Or la nostra città trovandosi fondata in una Regione bagnata dal

mare Adriatico ed a poche miglia di distanza dal litorale di esso,

è conseguenza che si trova in quel tratto di Paese che gli anzidetti

moderni Scrittori non dissentono che sia stato occupato dalle Greche

Colonie. Che che dunque voglia dirsi del loro avviso relativo alla

venuta di Oenotro e Peucezio, la origine Grechesca della nostra città

combacia anche bene colle già dette loro posizioni.

Da queste vedute generali discendendo al particolare, gli antichi

numerosissimi monumenti ivi disotterrati all’epoca nostra non

lasciano su di ciò il minimo dubbio. Mi piace quì ripetere le dotte e

sensatissime osservazioni dello stesso Mazocchi riportate nella mia

prefazione alla pag. 6. _Scriptorum quorumlibet testimoniis longe

exploratiora sunt nummorum, lapidum, ænearum tabularum monumenta,

quæ si Græca fuerint, ecquis de Græcanico earum urbium conditu

dubitabit? Quod si pleraque Etruscis, Oscis, aut omnino peregrinis

elementis exarata deprehenduntur, tunc antiquos Auctores omnes, vel si

milleni fuerint, qui Græcam originem crepantibus buccis jactaverint,

contemnerem_[275].

Con ragione, poichè dagli antichi monumenti sorge la pruova di

una verità di fatto positiva, la quale non può essere distrutta da

qualunque testimonianza di Scrittori. Siccome nel criterio legale li

monumenti pubblici antichi prevalgono sempre ai detti de’ testimonj,

così vale la stessa regola anche nel criterio istorico[276]. Or negli

antichi monumenti e nelle antiche monete Ruvestine tutto essendo

prettamente Greco e niente affatto fuori che il Greco, non vi può

essere quistione sulla origine Grechesca della nostra città.

Se cotesti elementi però costituiscono la pruova incontrastabile della

sua origine, non è meno vero che ugual valore, ed uguale influenza

debbono avere nell’indagarsi anche quali degli antichi Popoli della

Grecia han potuto fondarla. In questa parte interessantissima le

sue antiche monete sono quelle che ci porgono il filo di Arianna

per poterne attribuire la fondazione alle Greche Popolazioni del

Peloponneso. Le più antiche di esse portano la leggenda Ρὑψ (Rhyps),

quali son quelle riportate ai numeri 1 2 3 e 4 della prima tavola, e

6 e 7 della seconda. Nelle più recenti il π vedesi cangiato in β come

ho osservato alla pag. 95 in fine e 96. Portano quindi la leggenda

ΡΥΒΑΣΤΕΙΝΩΝ, o ΡΥΒΑ abbreviato, da cui si è tratto il nome latino

_Rubi_.

Ma l’antico nome Ρὑψ imposto alla nostra Città dai primi suoi fondatori

non potendo ripetersi da altro principio che dall’essersi voluto

quì riprodurre l’antica ed illustre città dell’Acaja denominata

_Rhypæ_, come l’ho concludentemente dimostrato nel capo V pag. 90

a 97, ne risulta da ciò per necessaria conseguenza la sua origine

Achea. Giova quì anche osservare che Porcio Catone nel suo libro _De

originibus Italicarum urbium_, Lucio Sempronio ed altri Scrittori che

la ingiuria del tempo ci ha tolti, convennero in uno sbarco di Greci

nelle nostre Regioni partiti dall’Acaja prima della Guerra di Troja,

come ce lo fa conoscere Dionigi di Alicarnasso nel luogo di sopra

riportato alla pagina 38[277]; il che combacia perfettamente colla

premessa osservazione che viene suggerita dalle predette antiche monete

Ruvestine.

Vero è che colla solita Greca presuntuosità ei riprende li già detti

Romani Scrittori per non essersi incaricati di far conoscere da quali

città Greche siano essi partiti, sotto quale Condottiere, e per qual

cagione abbiano lasciata la loro patria, e per non avere tampoco

addotta alcuna testimonianza di qualche Greco Scrittore. Il loro

silenzio però su di tali circostanze non basta a distruggere il fatto

principale da essi contestato, cioè la venuta degli Achei nella Italia

prima della guerra di Troja, cosa che uomini così dotti non avrebbero

potuto certamente smaltirla senza verun fondamento.

