3) PRETESA SOGGETTIVITÀ DEL PRINCIPIO SOCRATICO

Alcuni hanno considerato Socrate come quello che per la prima volta

ha determinato il principio della soggettività; perchè egli, si

dice, riducendo tutto il sapere al valore logico della definizione, e

valendosi per determinar questa dell'esperienza interna del soggetto,

ossia dell'induzione, ha riconosciuto nell'esame della conoscenza

il principio d'ogni sapere concreto, ed affermato, che il pensiero

umano nelle sue normali condizioni è la misura di tutte le cose[91].

Questa soggettività socratica è stata celebrata con una certa pompa di

espressioni, che aggiunge niente, se non toglie molto, alla semplicità

e spontaneità del filosofo ateniese[92].

Altri poi, insistendo sul termine reale della ricerca socratica, e

partendo dalla supposizione, che la costanza, con la quale Socrate

prese a determinare i criterî della certezza, non potea essere

scompagnata dalla convinzione, che quella fosse la via per intendere e

comprendere la realtà delle cose, hanno affermato che la sua filosofia

fosse affatto oggettiva[93].

Questo contrasto di opinioni ha ora perduto ogni importanza, e nessuna

crederà più, che con termini d'un valore tanto generico, e di un

significato, che varia troppo spesso secondo le opinioni di coloro

che li adoperano, possa esprimersi completamente una caratteristica

storica[94]. Quello che importa è di sapere, fino a che punto Socrate

abbia avuto coscienza del suo principio ricercativo, e in che rapporto

stesse questa sua consapevolezza con la natura dei problemi ch'egli

s'era proposti; e noi abbiamo su questo argomento già discorso a lungo,

e tanto da escludere indirettamente l'opinione di coloro, che fanno di

Socrate il creatore del principio della soggettività. Aggiungiamo ora

alcune osservazioni.

Socrate non differisce dagli altri filosofi che lo precedettero

solamente per l'oggetto della ricerca, ma eziandio e principalmente

per la maniera seguita nel ricercare, e per lo scopo della ricerca.

I motivi individuali prevalsero in lui siffattamente, o la tendenza

arbitraria ch'era invalsa in quell'epoca, di subordinare tutto al,

criterio personale, lo preoccupò tanto, ch'egli fu al tempo stesso

rappresentante di un nuovo principio, ed iniziatore di una reazione

assoluta contro le opinioni relative e soggettive dei Sofisti. Ma il

principio del sapere non può dirsi gli fosse presente alla coscienza,

in un valore incondizionato, e nella sua assoluta indifferenza

rispetto al contenuto ed al fine dell'attività umana. In conseguenza

può dirsi, che Socrate abbia influito ad approfondire la natura

del soggetto[95], ed a preparare tutta la filosofia idealistica

che venne dappoi; ma questo non importa che il suo principio fosse

quello della soggettività. Anzi, non è inopportuno ricordare, che in

tutta la filosofia antica il progresso che ci è, dalle rudimentali

spiegazioni del mondo fisico fino all'idea platonica ed all'entelechia

aristotelica, concerne sempre lo studio, l'analisi, e la deduzione

della realtà, qual'essa è stata percepita ed appresa dal soggetto,

senza che il filosofo si elevi a contrapporre il soggetto preso per

sè stesso all'oggetto in quanto estrinseco; perchè la stessa scepsi

filosofica intende la contradizione solo come uno stato erroneo della

rappresentazione, non mai come fondata in una reale ed essenziale

opposizione di soggetto ed oggetto. La scepsi socratica, che in

séguito esporremo, non ha niente a fare con la generale quistione su

la conoscibilità delle cose; e rimane sempre predeterminata dal fine

pratico, che ha il suo fondamento nella relazione dell'uomo con la

divinità.

Che se per questa ragione vuol dirsi che la filosofia di Socrate è

oggettiva, una simile opinione ci par giusta solo fino al punto, che

non si attribuisca a lui più consapevolezza di quella che s'avea; ed a

condizione si ammetta, che tutta la filosofia greca è oggettiva: perchè

non è che una successiva e lenta esplicazione della ricerca, sul dato

della tradizione e su l'immagine concreta del mondo, che non supponeva

un ideale metafisico-religioso, come quello che il cristianesimo ha

lasciato in eredità alla filosofia moderna, con tutta la evidenza di

una profonda opposizione fra Dio e mondo, spirito e natura.

Socrate · 第 26 / 62 题