SCENA IX.

=Deianira,= _sempre in abito virile_, =Giacinto= _indi_ =Roberto= _in

abito da donna_, =Clementina, Frontino= _in disparte_.

DEIAN. (_a Giacinto con famigliarità_) Tu dunque non mi serbi

rancore?...

GIAC.--No, Deianira; le tue lezioni mi costarono un poʼ caro, ma desse

mi gioveranno per tutta laʼvita. Prima di conoscerti, ero uno zotico,

un imbecille, qualche cosa di mezzo fra lʼuomo e la bestia. Da te ho

imparato, ciò che la famiglia e la scuola non insegnano mai, lʼarte di

saper vivere....

DEIAN.--Le donne della mia specie sono piccole università ambulanti

create dalla natura. Alla nostra scuola si diventa giganti o si

muore.--Giacinto, ora puoi prender moglie senza pericolo....

ROB. (_a Clementina_) Sì... lʼho conosciuto a Parigi... Era intimo

di mio figlio... Buon ragazzo... un poʼ sventato... un poʼ largo di

cuore... del resto una pasta eccellente....

CLEM.--Mi consolate. Credete voi chʼegli diverrà un buon marito?....

ROB.--Questo dipenderà da voi, mia carina. Tutti i mariti sono buoni,

quando la moglie abbia il talento di renderli ciechi.

L'arte di far debiti · 第 69 / 80 题