NIL NISI DIVINVM STABILE EST CŒTERA FVMVS.

Ma il divino lampeggiava e s'oscurava, appariva e dispariva, presente e

fugace, diverso e instabile, tra il fumo dalle mille e mille forme.

Ripassando lungo l'inferriata bassa della sala terrena, mi volsi a

cercare l'imagine mia giovenile inginocchiata sul musaico. Si faceva

sera. Ripensai la mia finestra bassa, laggiù, su l'Ausa, dove i miei

compagni venivano a chiamarmi picchiando i vetri con le nocche. Erano

giovani. Intravedevo nell'ombra violetta i loro denti bianchi come

quelli del San Sebastiano di Andrea Mantegna il Cesàreo.

La Leda senza cigno · 第 5 / 13 题