Il che tanto più è da dirsi quanto che la severa censura del Greco

Scrittore è andata a finire coll’avere anch’egli convenuto che i Greci,

quì sbarcati prima della guerra di Troja furono _Arcadi_. Ritenuto

quindi il fatto principale come un fatto istorico, tutto il dippiù

poco rileva. Quali delle Popolazioni Greche siano allora quì venute

non è difficile indagarlo dagli antichi monumenti che contestino le

loro costumanze ed i loro Riti ritenuti ne’ luoghi da esse occupati.

Or tanto nelle monete che ne’ vasi fittili Ruvestini trovandosi sicure

testimonianze che serbava la nostra città le costumanze ed i Riti

Arcadici per le circostanze da me rilevate dalla pagina 74 alla pagina

76, vi è tutta la ragione di dirsi che nella fondazione di essa vi

ebbero parte anche gli Arcadi e che questi furono nel numero de’ Greci

che Porcio Catone, Lucio Sempronio ed altri contestarono di essere

partiti dall’Acaja prima della guerra di Troja.

È risaputo quanto in simili indagini influisce la considerazione

del culto delle Divinità, de’ Genj e degli Eroi che un’antica città

serbava. Queste conghietture suggerite anche dagli antichi Scrittori

sono state ritenute dagli Archeologi odierni per indagare la origine

delle città antiche, com’è noto a chiunque abbia conoscenza della

materia. Si aggiunga a ciò che Strabone nel luogo innanzi riportato

alla pagina 42 fu di avviso che in generale i Greci che occuparono

la Peucezia erano venuti dall’Arcadia. Non può credersi che uno

Scrittore così grave lo abbia ciò detto a caso. Bisogna convenire che

la sua opinione fu fondata o sull’autorità di altri Scrittori che la

ingiuria del tempo ci ha tolti, o sulle antiche tradizioni ritenute

dagli abitanti di quella Regione, essendo cosa regolare e naturale che

i Popoli trapiantati dal loro Paese natio in altre lontane Regioni

serbino le memorie della loro origine. Dopo tanti secoli e tante

vicende sofferte dalla povera Italia si son queste oggi smarrite. Al

tempo di Strabone però potevano gli abitanti della Peucezia ritenerle

ancora, ed è da presumersi che le abbiano ritenute, ed egli che fu uno

Scrittore accuratissimo e minutissimo le abbia raccolte.

Lo sbarco quindi di Oenotro, e Peucezio nelle nostre Regioni o che sia

un fatto istorico o che voglia credersi una favola, nulla ciò rileva

a discapito delle cose da me dette sulla origine della nostra città.

Se i Greci del Peloponneso che la fondarono non furono guidati da

Oenotro e da Peucezio, si potrebbe forse dir perciò che non abbiano

potuto ivi capitare sotto altri Condottieri? Non potendosi porre in

dubbio le antiche emigrazioni de’ Greci nelle nostre Regioni e la

occupazione fatta dalle Greche Colonie de’ luoghi adiacenti al mare,

nulla importa per l’oggetto di cui si tratta il conoscersi anche i

nomi de’ loro Capi. Le circostanze particolari da me rilevate per

indagare i popoli della Grecia ch’ebbero parte alla fondazione della

nostra città, risultando dalle sue monete e da altri antichi monumenti

indipendentemente dalle testimonianze de’ Scrittori Greci e Latini

delle quali mi son giovato, sono questi gli elementi più solidi e più

sicuri in simili indagini, anche nel senso di que’ moderni Scrittori

che hanno riputata favolosa la venuta de’ figliuoli di Licaone nelle

nostre Regioni.

INDICE DE’ CAPITOLI.

CAPO I.

_Degli antichi Scrittori che hanno parlato della città

di Ruvo_ PAG. 9

CAPO II.

_Delle antiche monete della città di Ruvo_ 32

CAPO III.

_La città di Ruvo deve credersi fondata dagli Arcadi che

vennero nella Italia prima della Guerra di Troja_ 35

CAPO IV.

_Li pregevoli vasi fittili, ed altri oggetti delle belle

arti antiche trovati in Ruvo confermano vie più la sua

origine Arcadica_ 56

CAPO V.

