1. IL CONCETTO DELLA VIRTÙ NELL'ORIZZONTE SOCRATICO

La determinazione del concetto della virtù dipende, nell'orizzonte

socratico, in tutto e per tutto dalle condizioni logiche della ricerca,

ed ha un termine fisso nella rappresentazione dell'εὐδαιμονία. Il

processo dialogico, tutte le volte che il discorso cade su le virtù,

prende le mosse dalle concrete relazioni della vita nelle quali esse

si manifestano, e cerca di coglierne i caratteri costanti, escludendo

successivamente le false determinazioni che provengono dall'intrusione

di elementi accidentali o dall'intervento di una falsa valutazone.

Le virtù divengono quindi tanti oggetti di ricerca, ai quali viene

applicato il metodo di rettificazione che più sopra abbiamo descritto.

La volontà, come termine esprimente una potenza dello spirito o una

determinata funzione dello stesso, è estranea alla ricerca socratica;

la quale considera le svariate attitudini, che costituiscono le virtù

solo nella loro concreta attualità, la giustizia nelle forme giuridiche

dello Stato, il coraggio nella guerra ecc. L'attività umana segue

sempre in tutte le sue svariate manifestazioni certe vie più o meno

determinate, che hanno per fine questa o quella sfera della realtà,

e tutte insieme hanno per termine l'aspirazione al benessere[189].

Questa molteplicità non è ancora ridotta da Socrate al concetto della

potenza unica (il volere), ed egli non fa astrazione dal termine reale

in cui questa o quell'attività va a compiersi; perchè il suo intento

non era quello di spiegare ma di definire solamente la virtù, in

quanto abito determinato e direzione costante. L'esigenza, avvertita

già dai Sofisti, che dovesse tentarsi la definizione delle virtù,

era in Socrate modificata non solo dalla costanza e normalità del

metodo ricercativo, ma eziandio dal carattere più intimo della mia

coscienza, avendo egli nell'intensità dei suoi religiosi convincimenti

rialzato di molto il valore intrinseco della moralità. Ora questo

accento di maggiore intimità, che ha la sua ragione in un concetto più

profondo dell'importanza dell'uomo e della religiosità della vita,

non ha bisogno di essere messo in chiaro con l'autorità di questo o

di quel passaggio, perchè è troppo evidente nel Socratismo. Questa

personale intensità del proposito e questa più chiara convinzione

della importanza della normalità nelle azioni non fecero di Socrate un

precettista, perchè la sua coscienza era estranea ad ogni predominio

della soggettività.

Socrate · 第 47 / 62 题