Per concludere: l'educazione deve saper discernere ciò che
nella nativa timidezza di ogni uomo è qualità favorevole, da
ciò che è pericoloso; e moltiplicare lo condizioni vantaggiose
e combattere le funeste.
Le pagine che il Dugas dedica a questo punto del problema
morale sono fra le più belle. Il mezzo migliore per vincere la
timidità perniciosa, per acquistare la fidente padronanza di sè
stessi è il medesimo, egli dice, che il Pascal suggerisce agli
scettici perchè credano: fare come se si credesse. Il timido
deve agire e parlare come se non fosse tale, dimenticando le
proprie repugnanze, addomesticandosi con le persone e le cose
dalle quali vorrebbe star lontano. I più timidi fra i
timidissimi si trovano pure a loro agio in molte occasioni: da
che cosa viene questa loro sicurezza? Dall'assuefazione.
Bisogna dunque mutare in abituale tutto ciò che incute
timidità.
Questa educazione morale, sulla quale torneremo or ora, è un
mezzo di riuscita molto più sicuro che non il rimedio fisico
adoperato da un timido degno di passare alla storia. Costui
ricorreva... alla cocaina. Siccome la cocaina ha la virtù di
rendere l'occhio momentaneamente immobile, così egli ne
prendeva una buona dose per poter guardare in faccia i proprî
interlocutori e non esserne sgominato!