SCENA VII.

=Frontino=, _cogli abiti sdrusciti, pallido, estenuato_.

FRONT. (_avanzandosi guardingo_) I ciottoli colmi di monete che si

esibiscono allo sguardo dalle vetrine dei banchieri, e le esalazioni

delle vivande che dalle finestre si avventano allʼolfatto dei

passanti--ecco le due cose più immorali chʼio mi conosca. Dal giorno

in cui venni rimandato dal carcere per insufficienza di prove, ho

sempre resistito alle seduzioni dellʼoro; ma ogniqualvolta mi avvenga

di urtare a stomaco digiuno in una corrente dʼaria che abbia baciato

una casseruola, i miei propositi di onestà vengono meno.--Perchè

sono entrato in questo cortile di albergo?... Per un buffo di fumo

impregnato di essenze aromatiche, le quali mi ridestarono nelle papille

nervee la reminiscenza di una eccellente colazione--(_pausa_) Ed ora,

che si fa?... Virtù teologali, assistetemi!... Il buono, il santo

catechista del carcere mi ha detto nel congedarmi: col lavoro e colla

fiducia in Dio tu riuscirai a procacciarti, ciò che la colpa non dà

mai, una esistenza agiata e tranquilla--(_pausa_) Lavorerò!... Qual

sarà il mio mestiere? Mi addatterò a fare il lustrascarpe--ma chi mi

dona cinque lire onde io mi proveda di uno sgabello e di una spazzola?

Piuttosto che rubare... via!... anderò per la città a raccogliere le

spazzatura--ma chi mi presta cinque soldi onde io comperi una scopa?...

E innanzi tutto, dopo quarantotto ore di digiuno, chi mi dà a credito

un pane perchè io mi rimetta in corpo un poʼ di rigore? (_vede il

portafoglio_) Un portafoglio!... (_raccogliendolo_) Il catechista non

mi ha ingannato;--la provvidenza viene in soccorso dellʼuomo onesto!...

No! io non scioglierò questo involto... Il denaro potrebbe tentarmi...

Depositerò il portafoglio al municipio, e a norma di legge mi verrà

sborsato il compenso che mi si addice.

(_fa per uscire_).

L'arte di far debiti · 第 67 / 80 题