=Tommaso, Clementina, Giacinto=.
TOMM.--È dunque vero!... Mio nipote!... Giacinto...!
GIAC. (_abbracciando Tommas_) Caro zio...!
CLEM. (_osservando_) Ha imparato ad abbracciare con una forza...!
TOMM.--Ah! era ben tempo che tu ritornassi...! Se tu sapessi... quante
crisi... quanti sacrifizii--non è vero, Clementina?--per assestare le
tue faccende...! Dopo la disgrazia... che tu sai, siamo accorsi qui,
Clementina ed io--abbiamo abbandonata la nostra casa in balìa di un
fattore... e tu sai quanto sien ladri i fattori!... Non importa, dicevo
a Clementina--corriamo a Çette!--vediamo di salvare quanto si può
delle sostanze di quel scavezza... di quel caro ragazzo... Ti abbiamo
scritto--nessuna risposta... Più tardi sapemmo della tua malattìa...
Il mio primo pensiero--non è vero, Clementina?--fu di volare a
Bruxelles per recarti qualche soccorso--ma non eravamo ben certi...
non sapevamo--non è vero, Clementina?--non sapevamo se realmente ti
trovassi colà... Qualcuno voleva farci credere che tu avessi seguito in
America... quella caro... quella carovana... tu mi capisci... Basta!
Teniamo aperto lʼalbergo, ho detto io--vediamo di non pregiudicare
lʼavviamento... Conveniva spendere da cinque a sei mila lire in
riparazioni--non è vero, Clementina?--Quel briccone di Cavillo...
pretendeva immischiarsene... Bada, veh!... non è uomo da fidarsene...!
si vuole anzi che le molte posate, che i molti effetti preziosi spariti
dallʼalbergo alla morte del tuo povero padre, abbiano finito nelle sue
mani... Non si è trovata una sola posata dʼargento nei forzieri; ed
io ho dovuto far venire da Montpellier quelle poche che io possedevo,
tanto da supplire ai bisogni... È pur la brutta cosa il morire!--le ore
che passano fra lʼagonia e le esequie di un galantuomo, rappresentano,
anche nelle case più oneste, unʼorgia di ladri....
GIAC.--Ripareremo a tutto--voi mi consiglierete... mi aiuterete....
TOMM.--Troverai i registri in ordine. Posso dirti fin dʼora che con
dieci o dodici mille lire le nostre partite saranno pareggiate...
Tuo padre mi doveva ancora ottomila lire per la garanzia di quel
sacchetto--te ne sovvieni, Giacinto?... Ora, scontando le seicento
chʼei mi aveva anticipato... pel calessino!
GIAC. (_a Clementina_) Clementina! io muojo di fame!... Vuoi tenermi
compagnia mentre farò colazione...?
CLEM.--Volentieri, cugino!....
TOMM.--Bravi!... Andate là!... (_a Giacinto_) disponi come fossi in
casa tua.... Io esco per un momento; vado a regolare alcuni conti, e
torno subito. (_Giacinto a braccio di Clementina entra nella locanda_).
Converrà che io mi metta dʼaccordo con quel ladro di avvocato... (_cava
il portafoglio_) Non è il caso di lesinare... (_dopo aver contate le
banconote_) Sta bene! Ho promesso cinquecento lire; ma a buon conto,
qui ve ne hanno due mille.
(_ripone con fretta il portafoglio, ma questo gli scivola dalle vesti e
cade al suolo. Esce_).