[521] ANTONFRANCESCO CIRNI, _I successi dell'armata di sua Maestà
cattolica, destinata all'impresa di Tripoli di Barberia_, in-16.
Firenze, 1560, p. 34: «_I cardinali mandarono colle tre galere della
Chiesa Flaminio Orsini, cavaliere molto pratico e discreto._»
NATAL CONTI, _Historie de' suoi tempi, tradotte dal Saraceni_, in-4.
Venezia, 1589, I, 336, B: «_I cardinali di Roma innanzi la creazione di
Pio IV.... aggiunsero tre galere sotto il governo del capitan Flaminio
Anguillara._» (Parente ed allievo del conte dell'Anguillara, e signore
di Stabia.)
CAMPANA CESARE, _Vita di Filippo II_, in-4. Venezia, 1608, II, 83, B:
«_Tre galere della Chiesa, delle quali fu dato il governo a Flaminio
dell'Anguillara._» (Come sopra alla nota 9 di questo libro, e pag. 278.)
[522] BOSIO cit., III, 432, B: «_La capitana del Papa.... bella
capitana, tutta dorata._» Docum. cit., _Medio èvo_, II, 472.
[523] RELATIONE _della ritentione delle galere di Carlo Sforza, priore
di Lombardia, fatta da Alessandro Sforza chierico di Camera, e della
prigionia e liberazione del cardinale di Santa Fiora, l'anno_ 1555. —
Mss. Capponi, cod. 287, p. 413, pubblicato nell'ARCH. ST. IT. in-8.
Firenze, 1847, vol. XII, p. 372: «_Il re di Francia tolse il governo al
capitan Filippo da Vicovaro, e lo dette a Niccolò Alemanni._»
DOCUM. e citazioni qui sopra, II, 180, 243, 253, e segg.
[524] BOSIO cit., III, 396, B: «_Giunse in Malta il capitano Filippo da
Vicovaro, mandato dal Papa per condurre in Civitavecchia la galera e il
Moretto.... Fu il cap. Filippo da Vicovaro ricevuto con molto onore, et
accarezzato dal Gran Maestro.... Prese le informazioni, fu poi grande
istrumento et mezzo perchè il Papa e il card. Caraffa si quietassero._»
[525] LITTA, _Famiglia Orsini_. — Non vi ho trovato nulla di Filippo da
Vicovaro, nè pur il nome.
FRANCESCO SANSOVINO, _Casa Orsina_, in-fol. Venezia, 1565. — In tutto
l'Indice, che sono trentasei colonne di infiniti nomi, non vi è scritto
niun Filippo.
[526] ADRIANI cit., 651, A: «_Galeazzo Farnese, figliuolo di Bertoldo,
combattè alle Gerbe.... portato stiavo a Costantinopoli._»
MAMBRINO ROSEO, _Storie del Mondo_, in-4. Venezia, 1598, parte III, vol.
II, p. 16: «_I Turchi ferirono Flaminio Orsino, generale delle galere
del Papa, con due colpi mortali nella testa e nel collo.... quasi tutti
morti, alcuni presi con Galeazzo Farnese, nobile giovanetto._»
FRANCESCO ZAZZERA, _Nobiltà d'Italia_, in-fol. Napoli, 1615, I, 162:
«_Della famiglia Tomacella, Lucrezia fu prima moglie di Galeazzo
Farnese, col quale fece molti figliuoli._»
SERENO PARUTA, e gli altri delle guerre veneziane ne parlano pel tempo
seguente, che Galeazzo servì la Repubblica in Cipro e in Dalmazia nel
1571.
[527] Vedi sopra, lib. VIII, cap. II, p. 277.
[528] F. D. GUERRAZZI, _Vita di Andrea Doria_, in-16. Milano, 1864, II,
354.
[529] LITTA, _Famiglie celebri d'Italia_, con la continuazione di
FEDERIGO ODORICI e di altri. Casa Farnese, tav. VIII: «_Il Salazar fa
supporre che Galeazzo Farnese fosse allora adolescente: osserverò che
del 1560, a conti fatti, non avrebbe potuto quel ragazzo aver meno di
cinquant'anni._»
[530] DON LUIS DE SALAZAR Y CASTRO, _Glorias de la casa Farnese_ in-fol.
Madrid, 1716, p. 31. E nella tavola genealogica, p. 395. — E nel
catalogo dei maritaggi, p. 344: «_Galeazo II del nombre,_ XIX _Señor de
Farnese, y nieto de Galeazo I, fuè muy señalado en la milicia; y despues
de aver gastado en ella algun tiempo, sirviò a Felipe II en la jornada
de los Gelves año 1560. Donde quedò cautivo, siendo tan mozo....
