=Delle disposizioni naturali del PUFFISTA=.
Non è poeta chi vuole, e così non può riuscire _puffista_ chi non abbia
sortito delle disposizioni naturali convenienti all'alta missione.
Con questa sentenza non intendo disanimare i meno favoriti della
natura. Quando si dice _poeta_ o _puffista_, si vogliono designare i
tipi elevati delle due specie--noi sappiamo che collo studio e colla
pratica molti individui dolati di mediocre talento riescono a fare dei
buoni versi ed anche dei debiti di qualche rilievo.
Ma per divenire _puffista_ di prima classe, _puffista_ di alta società,
_puffista_ mondiale, si richiedono delle doti non comuni, e noi
brevemente le accenneremo.
Il _puffista_ di prima classe esce ordinariamente da una famiglia
agiata. Se questa famiglia, oltre ad essere agiata, è anche onesta,
tanto meglio per lui. La buona riputazione dei parenti potrà
agevolargli il successo delle prime intraprese _puffistiche_.
Una certa avvenenza personale può riuscire vantaggiosa. Giova la
statura elevata quando si colleghi ad una certa rotondità di forme.
Gli uomini lunghi e macilenti ispirano ordinariamente meno fiducia
che non i tarchiati e pienotti. Il vero _puffista_ deve aver sortito
dalla natura quella impronta di _distinzione_ che non ha tipo fisso,
ma che può, aiutata dall'artifizio, soccorrere di fallaci apparenze i
caratteri più viziati e più ignobili.
Requisito indispensabile è la poca trasparenza della epidermide. Vi
hanno dei momenti nella vita, per il _puffista_ come per l'uomo di
Stato, dei momenti nei quali un rossore importuno delle guancie,
un menomo turbamento della fronte può compromettere tutto un piano
finanziario abilmente immaginato e tradire i più ingegnosi divisamenti.
I muscoli della faccia vogliono esser tenaci, tali da poter reagire
contro le interne commozioni dell'animo, sieno pur queste il sussulto
della gioia o il brivido qualche volta inevitabile della paura. Per
finirla coll'accenno delle doti fisiche, diremo che lingua sciolta,
corpo elastico e gambe snelle rappresentano altrettante condizioni
favorevoli per l'individuo che intende avventurarsi alla grande
carriera.
Quanto alle doti dello spirito non è mestieri avvertire che senza
un ricco corredo di intelligenza non è lecito aspirare a meta
sublime--sebbene, come vedremo più innanzi, in un _puffista_ di seconda
e terza classe, alla deficienza dello spirito possa supplire un
acutissimo istinto di furberia.
Il grande _puffista_, il _puffista_ di primo ordine, dev'essere ad
un tempo grande matematico e grande poeta.--Il genio poetico deve
ispirargli i sublimi concetti, il genio matematico deve fornirgli i
mezzi strategici per tradurli in atto e condurli a buon fine.
È un istinto di divinazione quello che ispira e conduce i predestinati
nel campo tante volte esplorato e non mai abbastanza mietuto del
credito _senza base_--è un istinto di divinazione quello che ci
addita le fonti vitali dove a noi sarà permesso di abbeverarci e di
inebbriarci dell'altrui, senza pericolo e senza rimorso. La poesia
fiuta da lontano il bosco degli agrumi; noi accorriamo con gioia, noi
stendiamo la mano a cogliere il frutto. Una volta che il limone sia in
nostra mano, la matematica ci suggerirà i meccanismi per ispremerne il
maggior sugo possibile.
(Che i miei creditori superstiti non si offendano se io li ho
paragonati a dei limoni. Dopo l'ananasso ed il cedro, non vegeta sulla
superficie della terra un più nobile frutto!)
