Nel 1846, quando i cuori degl'Italiani cominciarono a palpitare piú

forte, tentò il Vieusseux con le risorte speranze della patria far

risorgere la sua _Antologia_: ma perché appunto in quell'anno il Pomba e

il Predari, rendendo onore al giornale fiorentino, avevano creato in

Torino l'_Antologia italiana_, il Vieusseux ripensò al titolo di

_Fenice_; e con gli stessi sentimenti generosi di un tempo,

chiedeva[1381] al Gioberti pe 'l nuovo giornale uno scritto a fine di

far cessare con la sua voce autorevole tante “assurde persecuzioni„

contro gli ebrei. Con tanto amore si era accinto all'impresa, che non

volle neppur assentire alle preghiere del Capponi, del Ridolfi e del

Digny, e poi del Ricasoli, del Salvagnoli e del Lambruschini, che

meditavano due giornali diversi. E persuase a' primi a offrire i loro

scritti alla _Patria_; e si scusò[1382] co' secondi di non potere,

quanto avrebbe voluto, aiutarli, dicendo che la “_Fenice_, come terreno

neutro, in mezzo alle gare che potessero nascere tra le varie intraprese

di fogli volanti, doveva cercare, bene inteso quanto comportassero i

suoi principî, di attirare a sé i migliori fra gli scrittori dei detti

giornali„.

Viepiú incoraggiato dalla legge granducale su la stampa, il 12 giugno

del 1847 divulgò il _Manifesto_,[1383] nel quale tra l'altre cose

ripeteva lo stesso pensiero costantemente espresso nell'_Antologia_: “la

_Fenice_ sarà un giornale italiano per ogni rispetto, cioè tale da

comprendere, per quanto sarà possibile, gl'interessi di tutta la

penisola„. Ma chiesta e avuta licenza[1384] dal consigliere Giuseppe

Pauer, e già ottenuto buon numero di soscrittori e promesse di

collaborazione da tutte le Provincie d'Italia, nuove e non prevedute

difficoltà fecero fallire anche questa volta l'impresa. Appena nel regno

Lombardo-Veneto fu conosciuto il _manifesto_ del Vieusseux, bandirono

contro la _Fenice_ non nata ancora, decreto di proibizione: ciò che

indicava sicura proibizione anche in Napoli, in Modena e in Parma.

D'altra parte, l'importanza a cui salí la stampa politica e giornaliera,

e l'essere da questa quasi interamente assorbita tutta la vita della

nazione, fecero certo il Vieusseux, che il suo giornale, essenzialmente

filosofico, scientifico e letterario, non avrebbe potuto sostenersi se

non con gravissimi sacrifici. Per la qual cosa, il 20 gennaio del 1848

il Vieusseux mandò a' suoi amici una _circolare_[1385] con la quale,

esprimendo il suo dolore vivissimo di rinunciare a tradurre in atto il

suo disegno, diceva attendere “tempi piú propizî a imprese siffatte„.

Eppure, dopo tanta acerbità di dolori, dopo tanta amarezza di delusioni,

il Vieusseux non rinunciava ancora alla speranza di ridare, quando che

fosse, la vita al suo antico giornale: e anche in quella _circolare_,

pur confessando che con vivissimo dispiacere doveva rinunciare a mandare

ad effetto il suo disegno, diceva: “debbo rinunciare (almeno per

ora)...„. Era però destino che il Vieusseux non potesse piú mai tradurre

in atto la sua speranza!

Ma quando nel 1866, nella nuova capitale dell'Italia rinnovellata, si

pensò a diffondere nuove cognizioni e principî, de' quali tutte le menti

in vario grado partecipassero, scelse il Protonotari come lieto auspicio

al suo giornale il titolo di _Nuova Antologia_; sentendo[1386] egli

“l'obbligo di rannodare le tradizioni illustri ed intemerate

dell'_Antologia_, e ravvivare altresí con tal nome gli onori e la

gratitudine sempre dovuta alla memoria carissima de' suoi fondatori„.

