Come tutti siamo lavoratori messi da Dio a lavorare ne la vigna de
la sancta Chiesa. E come ciascuno ha la vigna propria da se
medesimo; e come noi tralci ci conviene essere uniti ne la vera
vite del Figliuolo di Dio.
Qui mostrava la Veritá etterna che elli ci aveva creati senza noi, ma
non ci salvará senza noi; ma vuole che noi ci mettiamo la volontá
libera, col libero arbitrio exercitando el tempo con le vere virtú. E
però subgionse a mano a mano dicendo:
--Tucti vi conviene tenere per questo ponte, cercando la gloria e loda
del nome mio nella salute de l'anime, con pena sostenendo le molte
fadighe, seguitando le vestigie di questo dolce ed amoroso Verbo. In
altro modo non potreste venire a me.
Voi sète miei lavoratori che v'ho messi a lavorare nella vigna della
sancta Chiesa. Voi lavorate nel corpo universale della religione
cristiana; messi da me per grazia, avendovi Io dato el lume del sancto
baptesmo. El quale baptesmo aveste nel corpo mistico della sancta Chiesa
per le mani de' ministri, e' quali Io ho messi a lavorare con voi.
Voi sète nel corpo universale, ed essi sonno nel corpo mistico, posti a
pascere l'anime vostre, ministrandovi el Sangue ne' sacramenti che
ricevete da lei, traendone essi le spine de' peccati mortali e
piantandovi la grazia. Essi sonno miei lavoratori nella vigna de l'anime
vostre, legati nella vigna della sancta Chiesa.
Ogni creatura che ha in sé ragione ha la vigna per se medesima, cioè la
vigna de l'anima sua; della quale la volontá col libero arbitrio nel
tempo n'è facto lavoratore, cioè mentre che elli vive. Ma poi che è
passato el tempo, neuno lavorío può fare, né buono né gattivo; ma mentre
che elli vive può lavorare la vigna sua, nella quale Io l'ho messo. E ha
ricevuta tanta fortezza questo lavoratore de l'anima che né dimonio né
altra creatura gli 'l può tollere se egli non vuole; però che ricevendo
el sancto baptesmo si fortificò e fugli dato un coltello d'amore di
virtú, e odio del peccato. El quale amore e odio truova nel Sangue, però
che per amore di voi e odio del peccato morí l'unigenito mio Figliuolo,
dandovi el Sangue, per lo quale Sangue aveste vita nel sancto baptesmo.
Sí che avete il coltello, el quale dovete usare col libero arbitrio,
mentre che avete il tempo, per divellere le spine de' peccati mortali e
piantare le virtú; però che in altro modo da essi lavoratori che Io ho
messi nella sancta Chiesa (de' quali ti dixi che tollevano el peccato
mortale della vigna de l'anima e davanvi la grazia, ministrandovi el
Sangue ne' sacramenti che ordinati sonno nella sancta Chiesa) non
ricevareste el fructo del Sangue.
Conviensi dunque che prima vi leviate con la contrizione del cuore e
dispiacimento del peccato e amore della virtú; e alora ricevarete il
fructo d'esso Sangue. Ma in altro modo nol potreste ricevere, non
disponendovi da la parte vostra come tralci uniti nella vite de
l'unigenito mio Figliuolo, el quale dixe: «Io so' vite vera; el Padre
mio è il lavoratore, e voi sète i tralci». E cosí è la veritá: che Io
so' il lavoratore, però che ogni cosa che ha essere è uscito ed esce di
me. La potenzia mia è inextimabile, e con la mia potenzia e virtú
governo tucto l'universo mondo. Veruna cosa è facta o governata senza
me. Sí che Io so' el lavoratore che piantai la vite vera de l'unigenito
mio Figliuolo nella terra della vostra umanitá, acciò che voi, tralci
uniti con la vite, faceste fructo.
E però chi non fará fructo di sancte e buone operazioni sará tagliato da
questa vite, e seccarassi. Però che separato da essa vite perde la vita
della grazia ed è messo nel fuoco etternale, sí come il tralcio che non
fa fructo, che è tagliato subbito dalla vite ed è messo nel fuoco perché
non è buono ad altro. Or cosí questi cotali tagliati per l'offese loro,
morendo nella colpa del peccato mortale, la divina giustizia (non
essendo buoni ad altro) gli mecte nel fuoco el quale dura
etternalmente.
Costoro non hanno lavorata la vigna loro; anco l'hanno disfacta, e la
loro e l'altrui. Non solo che ci abbino messa alcuna pianta buona di
virtú; ma essi n'hanno tracto il seme della grazia, el quale avevano
ricevuto nel lume del sancto baptesmo, participando el sangue del mio
Figliuolo, el quale fu el vino che vi porse questa vite vera. Ma essi ne
l'hanno tracto, questo seme, e datolo a mangiare agli animali, cioè a
diversi e molti peccati, e messolo sotto e' piei del disordinato
affecto, col quale affecto hanno offeso me e facto danno a loro e al
proximo.
Ma e' servi miei non fanno cosí; e cosí dovete fare voi, cioè essere
uniti e innestati in questa vite. E alora riportarete molto fructo,
perché participarete de l'umore della vite. E stando nel Verbo del mio
Figliuolo state in me, perché Io so' una cosa con lui ed egli con meco;
stando in lui seguitarete la doctrina sua; seguitando la sua doctrina
participate della sustanzia di questo Verbo, cioè participate della
Deitá etterna unita ne l'umanitá, traendone voi uno amore divino dove
l'anima s'inebbria. E però ti dixi che participate della sustanzia della
vite.