CARLES.

_Copia di una lettera dil Re de Franza a Monaldo di Guerra suo

capetanio in Hostia._

Capetanio, io ho receputo uno breve di la Santità di N. S., come

si lamentava et dolle, che non vollete soferir nè permetter che le

vittualie et altre cose necessarie per Tevere venghino a Roma nè

discendano di quella città. Io li faccio risposta, che vi ho sempre

trovato sì bono et savio, che mai non havesti nissuna reprensione, nè

spierò che haverete; et che vi scrivo per questa causa. Io vi prego

che, continuando sempre vostri boni costumi, che tutti li servicii et

piaceri che voi potete fare al ditto nostro Santo Pare, lo facciate, et

simelmente a li signori Romani, a li qual voria far piacere con tutto

lo mio potere, perchè voi sapete che me hanno ben tratato. El piacere

che voi li farete, el tenerò fatto a me medesmo. Simelmente ho recevuto

una lettera, per la qual me fate saper de le nove del mio Regno de

Napoli, donde vi rengratio; fateli a loro sapere de le mie simelmente.

Scrivetemi a presso, et tutti li piaceri et favori che a lor potete

fare, fatilo. Io ho concordato con la Signoria de Fiorenza, li qualli

vi daranno 1000 duchati a 12 carlini per ducato, et mi ha promesso

Neri Caponi che ve li farà deliberar; et simelmente ho concordato

con la ditta Signoria, che deve pagar per me a Fabricio Colonna, lo

prefetto Viteleschi, Antonio Sabello, al qualle ho cresciuto fino

100 lanze, et a Troylo Sabello li ho ordinato 50, saranno pagati per

la ditta Signoria de Fiorenza fino al primo dì de Zenaro proximo; et

molti altri ballestrieri franzosi, che io mando, fatelo sapere a quelli

sopraditti. Se afferma di le molte parole non vere, donde molti sono

consternati; et, intra le altre cosse, da la giornata a Fornovo, ne

la qualle hanno seminato che io stava morto, et era presone a Milano

et a Venetia, et le mie zente simelmente. Niente di mancho, con lo

aiuto de Dio, contra tutte le potentie de' Venetiani, la più parte de

quel de Milano, et de molti altri de Italia et de altri luogi, restò

de quelli detti mei nemici ben 4000 homeni d'arme, la più zente da

ben, ne li qual erano 15 o ver 16 grandi personagi, cussì conti come

capi di squadra, et di loro altre zente fino a 3500 in 4000; de li

miei non restò, intra boni et malli, morti et presonieri presso a 60,

donde il Bastardo di Mattheo è in presone; di che vi ha volluto bene

advisar di la verità. Et per questo io arivai in Aste, et seppi che li

miei nemici haveano pigliato alcuna piaza del mio Reame de Napoli, mi

son deliberato non ritornar nel mio Reame de Franza, che non habbia

donato ordine al recuperamento de quello ch'è stato pigliato nel mio

ditto regno di Napoli; et per tutto questo presente mese ho speranza

che la mia forza et potentia sarà sì bona, che non sarà solamente a

ressister a li miei nemici, ma andar in persona o mandar fino al mio

ditto Reame de Napoli, et recuperar quello che ha usurpato sopra me, et

monstrar a quelli.... che hanno fatto mal. Io ho concluso simelmente a

la liga con.... de' sguizari, del quale la bona memoria Re mio padre,

che Dio absolva... con loro; et me mandano X milia combattenti che

saranno qui nanti la fine de questo mexe, senza quelli che io ho.

El mio fratello d'Orliens sta in Novara, ben acompagnato, et è stato

dato victuaglie 4 volte da poi 8 dì, non obstante tutta la potentia

de li ditti miei nemici; et da poi do dì sono venuti a dar uno asalto

a uno de li borgi de la ditta Novara, nel qual restò 200 lanze, che

vagliono 300 altri italiani, 1000 feriti, et incontinente s'andorno

con lor cosse svergognati, hanno brusato et brusano ogni dì le picole

ville et picoli castelli et villazi che sono intra ditta Novara et lo

fiume Ticino, et hanno fatto cridar che tutto el populo con lor beni se

retireno da quel fiume andando versso Milano. È segno che si vogliono

andar senza voler expectar la mia venuta. Se non mi vogliono aspectar,

sarà bisogno che io vada o manda driedo a loro, perchè questo è lo

camino per andar nel ditto reame di Napoli. Io ho concordato con li

fiorentini, et sono amici de' miei amici et nemici de' miei nemici; et

per questo favorizateli in quello che poterete, expectando nostra ditta

potentia. Mandamo avanti per terra, in nostro ditto Reame di Napoli,

600 homeni d'arme et 3000 ballestrieri; vui ne serete advertito, si

presto passerano per vostri confini; per altro loco io mando altri

soccorsi; et mi son deliberato, quel che mi costa, che io vederò la

fine nanti ch'io vadi nel Reame de Franza. Mandate de mie nove ad

Gaeta, ad Napoli, a la Calabria, a li sigg. d'Obegnì, a l'Aquila, al

bailo de Vitrì, al prefetto, al sig. Fabricio Colonna, a li Sabelli et

altri miei servitori, che per cossa dil mondo non li abandonerò, et

che stiano securi che saranno soccorssi, sopra il mio honore, et ben

presto, et più presto dal canto di Franza; et quelli che mi aranno ben

servito, li recognoscerò per tal modo, che sarà exemplo a li altri.

Capetanio, mai non dismentigarò li boni servigii che mi harete fatto,

et spero che mi farete; et spero vi farò saper de le mie novelle;

fatime saper di le vostre, et di quelle del ditto mio Reame di Napoli.

Scritto a Quier, a dì XXI Augusto.

La spedizione di Carlo VIII in Italia · 第 35 / 49 题