II.

Questi voli della fantasia, queste immaginazioni di un mondo e

d'una umanità tanto migliori dei nostri, non sono sogni,

vaneggiamenti, delirî? Chi può credere seriamente che le

condizioni della vita, della vita fisiologica, della natura

umana, si modificheranno così? Eppure, se la ragione ricusa di

ammettere il mutamento, il cuore lo vuole e irragionevolmente

lo aspetta! L'ottimismo fanciullesco delle aspettazioni è un

modo di reagire contro la senile tristezza degli accertamenti.

Il bilancio morale del secolo nostro è in condizioni veramente

disastrose. Il Fierens-Gevaert, che lo ha compilato, vi ha

scritto sopra: _La tristezza contemporanea_; ma il _deficit_

dei valori etici si chiama propriamente angoscia, confusione,

oscurità, pessimismo.

L'êra contemporanea comincia con la rivoluzione francese: si

ottennero da essa i beneficî promessi? Tanto poco si ottennero,

che quel cataclisma potè essere definito «una farsa

sanguinosa». Mentre il principio dell'eguaglianza tra gli

uomini era scritto col vivo sangue sgorgante dalle

ghigliottine, Napoleone s'incaricava di dimostrarne la

fallacia; o, per meglio dire, ne incarnava la logica

conseguenza. Se ogni uomo è uguale ad un altro, un ufficialetto

d'artiglieria prende il posto dei re per diritto divino e si fa

padrone del mondo. Autocrate repubblicano, egli è il tipo

dell'umanità moderna: egoista per istinto, democratico per

educazione. In nome del principio d'eguaglianza la somma dei

beni va distribuita a un numero sempre più grande di

concorrenti: la parte di ciascuno è pertanto sempre più

piccola.

Dio era stato soppresso; Kant aveva legittimato l'operazione

affermando che ciò che non si vede non esiste. La reazione non

doveva tardare; ma fu peggiore della stessa azione, e non portò

il rimedio sperato. Il cristianesimo di Giuseppe de Maistre è

triste, cupo ed ingrato: esso ammette la necessità del male;

vuole quella legge di ferro e di sangue, che sarà più tardi

proclamata dal più fiero negatore del cristianesimo e

dell'altruismo: da Federico Nietzsche. Nè Chateaubriand, con

tutta la sua fede, si salva; al contrario: fonda la scuola dei

malinconici superbi, degli egoisti annoiati e disperati.

Il romanticismo infierisce in tutta Europa. In Italia, con

Giacomo Leopardi, il «male del secolo» arriva al parossismo. Il

Rousseau aveva detto che la civiltà è la grande colpevole; che

gli uomini, nativamente, sono buoni; il Leopardi afferma che

gli uomini, malvagi naturalmente, vogliono dare a credere di

esser divenuti tali per caso.

Senza bussola, intanto, il pensiero umano erra qua e là,

secondo che il vento soffia da una parte o dall'altra. Primi

fra tutti, il Guizot e Augusto Comte parlano dell'«anarchia

intellettuale». Nel giro di poche diecine d'anni l'anarchia

diventa una dottrina, i cui apostoli lanciano bombe in mezzo

alla folla innocente.

Prima s'innalza la bandiera del comunismo. Il Fourier e il

Saint-Simon promettono il paradiso in terra; dànno l'esempio

delle chimeriche raffigurazioni dell'umanità futura: l'uomo

sarà, dicono, sbarazzato dal dolore e dalla miseria, la sua

statura crescerà di sette piedi, ed egli arriverà all'età di

144 anni, «dei quali 120 di esercizio attivo in amore...». Se

questo linguaggio è tenuto ai creduli più ignoranti, Augusto

Comte, parlando agli spiriti eletti, bandisce, come Gran

Pontefice dell'Umanità, il nuovo verbo della Religione

dell'Uomo. Il regno dell'uomo è di questa terra. Non bisogna

alzare gli occhi troppo in alto: il Pontefice vieta insino lo

studio dell'astronomia; consente soltanto che si osservino i

moti dei pianeti visibili a occhio nudo... Solo i fatti

importano: il positivismo dà lo sgambetto alla metafisica. E lo

Schopenhauer è il suo discepolo Hartmann passano la spugna

sull'una e sull'altro; dimostrano l'inganno universale;

combattono la volontà di vivere e predicono il suicidio

cosmico.

Mentre costoro parlano e scrivono, gl'internazionalisti e gli

anarchici cominciano ad operare. Che cosa è la patria? Già

imperando Napoleone, quando i confini dei popoli si slargano,

quando gli eserciti corrono da un capo all'altro del vecchio

mondo, lo «spirito europeo» della signora di Staël si

sostituisce allo spirito particolare delle varie nazioni; a

poco a poco, col vapore e con l'elettricità, che accorciano lo

spazio ed il tempo, lo spirito «cosmopolita» si sostituisce

all'europeo. Non più patrie, non più società.

Il mondo unificato è felice? Le ineguaglianze sociali sono

sparite? La lotta per l'esistenza è divenuta meno feroce? Il

positivismo e la democrazia hanno assicurato almeno il

benessere materiale? Gli appetiti sono stati eccitati, non

appagati. Ed ecco i bombardatori scendere in piazza.

Il colore del tempo · 第 7 / 86 题