CAPITOLO VI.

=Del prestito=.

Ma l'arte di scegliersi l'appartamento difficilmente si insegna. È

un'arte di ispirazione, è uno di quegli istinti ammirabili, che il

supremo creatore dell'universo ha concesso ai _pochi chiamati_.

E qui mi conviene avvertire il piccolo _puffista_, il _puffista_

di secondo e di terzo ordine, che l'appartamento, quando non non

richiegga una spesa straordinaria (nel qual caso solamente è permesso

_puffarlo_), vuoi essere qualche volta pagato scrupolosamente.--Pagare

l'affitto di casa con puntualità e sollecitudine, è misura finanziaria

della massima importanza per chi vuoi _puffare_ con sicurezza di causa.

Con tale misura conquisterete un eccellente alleato per le vostre

imprese _puffistiche_--questo alleato sarà il vostro padrone di casa, a

cui si unirà validamente il vostro portinajo, se saprete conciliarvelo

con delle mancie generose....

Ma ecco qualcuno sorge a dire: come si si fa quando non si hanno

denari, a sostenere queste grandi spese di _impianto_? Come si pagano i

viaggi? il trasporto dei bagagli? gli affitti? le mancie?

Sicuro che del denaro, o poco o molto, bisogna farne circolare; e

quand'uno non ne ha di proprio, deve necessariamente procacciarsene

attingendo alla borsa degli altri.

Un _puffista_ che si rispetta non deve trovarsi mai in condizione da

non poter far fronte ai pericoli della sua professione. Bisogna che

egli abbia sempre nelle tasche il denaro di _semenza_ e il denaro di

_partenza_--o in altri termini: il denaro di _ingresso_ e il denaro di

_recesso_. Non è mestieri che io spieghi il senso di questa rime agli

arguti miei lettori.

Come si fa per aver denaro? Ai _puffista_ non si offre altra risorsa

che quella di chiederne a prestito.

Guardiamo intorno--esploriamo le fisonomie, studiando i caratteri,

calcoliamo le probabilità.

Innanzi tutto, prima di chiedere un prestito, è necessario aver

stabilita la certezza che la persona, alla quale siete per ricorrere,

possegga la _somma_.--Domandare dieci mila franchi a chi appena ne

possiede mille è la massima delle stoltezze.

Bisogna che la persona alla quale avete intenzione di batter cassa,

non possa mai dire con verità: mi spiace tanto, ma non sono in grado

di servirvi! Pur troppo (la società è tanto corrotta!) questa risposta

vien profferita alcune volte da individui, che potrebbero dare il

doppio ed il triplo della somma che loro viene richiesta!

Dopo questo precetto, che ha da formare la base della vostra operazione

finanziaria, io vi consiglio di attenervi scrupolosamente alle poche

massime generali che qui sotto vi trascrivo.

Astenetevi sempre dal domandare denaro per lettera quando possiate

chiederlo a viva voce. C'è uno stolto proverbio che dice: _la carta

non vìen rossa_--imbecilli! forse che la faccia di un _puffista_ può

cambiar colore più presto che la carta? E vi è forse ragione perchè

un _puffista_ abbia ad arrossire nel chiedere dell'oro ad un suo

confratello?--Fosse argento, fosse rame, fosse la vile moneta che si

getta all'accattone! ma l'oro!....

E poi: qual maggior prova di amicizia e di stima si può dare ad un

uomo che quella, di domandargli in prestito parecchie miliaja di

lire?[5]--Non è lo stesso che dirgli: tu sei ricco, tu sei grande, tu

sei potente, tu sei generoso?--Chi avrebbe ragione di arrossire sarebbe

il miserabile che non potesse corrispondere degnamente a questa grande

prova di fiducia che voi gli avrete accordata--o il vigliacco che non

potendo favorirvi, mendicasse delle scuse, o tentasse eludere il vostro

nobile disegno colle scappatoje o colle menzogne![6]

In linguaggio _puffistico_, questa operazione finanziaria del

chiedere a prestito si chiama _stoccata_. Sublime parola, che oltre a

rappresentare precisamente la idea, rivela anche il modo di tradurla in

fatto!

Non si può essere grandi _puffisti_ senza essere ad un tempo grandi

_stoccatori_!

Potete voi concepire un colpo di _stocco_ ben aggiustato e micidiale,

se questo non sia stato preceduto da lunga meditazione ed eseguilo con

coraggio e risolutezza?

Di tal modo si debbono compiere le _stoccate puffistiche_.

Stabilita la vittima, convien fissare il momento ed il luogo--e una

volta premeditato il piano di attacco, slanciarsi come il falco sul

pulcino.

In generale, le _stoccate puffistiche_, meglio che nelle mattutine,

riescono nelle ore pomeridiane, dopo il pranzo, e dopo la digestione.

Un uomo che ha ben pranzato e che ha ben digerito versa ordinariamente

in una crisi di buon umore, e si riduce facilmente, pel benessere che

prova egli stesso, a favorire quello degli altri.

