De la dignitá de' sacerdoti, e del sacramento del Corpo di Cristo.
E di quelli che comunicano degnamente e indegnamente.
--Ora ti rispondo di quello che m'hai adimandato sopra e' ministri della
sancta Chiesa. E acciò che tu meglio possa cognoscer la veritá, apre
l'occhio de l'intellecto tuo e raguarda l'excellenzia loro, in quanta
dignitá Io gli ho posti. E perché meglio si cognosce l'uno contrario per
l'altro, voglioti mostrare la dignitá di coloro che exercitano in virtú
el tesoro che Io lo' missi fra le mani; e per questo, meglio vedrai la
miseria di coloro che oggi si pascono al pecto di questa sposa.--
Alora quella anima, per obbedire, si specolava nella veritá, dove vedeva
rilucere le virtú ne' veri gustatori. Alora Dio etterno
diceva:--Carissima figliuola, prima ti voglio dire la dignitá loro dove
Io gli ho posti per la mia bontá; oltre a l'amore generale che Io ho
avuto a le mie creature creandovi a la imagine e similitudine mia, e
ricreativi tucti a grazia nel sangue de l'unigenito mio Figliuolo; unde
veniste in tanta excellenzia, per l'unione ch'Io feci della Deitá mia
nella natura umana, che in questo avete maggiore excellenzia e dignitá
voi che l'angelo, perch'Io presi la natura vostra e non quella de
l'angelo. Unde, sí come Io dixi, Io Dio so' facto uomo e l'uomo è facto
Dio per l'unione della natura mia divina nella natura vostra umana.
Questa grandezza è data in generale ad ogni creatura che ha in sé
ragione; ma tra questi ho electi e' miei ministri per la salute vostra,
acciò che per loro vi sia ministrato el sangue de l'umile e immaculato
Agnello unigenito mio Figliuolo. A costoro ho dato a ministrare il Sole,
dando lo' el lume della scienzia e il caldo della divina caritá e il
colore unito col caldo e col lume, cioè il Sangue e il Corpo del mio
Figliuolo. El quale Corpo è uno sole, perché è una cosa con meco, vero
Sole. E tanto è unito, che l'uno non si può separare da l'altro né
tagliare, se non come il sole, che non si può dividere né il caldo suo
da la luce né la luce dal suo colore, per la sua perfeczione de
l'unione.
Questo sole, non partendosi da la ruota sua, cioè che non si divide, dá
lume a tucto quanto el mondo e scalda a chiunque da lui vuole essere
scaldato; e per alcuna immondizia questo sole non si lorda, e il lume
suo è unito, come detto t'ho. Cosí questo Verbo mio Figliuolo, con el
sangue dolcissimo suo, è uno sole, tucto Dio e tucto uomo, perché egli è
una medesima cosa con meco e Io con lui. La potenzia mia non è separata
da la sapienzia sua, né il calore, fuoco di Spirito sancto, non è
separato da me Padre, né da lui Figliuolo, però che egli è una medesima
cosa con Noi, perché lo Spirito sancto procede da me Padre e dal
Figliuolo, e siamo uno medesimo Sole.
Io so' quel Sole, Dio etterno, unde è proceduto el Figliuolo e lo
Spirito sancto. Allo Spirito sancto è appropriato el fuoco; al Figliuolo
la sapienzia, nella quale sapienzia e' ministri miei ricevono uno lume
di grazia, perché hanno ministrato questo lume con lume e con
gratitudine del benefizio ricevuto da me Padre etterno, seguitando la
doctrina di questa sapienzia, unigenito mio Figliuolo.
Questo è quello lume che ha in sé il colore della vostra umanitá, unito
l'uno con l'altro. Unde il lume della Deitá mia fu quello lume unito col
colore de l'umanitá vostra. El quale colore diventò lucido, quando fu
inpassibile in virtú della Deitá, natura divina. E per questo mezzo,
cioè de l'obiecto di questo Verbo incarnato, intriso e impastato col
lume della mia Deitá, natura divina, e col caldo e fuoco dello Spirto
sancto, avete ricevuto el lume. A cui l'ho dato a ministrare? A'
ministri miei nel corpo mistico della sancta Chiesa, acciò che aviate
vita, dandovi el Corpo suo in cibo e il Sangue in beveraggio.
Decto t'ho che questo Corpo è sole. Unde non vi può essere dato el Corpo
che non vi sia dato el Sangue, né il Sangue né il Corpo senza l'anima di
questo Verbo, né l'anima né il Corpo senza la Deitá di me Dio etterno,
perché l'una non si può separare da l'altra; sí come in un altro luogo
ti dixi che la natura divina non si partí mai da la natura umana, né per
morte né per verun'altra cosa non si poteva né può separare. Sí che
tucta l'essenzia divina ricevete in quello dolcissimo sacramento socto
quella bianchezza del pane. E sí come il sole non si può dividere, cosí
non si divide tucto Dio ed uomo in questa bianchezza dell'ostia. Poniamo
che l'ostia si dividesse: se mille migliaia di minuzzoli fusse possibile
di fame, in ciascuno so' tucto Dio e tucto uomo, come decto ho. Sí come
lo specchio che si divide, e non si divide però la imagine che si vede
dentro nello specchio; cosí, dividendo questa ostia, non si divide tucto
Dio e tucto uomo, ma in ciascuna parte è tucto. Né non diminuisce però
in se medesimo se non come il fuoco, cioè in questo exemplo.
Se tu avessi uno lume, e tucto el mondo venisse per questo lume; per
quello tollere, el lume non diminuisce, e nondimeno ciascuno l'ha tucto.
