De le operazioni de l'anima poi che è salita el predecto sancto
terzo scalone.
--Queste sonno quelle tre gloriose virtú fondate nella vera caritá, le
quali stanno in cima de l'arbore d'essa caritá: cioè la pazienzia, la
fortezza e la perseveranzia, che è coronata col lume della sanctissima
fede, col quale lume corrono, senza tenebre, per la via della veritá. Ed
è levata in alto per sancto desiderio, e però non è alcuno che la possa
offendere: né il dimonio con le sue temptazioni (perché egli teme
l'anima che arde nella fornace della caritá), né le detraczioni né le
ingiurie degli uomini; anco, con tucto ciò che 'l mondo gli perseguiti,
el mondo ha timore di loro.
Questo permette la mia bontá: di fortificarli e farli grandi dinanzi a
me e nel mondo, perché essi si sonno facti piccoli per umilitá. Bene lo
vedi tu nei sancti miei, e' quali per me si fecero piccoli, e Io gli ho
facti grandi in me, Vita durabile, e nel corpo mistico della sancta
Chiesa, dove si fa sempre menzione di loro perché i nomi loro sonno
scripti in me, libro di vita; sí che 'l mondo gli ha in reverenzia
perché essi hanno spregiato el mondo. Questi non nascondono la virtú per
timore ma per umilitá; e se egli è bisogno del servizio suo nel proximo,
egli non la nasconde per timore della pena né per timore di perdere la
propria consolazione, ma virilmente il serve perdendo se medesimo e non
curando di sé.
E in qualunque modo egli exercita la vita e 'l tempo suo in onore di me,
si gode e truovasi pace e quiete nella mente. Perché? perché non elegge
di servire a me a suo modo ma a modo mio; e però gli pesa tanto el tempo
della consolazione quanto quello della tribolazione, e tanto la
prosperitá quanto l'aversitá. Tanto gli pesa l'una quanto l'altra,
perché in ogni cosa truova la volontá mia, ed egli non pensa di fare
altro se non di conformarsi, dovunque egli la truova, con essa volontá.
Egli ha veduto che veruna cosa è facta senza me, e con misterio e con
divina providenzia, se non il peccato che non è: e però odiano el
peccato, e ogni altra cosa hanno in reverenzia; e però sonno tanto fermi
e stabili nel loro volere andare per la via della veritá, e non
allentano, ma fedelmente servono el proximo loro, non raguardando a
l'ignoranzia e ingratitudine sua. Né perché alcuna volta el vizioso gli
dica ingiuria e riprenda el suo bene adoperare, che egli non gridi, nel
cospecto mio, per orazione per lui, dolendosi piú de l'offesa che egli
fa a me e danno de l'anima sua che della ingiuria propria.
Costoro dicono col glorioso di Pavolo mio banditore: «El mondo ci
maladice, e noi benediciamo; egli ci perseguita, e noi ringraziamo;
cacciaci come immondizia e spazzatura del mondo, e noi pazientemente
portiamo». Sí che vedi, figliuola dilectissima, e' dolci segni; e
singularmente, sopra ogni segno, la virtú della pazienzia, dove l'anima
dimostra in veritá d'essere levata da l'amore imperfecto e venuta al
perfecto, seguitando el dolce e immaculato Agnello, unigenito mio
Figliuolo, el quale, stando in su la croce tenuto da' chiovi de l'amore,
non ritrae adietro per decto dei giuderi che dicevano: «Discende della
croce e credarenti». Né per ingratitudine vostra non ritrasse adietro
che non perseverasse ne l'obbedienzia, che Io gli avevo posta, con tanta
pazienzia che il grido suo non fu udito per alcuna mormorazione.
Cosí questi cotali dilectissimi figliuoli e fedeli servi miei seguitano
la doctrina e l'exemplo della mia Veritá. E perché con lusinghe e
minacce il mondo gli voglia ritrare, non vòllono però el capo adietro a
mirare l'aratro, ma guardano solo ne l'obiecto della mia Veritá. Questi
non si vogliono partire del campo della bactaglia per tornare a casa per
la gonnella, cioè per la gonnella propria, che egli lassò, del piacere
piú a le creature e temere piú loro che me Creatore suo; anco con
dilecto sta nella bactaglia, pieno e inebriato del sangue di Cristo
crocifixo. El quale Sangue v'è posto dinanzi nella bottiga del corpo
mistico della sancta Chiesa da la mia caritá, per fare inanimare coloro
che vogliono essere veri cavalieri, e combactere con la propria
sensualitá e carne fragile, col mondo e col dimonio, col coltello de
l'odio d'essi nemici suoi, con cui egli ha a combáctare, e con amore
delle virtú. El quale amore è una arme che ripara da' colpi che nol
possono accanare se esso non si trae l'arme di dosso e 'l coltello di
mano e dialo nelle mani de' nemici suoi, cioè dando l'arme con la mano
del libero arbitrio, arrendendosi volontariamente a' nemici suoi. Non
fanno cosí questi che sonno inebriati nel Sangue, anco virilmente
perseverano infino a la morte, dove rimangono sconfitti tucti e' nemici
suoi.
O gloriosa virtú, quanto se' piacevole a me e riluci nel mondo negli
occhi tenebrosi degl'ignoranti, che non possono fare che non participino
della luce de' servi miei! Ne l'odio loro riluce la clemenzia ch'e'
servi miei hanno a la loro salute; nella invidia loro riluce la
larghezza della caritá; nella crudeltá la pietá, però che essi sonno
crudeli verso di loro, ed essi sonno pietosi; nella ingiuria riluce la
pazienzia, reina che signoreggia e tiene la signoria di tucte le virtú,
perché ella è il mirollo della caritá. Ella dimostra e rasegna le virtú
ne l'anima; dimostra se elle sonno fondate in me in veritá, o no. Ella
vince e non è mai vinta; ella è compagna della fortezza e perseveranzia,
come decto è; ella torna a casa con la victoria, escita del campo della
bactaglia, tornata a me, Padre etterno, remuneratore d'ogni loro fadiga,
e ricevono da me la corona della gloria.