Questi voli della fantasia, queste immaginazioni di un mondo e
d'una umanità tanto migliori dei nostri, non sono sogni,
vaneggiamenti, delirî? Chi può credere seriamente che le
condizioni della vita, della vita fisiologica, della natura
umana, si modificheranno così? Eppure, se la ragione ricusa di
ammettere il mutamento, il cuore lo vuole e irragionevolmente
lo aspetta! L'ottimismo fanciullesco delle aspettazioni è un
modo di reagire contro la senile tristezza degli accertamenti.
Il bilancio morale del secolo nostro è in condizioni veramente
disastrose. Il Fierens-Gevaert, che lo ha compilato, vi ha
scritto sopra: _La tristezza contemporanea_; ma il _deficit_
dei valori etici si chiama propriamente angoscia, confusione,
oscurità, pessimismo.
L'êra contemporanea comincia con la rivoluzione francese: si
ottennero da essa i beneficî promessi? Tanto poco si ottennero,
che quel cataclisma potè essere definito «una farsa
sanguinosa». Mentre il principio dell'eguaglianza tra gli
uomini era scritto col vivo sangue sgorgante dalle
ghigliottine, Napoleone s'incaricava di dimostrarne la
fallacia; o, per meglio dire, ne incarnava la logica
conseguenza. Se ogni uomo è uguale ad un altro, un ufficialetto
d'artiglieria prende il posto dei re per diritto divino e si fa
padrone del mondo. Autocrate repubblicano, egli è il tipo
dell'umanità moderna: egoista per istinto, democratico per
educazione. In nome del principio d'eguaglianza la somma dei
beni va distribuita a un numero sempre più grande di
concorrenti: la parte di ciascuno è pertanto sempre più
piccola.
Dio era stato soppresso; Kant aveva legittimato l'operazione
affermando che ciò che non si vede non esiste. La reazione non
doveva tardare; ma fu peggiore della stessa azione, e non portò
il rimedio sperato. Il cristianesimo di Giuseppe de Maistre è
triste, cupo ed ingrato: esso ammette la necessità del male;
vuole quella legge di ferro e di sangue, che sarà più tardi
proclamata dal più fiero negatore del cristianesimo e
dell'altruismo: da Federico Nietzsche. Nè Chateaubriand, con
tutta la sua fede, si salva; al contrario: fonda la scuola dei
malinconici superbi, degli egoisti annoiati e disperati.
Il romanticismo infierisce in tutta Europa. In Italia, con
Giacomo Leopardi, il «male del secolo» arriva al parossismo. Il
Rousseau aveva detto che la civiltà è la grande colpevole; che
gli uomini, nativamente, sono buoni; il Leopardi afferma che
gli uomini, malvagi naturalmente, vogliono dare a credere di
esser divenuti tali per caso.
Senza bussola, intanto, il pensiero umano erra qua e là,
secondo che il vento soffia da una parte o dall'altra. Primi
fra tutti, il Guizot e Augusto Comte parlano dell'«anarchia
intellettuale». Nel giro di poche diecine d'anni l'anarchia
diventa una dottrina, i cui apostoli lanciano bombe in mezzo
alla folla innocente.
Prima s'innalza la bandiera del comunismo. Il Fourier e il
Saint-Simon promettono il paradiso in terra; dànno l'esempio
delle chimeriche raffigurazioni dell'umanità futura: l'uomo
sarà, dicono, sbarazzato dal dolore e dalla miseria, la sua
statura crescerà di sette piedi, ed egli arriverà all'età di
144 anni, «dei quali 120 di esercizio attivo in amore...». Se
questo linguaggio è tenuto ai creduli più ignoranti, Augusto
Comte, parlando agli spiriti eletti, bandisce, come Gran
Pontefice dell'Umanità, il nuovo verbo della Religione
dell'Uomo. Il regno dell'uomo è di questa terra. Non bisogna
alzare gli occhi troppo in alto: il Pontefice vieta insino lo
studio dell'astronomia; consente soltanto che si osservino i
moti dei pianeti visibili a occhio nudo... Solo i fatti
importano: il positivismo dà lo sgambetto alla metafisica. E lo
Schopenhauer è il suo discepolo Hartmann passano la spugna
sull'una e sull'altro; dimostrano l'inganno universale;
combattono la volontà di vivere e predicono il suicidio
cosmico.
Mentre costoro parlano e scrivono, gl'internazionalisti e gli
anarchici cominciano ad operare. Che cosa è la patria? Già
imperando Napoleone, quando i confini dei popoli si slargano,
quando gli eserciti corrono da un capo all'altro del vecchio
mondo, lo «spirito europeo» della signora di Staël si
sostituisce allo spirito particolare delle varie nazioni; a
poco a poco, col vapore e con l'elettricità, che accorciano lo
spazio ed il tempo, lo spirito «cosmopolita» si sostituisce
all'europeo. Non più patrie, non più società.
Il mondo unificato è felice? Le ineguaglianze sociali sono
sparite? La lotta per l'esistenza è divenuta meno feroce? Il
positivismo e la democrazia hanno assicurato almeno il
benessere materiale? Gli appetiti sono stati eccitati, non
appagati. Ed ecco i bombardatori scendere in piazza.