È vero che chi piú o meno participa di questo lume: secondo la materia
che colui, che riceve, porta, cosí riceve il fuoco. E acciò che meglio
m'intenda, pongoti questo exemplo. Se fussero molti che portassero
candele, e l'una avesse materia d'una oncia e l'altra di due o di sei, o
chi di libra e chi piú, e andassero al lume e accendessero le candele
loro; poniamo che in ciascuno, ne l'assai e nel poco, vede tucto el
lume, cioè il caldo e il colore ed esso lume; nondimeno tu giudicarai
che meno n'abbi colui che la porta d'una oncia che quelli di libra. Or
cosí adiviene di quegli che ricevono questo sacramento: chi porta la
candela sua, cioè il sancto desiderio con che si riceve e piglia questo
Sacramento; la quale candela in sé è spenta, e accendesi ricevendo
questo Sacramento. «Spenta» dico, perché da voi non sète alcuna cosa. È
vero che Io v'ho data la materia con che voi potiate notricare in voi
questo lume e riceverlo. La materia vostra è l'amore, perch'Io vi creai
per amore, e però non potete vivere senza amore.
Questo essere dato a voi per amore ha ricevuta la disposizione nel
sancto baptesmo, che ricevete in virtú del sangue di questo Verbo; ché
in altro modo non potreste participare di questo lume, anco sareste come
candela senza el papeio dentrovi, che non può ardere né ricevere in sé
questo lume. Cosí voi, se ne l'anima vostra non aveste ricevuto el
papeio che riceve questo lume, cioè la sanctissima fede, ed unita la
grazia che ricevete nel baptesmo con l'affecto de l'anima vostra creata
da me, apta ad amare; sí come decto t'ho che tanto è apta ad amare che
senza amore non può vivere, anco el suo cibo è l'amore.
Dove s'accende questa anima unita per lo modo che detto t'ho? Al fuoco
della divina mia caritá, amando e temendo me e seguitando la doctrina
della mia Veritá. È vero che s'accende piú e meno, sí com'Io ti dixi,
secondo che portará e dará materia a questo fuoco; però che, bene che
tucti abbiate una medesima materia, cioè che tucti siate creati a la
imagine e similitudine mia e abbiate el lume del sancto baptesmo voi
cristiani, nondimeno ogniuno può crescere in amore e in virtú, secondo
che piace a voi, mediante la grazia mia. Non che voi mutiate altra forma
che quella che Io v'ho data, ma crescete e aumentate ne l'amore le
virtú, usando in virtú e in affecto di caritá el libero arbitrio, mentre
che avete il tempo; però che, passato el tempo, non il potreste fare. Sí
che potete crescere in amore, come decto t'ho. El quale amore, venendo
con esso a ricevere questo dolce e glorioso lume (del quale Io v'ho dato
a ministrare col mezzo dei ministri miei, e dato ve l'hoe in cibo, e
tanto ricevete di questo lume quanto portarete de l'amore e affocato
desiderio), poniamo che tucto el ricevete (sí com'Io dixi ponendoti
l'exemplo di coloro che portavano candele, e' quali secondo la quantitá
del peso cosí ricevevano), poniamo che in ogniuno el vedessi tucto
intero e non diviso, però che dividere non si può, come decto è, per
veruna vostra imperfeczione, né di voi che 'l ricevete né di chi el
ministra; ma tanto participate in voi di questo lume, cioè della grazia
che ricevete in questo sacramento, quanto vi disponete a ricevere con
sancto desiderio. E chi andasse a questo dolce sacramento con colpa di
peccato mortale, da questo sacramento non riceve grazia, poniamo che
egli riceva actualmente tucto Dio ed uomo, sí come decto t'ho.
Ma sai come sta questa anima che 'l riceve indegnamente? Sta sí come la
candela che v'è caduta l'acqua, che non fa altro che stridare quando è
acostata al fuoco: che, subbito che 'l fuoco v'è intrato, è spento in
quella candela, e non vi rimane altro che 'l fummo. Cosí questa anima
porta sé, candela, la quale ricevette il sancto baptesmo e poi gittoe
l'acqua della colpa dentro ne l'anima sua, la quale fue una acqua che
inacquoe il papeio del lume della grazia del baptesmo. Non essendosi
scaldata al fuoco della vera contrizione, confessandosi della colpa sua,
andò alla mensa de l'altare a ricevere questo lume actualmente. Questo
vero lume, non essendo disposta quella anima come si debba disponere a
tanto misterio, non rimane per grazia in quella anima, ma partesi, e ne
l'anima rimane maggiore confusione, spenta con tenebre e aggravata la
colpa sua. Di questo sacramento non sente altro che strido di rimorso
della coscienzia, non per difecto del lume, però che non può ricevere
alcuna lesione, ma per difecto de l'acqua che trovò ne l'anima; la quale
acqua impedí l'affecto de l'anima, che non poté ricevere questo lume.
Sí che vedi che in neuno modo questo lume, unito el caldo e il colore a
esso lume, si può dividere: né per piccolo desiderio che porti l'anima
ricevendo questo Sacramento, né per difecto che fusse ne l'anima che 'l
riceve né di colui che 'l ministra; sí come Io ti dixi del sole, el
quale, stando in su la cosa immonda, non si lorda però. Cosí questo
dolce lume in questo sacramento per neuna cosa si lorda, né si divide,
né diminuisce il lume suo, né non si stacca da la ruota: poniamo che
tucto el mondo si comunichi del lume e del caldo di questo sole. Cosí
non si stacca questo Verbo Sole, unigenito mio Figliuolo, da me Sole,
Padre etterno, perché nel corpo mistico della sancta Chiesa sia
ministrato a chiunque il vuole ricevere; ma tucto rimane, e tucto
l'avete, Dio e uomo, sí come ti diei exemplo del lume: che se tucto el
mondo mandasse per esso lume, tucti l'hanno tucto, e tucto si rimane.