=Deianira,= _sempre in abito virile_, =Giacinto= _indi_ =Roberto= _in
abito da donna_, =Clementina, Frontino= _in disparte_.
DEIAN. (_a Giacinto con famigliarità_) Tu dunque non mi serbi
rancore?...
GIAC.--No, Deianira; le tue lezioni mi costarono un poʼ caro, ma desse
mi gioveranno per tutta laʼvita. Prima di conoscerti, ero uno zotico,
un imbecille, qualche cosa di mezzo fra lʼuomo e la bestia. Da te ho
imparato, ciò che la famiglia e la scuola non insegnano mai, lʼarte di
saper vivere....
DEIAN.--Le donne della mia specie sono piccole università ambulanti
create dalla natura. Alla nostra scuola si diventa giganti o si
muore.--Giacinto, ora puoi prender moglie senza pericolo....
ROB. (_a Clementina_) Sì... lʼho conosciuto a Parigi... Era intimo
di mio figlio... Buon ragazzo... un poʼ sventato... un poʼ largo di
cuore... del resto una pasta eccellente....
CLEM.--Mi consolate. Credete voi chʼegli diverrà un buon marito?....
ROB.--Questo dipenderà da voi, mia carina. Tutti i mariti sono buoni,
quando la moglie abbia il talento di renderli ciechi.