Il genio poetico non può bastare da solo a creare il perfetto
_puffista_--ove a questo non soccorra il talento matematico, si avranno
delle concezioni sublimi, degli intendimenti elevatissimi, non mai dei
risultati sicuri. La biografia di molti poeti è là per attestare ciò
che io asserisco. Omero non sarebbe morto di fame se alla grandiosità
delle sue concezioni _puffistiche_ avesse accoppiato il talento più
positivo e la pazienza di realizzarle! Dante, il divino Dante, con
tutta la sua buona volontà di _puffare_ il mondo, non riuscì che un
mediocrissimo _puffista_, perchè altero, disdegnoso, impaziente, non
seppe mai realizzare sul terreno finanziario le proprie ispirazioni.
Dante, per difetto di senso pratico, non seppe cavare un quattrino
nemmeno dagli uomini del suo partito--e fa compassione il pensare come
quella mente immaginosa non abbia trovato altro modo per vendicarsi
dei Guelfi che quello di relegarli ancora viventi nelle bolgie
dell'inferno.--Oh quanto più solenni, e più tremende, e più meritevoli
di fama sarebbero riuscite le vendette del divino poeta, se oltre ad
aver anatemizzati i proprii avversari politici cogli irosi suoi carmi,
li avesse anche... _puffati_!...
Ma questo talento del _puffare_ per un'idea elevata, del _puffare_ per
ispirto di parte, del _puffare_ ad onore ed incremento delle lettere, a
benefizio della politica e delle arti, a maggior gloria della patria,
nell'interesse della libertà, della democrazia, per la redenzione di
tutto il genere umano--rendiamo giustizia al secolo--questo talento
è proprio dell'epoca nostra. I poeti, i pensatori dell'antichità,
sotto questo aspetto, impallidiscono al nostro confronto!--Rari, nei
secoli trascorsi appariscono gli uomini, nei quali si riunissero in
uguale misura queste due doti, lo spirito creatore e il talento del
calcolo.--Oggigiorno la fantasia e la speculazione si sono dati la
mano; oggidì nessuno può esser grande nella letteratura e nelle arti,
che non congiunga ad una vivace e forte immaginazione anche il genio
più positivo delle matematiche. Epperò sono rari i poeti e i letterati,
che non sieno al tempo istesso abilissimi _puffisti_. E dove per
poeti si intendano anche quegli spiriti ardenti che esalano il loro
patriottissimo in declamazioni o in flebili elegie, mentre _calcolano_
sulla dabbennaggine dei _credenti_ per ridurli alla condizione di
_creditori_, si vedrà la ragione per cui _l'arte del puffare_ abbia
raggiunto ai tempi nostri così prodigioso sviluppo.
Per finirla colle doti morali del _puffista_, eccovi in abbozzo
il suo ritratto psicologico.--Mente immaginosa e guardinga;
fecondità di concezioni e prudenza di fatti; arditezza somma e
somma cautela--tenacità di propositi e disinvoltura di mezzi. La
frenologia non ha mancato di esaminare diversi cranii di individui
vissuti nelle più alte regioni del _puff_--in tutti questi cranii si
notarono prodigiosamente sviluppati gli organi della _acquisività_,
della _immaginazione_, del _calcolo_, e perfino--ciò che recherà
meraviglia--gli organi della _prodigalità_ e della _filantropia_.
Che il _puffista_ sia prodigo... della roba altrui, è cosa
naturalissima--noi dimostreremo più tardi con esempii desunti dalla
cronaca contemporanea, come, senza elidersi o contraddirsi, possano
svilupparsi nel medesimo individuo e agire di pieno consenso i due
organi della _acquisività_ e della _filantropia_.--Il _puffista_, in
rapporto alla società, è una pompa che aspira le acque stagnanti per
projettarle sui campi insterili a produrvi la vegetazione.
Non accennerò alle disposizioni naturali che ordinariamente si
riscontrano nei _puffisti_ di seconda e di terza classe.--Tenete per
fermo questa massima che: tutti _gli individui forniti di ragione
possono qual più qual meno puffare il loro prossimo_. Tutto sta a non
prendere errore nella designazione della _vittima_, e a persistere con
tutte le pratiche suggerite dall'arte perchè questa dia tosto o tardi
il suo prodotto.