_La origine Arcadica della città di Ruvo si desume anche

dal nome alla stessa imposto dai suoi primi fondatori_ 90

CAPO VI.

_Del sito in cui fu la città di Ruvo da principio

edificata_ 99

CAPO VII.

_Notizie della città di Ruvo fino all’epoca de’ Normanni_ 107

CAPO VIII.

_Notizie della città di Ruvo al tempo della Dinastia

Angioina_ 122

CAPO IX.

_Notizie della città di Ruvo al tempo della Dinastia

Aragonese_ 164

CAPO X.

_Notizie relative alla città di Ruvo dall’epoca di

Ferdinando il Cattolico fino a quella dell’attuale

Dinastia Regnante_ 170

CAPO XI.

_De’ diritti acquistati dal Regio Tavoliere di Puglia

nell’agro Ruvestino e degli abusi dappoi introdotti_ 195

CAPO XII.

_Degli abusi e gravezze che la città di Ruvo ha sofferte

dalla prepotenza Baronale_ 209

CAPO XIII.

_De’ giudizj dell’anno 1750, dell’anno 1797 e dell’anno

1804, e delle transazioni dell’anno 1751 e dell’anno

1805_ 239

CAPO XIV.

_Fatti principali avvenuti nella città di Ruvo dalla fine

del secolo XVIII in poi_ 261

CAPO XV.

_Osservazioni sulla città di Ruvo, sulla sua Popolazione,

sulla pregevole qualità e varietà del suo territorio,

e sui disordini introdotti nella moderna Amministrazione

comunale_ 304

AVVERTIMENTO

_Sulla origine della città di Ruvo esposta dall’Autore_ 319

INDICE GENERALE.

A

Acheloo fiume della Grecia, da cui prese il nome il nostro fiume

Acalandro detto oggi Salandrella pag. 93.

Achille combatte ed uccide Pentesilea Regina delle Amazoni pag. 67 e 68.

_Aletium_ antica città de’ Salentini — Vi è quistione se sia l’attuale

città di Lecce pag. 10.

Alfonso I di Aragona riordinò la Dogana delle pecore di Puglia e la

fornì di erbaggi vernini pag. 195.

Alfonso II di Aragona — Succedè nel Regno nell’anno 1794 Ferdinando

I suo Genitore — Era generalmente odiato dai suoi sudditi —

Nell’avvicinarsi l’armata di Carlo VIII Re di Francia le Provincie

del Regno si sollevarono, ei perdè il suo coraggio, andò a ricoverarsi

nella Sicilia, ove si ritirò in un Convento di Frati in Messina pag.

170.

Altamura antica città della Terra di Bari creduta da taluni la stessa

che _Sub Lupatia_ pag. 47 — Il suo territorio confina con quello di

Ruvo pag. 130.

Amministrazione comunale — Suo vero carattere e difetti che la fanno

degenerare pag. 317.

Anchise e Venere sul monte Ida pag. 68 a 73.

Andrea figliuolo di Carlo Re d’Ungheria, marito della Regina Giovanna

I strangolato in Aversa e gittato ignominiosamente da una finestra pag.

146 — Procedimento contro i rei di cotesto misfatto pag. 146 e 147.

Andria città della Terra di Bari erroneamente creduta la stessa che

la città denominata _Netium_ non mai esistita pag. 18 — Fu edificata

da Pietro Normanno Conte di Trani, non già da Diomede pag. 23 e 24 —

Etimologia del suo nome pag. 26 — Deve credersi surta nell’antico agro

Ruvestino pag. 168 — Saccheggiata dai Tedeschi e Lombardi al tempo

della Regina Giovanna I pag. 272 a 274 in nota — Terribile assedio

in essa sostenuto da Francesco del Balzo al tempo di Ferdinando I

di Aragona pag. 26 — Presa, saccheggiata ed incendiata dai Francesi

nell’anno 1799 pag. 271 a 277.

Arcadi ed altre Genti del Peloponneso venute nell’Italia prima della

Guerra di Troja con Oenotro e Peucezio pag. 38 39 319 e seguenti —

Altri Arcadi venuti dappoi con Evandro pag. 40 — Furono bene accolti

perchè vi portarono la coltura, la musica, le belle arti e buone leggi

pag. 74.

