CAPITOLO LXXV

Come gl'imperfecti vogliono seguitare solamente el Padre, ma i

perfecti seguitano el Figliuolo. E d'una visione che ebbe questa

devota anima, ne la quale si narra di diversi baptesmi e d'alcune

altre belle e utili cose.

--Hotti decto che sonno esciti fuore. El quale è il segno che so' levati

da la imperfeczione e gionti a la perfeczione. Apre l'occhio de

l'intellecto e miragli córrire per lo ponte della doctrina di Cristo

crocifixo, el quale fu regola e via e doctrina vostra. Dinanzi a

l'occhio de l'intellecto loro essi non si pongono altro che Cristo

crocifixo; non si pongono me, Padre, sí come fa colui che sta ne l'amore

imperfecto, el quale non vuole sostenere pena. E perché in me non può

cadere pena, vuole seguitare solo el dilecto che truova in me, e però

dico che séguita me: non me, ma el dilecto che truova in me.

Non fanno cosí costoro; ma, come ebbri e affocati d'amore, hanno

congregati e saliti tre scaloni generali, e' quali ti figurai nelle tre

potenzie de l'anima, e i tre scaloni actuali che actualmente ti figurai

nel Corpo di Cristo crocifixo, unigenito mio Figliuolo. Salito e' piei,

co' piei de l'affecto de l'anima, gionse al costato, dove trovò il

secreto del cuore; e cognobbe il baptesmo de l'acqua (el quale ha virtú

nel Sangue) dove l'anima trovò la grazia nel sancto baptesmo, disposto

el vasello de l'anima a ricevere la grazia unita e impastata nel Sangue.

Dove cognobbe questa dignitá di vedersi unita e impastata nel sangue de

l'Agnello, ricevendo el sancto baptesmo in virtú del Sangue? Nel

costato, dove cognobbe il fuoco della divina caritá. E cosí manifestoe,

se bene ti ricorda, la mia Veritá, essendo dimandato da te, quando

dicevi:--Doh! dolce ed immaculato Agnello, tu eri morto quando el

costato ti fu aperto, perché volesti essere percosso e partito el

cuore?--Ed egli rispose, se ben ti ricorda, che assai cagioni ci aveva;

ma alcuna principale te ne dirò.

--Perché il desiderio mio verso l'umana generazione era infinito, e

l'operazione actuale di sostenere pena e tormenti era finita: e per la

cosa finita non potevo mostrare tanto amore quanto piú amavo, perché

l'amore mio era infinito. E però volsi che vedeste il secreto del cuore,

mostrandovelo aperto, acciò che vedeste che piú amavo che mostrare non

vi potevo per la pena finita. Gictando sangue e acqua, vi mostrai el

sancto baptesmo de l'acqua, el quale riceveste in virtú del Sangue: e

però versava sangue e acqua. E anco mostravo el baptesmo del Sangue in

due modi: l'uno è in coloro che sonno baptezzati nel sangue loro sparto

per me; il quale ha virtú per lo sangue mio, non potendo essi avere il

sancto baptesmo. Alcuni altri si baptezzano nel fuoco, desiderando el

baptesmo con affecto d'amore e non poterlo avere: e non è baptesmo di

fuoco senza Sangue, però che 'l Sangue è intriso e impastato col fuoco

della divina caritá, perché per amore fu sparto.

In un altro modo riceve l'anima questo baptesmo del Sangue, parlando per

figura. E questo providde la divina caritá, perché, cognoscendo la

infermitá e fragilitá de l'uomo, per la quale fragilitá offendendo (non

che egli sia costrecto da fragilitá né da altro a commectere la colpa,

se egli non vuole; ma, come fragile, cade in colpa di peccato mortale,

per la quale colpa perde la grazia che trasse nel sancto baptesmo in

virtú del Sangue), e però fu bisogno che la divina caritá prove desse a

lassare il continuo baptesmo del Sangue, el quale si riceve con la

contrizione del cuore e con la sancta confessione, confessando, quando

può, a' ministri miei, che tengono la chiave del Sangue. El quale Sangue

gitta, ne l'absoluzione, sopra la faccia de l'anima.

E non potendo avere la confessione, basta la contrizione del cuore.

Alora la mano della mia clemenzia vi dona el fructo di questo prezioso

sangue; ma, potendo avere la confessione, voglio che l'abbiate; e chi la

potrá avere e non la vorrá, sará privato del fructo del Sangue. È vero

che ne l'ultima extremitá, volendola e non potendola avere, anco el

riceverá. Ma non sia alcuno sí macto che si voglia però con questa

speranza conducersi ad aconciare i facti suoi ne l'ultima extremitá

della morte, perché non è sicuro che, per la sua obstinazione, Io con la

divina mia giustizia non dicesse:--Tu non ti ricordasti di me nella

vita, nel tempo che tu potesti: Io non mi ricordarò di te nella

morte.--Sí che neuno debba pigliare lo indugio; e se pure per lo difecto

suo l'ha preso, non debba lassare infino a l'ultimo di baptezzarsi per

speranza nel Sangue.

Sí che vedi che questo baptesmo è continuo, dove l'anima si debba

baptezzare infino a l'ultimo, per lo modo decto. In questo baptesmo

cognosci che l'operazione mia (cioè de la pena della croce) fu finita;

ma el fructo della pena, che avete ricevuto per me, è infinito. Questo è

in virtú della natura divina infinita, unita con la natura umana finita,

la quale natura umana sostenne pena in me. Verbo, vestito della vostra

umanitá. Ma perché è intrisa e impastata l'una natura con l'altra,

trasse a sé, la Deitá etterna, la pena ch'Io sostenni con tanto fuoco

d'amore. E però si può chiamare infinita questa operazione; non che

infinita sia la pena, né l'actuale del corpo né la pena del desiderio

che Io avevo di compire la vostra redempzione, però che ella terminò e

finí in croce quando l'anima si partí dal corpo. Ma el fructo, che escí

della pena e desiderio della vostra salute, è infinito: e però el

ricevete infinitamente. Però che, se egli non fusse stato infinito, non

sarebbe restituita tucta l'umana generazione, né ' passati né i presenti

né gli avenire. Neanco l'uomo che offende, doppo l'offesa, non si

potrebbe rilevare, se questo baptesmo del Sangue non vi fusse dato

infinito, cioè che 'l fructo del Sangue fusse infinito.

Questo vi manifestai ne l'apritura del lato mio, dove truovi el segreto

del cuore: mostrando che Io v'amo piú che mostrare non posso con questa

pena finita. Mòstrotelo infinito. Con che? col baptesmo del Sangue,

unito col fuoco della mia caritá, che per amore fu sparto; e nel

baptesmo generale (dato a' cristiani e a chiunque il vuole ricèvare) de

l'acqua unita col Sangue e col fuoco, dove l'anima s'inpasta nel sangue

mio. E per mostrarvelo volsi che del costato escisse sangue e acqua.

Ora ho risposto a quello che tu mi dimandavi.

Libro della divina dottrina: Dialogo della divina provvidenza · 第 95 / 221 题