=Armellina=, _un commissario di polizia in abito borghese_, e detti_.
ARM.--Entri pure signor comissario!... Ella troverà qui una società
elettissima.
DEIAN. (_vedendo il comiss_.) Che è stato?....
TUTTI.--Un comissario di polizia!....
COMISSARIO. (_avanzandosi e sbottonando il soprabito per mostrare le
insegne della sua carica_) Signori... e signore... non si incomodino...
ciascuno rimanga al suo posto... Dispiacentissimo di dover disturbare
per un istante una si bella ed elegante società, adempirò al mio
mandato con quella discrezione e quella prudenza che sono tradizionali
negli alti impiegati della polizia francese.
SIGN.--Entrare in una casa di oneste persone.
ALTRI.--Dopo mezza notte...!
ALTRO.--In casa di una signora!... di una dama per ogni titolo
rispettabile...!
ALTRO.--Ciò è inaudito!
COMISS.--Loro signori comprendono benissimo che io non sono che una
mano... un braccio... un istrumento qualunque dellʼautorità.--Orbene:
lʼautorità venne poco dianzi informata che nella festa da ballo
dellʼillustre baronessa De-Cristen (_si inchina a Deianira_),
questa sera, profittando della confusione e degli equivoci mai
sempre occasionati dalla troppa affluenza, verranno ad intrudersi,
e probabilmente già si sono intrusi, due ladri e barattieri della
peggior specie, che infino ad ora sfuggirono alle nostre ricerche, I
conotati fisici di questi due pregiudicati sono abbastanza impressi
nella mia mente, perchè il compito di riconoscerli mi riesca assai
facile.--Le porte sono guardate dai miei uomini di fiducia, onde non è
a supporre che qualcuno tenti di evadere prima che la perquisizione sia
esaurita....
FRONT.--Questa è una indignità!
DEIAN. (_sottovoce_) Impudente...!
COMISS. (_sottovoce_) Ecco uno dei due...!
DEIAN. (_al comìssario_) lo comprendo, o rispettabile esecutore
della legge, che ogni atto di opposizione tornerebbe vano... A suo
tempo presenterò le mie proteste al Ministero; al momento, chino il
capo allʼintegro rappresentante dellʼordine pubblico. Fermamente
convinta che questa. violazione del mio domicilio sia occasionata da
un equivoco, e che nessuno deʼ miei invitati sia persona sulla cui
onestà e dignità morale possa cadere alcun dubbio, io mi presterò di
buon grado ad agevolare il vostro compito onde si abbrevii per noi
tutti una situazione oltremodo penosa e starei per dire umiliante.
Solamente ardisco sperare che la signoria vostra, prima di procedere
alle misure che le pajono indispensabili, vorrà permettere (_accennando
a Roberto, che con faccia compunta e le braccie conserte al petto si
tiene in disparte_); vorrà, permettere a questo santo ministro di
Dio, di compiere la sua opera di carità, terminando di raccogliere le
oblazioni di queste dame e di questi signori a benefizio dei poveri
bimbi lattanti....
COMISS. (_con rispetto_) Monsignore... sarebbe dunque...?
ROB.--Uno dei più grandi peccatori ai cospetto di Dio, a cui queste
pie e devote persone hanno voluto affidare i tesori della loro carità
perchè sieno versati come rugiada benefica sugli orfanelli affidati
alla mia custodia (_scuotendo il bossolo e facendo suonare le monete_).
La voce che esce da questo bossolo è il gemito, la preghiera, la
benedizione di mille cuori innocenti... Se qualcun altro--se lei,
egregio signore--vorrà aggiungere il suo obolo... alla copiosa messe
qui raccolta....
COMISS. (_deponendo una moneta nel bossolo_) Prendete... e perdonate...
se nella mia qualità di impiegato governativo non posso offrire di più.
