[493] PIETRO NORES cit., 124: «_Mancando a tante spese il danaro,
imposero per Roma e per lo Stato estraordinarie gravezze._»
PALLAVICINO, _Stor. Concil_. cit., II, 52 (lib. XIII, cap, xi, n. 12):
«_Abbiamo preso da due scritture.... la prima di Bernardo Navagero
ambasciatore veneziano e di poi cardinale.... L'altra è una
accuratissima storia a penna.... scritta da un nostro caro e virtuoso
amico, figliuolo del celebre Giasone Nores, per nome Pietro._»
[494] BOSIO cit., III, 377, A.
[495] EMMANUELE FILIBERTO, duca di Savoja, al conte di Fruzasco
governatore di Nizza. Di Brusselles, 23 dicembre 1556, pubblicata da
PIETRO GIOFFREDO, _Storia delle alpi marittime_, Inter. _Script. et
Monument. histor. patriæ_, in-fol. Torino, 1839, vol. IV, collect.
Script. II, p. 1478, col. 2ª.
[496] _Tirandolo!_ Vedi smania di averlo, e timore di perderlo!
[497] _Pel conto della galera_: dunque non era assolutamente sua, ma
doveva stare in qualche modo a ragione collo Strozzi.
[498] _Generale del mare_: si noti bene il titolo ufficiale di Andrea
Doria. Adesso dicono Ammiraglio, ma allora soltanto Generale del mare; e
così in tutti i documenti contemporanei.
[Gennajo 1557.]
XIX. — Per questo Piero Strozzi, offeso nell'interesse, nell'autorità e
nell'onore, dette nelle furie. E fittosi in capo di voler ricuperare la
galèa, ed appiccare il Moretto alla lanterna di Civitavecchia, persuase
il Papa, che di questo insulto, se si lasciasse impunito, scapiterebbe
nell'onor suo, nella dignità della Sede apostolica, nella sicurezza dei
suoi porti: citò gli esempî precedenti contro la temerità dei Doria e
degli Sforza, e strinse tutti gli argomenti, secondo l'indole delle
persone e dei tempi. In somma ottenne ciò che volle, quanto al fine; e
riservossi la scelta dei mezzi per condurre una trama da soddisfare fino
all'eccesso ad una incerta giustizia.
Sapeva il maresciallo del viaggio impreso dal Moretto, della sua passata
per Malta, e de' suoi disegni in Levante. Perciò fece venire a Roma il
capitano Pietro Fouroux provenzale, che comandava un'altra di quelle
galere: e dategli a voce le istruzioni occorrenti intorno alla cattura
del Moretto e del naviglio, con lettere pressantissime firmate dal Papa,
lo mandò a Malta sotto bandiera pontificia, come se dovesse andare al
corso contro gl'infedeli. Ed ecco entrare in lizza il Fouroux annoverato
ugualmente tra i nostri venturieri. Ma ponete mente ai fatti del capitan
Flaminio Orsini, che non si impaccia di cotesti intrighi, e riserba il
senno e la spada a più degne imprese. Alla quale saviezza il cardinal
Farnese per la penna di Annibal Caro rende onorevole testimonianza,
mostrandocelo destro, come era, nello schermirsi dalle confuse
brighe[499].
Il Fouroux, ben accolto in Malta da quei Signori, facilmente trovò la
compagnia di un'altra galèa appartenente al giovane cavaliere fra
Francesco di Lorena, fratello minore del duca di Guisa e gran priore di
Francia, comandata da fra Antonio d'Aumale, soprannomato Nancei. Con
essi s'intese per andare al corso di conserva. Ma il secreto disegno del
Fouroux non era di cercare i Turchi per quei mari, sì bene seguire
soltanto le tracce del Moretto; del quale continuamente pei porti e dai
naviganti pigliava lingua; e trovava pur sempre sue buone ragioni per
condurre i Lorenesi più tosto a questa che ad ogni altra parte che
fosse. Tanto meglio che Francesco, per rispetto alla bandiera del Papa,
gli si era gentilmente sottoposto, e gli dava la destra, e nel navigare
gli si teneva sottovento; quantunque il Fouroux nascondesse ad arte più
che poteva lo stendardo delle Chiavi, e in quella vece sfoggiasse di
croci bianche e di stendardi rossi, insegne notissime dei
Gerosolimitani, dicendo volersi uniformare con quelle, e rendersi più
formidabile ai pirati[500]. Lusingava l'amor proprio del compagno; e ne
tirava l'effetto consueto degli elogi creduti sinceri.
In somma non andò molto per le riviere levantine in questo modo
cercando, ed incontrossi col Moretto. E questi che già prima aveva
riconosciuto da lungi agli stendardi e all'andamento i supposti amici,
non che mettersi in fuga, si fece volenteroso incontro a loro,
desiderando cavarne notizie di ponente, ed anche all'occorrenza buona
compagnia. Venuto da presso, strinse le vele, sparò la salva; ed
essendogli stato corrisposto, mise in mare lo schifo, e mosse subito
verso quella galèa dove era il Fouroux, parendogli al certissimo
superiore pel posto di sopravvento che teneva, e pel contegno del
saluto. Il Moretto veniva lieto con bel garbo e brioso a cattivarsi la
benevolenza del comandante: e il Fouroux stava co' suoi di guardia per
pigliarlo al primo abbordo[501]. Detto e fatto: a pena ebbe sgambettata
la scala, e come si fu tirato giù il cappello alla spalliera, una
diecina di marinari gli saltavano addosso, e Fouroux lo faceva condurre
dabbasso in catena. Al tempo stesso (tutto concertato) prolungandosi a
contrabbordo sulla galèa Moretta, se ne impadroniva con tanta
franchezza, che i Maltesi, i Lorenesi, e quasi gli stessi Nizzardi non
se ne erano accorti. Tanto vale la sorpresa sottilmente condotta, quando
altri non l'aspetta!