De' segni a' quali si cognosce che l'anima sia venuta all'amore
perfecto.
--Ora ti resto a dire in che si vede che essi sieno gionti a l'amore
perfecto: per quello segno medesimo che fu dato a' discepoli sancti poi
che ebbero ricevuto lo Spirito sancto, che escîro fuore di casa e,
perduto el timore, anunziavano la parola mia, predicando la doctrina del
Verbo de l'unigenito mio Figliuolo. E non temevano pene, anco si
gloriavano nelle pene; non curavano d'andare dinanzi a' tiranni del
mondo ad anunziar lo' e dir lo' la veritá per gloria e loda del nome
mio.
Cosí l'anima che ha aspectato per cognoscimento di sé, nel modo che
decto t'ho, Io so' tornato a lei col fuoco de la caritá mia. Nella quale
caritá, mentre che stette in casa con perseveranzia, concepé le virtú
per affecto d'amore, participando della potenzia mia, con la quale
potenzia e virtú signoreggiò e vinse la propria passione sensitiva.
E in essa caritá participai in lei la sapienzia del Figliuolo mio, nella
quale sapienzia vide e cognobbe con l'occhio de l'intellecto la mia
Veritá e gl'inganni de l'amore sensitivo spirituale, cioè l'amore
imperfecto della propria consolazione, come decto è. E cognobbe la
malizia e l'inganno del dimonio, che dá a l'anima che è legata in quello
amore imperfecto. E però si levò con odio d'essa imperfeczione e amore
della perfeczione.
In questa caritá, che è esso Spirito sancto, el participai nella volontá
sua, fortificando la volontá a volere sostenere pena, ed escire fuore di
casa per lo nome mio, e parturire le virtú sopra el proximo suo. Non che
esca fuore della casa del cognoscimento di sé, ma escono della casa de
l'anima le virtú concepute per affecto d'amore, e parturiscele, al tempo
del bisogno del proximo suo, in molti e diversi modi; perché 'l timore è
perduto, el quale teneva, che non manifestava per timore di non perdere
le proprie consolazioni, sí come di sopra ti dixi. Ma poi che sonno
venuti a l'amore perfecto e liberale, escono fuore per lo modo decto.
E questo gli unisce col quarto stato, cioè che dal terzo stato, el quale
è stato perfecto (nel quale terzo stato gusta e parturisce la caritá nel
proximo suo), riceve uno stato ultimo di perfecta unione in me. E' quali
due stati sonno uniti insieme, che non è l'uno senza l'altro, se non
come la caritá mia senza la caritá del proximo, e quella del proximo
senza la mia non può essere separata l'una da l'altra.
Cosí di questi due stati non è l'uno senza l'altro, sí come ti verrò
dichiarando e mostrando per questo terzo.