Scoperte sull'uomo.
Espedienti psicologici; i temperamenti.
A queste vittorie riportate nel campo della natura la civiltà del
Rinascimento aggiunge un servigio ancor più segnalato, la scoperta e
la rappresentazione dell'uomo in tutto ciò, che ne costituisce l'intima
essenza e le manifestazioni esteriori.[50]
Innanzi tutto quest'epoca promuove, come vedemmo, un forte e completo
sviluppo dell'individualità; poi guida l'individuo al riconoscimento di
questo stesso elemento sotto tutti gli aspetti e le forme possibili.
Lo sviluppo della personalità è essenzialmente legato alla coscienza,
che se ne ha in sè e negli altri. In mezzo ad ambedue questi grandi
fatti abbiamo dovuto dar posto all'influenza esercitata dall'antica
letteratura, appunto perchè il modo di riconoscere e di rappresentare
l'individualità e di sceverarla da ciò che vi ha di comune in tutti gli
uomini, riceve una determinazione o tinta speciale da questo elemento
intermedio. Ciò non toglie però che quella potenza di riconoscimento
non sia un privilegio esclusivo dell'epoca e della nazione.
I fatti, ai quali ci riporteremo per fornirne le prove, saranno pochi.
Se mai in altre parti di questo lavoro, qui principalmente noi ci
accorgiamo di essere entrati nel pericoloso sentiero delle divinazioni,
e sappiamo benissimo che non a tutti parrà sufficientemente provato
quel tenue, ma pure evidente digradar di colori, che noi crediamo di
scorgere nella storia della vita morale dei secoli XIV e XV. Questo
lento e successivo apparire dello spirito di un popolo è tal fenomeno,
che ad ogni osservatore può presentarsi sotto mille aspetti diversi. Al
tempo spetta di vedere e di giudicare.
Fortunatamente questo riconoscimento dello spirito umano non cominciò
dall'andare in traccia di una psicologia teoretica, — in tal caso
avrebbe bastato quella di Aristotele, — ma dal prendere a punto
di partenza l'osservazione dei fatti e la loro classificazione.
L'indispensabile corredo delle teorie si limita omai alla dottrina dei
quattro temperamenti in connessione col dogma allora universalmente
ricevuto dell'influsso dei pianeti. Questi implacabili elementi si
mantengono, da tempo immemorabile, come qualche cosa di inesplicabile
nella mente dei singoli uomini, ma senza tuttavia che ne resti
pregiudicato il grande progresso universale. Certamente parrà cosa
strana il vederli tirati in campo in un'epoca, nella quale oggimai
non soltanto l'osservazione paziente ed esatta, ma l'arte stessa e la
poesia, portate all'ultima perfezione, furono in grado di rappresentar
tutto l'uomo tanto nell'essenza profonda del suo organismo spirituale,
quanto nelle sue più caratteristiche esterne accidentalità. E non
sappiamo quasi trattenere il riso, quando, per esempio, vediamo un
osservatore, del resto assai perspicace, attribuire bensì a Clemente
VII un temperamento melanconico, ma tuttavia sottoporre il proprio
giudizio a quello dei medici, che danno invece al Papa un temperamento
collerico-sanguigno.[51] E lo stesso ci accade quando leggiamo
che a Gastone di Foix, al vincitore di Ravenna, di cui abbiamo il
ritratto dipinto da Giorgione e la statua scolpita dal Bambaja, e che
oltre a ciò ci vien descritto da tutti gli storici, si attribuisce
un temperamento _saturnio_.[52] Non vi ha dubbio che chi usò tali
espressioni, aveva in animo di designare con esse qualche cosa di
preciso e di determinato; ma le categorie, alle quali si attenne per
manifestare la propria opinione, sono pur sempre quelle già viete e
bizzarre di un altro tempo.