Lanciato il vostro colpo, badate bene che la _vittima_ non si parta

da voi collo stocco nelle viscere. Convien ghermirla strettamente,

impedirle qualunque movimento, o per lo meno inseguirla fino a tanto

che essa non abbia versato il suo contingente di sangue metallico. Una

volta che la _vittima_ sia fuggita collo _stocco_ nelle viscere, vi

tornerà assai difficile il ghermirla nuovamente. Guai allo _stoccatore

puffista_ se il primo colpo gli va fallito!

Le _stoccate_ per sorpresa riescono meglio delle altre, ed io potrei

fornirvi, di ciò numerose prove dedotte dalla mia stessa esperienza.

Ma per chiudere umoristicamente questo capitolo, vi narrerò di una

ingegnosissima _stoccata di sorpresa_ compiuta in Marsiglia da un

puffista di quarta classe, il quale pe' suoi talenti avrebbe potuto

aspirare ai primissimi ranghi dell'ordine se l'indolenza del suo

carattere non avesse paralizzate in lui le altissime doti dello spirito.

L'arguto _puffista_ si chiamava Napoleone S... e viveva, come si suoi

dire, alla giornata, _stoccando_ gli amici e i non amici, i conoscenti

e i non conoscenti. Per oltre quarant'anni egli aveva condotta questa

beatissima vita di levarsi ogni mattina senza sapere come avrebbe

pranzato e dove avrebbe dormito alla sera. I suoi _puff_ non si erano

mai elevati oltre le strette necessità della vita; egli _puffava_ a

centellini, _puffava_ a moneta spicciola, e non era meno grande per

questo.

Un giorno Napoleone passeggiava sul ponte di Marsiglia a poca distanza

da un caffè ove bazzicavano ordinariamente i suoi connazionali.

Napoleone era italiano. L'ora si faceva tarda; nel caffè non c'erano

persone sulle quali il nostro _puffista_ potesse vibrare con effetto la

sua stoccata quotidiana!

Che si fa? L'appetito si aguzza e con esso anche l'ingegno _puffistico_.

Ecco un signore sbarcato recentemente da un battello a vapore.

Napoleone lo vede per la prima volta, non sa chi sia, nè da qual parte

egli venga. Non importa. È un signore riccamente vestito, un signore

che, _stoccato_ con garbo, darà necessariamente il suo spruzzo.

Napoleone si fa innanzi, aborda risolutamente la sua vittima, e

toccando leggermente il cappello, lo apostrofa con fuoco:

--La senta un po', caro signore: si tratta di una scommessa, della

quale bramerei che ella si degnasse farsi arbitro. Se qualcuno... io

per esempio... avesse bisogno al momento di un miliardo in numerario;

crede lei che sarebbe possibile, raccogliendo tutto il denaro dei

banchieri di Marsiglia, mettere insieme questa somma?

--Io... crederei, risponde l'altro con un certo sussiego; crederei che

per raccogliere una somma così rilevante ci vorrebbero per lo meno

cinque o sei giornate e fors'anche...

--Ebbene: diffalchiamo...! diffalchiamo pure! Se non si trattasse che

di cinquecento milioni di franchi?..

--Anche cinquecento milioni di franchi in numerario sarebbe un

po'difficile trovarli...

--E se uno avesse bisogno di cento milioni?

--Cento milioni... a dir vero...

--Ma via! restringiamo la cosa ai minimi termini... Se non si trattasse

che di soli cinque franchi... crede lei che sarebbe difficile...

trovare chi li sborsasse prontamente e...?

--Cinque franchi! esclama il forastiero con ingenua meraviglia; ma

qual è il miserabile che non possegga cinque franchi? e qual'è il

disgraziato che non troverebbe cinque franchi...?

--Ah! lei mi consola! lei mi risuscita, da morte a vita! esclama a sua

volta il puffista mutando registro di voce. Io mi trovo appunto nel

caso di aver bisogno cinque franchi per pranzare quest'oggi, e poichè

lei è così bene disposto a favorirmeli, profitterò volentieri della sua

offerta e le sarò infinitamente obbligato.

Il forastiero, vedendosi preso alle strette, e ammirando d'altra parte

l'arguzia dello stratagemma, portò la mano al taschino del _gilet_,

e trattone un bel marengo fiammante, lo lasciò cadere nelle mani

dell'arguto _puffista_.

Da quel momento Napoleone S... divenne il compagno indivisibile del

forestiero, finchè questi si trattenne in Marsiglia; e più volte questi

due individui così stranamente collegati da un azzardo _puffistico_,

furono veduti pranzare assieme all'_Hotel des Empereurs_. Inutile

avvertire che il mio Napoleone non fece mai torto al suo nobile

carattere di _puffista_, assumendo, neanche in minima parte la spesa

del pranzo!

L'arte di far debiti · 第 13 / 80 题