Il nuovo romanzo di Max Nordau, che nella traduzione italiana
s'intitola _Battaglia di Parassiti_, porta nell'originale
tedesco il titolo di _Drohnenschlacht_, che vorrebbe più
precisamente significare battaglia di fuchi, e alluderebbe ai
maschi delle api, i quali sono uccisi quando la loro funzione è
compita. Uno dei principali personaggi, Augusta Hausblum,
chiarisce questa allusione. Rovinata da un giovanotto
scapestrato quando era una modesta e zelante istitutrice,
spinta al suicidio, salvata contro sua voglia, caduta
nell'abbiezione, ella si è lasciata sposare da un vecchio
banchiere straricco, il barone Agostini; in questa nuova
situazione dichiara all'avventuriero Henneberg: «L'uomo ha
voluto perdermi: gli renderò la pariglia. Sono rimasta già
troppo a lungo operaia. Ora voglio diventare regina, e i fuchi
debbono lavorare e morire per me».
Pare così che il Nordau abbia voluto discutere nel suo libro la
quistione sessuale, il problema dell'amore, la dottrina del
femminismo. Questa medesima baronessa Agostini dice alla
giovanetta Elsa Koppel, anima d'artista, essere una strana
aberrazione nelle donne il correre dietro alla gloria. «Ella
non conosce ancora l'ufficio della donna, nè segnatamente i
suoi diritti. Tendere alla gloria, signorina, equivale a voler
piacere agl'indifferenti. Ora bisogna fare il contrario.
Gl'indifferenti debbono affaticarsi per piacere a noi. Noi non
concorriamo alle corone, le dispensiamo altrui. Nel torneo
della vita non siamo i giostranti, siamo i giudici del campo
sotto il baldacchino di velluto. Gli uomini debbono sudare per
essere lodati da noi. Noi li eccitiamo a farsi animo e a
dimostrare il meglio che sia in loro. Qualche volta veramente
anche il peggio. Ma ciò dipende in molte guise da noi. Se non
li spronassimo continuamente, gli uomini poltrirebbero e
diventerebbero brutti e sudici animali, buoni solo a
rimpinzarsi, a fumare e ad accopparsi l'un l'altro».
Se questa è veramente la tesi che il romanziere ha voluto
studiare, bisogna dire che l'ha smarrita per via, oppure che ne
ha derivato conclusioni molto diverse dalle previste; perchè
nella sua battaglia di fuchi non periscono i fuchi soltanto, ma
la stessa regina; e peggio ancora, lo scopo della lotta, la
conservazione della specie, la continuazione della vita, non è
ottenuto.
Henneberg ha incontrato Augusta quando costei era ridotta a
vivere vendendosi, e con lei ha passato qualche settimana
piacevolmente nelle isole Hyères. La disgraziata, dopo il primo
tentativo di suicidio, ne medita un secondo; ma, confortata
dall'affetto che Henneberg le dimostra, si riaffeziona alla
vita, e spera che egli la redima, sposandola. Henneberg ricusa.
Il barone Agostini le offre invece il proprio nome. Ella
accetta. Diventata baronessa Agostini, rientrata nella legge,
restituita all'onor civile, amata cecamente dal vecchio marito,
ella intende serbarglisi fedele. E come Henneberg, al
contrario, pretende riaverla, ella gli resiste strenuamente.
Allora quest'uomo che non ha voluto sposarla quando era libera,
aspetta che il vecchio Agostini muoia per sposarla da
vedova!... Frattanto specula alla Borsa, mette su banche,
società, sindacati, per far denaro, per mantenere un lusso
smodato, per assicurare una gran sostanza alla donna che
aspetta di far sua. Il barone Agostini è associato alle sue
imprese. La fortuna sorride lungamente agli speculatori; un
brutto giorno le cose cominciano ad andar male e rapidamente
precipitano. Agostini, quando si vede ridotto sul lastrico,
minacciato della prigione, d'un processo infamante, si uccide.
Henneberg corre da Augusta e le propone di fuggire con lui:
egli vuol mettersi al sicuro per evitare le responsabilità del
fallimento, lasciando cadere nel baratro quanti hanno avuto
fiducia in lui, i suoi socî, i suoi azionisti, i suoi amici. La
baronessa, misurando a un tratto la viltà di quest'uomo, lo
discaccia. Egli si prepara a fuggir solo; ma, vinto,
accasciato, perduto, si uccide anch'egli. E Augusta impazzisce.
Qual è la moralità della favola? Agostini si è portato con
Augusta da galantuomo: l'ha desiderata, l'ha sposata, l'ha
riscattata, ha lavorato per lei. E quando non le può dare la
ricchezza e l'onoratezza del nome, preferisce sparire. Che la
donna salvata e redenta cagioni la rovina del suo redentore non
pare una conclusione molto morale. Agostini ha il torto dì
essersi unito con una donna molto più giovane di lui. Max
Nordau ha voluto forse dimostrare che i vecchi non debbono
prender moglie, o non la debbono prendere troppo giovane?... Un
altro torto di Agostini consiste nell'avere intrapreso
speculazioni non troppo chiare: vuole forse l'autore
dimostrarci che la farina del diavolo se ne va tutta in
crusca?... Queste conclusioni sono bensì morali, ma non
riescono molto nuove.
Henneberg, per conto suo, ha ottenuto i favori di Augusta
quando costei li accordava facilmente. La sua funzione di fuco
è stata esercitata. Egli potrebbe avere gran torto
nell'ostinarsi a riottenere questa donna proprio quando, dopo
averla rifiutata come moglie e spinta ad accettare un altro
partito, ragionevolmente e doverosamente ella non vuol più
saperne di lui. Nondimeno, dopo il suicidio di Agostini, egli
la otterrebbe, se non rivelasse troppo brutalmente la bruttezza
dell'animo suo. Ella ne è naturalmente nauseata. Ma lo
sciagurato paga con la morte le sue brutture; dimostra,
morendo, di non essere tutto orribile come pareva. E la donna
che voleva esercitare una specie di potere sovrano, che voleva
essere come la regina dell'alveare, quando vede morire uno dopo
l'altro questi due uomini, questi due fuchi, non ammette più
che dovessero morire, non riconosce nella catastrofe il
compimento della legge alla quale si appoggiava e della quale
si faceva banditrice; ma perde la ragione, come al quarto atto
di un melodramma. Allora dove se ne va il concetto della
battaglia degli uomini per l'amore, per l'acquisto della donna,
per la continuazione della specie? Agostini e Henneberg lottano
e muoiono per niente. Augusta, che voleva fare la forte, che
voleva sostenere l'impassibilità e la supremazia del suo sesso,
è vinta a sua volta.
Qual è dunque il significato, il perchè di tutte queste cose?