=Del prestito=.
Ma l'arte di scegliersi l'appartamento difficilmente si insegna. È
un'arte di ispirazione, è uno di quegli istinti ammirabili, che il
supremo creatore dell'universo ha concesso ai _pochi chiamati_.
E qui mi conviene avvertire il piccolo _puffista_, il _puffista_
di secondo e di terzo ordine, che l'appartamento, quando non non
richiegga una spesa straordinaria (nel qual caso solamente è permesso
_puffarlo_), vuoi essere qualche volta pagato scrupolosamente.--Pagare
l'affitto di casa con puntualità e sollecitudine, è misura finanziaria
della massima importanza per chi vuoi _puffare_ con sicurezza di causa.
Con tale misura conquisterete un eccellente alleato per le vostre
imprese _puffistiche_--questo alleato sarà il vostro padrone di casa, a
cui si unirà validamente il vostro portinajo, se saprete conciliarvelo
con delle mancie generose....
Ma ecco qualcuno sorge a dire: come si si fa quando non si hanno
denari, a sostenere queste grandi spese di _impianto_? Come si pagano i
viaggi? il trasporto dei bagagli? gli affitti? le mancie?
Sicuro che del denaro, o poco o molto, bisogna farne circolare; e
quand'uno non ne ha di proprio, deve necessariamente procacciarsene
attingendo alla borsa degli altri.
Un _puffista_ che si rispetta non deve trovarsi mai in condizione da
non poter far fronte ai pericoli della sua professione. Bisogna che
egli abbia sempre nelle tasche il denaro di _semenza_ e il denaro di
_partenza_--o in altri termini: il denaro di _ingresso_ e il denaro di
_recesso_. Non è mestieri che io spieghi il senso di questa rime agli
arguti miei lettori.
Come si fa per aver denaro? Ai _puffista_ non si offre altra risorsa
che quella di chiederne a prestito.
Guardiamo intorno--esploriamo le fisonomie, studiando i caratteri,
calcoliamo le probabilità.
Innanzi tutto, prima di chiedere un prestito, è necessario aver
stabilita la certezza che la persona, alla quale siete per ricorrere,
possegga la _somma_.--Domandare dieci mila franchi a chi appena ne
possiede mille è la massima delle stoltezze.
Bisogna che la persona alla quale avete intenzione di batter cassa,
non possa mai dire con verità: mi spiace tanto, ma non sono in grado
di servirvi! Pur troppo (la società è tanto corrotta!) questa risposta
vien profferita alcune volte da individui, che potrebbero dare il
doppio ed il triplo della somma che loro viene richiesta!
Dopo questo precetto, che ha da formare la base della vostra operazione
finanziaria, io vi consiglio di attenervi scrupolosamente alle poche
massime generali che qui sotto vi trascrivo.
Astenetevi sempre dal domandare denaro per lettera quando possiate
chiederlo a viva voce. C'è uno stolto proverbio che dice: _la carta
non vìen rossa_--imbecilli! forse che la faccia di un _puffista_ può
cambiar colore più presto che la carta? E vi è forse ragione perchè
un _puffista_ abbia ad arrossire nel chiedere dell'oro ad un suo
confratello?--Fosse argento, fosse rame, fosse la vile moneta che si
getta all'accattone! ma l'oro!....
E poi: qual maggior prova di amicizia e di stima si può dare ad un
uomo che quella, di domandargli in prestito parecchie miliaja di
lire?[5]--Non è lo stesso che dirgli: tu sei ricco, tu sei grande, tu
sei potente, tu sei generoso?--Chi avrebbe ragione di arrossire sarebbe
il miserabile che non potesse corrispondere degnamente a questa grande
prova di fiducia che voi gli avrete accordata--o il vigliacco che non
potendo favorirvi, mendicasse delle scuse, o tentasse eludere il vostro
nobile disegno colle scappatoje o colle menzogne![6]
In linguaggio _puffistico_, questa operazione finanziaria del
chiedere a prestito si chiama _stoccata_. Sublime parola, che oltre a
rappresentare precisamente la idea, rivela anche il modo di tradurla in
fatto!
Non si può essere grandi _puffisti_ senza essere ad un tempo grandi
_stoccatori_!
Potete voi concepire un colpo di _stocco_ ben aggiustato e micidiale,
se questo non sia stato preceduto da lunga meditazione ed eseguilo con
coraggio e risolutezza?
Di tal modo si debbono compiere le _stoccate puffistiche_.
Stabilita la vittima, convien fissare il momento ed il luogo--e una
volta premeditato il piano di attacco, slanciarsi come il falco sul
pulcino.
In generale, le _stoccate puffistiche_, meglio che nelle mattutine,
riescono nelle ore pomeridiane, dopo il pranzo, e dopo la digestione.
Un uomo che ha ben pranzato e che ha ben digerito versa ordinariamente
in una crisi di buon umore, e si riduce facilmente, pel benessere che
prova egli stesso, a favorire quello degli altri.