Archita valente nel comando degli eserciti e nella scienza del Governo

pag. 36.

_Argos Hippium, Argyripa, Arpi_, antica città della Daunia fondata da

Diomede pag. 12 55 e 92.

Armigeri Baronali, strumenti efficaci delle prepotenze della Casa

d’Andria pag. 230.

Augustali — Loro Istituzione — Vi era in Ruvo un Collegio di Augustali

pag. 109 e 110.

B

Bagliva di Ruvo — Riserbata al Re nelle concessioni in feudo dell’epoca

Angioina pag. 134 e 135 — Nelle posteriori concessioni dall’epoca

Aragonese in poi vi andò inclusa pag. 164 e seguenti, e pag. 185

— Gravezze ed abusi introdotti dalla Casa d’Andria nell’esercizio

de’ diritti bajulari pag. 222 a 224 — La città di Ruvo fu obbligata

a prenderla in affitto dal Barone per forti somme, onde liberare i

cittadini dalle vessazioni de’ Baglivi pag. 225.

Bari _Barium_, e nell’Itinerario Gerosolimitano _Beroes_ antica città

marittima della Peucezia pag. 19 20 21 42 e 43 — Tentarono in vano di

saccheggiarla nell’anno 1799 gli abitanti de’ suoi casali pag. 270 —

Occupata dai Francesi nell’anno 1799 pag. 273 in nota.

Barletta _Barulum_, e nella Tavola Peutingeriana _Balulum_ o _Bardulos_

— Antica città della Terra di Bari posteriore a Strabone, a Plinio ed

a Tolomeo; ma anteriore ai Normanni — Fu restaurata o fortificata da

Pietro Normanno Conte di Trani pag. 23 24 e 25 — Consalvo di Cordova

assediato in Barletta dai Francesi nell’anno 1502 e 1503 pag. 176 —

Nell’anno 1799 posero ivi i Francesi il loro quartiere generale pag.

271.

Bisceglia _Buxilia_ o _Vigiliæ_ — Città marittima della Terra di Bari

meno antica di Barletta Trani e Giovinazzo, ma anteriore ai Normanni —

Restaurata dal detto Conte di Trani Pietro pag. 25 e 26 — Posseduta al

tempo del Re Ladislao da Federico Vrunforti col titolo di Conte pag.

157.

Bitonto, _Butuntus, Butuntinenses, Butuntinus ager, Botontones_

— Antica città della Peucezia pag. 15 20 21 27 ed 83 — Sua antica

confinazione col territorio di Ruvo pag. 85 ed 86 — Suo Vescovado unito

a quello di Ruvo pag. 122.

Bosco antichissimo di Ruvo — Conceduto in feudo nell’anno 1269 pag.

123 e 212 — Nell’anno 1473 Ferdinando I di Aragona acquistò per uso

del Regio Tavoliere di Puglia l’erba vernina di esso dalla Vigilia del

S. Natale fino al dì 8 maggio pag. 214 — Nell’anno 1552 la Regia Corte

acquistò per lo intero l’erba vernina e la ghianda del detto bosco e

fu tolto ai Ruvestini il dritto di immettervi a pascere i bovi aratorj

— Grave discapito che vennero da ciò a soffrirne pag. 202 e 203 — La

prepotenza della Casa d’Andria rese il bosco suddetto inaccessibile ai

Locati del Regio Tavoliere pag. 217 e 218. Taglio spietato dato dalla

Casa d’Andria agli alberi di esso ed immenso profitto trattone pag.

219 — Giudizio criminale istituito per tal causa dalla Università di

Ruvo nell’anno 1797 pag. 246 — Misure prese colla transazione del dì 2

maggio 1805 per farne seguire il rimboscamento pag. 258 e 259 — Per lo

di più relativo al detto bosco vedi _Usi civici_.

Brindisi antica città de’ Salentini pag. 9 — Assediata e presa da

Ruggiero Duca di Puglia e di Calabria pag. 113.

Bruchi — Il territorio di Ruvo invaso da queste locuste nell’anno 1808

— Danni da esse recati alle Puglie — Mezzi adoperati per liberarsene —

Come nell’anno 1813 cessò tale flagello pag. 286 a 288.

