NOTE:

[421] NORES, 124: «_Nel fervore dei moti.... fu molto opportuno l'arrivo

del card. Caraffa, che giunse, in quei giorni con millecinquecento

Guasconi, che vi condusse sopra le galere._»

ADRIANI, 539, B: «_Et a Civitavecchia erano un'altra volta tornate le

galere con nuova gente._»

[422] ALEXANDRO DE ANDREA (napolitano), _De la guerra de Campana en el

ponteficado de Paulo IV, tres libros_ in-4. Madrid, 1589, p. 67:

«_Neptuno poco años antes poblado de Moros, y oy dia (si no es en la

religion) se les parescen hombres y mugeres en el trage, en los adereços

de las casas, y en el vivir familiar._»

TASSONI, _La secchia rapita_, X, 24:

«_Le donne di Nettun vedo sul lido_

_In gonna rossa e col turbante in testa._»

[423] JOANNES BLAEVIUS, _Theatrum civitatum et admirandorum Italiae, ad

ævi veteris et præsentis faciem expressum_, gr. in-fol. figur.

Amsterdam, 1662 (Bibl. Casanat. K., I, 14, in CC), 149: «_Neptunum._»

Gran tavola.

PIANTE di Nettuno e del fortino, rilevate dagli ufficiali del genio, e

copie presso di me.

[424] DOCUMENTI intorno alle galèe comprate e vendute dagli Orsini, dai

Farnesi e dagli Sforza, qui prodotti, vol. II, pagine 122, 132, 139,

151, 350.

[425] TOMMASO COSTO, _Storie napolitane_, in-4. Venezia, 1613, II, 401:

«_Fu questo conte Federigo eletto dal Papa generale delle galere di

Santa Chiesa; e volendo giugnere maggior numero a quelle che aveva,

diede ordine con volontà del Re che in Napoli per ora se ne facessero

quattro._»

[426] ARCH. della famiglia, e notizie ulteriori per unica cortesia

dell'ab. Pressutti archivista moderno.

[427] P. A. G., _Marcantonio Colonna alla battaglia di Lepanto_, 1862,

p. 12.

[428] INSTRUMENTUM _quo illmus et rmus dmus Carolus, tituli

Sancti Martini in Montibus, cardinalis Borromæus nuncupatus vendidit

dno Marco Antonio Columnæ, baroni romano, Toleacotii duci, etc, etc,

tres triremes cum omnibus armis, armamentis, sclavis, etc, etc. — Actum

Romæ die primo januarii mdlxiv. — Rog. Alexander Pellegrini_, not. A.C.»

[429] ARCHIVIO COLONNA, _Armata navale_, III, 176, 269, 270, 273.

ITEM, IV, per tutto.

ITEM, Codice segnato 150, col titolo: «_Libro pertinente al negozio

delle galere comprate dal signor don Marcantonio l'anno 1564 del

cardinal Borromeo._»

[430] FRANCESCO M. TORRIGIO, _La chiesa di Santa Caterina in Borgo_,

in-4. Roma, 1645, p. 30: «_Casa Vaccari romana del rione di Sant'Angelo,

ed Arco dei Vaccari alla catena di Piscinula._»

ALOYSIUS GALLETTI, _Inscriptiones romanæ_, in-4. Roma, 1769, class.

VIII, n. 60: «_Duos de domo Vaccaria Urbis Romæ, ubi extat etiam nunc

arcus nomine_ dei Vaccari _prope sanctum Angelum in foro piscium._» et

alibi: «_Domina Matthea Vaccaria, uxor Colutii de Capizucchis._»

[431] GIROLAMO TIRABOSCHI, _Storia della letteratura italiana_, in-4.

Roma, 1784, VII, ii, 356: «_Le vicende di Roma debbonsi ricercare o

nelle storie dei Papi o nelle storie generali d'Italia, poichè quanto è

grande il numero degli scrittori che presero a farci la descrizione dei

monumenti e delle cose più memorabili che ivi si conservano, altrettanto

è scarso il numero degli storici; anzi io non so di alcuno che abbia

preso a formare una storia moderna particolare di questa alma città._»

Così infino a oggi stiamo di originale storia di Roma nella letteratura

italiana.

[432] ARCHIVIO COLONNA, Codice 150 cit.: «_Spese e viaggi del signor

Marcantonio colle sue galere nel_ 1564:

»16 _luglio a Genova_.

»22 _luglio a Villafranca_.

»27 _agosto, domenica, a Malaga_.»

[433] BOSIO cit., III, 482, fine: «_Si trovarono all'armata sette galere

di Marcantonio Colonna, comandate da Giorgio Grimaldi, comprese le

quattro che stavano a carico di Giorgio_ (Cencio: che tutti Giorgi?)

