=Roberto= _in abito da Monsignore_
=Deianira= _e detti_.
DEIAN. (_inchinandosi a Roberto_) Avanzatevi, monsignore...! Il
pensiero di carità che vi guidò fra noi, verrà apprezzato come lo
merita da tutti i miei conoscenti ed amici...
UN SIGNORE--Che aspetto venerando!...
UNA DONNA--Quanta dolcezza... nel suo viso...! (_tutti si
inchinano--alcuni baciano la mano a Roberto che si schermisce_).
ROB.--No!... non permetto, fratelli amatassimi... Vi prego di perdonare
se interrompo per un istante i vostri onesti ricreamenti... Non rimarrò
che pochi minuti; quindi voi riprendete le vostre danze, che forse...
anzi non ne dubito... vi riusciranno a mille doppi più gradite, come
lo saranno anche in un altro luogo (_stralunando gli occhi e guardando
al cielo_)... in quel luogo ove ogni allegrezza è benedetta quando sia
feconda di carità; _charitas in letitias_, come dice il salmista.
DEIAN.--Parlate... esponete senza esitazione il motivo della vostra
visita... Qui vi hanno dei cuori fatti per comprendervi.
ROB.--Mentre voi, o amabili e belle damine, mentre voi, gentili e
costumati cavalieri, qui, nelle sale calde, illuminate, olezzanti
di profumi, tra i fiori e le musiche, lecitamente e onestamente,
_licito oblectamento_ come direbbe lʼangelico, passate la notte
divertendovi; laggiù, nellʼOspizio che la carità dei fedeli mi ha
affidato, piangono cento e cento bambini, ammalati, sofferenti, mal
riparati dai geli e scarsamente nudriti... (_volgendosi a Deianira_)
La signora, baronessa, altra delle pie e forse la più benemerita delle
patronesse dellʼOspizio, non ignora qual largo margine ivi ancora
sia aperto alla carità dei cristiani... Le annate sono cattive, i
raccolti scarseggiano, e pare che per un insigne miracolo del grande
fattore, col diminuirsi degli altri prodotti, vada sempre aumentando
la popolazione--_fruges deficiunt, coetera tamen intumescunt_... Tutto
vi dirò in una parola: i miei lattanti hanno fame... (_con enfasi_).
E qui vi saranno delle madri... e qui vi saranno dei padri... e chi
non è madre, chi non è padre, da un giorno allʼaltro... che dico...?
da unʼora allʼaltra può divenirlo... _Ubi caro ibi caries_ come dice
il già citato dottore (_sensazione_). Ma io già comprendo dalla viva
commozione dei vostri volti che ogni mia parola, ogni mia preghiera
diverrebbe superflua. _Erubescit, sapientia mea in conspectum
charitatis_, esclamerò anchʼio col Da Compostella; e sporgendovi la
bisaccia dellʼorfano, mentre andrò raccogliendo a benefizio di tanti e
tanti miserelli lʼobolo della pietà e del sacrifizio, ripeterò col già
citato dottore: _qui mihi dat, sibi non abstulit, et qui sibi abstulit
vitam aeternam possidebit...!_
(_va in giro col bossolo_).
UN SIGN.--Eccovi cento lire; ma amerei che ad eccitamento degli altri
facoltosi, il mio nome colla cifra della oblazione venisse stampato in
qualche periodico della capitale.
(_consegna a Roberto il denaro e la sua carta da visita_).
UNA DAMA (_spogliandosi deʼsuoi adornamenti_) Eccovi i miei
braccialetti... le mie perle... tutti i miei gioielli più preziosi....
UN SIGN. (_al suo vicino sottovoce_) Pietre false pel valore di trenta
soldi....
ROB. (_che va in giro raccogliendo le oblazioni_) Date! date pure! che
Dio vi benedica!
UN SIGN.--Manderò una bella somma al vostro ospizio fra poche settimane.
ROB.--Il signore tiene conto delle buone intenzioni, ma lʼAngelico
dice: _intentio placet, pecunia verum tangitur et ponderatur_. E il
Signore è un galantuomo che a suo tempo dà il cento per uno.
UN USURAIO--II cento per uno! ecco un individuo col quale farei
volentieri degli affari se volesse onorarmi della sua clientela.
Prendete! (_gettando nella borsa due soldi incartocciati_) in via di
esperimento....
ROB. (_a Giacinto_) E lei... Bel cavaliere?
GIAC. (_mette mano al portafoglio_).
DEIAN. (_trattenendolo_) No... fermati, cugino!... Preferisco che
tu sottoscriva come già ho fatto io, una donazione annua di lire
cinquecento....