Recuperada la libertad continuò aquella profession gloriosa en varias
guerras.... el año 1571 le diò la repubblica de Venecia al generalato de
sus armas en Alvania.... casò con Lucrezia Tomacelli, tia de la
princesa, que con el mismo nombre llevò los bienes de la casa Tomacelli
a la Colonna, casando con don Felipe Colona, duque de Tallacoz._»
[531] _Servì Filippo_: Cioè militò sulle galere romane, mandate
ausiliarie all'armata del re Filippo. Come lo Spagnuolo pensa alla
Spagna, così deve ogni altro pensare al suo paese, secondo giustizia.
[532] ATTO originale della vendita delle galere dei Farnesi ai Fieschi.
— Pubblicato da LUCIANO SCARABELLI, _Guida di Piacenza_, in-32, 1841, p.
89. — Io ne distendo le abbreviature evidenti.
[533] _La Santa Catherina_: Nome impostole sul cantiere da Gentil
Virginio Orsini, secondo l'onomastico della Caterina, ultima delle sue
figlie. Detta nel vezzeggiativo la Caterinetta, sostenne poi la parte
principale sul mare nell'esecuzione della congiura.
[534] _L'Inventario_: È scritto a parte, e trovasi depositato dallo
Scarabelli nell'Archivio di Piacenza. Nell'originale non si vede altro
che il vuoto di una riga, come egli nota.
[535] _Cap. Pereto da Talamone_: Chiaro è che le stesse galere erano
state prima degli Orsini e dei Peretti, passate poscia ai Farnesi,
vendute ai Fieschi e tenute al soldo della Camera.
[536] _Il soldo_: Non entra (come alcuni aggravano) per dispendio oltre
il prezzo, anzi aggiugne maggior vantaggio all'acquirente.
[537] _Essi S. al p.º S._: Esso Signore al predetto Signore, cioè l'uno
all'altro di essi.
[538] _Et uts_. Come sopra. _Ut supra_.
[4 settembre 1559.]
XXV. — Assembravasi lentamente in quel porto la spedizione generale agli
ordini del vicerè di Sicilia don Giovanni della Cerda, duca di
Medinaceli: uomo non privo di alcune belle qualità, gentil cavaliero,
buon padre, leale mallevadore: ma trontìo nel vuoto, ed altrettanto
sostenuto dai favori della corte, quanto sfornito delle doti necessarie
a condurre imprese di rilievo, sia per mare, sia per terra; quantunque e
per terra e per mare dovesse misurarsi con Dragut[540]. A tal fine aveva
ordine di mettere insieme armata ed esercito, navigli di linea e di
trasporto, e cavare ogni cosa dalle provincie d'Italia, stimate
sufficienti al bisogno, senza sguarnire le difese dei porti di
Spagna[541]. Si noveravano in prima le tre galèe di Roma, comandate da
Flaminio Orsini; quattro di Firenze sotto Niccolò Gentili, cinque di
Malta sotto il cavalier de Tessieres, tredici del Doria condotte per la
prima volta dal giovinetto Giannandrea, cinque di Napoli sotto don
Sancio di Leyva, otto di Sicilia sotto don Berengario Requesens, cinque
di Scipione Doria, due del principe di Monaco, due di Stefano de' Mari,
due del marchese di Terranova, due del visconte Cicala, due di
Bendinello Sauli; in tutto cinquantatrè galèe grosse: più due galeotte
del Medinaceli, una di Federigo Staiti, una di Luigi Ossorio, due
galeoni, ventotto navi di alto bordo, dodici navette, e più altri legni
da trasporto per munizioni da guerra e da bocca, e insieme per
quattordicimila fanti da sbarco, tra spagnuoli, italiani e tedeschi:
fior di gente, condotta da Quirico Spinola, da Scipione Frangipani della
Tolfa, da Ippolito Malaspina, e da Andrea Gonzaga, quattro colonnelli
italiani; più Stefano Leopart coi Tedeschi, e don Luigi Ossorio cogli
Spagnuoli.
E poichè siamo a navale armamento di spedizione generale cavata
solamente dalle provincie italiane, qui mi talenta inserire la lista dei
bastimenti di linea, e i loro nomi ad uno ad uno, sì come gli ho
raccolti dalle memorie edite ed inedite dei contemporanei; senza tener
conto dei legni minori, o di quei bastimenti a vela che allora diceansi
Navi, ed oggi si chiamano vascelli: dei quali niuno allora curava i nomi
o i padroni, se non per dire che tutti in un fascio obedivano al
colonnello Andrea Gonzaga, messo sur una di esse navi chiamata
l'Imperiale, come comandante del convoglio[542].