C

Calabria antica, e sua situazione pag. 40 e 41.

Camera riservata o sia esenzione dall’alloggio militare ordinario

accordato dalla Casa d’Andria nell’anno 1600 alla città di Ruvo

mediante il pagamento di ducati ottomila pagina 192 e seguenti.

Campi di Diomede pag. 54.

Canne villaggio reso celebre dalla sconfitta che Annibale diè ai Romani

in quel luogo detta pag. 54.

Canosa antica città della Daunia messa sulla strada da Roma a Brindisi

pag. 10 20 21 167 e 168 — Edificata da Diomede pag. 51 a 53 — Suo

antico territorio pag. 168 — Rovinata dai Tedeschi e Lombardi al tempo

della Regina Giovanna I pag. 272 nella nota.

Cantalicio Gio: Battista giustamente censurato pag. 184.

Capitolazioni dell’anno 1308 per i dazj civici della città di Ruvo pag.

140 a 143 — Nuove capitolazioni dell’anno 1314 pag. 145.

Carcere Baronale oscuro ed orribile dell’antica Torre di Ruvo pag.

230 — Abolito colla transazione dell’anno 1751 pag. 242 — Stanza

del carcere comunale usurpata dalla Casa d’Andria e restituita colla

transazione dell’anno 1805 pag. 252.

Carlo I di Angiò morto nell’anno 1285 pag. 135.

Carlo II che gli succedè nel Regno cessò di vivere nell’anno 1309 pag.

144.

Carlo VIII Re di Francia entrato nel Regno festeggiato ed applaudito

non seppe profittarne — Lega formata contro di lui e suo ritorno in

Francia pag. 171 — Sua morte pag. 172.

Caronda sommo Legislatore pag. 36.

Carpino specie di pietra che si trova nel territorio di Ruvo — Usi ai

quali può esser utile pag. 105 e 106.

Casa comunale di Ruvo ricostrutta dalle fondamenta, ed iscrizione messa

sulla facciata di essa pag. 190 — Progetto per la formazione di una

novella Casa comunale più ampia, ed alienazione di detta Casa antica

pag. 191.

Casali della città di Ruvo ora distrutti, ed osservazioni circa il

numero e ’l sito di essi pag. 123 a 134.

Castello di S. Maria del Monte pag. 47.

Castello e Torre antica di Ruvo — Descrizione dell’uno, e dell’altra

pag. 159 a 163.

Ceglia _Celia_ antica città della Peucezia messa sulla strada da Roma

a Brindisi pag. 10 17 e 55 — Saccheggiata, ed incendiata dai Francesi

nell’anno 1799 pag. 175 in nota.

Censuazioni de’ beni fondi delle confraternite, ed altri pii luoghi

laicali di Ruvo eseguite prima dell’anno 1799 colla massima utilità

pubblica colla cooperazione dell’egregio cittadino D. Antonio Sancio

pag. 261 e 262.

Chiesa Cattedrale di Ruvo, e suo campanile pag. 154 e 155. Il campanile

suddetto fortificato da Roberto Sanseverino al tempo della Regina

Giovanna I, e ripigliato dagli Ungari detta pag. 155.

Chiesa antichissima di S. Maria di Calentano nel territorio di Ruvo

pag. 127 e 128.

Ciriegie squisite dell’agro Ruvestino pag. 310.

Città Greche dell’Italia molto ben governate — I Romani dopo la

espulsione de’ Re richiesero alle stesse buone leggi pag. 36, e 37.

Chiusura, ed affrancazione de’ terreni demaniali appatronati dell’agro

Ruvestino pag. 294 e seguenti.

Colatamburro specie di vino pregiatissimo che si fa in Ruvo pag. 311.

_Cholera_ — Nell’anno 1836, e 1837 fece pochissimo danno alla

Popolazione di Ruvo pag. 302 e 303.

Combattimento seguito nell’anno 1503 tra i tredici Cavalieri Francesi

usciti da Ruvo, ed i tredici Cavalieri Italiani usciti da Barletta

in un campo designato tra Corato ed Andria — Monumento ivi messo per

futura memoria, ed indi abbattuto dai Francesi pag. 175 e 176.

