Per che modi l'anima si parte da l'amore inperfecto e giogne ad
l'amore perfecto dell'amico e filiale.
--In fino a ora Io t'ho mostrato per molti modi come l'anima si leva da
la imperfeczione e giogne a l'amore perfecto, e quello che fa poi che
ella è gionta a l'amore de l'amico e filiale.
Dixiti e dico che ella vi giogne con perseveranzia, serrandosi nella
casa del cognoscimento di sé. El quale cognoscimento di sé vuole essere
condito col cognoscimento di me, acciò che non venga a confusione.
Perché del cognoscimento di sé acquistará l'odio della propria passione
sensitiva e del dilecto delle proprie consolazioni. E da l'odio fondato
in umilitá trarrá la pazienzia, nella quale pazienzia diventará forte
contra le bactaglie del dimonio, contra le persecuzioni degli uomini e
verso di me, quando per suo bene sottrago el dilecto da la mente sua.
Tucte le portará con questa virtú.
E se la sensualitá propria, per malagevolezza, volesse alzare el capo
contra la ragione, el giudice della coscienzia debba salire sopra di sé,
e con odio tenersi ragione, e non lassare passare i movimenti che non
sieno correcti. Benché l'anima che stará ne l'odio sempre si corregge e
riprende, d'ogni tempo: non tanto che quegli che sonno contra la
ragione, ma quegli che, spesse volte, saranno da me.
Questo volse dire il dolce servo mio sancto Gregorio, quando disse che
«la sancta e pura coscienzia faceva peccato dove non era peccato»: cioè
che vedeva, per la puritá della coscienzia, la colpa dove non era la
colpa.
Or cosí debba fare e fa l'anima che si vuole levare dalla imperfeczione,
aspectando, nella casa del cognoscimento di sé, la providenzia mia col
lume della fede, sí come fecero e' discepoli che stectero in casa e non
si mossero mai, ma con perseveranzia in vigilia e umile e continua
orazione perseverâro infino a l'avenimento dello Spirito sancto.
Questo è quello (sí come Io ti dixi) che l'anima fa, quando s'è levata
dalla imperfeczione e rinchiusasi in casa per giognere a perfeczione.
Ella sta in vigilia, vegghiando con l'occhio de l'intellecto nella
doctrina della mia Veritá, umiliata perché ha cognosciuta sé in continua
orazione, cioè di sancto e vero desiderio, perché in sé cognobbe
l'affecto della mia caritá.