O POETA

Io vo piangendo i miei passati tempi,

I quai posi in amar cosa mortale,

Senza levarmi a volo, avend' io l' ale,

Per dar forse di me non bassi esempi.

Tu, che vedi i miei mali indegni, ed empi,

Rè del Cielo invisibile, immortale,

Soccorri all'alma disviata, e frale,

Él suo difetto di tua grazia adempi.

Sicchè, s' io vissi in guerra, ed in tempesta,

Mora in pace, ed in porto; e se la stanza

Fu vana, almen sia la partita onesta.

A quel poço di viver che m' avanza,

Ed al morir, degni esser tua man presta:

Tu sai ben, che 'n altrui non ho speranza.

A Chave do Enigma · 第 44 / 95 题