Consalvo di Cordova detto il Gran Capitano — Spedito la prima volta

da Ferdinando il Cattolico in soccorso di Ferdinando II di Aragona

pag. 171 — Spedito la seconda volta a richiesta del Re Federico di

Aragona gli usò un tratto di perfidia pag. 173 — Ristretto ed assediato

nella città di Barletta, non seppero i Francesi profittare della loro

superiorità pag. 174 — Suo procedere iniquo e vile verso la città, e

gli abitanti di Ruvo pag. 182 e 183 — Sua caduta ed umiliazione, e suo

sepolcro ultimamente violato e profanato pag. 183 e 184 nella nota.

Contea di Conversano — Al tempo de’ Normanni la città di Ruvo formava

parte di essa pag. 84 e 114.

Conventi di Ruvo e soppressione di due di essi — Quello de’ Domenicani

una colla Chiesa fu dal Governo donato alla città pag. 284 — Questa

l’ha ceduto ai PP. delle Scuole pie ivi stabiliti pag. 289.

Corato nella Terra di Bari edificata da Pietro Normanno Conte di Trani

pag. 23 e 24 — È surta nell’antico agro Ruvestino pag. 167 e seguenti.

Cortesia nome specioso di una estorsione feudale abolita colla

transazione dell’anno 1701 pag. 222 e 241.

Crati fiume della Grecia, da cui prese il nome il nostro fiume Crati

pag. 92 e 93.

D

Danza funebre dipinta in uno degli antichi sepolcri Ruvestini pag. 65 a

67.

Dauno valoroso Principe Illirico venuto nella Puglia, ove si costituì

una dominazione che dal suo nome fu chiamata Daunia pag. 51.

Demanio comunale di Ruvo, e denominazioni delle contrade che lo

compongono pag. 222.

Difesa comunale di Ruvo eretta nell’anno 1510 pag. 197 e 198 — Ampliata

fino a quaranta carri nell’anno 1552, e venduta dalla università

nell’anno 1632 per pagare i debiti contratti pag. 202 e 203 —

Quattordici carri di essa rivendicati dalle mani della Casa d’Andria

nell’anno 1810 pag. 260 e 261.

Diomede valoroso Guerriero Greco che si costituì nella Daunia una

Dominazione pag. 51 e 52 — Suoi compagni cangiati in uccelli pag. 52.

Domenico Cotugno illustre e celebre cittadino di Ruvo pag. 308 e 309.

Dritto Plateatico usurpato dalla Casa d’Andria alla università di Ruvo

pag. 225 e 226 — Abolito con decreto dell’Avvocato Fiscale D. Giuseppe

Zurlo dell’anno 1798 pag. 249.

Dritto proibitivo de’ molini costituito dalla Università di Ruvo per

sua utilità nell’anno 1615 ed usurpato dalla Casa d’Andria pag. 227 e

228 — Restituito colla transazione dell’anno 1805 pag. 252 e 253.

Dritto proibitivo delle Taverne e delle Neviere abusivamente introdotto

dalla Casa d’Andria pag. 227 — Rimasto abolito colla transazione

dell’anno 1751 pag. 241.

Duca di _Monpensier_ Generale di Carlo VIII Re di Francia pag. 171.

Duca di _Némours_ Vicerè e Generale Supremo di Luigi XII Re di Francia

in questo Regno pag. 174 — Era egli a Castellaneta e non a Canosa

quando Consalvo di Cordova aggredì la città di Ruvo pag. 177 e 178 e

seguenti.

E

_Egnatia_ — Antica città marittima della Peucezia sita sulla strada da

Roma a Brindisi pag. 10 42 e 43.

_Ehetium_ — Città ignota alla Geografia antica segnata nella Tavola

Peutingeriana — Conghiettura su di essa del Sig. Millingen pag. 12 e

13.

Eraclea antica città della Grecia riprodotta nella Italia pag. 92.

Ercole venerato dagli Arcadi, e quindi anche dagli antichi Ruvestini

pag. 75 e 76.

_Erdonia_ o _Herdonia_ antica città della Daunia messa sulla strada da

Roma a Brindisi pag. 10 20 21 e 268.

