Come Dio induce la predecta anima a raguardare la grandezza d'esso
ponte, cioè per che modo tiene da la terra al cielo.
--Apre l'occhio de l'intellecto e vedrai gli acciecati e ignoranti. E
vedrai gl'imperfecti e i perfecti che in veritá seguitano me, acciò che
tu ti doglia della dannazione degl'ignoranti e rallegriti della
perfeczione de' dilecti figliuoli miei. Ancora vedrai che modo tengono
quelli che vanno a lume e quelli che vanno a tenebre. Ma innanzi voglio
che raguardi el ponte de l'unigenito mio Figliuolo, e vede la grandezza
sua che tiene dal cielo a la terra, cioè raguarda che è unita con la
grandezza della Deitá la terra della vostra umanitá. E però dico che
tiene dal cielo a la terra, cioè per l'unione che Io ho facta ne l'uomo.
Questo fu di necessitá a volere rifare la via che era rocta, sí come Io
ti dixi, acciò che giogneste a vita e passaste l'amaritudine del mondo.
Pure, di terra non si poteva fare di tanta grandezza che fusse
sufficiente a passare il fiume e darvi vita etterna, cioè che pure la
terra della natura de l'uomo non era sufficiente a satisfare la colpa e
tollere via la marcia del peccato d'Adam, la quale marcia corruppe tucta
l'umana generazione e trasse puzza da lei, sí come di sopra ti dixi.
Convennesi dunque unire con l'altezza della natura mia, Deitá etterna,
acciò che fusse sufficiente a satisfare a tucta l'umana generazione: la
natura umana sostenesse la pena, e la natura divina unita con essa
natura umana acceptasse il sacrifizio del mio Figliuolo, offerto a me
per voi per tòllarvi la morte e darvi la vita.
Sí che l'altezza s'aumiliò a la terra, e della vostra umanitá unita
l'una con l'altra se ne fece ponte, e rifece la strada. Perché si fece
via? acciò che in veritá veniste a godere con la natura angelica; e non
bastarebbe a voi ad avere la vita perché 'l Figliuolo mio vi sia facto
ponte, se voi non teneste per esso.