
staccandosi da me. Sí come ben ti ricorda che, quasi nel principio della
vita tua, Io ti manifestai. E non tanto con l'occhio de l'intellecto, ma
con l'occhio del corpo, bene che, per lo lume grande, l'occhio del corpo
tuo perdé il vedere e rimase solo il vedere a l'occhio de l'intellecto.
Mostra' telo a tua dichiarazione contra la bactaglia che 'l dimonio in
esso sacramento t'aveva data, e per farti crescere in amore e nel lume
della sanctissima fede. Unde tu sai che andando tu la mactina, a
l'aurora, a la chiesa per udire la messa, essendo stata dinanzi
passionata dal dimonio, tu ti ponesti ricta a l'altare del Crocifixo. El
sacerdote era venuto a l'altare di Maria; e stando ine a considerare il
difecto tuo, temendo di non avere offeso me per la molestia che 'l
dimonio t'aveva data, e a considerare l'affecto della mia caritá che
t'avevo facta degna d'udire la messa (conciosiacosaché tu ti reputavi
indegna d'entrare nel sancto tempio mio), venendo el ministro a
consegrare, a la consacrazione tu alzasti gli occhi sopra del ministro;
e nel dire le parole della consacrazione, Io manifestai me a te, vedendo
tu escire del pecto mio uno lume come il raggio del sole che esce della
ruota del sole, non partendosi da essa ruota. Nel quale lume veniva una
colomba, uniti insieme l'uno con l'altro, e percoteva sopra de l'ostia
in virtú delle parole della consecrazione che 'l ministro diceva; perché
l'occhio tuo corporale non fu sufficiente a sostenere il lume, ma
rimaseti el vedere solo ne l'occhio intellectuale, e ine vedesti e
gustasti l'abisso della Trinitá, tucto Dio e uomo, nascoso e velato
socto quella bianchezza. Né il lume né la presenzia del Verbo, che tu in
essa bianchezza vedesti intellectualmente, non tolleva però la
bianchezza del pane: l'uno non impediva l'altro, né il vedere Dio e uomo
in quello pane, né quel pane era impedito da me, cioè che non gli era
tolto né la bianchezza né il toccare né il sapore.
Questo fu mostrato a te da la mia bontá, come decto t'ho. A cui rimase
il vedere? A l'occhio de l'intellecto con la pupilla della sanctissima
fede; sí che nell'occhio de l'intellecto debba essere il principale
vedere, però che egli non può essere ingannato. Adunque con esso dovete
raguardare questo sacramento. Chi el tocca? la mano de l'amore. Con
questa mano si tocca quello che l'occhio ha veduto e cognosciuto in
questo sacramento. Per fede il tocca con la mano de l'amore, quasi
certificandosi di quello che per fede vide e cognobbe intellectualmente.
Chi el gusta? el gusto del sancto desiderio. El gusto del corpo gusta el
sapore del pane; ed il gusto de l'anima, cioè il sancto desiderio, gusta
Dio e uomo. Sí che vedi che ' sentimenti del corpo sonno ingannati, ma
none il sentimento de l'anima: anco n'è chiarificata e certificata in se
medesima, perché l'occhio de l'intellecto l'ha veduto con la pupilla del
lume della sanctissima fede. Perché 'l vidde e il cognobbe, però el
tocca con la mano de l'amore, però che quello che vide il tocca per
amore con fede. E col gusto de l'anima, con l'affocato desiderio el
gusta, cioè l'affocata mia caritá, amore ineffabile. Col quale amore
l'ho facta degna di ricevere tanto misterio di questo sacramento, e la
grazia che in esso sacramento si vede ricevere. Sí che vedi che non
solamente col sentimento corporale dovete ricevere e vedere questo
sacramento, ma col sentimento spirituale, disponendo e' sentimenti de
l'anima con affecto d'amore a vedere, ricevere e gustare questo
sacramento, come decto t'ho.