Ettore Carafa il vecchio Duca d’Andria tenne la città di Ruvo sotto un

giogo di ferro pag. 239 — Le tolse con violenza anche le carte del suo

Archivio pag. 243.

Ettore Carafa il giovane Conte di Ruvo a torto imputato di aver fatto

nell’anno 1799 incendiare dai Francesi la città di Andria sua patria

pag. 271 e seguenti.

Ettore Fieramosca capo de’ tredici Cavalieri Italiani che nell’anno

1503 si batterono coi tredici Cavalieri Francesi pag. 175.

F

Fauno — Re saggio e prudente che dominava que’ luoghi, ove surse poi la

città di Roma pag. 40.

Federico di Aragona — Sue virtù, sua bontà e giubilo universale per la

di lui elevazione al Trono di Napoli pag. 172 — Fu spogliato del Regno

da Ferdinando il Cattolico e da Luigi XII Re di Francia pag. 173.

Ferdinando I di Aragona — Morto nell’anno 1494, gli succedè nel Trono

Alfonso II suo figliuolo primogenito pag. 170.

Ferdinando II di Aragona — Sua elevazione al Trono — Sua fuga dal Regno

per la invasione di Carlo VIII Re di Francia e suo sollecito ritorno

in Napoli — Vantaggi da lui riportati sui Francesi quì rimasti e sua

prematura morte pag. 171 e 172.

Ferdinando il Cattolico — Sue mire sul Regno di Napoli per lungo tempo

dissimulate pag. 171 — Accordo combinato tra lui e Luigi XII Re di

Francia per torre il Regno di Napoli a Federico di Aragona — Vedi

_Trattato segreto_.

Feudalità — Distruttrice del genio del gusto e della specolazione

agraria, ed apportatrice di avvilimento, di servitù, di suggezioni, ed

estorsioni pag. 120.

Fida abusivamente esercitata dai Baglivi Baronali nel demanio comunale

di Ruvo, ed anche ne’ terreni appatronati siti in esso pag. 222 —

Abolita colla transazione dell’anno 1805 pag. 253 e 254.

Fineo cieco liberato dalle arpie dagli Argonauti pag. 76 e 77.

G

Gabelle comunali della città di Ruvo — Se le appropriò la Casa d’Andria

dall’anno 1691 all’anno 1737 — Mancanza di pagamento de’ creditori

Fiscalarj della stessa — Lunghe ed inutili querele di essi e fallimento

della Università seguito per tal causa pag. 232 a 235 — Supposto

credito di ducati 25600 della Casa d’Andria ammesso per collusione pag.

235 a 237 — Abolito colla transazione dell’anno 1805 pag. 252.

Gabella comunale della giumella delle mandorle usurpata dalla Casa

d’Andria, e convertita in una esazione feudale pag. 226 — Abolita colla

transazione dell’anno 1751 pag. 241.

Garagnone antico casale ora distrutto in Terra di Bari — Apparteneva un

tempo all’Ordine Gerosolimitano — È passato dopo per molte mani e per

ultimo è stato posseduto dalla famiglia Mazzaccara — Vi è rimasto un

antico castello nel sito del quale vi era l’antica città della Peucezia

denominata _Silvium_ pag. 46 a 50 — Confina col territorio di Ruvo pag.

131 — È diverso dal _Gorgoglione_ antico villaggio sito nella Provincia

di Basilicata pag. 48 e 49.

Giovanna I Regina di Napoli — Succedè nel Regno al Re Roberto suo avo

— Si rese sospetta d’intelligenza nella morte violenta del Re Andrea

suo primo marito pag. 146 — Sua fuga dal Regno all’avvicinamento di

Lodovico Re d’Ungheria che s’impossessò di esso — Parlamento generale

da lei convocato prima che fosse partita ed oggetto di esso pag. 151

e 152 — Suo ritorno nel Regno e vantaggi da lei riportati pag. 148 —

Pace conchiusa tra lei e ’l Re d’Ungheria colla mediazione del Papa

nell’anno 1351 pag. 156.

Giovinazzo città marittima della Terra di Bari anteriore alla venuta

de’ Normanni detta _Natiolum_ nella Tavola Peutingeriana pag. 17 e 25.

Cenno storico sull'antichissima città di Ruvo nella Peucezia · 第 27 / 36 段