Lanciato il vostro colpo, badate bene che la _vittima_ non si parta
da voi collo stocco nelle viscere. Convien ghermirla strettamente,
impedirle qualunque movimento, o per lo meno inseguirla fino a tanto
che essa non abbia versato il suo contingente di sangue metallico. Una
volta che la _vittima_ sia fuggita collo _stocco_ nelle viscere, vi
tornerà assai difficile il ghermirla nuovamente. Guai allo _stoccatore
puffista_ se il primo colpo gli va fallito!
Le _stoccate_ per sorpresa riescono meglio delle altre, ed io potrei
fornirvi, di ciò numerose prove dedotte dalla mia stessa esperienza.
Ma per chiudere umoristicamente questo capitolo, vi narrerò di una
ingegnosissima _stoccata di sorpresa_ compiuta in Marsiglia da un
puffista di quarta classe, il quale pe' suoi talenti avrebbe potuto
aspirare ai primissimi ranghi dell'ordine se l'indolenza del suo
carattere non avesse paralizzate in lui le altissime doti dello spirito.
L'arguto _puffista_ si chiamava Napoleone S... e viveva, come si suoi
dire, alla giornata, _stoccando_ gli amici e i non amici, i conoscenti
e i non conoscenti. Per oltre quarant'anni egli aveva condotta questa
beatissima vita di levarsi ogni mattina senza sapere come avrebbe
pranzato e dove avrebbe dormito alla sera. I suoi _puff_ non si erano
mai elevati oltre le strette necessità della vita; egli _puffava_ a
centellini, _puffava_ a moneta spicciola, e non era meno grande per
questo.
Un giorno Napoleone passeggiava sul ponte di Marsiglia a poca distanza
da un caffè ove bazzicavano ordinariamente i suoi connazionali.
Napoleone era italiano. L'ora si faceva tarda; nel caffè non c'erano
persone sulle quali il nostro _puffista_ potesse vibrare con effetto la
sua stoccata quotidiana!
Che si fa? L'appetito si aguzza e con esso anche l'ingegno _puffistico_.
Ecco un signore sbarcato recentemente da un battello a vapore.
Napoleone lo vede per la prima volta, non sa chi sia, nè da qual parte
egli venga. Non importa. È un signore riccamente vestito, un signore
che, _stoccato_ con garbo, darà necessariamente il suo spruzzo.
Napoleone si fa innanzi, aborda risolutamente la sua vittima, e
toccando leggermente il cappello, lo apostrofa con fuoco:
--La senta un po', caro signore: si tratta di una scommessa, della
quale bramerei che ella si degnasse farsi arbitro. Se qualcuno... io
per esempio... avesse bisogno al momento di un miliardo in numerario;
crede lei che sarebbe possibile, raccogliendo tutto il denaro dei
banchieri di Marsiglia, mettere insieme questa somma?
--Io... crederei, risponde l'altro con un certo sussiego; crederei che
per raccogliere una somma così rilevante ci vorrebbero per lo meno
cinque o sei giornate e fors'anche...
--Ebbene: diffalchiamo...! diffalchiamo pure! Se non si trattasse che
di cinquecento milioni di franchi?..
--Anche cinquecento milioni di franchi in numerario sarebbe un
po'difficile trovarli...
--E se uno avesse bisogno di cento milioni?
--Cento milioni... a dir vero...
--Ma via! restringiamo la cosa ai minimi termini... Se non si trattasse
che di soli cinque franchi... crede lei che sarebbe difficile...
trovare chi li sborsasse prontamente e...?
--Cinque franchi! esclama il forastiero con ingenua meraviglia; ma
qual è il miserabile che non possegga cinque franchi? e qual'è il
disgraziato che non troverebbe cinque franchi...?
--Ah! lei mi consola! lei mi risuscita, da morte a vita! esclama a sua
volta il puffista mutando registro di voce. Io mi trovo appunto nel
caso di aver bisogno cinque franchi per pranzare quest'oggi, e poichè
lei è così bene disposto a favorirmeli, profitterò volentieri della sua
offerta e le sarò infinitamente obbligato.
Il forastiero, vedendosi preso alle strette, e ammirando d'altra parte
l'arguzia dello stratagemma, portò la mano al taschino del _gilet_,
e trattone un bel marengo fiammante, lo lasciò cadere nelle mani
dell'arguto _puffista_.
Da quel momento Napoleone S... divenne il compagno indivisibile del
forestiero, finchè questi si trattenne in Marsiglia; e più volte questi
due individui così stranamente collegati da un azzardo _puffistico_,
furono veduti pranzare assieme all'_Hotel des Empereurs_. Inutile
avvertire che il mio Napoleone non fece mai torto al suo nobile
carattere di _puffista_, assumendo, neanche in minima parte la spesa
del pranzo!