ROB.--Grazie! permettete che io esclami collʼEvangelista; _Et nunc
dimitte servum tuum in pace, quia mirabilia fecit Dominus!_--Signore...
signori... la mia missione è compiuta...! Se ho ben compreso
(_accennando al commissario_) questo integerrimo non meno che
caritatevole rappresentante dellʼautorità secolare deve compiere in
questa sala una delicata ma forse necessaria formalità. Persuaso che la
mia presenza potrebbe incagliare il regolare andamento della procedura,
io bramarei, col buon permesso dellʼegregio signor comissario, di
ritirarmi e tornare ai miei uffici.
COMISS.--Mi farò un onore di accompagnarla io stesso fino
allʼanticamera....
ROB.--Troppe grazie!... obbligatissimo! (_volgendosi ai circostanti_)
_Benedictio Dei patris_... (_sottovoce a Deianira_) Prudenza e
discrezione! (_forte_) _super vos et super filios vestros per omnia
sæcula sæculorum_! (_esce col comissario_).
UN SIGN. (_al vicino_) Qui cʼè del bujo....
DEIAN. (_sottovoce a Frontino_) In ogni caso, non comprometterci...!
FRONT.--Se potessi svignarmela...!
COMISS. (_tornando in scena con due guardie e indirizzandosi a
Frontino_) Signore, voi siete in arresto!....
FRONT.--Ma... io!... qui certo vi è un equivoco!
COMISS.--Meno ciarle! (_ad una guardia_) Assicuratevi di lui!
(_volgendosi ai circostanti_) La signora baronessa vorrà bene
introdurmi neʼ suoi appartamenti, onde io veda se per avventura vi si
nasconda qualche persona sospetta. Quanto agli altri la consegna è
levata; chi vuoi uscire è padrone.
(_Deianira e il comissario escono dalla porta a sinistra. Frontino
rimane nel fondo della scena, custodito da una guardia di polizia_).
GIAC. (_da sè_) Non so... se a me convenga seguirla....
UN SIGN. (_ad una signora_) Dammi il braccio, Fifina...! Usciamo prima
che avvenga di peggio. (_esce colla signora_).
UN ALTRO--Sarebbe imprudenza il rimanere più a lungo... Nella
confusione, spero pescare un cappello nuovo che quadri alla mia testa.
(_Tutti escono.--Alcuni si inchinano a Giacinto incaricandolo di
porgere i loro saluti e ringraziamenti alla baronessa.--Altri se ne
vanno senza dir parola.--Mentre Giacinto si avvia per entrare nelle
stanze di Deianira, due domestici si incontrano nel fondo della sala.
Lʼuno porta una guantiera con parecchi bicchieri colmi di vino_).
UN DOMESTICO (_arrestando quegli che porta la guantiera_) Permetti che
io mi inumidisca le labbra!
(_beve due bicchieri_).
LʼALTRO (_consegnando allʼaltro la guantiera e bevendo a sua volta_) Da
buoni colleghi! (_si allontanano_).
COMISS. (_uscendo dagli appartamenti di Deianira_) Tutti partiti!...
Quale risveglio di coscienza dinanzi alla mia ciarpa tricolore! (_a
Giacinto_) Il di lei nome?
GIAC.--Giacinto Dubois... per servirla....
COMISS. (_che avrà scritto il nome sovra il suo portafoglio_) Domani,
prima di mezzogiorno, ella avrà la compiacenza di presentarsi
allʼuffizio di polizia del primo circondario per subire un
interrgatorio. Credo dovere di gentiluomo lʼavvertirla, che la signora
baronessa è caduta in deliquio nelle sue stanze... (_a Frontino_) Ed
ella, signor Frontino Grossac, favorisca di seguirci!
(_Frontino esce atterrito fra le guardie. Il comissario lo segue_).
GIAC.--Che razza di scene in questa Parigi...! Ma la baronessa è caduta
in deliquio... Corriamo a soccorrerla... Purchè duri lo svenimento,
avrò forse il coraggio di dirle... di tentare....
DEIAN. (_presentandosi_) II comissario?....
GIAC.--Tutti partiti.--Ma voi?... Mi avevano detto... avevo quasi
sperato....
DEIAN. (_cadendo nelle braccia di Giacinto_) Ah!...
GIAC.--Un altro svenimento!... Quale fortuna!....
(_fa sedere Deianira sovra una seggiola e cade alle sue ginocchia_).