_Vaccari._»

THUANUS, Histor., in-fol. Londra, 1733, lib. 36, n. 32, vol. II, p. 411:

«_Erant in classe centum quinquaginta naves.... tres Marci Antonii

Colomnæ duce Georgio Grimaldio, et quatuor Nicolai et Augustini

Lomellinorum, quas ducebat Vincentius Vaccarius._»

ANTON FRANCESCO CIRNI, _Commentarî, nei quali si descrive la guerra

ultima e l'impresa del Pignone_, in-4. Roma, 1567, p. 15 e 19: «_Eravi

Pietrantonio Lonato luogotenente delle galere del card. Borromèo_ (già

comprate da M. A. C.) _con le quattro dei Lomellini a carico di Vincenzo

Vaccari sotto a quello stendardo.... con tre di Marcantonio Colonna,

duca di Tagliacozzo et quattro di Niccolò e Agostino Lomellini governate

da Vincenzo Vaccari._»

[434] MARIANA, _Historia de Espanna_, in-fol. Madrid, 1678, II, 361.

CAMPANA, _Vita di Filippo II_, all'anno 1564.

[435] ARCHIVIO COLONN., _Armata navale_, Lettera del re Filippo, III,

269.

[12 ottobre 1556.]

VII. — Quando la casa Colonna fin dai primi rumori di questa guerra si

fu dichiarata in favore della Spagna, papa Paolo le tolse il ducato di

Paliano, la privò di ogni altro feudo, e fece occupare Nettuno dalle sue

genti. Ma non avendo i Caraffeschi messo nel castello più di una ventina

di soldati, atti bensì a difenderlo dalle soppiatte insidie di qualche

fusta barbaresca, ma non a sostenerlo dagli assalimenti di grosso

esercito condotto scopertamente dal duca d'Alba, all'avvicinarsi degli

Spagnuoli, i Nettunesi per vedersi poco sicuri con quel misero presidio,

ed anche per l'affezione che nudrivano vivissima all'antico Signore,

cacciarono via quei pochi soldati, e chiamarono casa Colonna. Di che

lietissimo il duca d'Alba si congratulò con quei cittadini, e mandò loro

in ajuto di grandissima prestezza con cencinquanta fanti il Moretto

Calabrese, capitano sovente ricordato pel suo valore in questi tempi, e

diverso dal Moretto Nizzardo che stava al comando di una galèa in

Civitavecchia. Il Calabrese per via mise in rotta alcuni soldati di

Velletri che marciavano per ricuperare Nettuno, e senza altro contrasto

entrò nella terra, e vi si stabilì con tanta fermezza, che il Duca

trasportovvi la base secondaria delle operazioni sue, finchè si

trattenne campeggiando per quelle spiagge. Là raccolse le barche del

contorno, e là fece venire da Gaeta quelle che si erano costruite a

disegno per gittare i ponti sul Tevere: barche di solida ossatura

aggarbate a un modo simile di poppa e di prua, lunghe di nove metri e

larghe di tre[437]. Oltracciò pose in Nettuno il deposito delle

provvigioni per sostentamento dell'esercito; e lasciò il Moretto colla

sua compagnia a custodire la piazza, i magazzini, i ponti e il castello.

[20 ottobre 1556.]

Per queste stesse ragioni i Caraffeschi vollero provarsi alla riscossa.

E senza tener conto dei proprî capitani e navigli, ne dettero il carico

al baron della Garde, che era in Civitavecchia con cinque galere di

Francia. Costui prosuntuoso al solito, e poco pratico della spiaggia

romana, si presentò a Nettuno, fece baldorie, trasse cannonate. Ma il

Moretto, i Calabresi e i terrazzani tennero duro, e risposero fieri;

tanto che fin dal principio gli tolsero la speranza di pigliare la

terra[438]. Provossi appresso di bruciare le barche, e fu lo stesso. I

Nettunesi eransele tirale sotto al castello: e avendole rinchiuse dentro

uno steccato con certa catena di botti piene di acqua, teneanle sicure

dalle galèe nemiche per mancamento di fondo, e dagli schifi per

abbondanza di archibugiate. Niuno dice che il Barone abbia messo

artiglieria sulla prua de' palischermi suoi, niuno che abbia lanciato

nel mandracchio barche di fuoco, niuno che siasi gittato all'assalto per

terra o per mare: tutti al contrario ripetono la scusa del tempo

cattivo, pel quale non potendosi sostenere alla spiaggia, pensò di

ritirarsene, senza aver fatto nulla. Anzi dette occasione al Duca di

mandarci artiglierie grosse, che prima non v'erano; e di fortificarsi

maggiormente, e di assicurarsene meglio per ogni evento futuro[439].

La guerra dei pirati e la marina pontificia dal 1500 al 1560, vol. 2 · 第 124 / 213 题