Tale è la storia, e insieme la fortuna, del giornale fiorentino. Io

quando penso che della vita di Gian Pietro Vieusseux buona parte è la

vita dell'_Antologia_, e che la vita dell'_Antologia_ è gran parte della

vita intellettuale non solo toscana ma italiana in que' dodici anni;

quando penso le laboriose non interrotte battaglie che il Vieusseux ebbe

da sostenere, e le continue sue aspirazioni al bene; e considero il

molto che in tanta avversità di tempi volle e seppe fare co 'l suo

giornale per questa terra da lui con elezione pensata scelta per patria;

non so trovare elogio migliore di questo, che gli faceva[1387] Pietro

Giordani: “oh buon Vieusseux, quanta gratitudine meritate da tutta

Italia!„

DOCUMENTI

APPENDICE I (pag. 52).

_Contratto stipulato tra G. P. Vieusseux e il dott. Gaetano Cioni per la

pubblicazione dell'_“Antologia„.

“Nous soussignés sommes convenus de former une société pour la

publication du nouveau journal intitulé _Antologia_, au clauses

et conditions suivantes;

_Art._ 1. M.r Vieusseux fournira le local et les élements du

journal: il fera toutes les avances nécessaires et aura toute la

direction financière de l'affaire — il se concertera avec M.r

Cioni pour le choix et la classification des materiaux, pour le

choix des traducteurs employés, et pour l'imprimerie.

_Art._ 2. M.r Cioni se charge spécialement de la revue des

traductions provenants de traducteurs qui n'inspireroient pas

assez de confiance: il se charge également de la sourveillance de

tout le détail de l'imprimerie et de la correction des épreuves;

il se charge enfin de la correspondance italienne relative à la

propagation du journal. A cet effet M.r Vieusseux lui menagera

dans sa maison un local convenable où il pourra travailler

tranquillement.

_Art._ 3. MM.rs Cioni et Vieusseux feront conjointement les

demandes nécessaires auprès de censeur. Ils se reuniront au reste

une ou plusieurs fois la semaine à jours et heures déterminés pour

discuter sur les objets essentiels, indépendamment des

communications journalières qui auront lieu par suite de la

proximité des doux cabinets de travail.

_Art._ 4. M.r Cioni, ayant le temps de traduire, sera considéré

comme traducteur, et comme tel recevra l'indemnité accordée aux

autres personnes employées par la société.

_Art._ 5. Les bénéfices nets, déduction faite de tous les frais et

de l'intérêt de 6% des avances réelles de M.r Vieusseux, seront

reparties comme suite: Un tiers pour M.r Cioni; deux tiers pour

M.r Vieusseux. Si avant le 31 décembre de chaque année M.r

Vieusseux se trouvera avoir encaissé outre ses déboursés de quoi

faire une répartition a M.r Cioni, il s'y prêtera avec plaisir,

mais seulement dans ce cas.

_Art._ 6. Le premier numero du journal devant paroitre dans le

courant de janvier prochain, toute la comptabilité de cette

société datera de cette époque. M.r Vieusseux dressera le premier

bilan le 31 septembre 1821.

_Art._ 7. La presente société durera au moins pendant tout le

1821, et ensuite aussi long-temps que MM.rs Cioni et Vieusseux

trouveront leurs convenances réciproques. Le cas de mort de l'un

d'eux la dissout de fait pour Cioni et de droit pour ses ayant

cause. La convenance cessant pour les parties contractantes, la

dissolution de la société sera décidée par écrit en se prévenant

réciproquement six mois à l'avance.

_Art._ 8. Toute difficulté qui pourroit s'élever sera applainée

par le moyen d'arbitres.

Florence, 15 novembre 1820

G. P. VIEUSSEUX — G. CIONI„

APPENDICE II (pag. 138).

Da _Il Caffè di Petronio_, n. 3, 15 gennaio 1825, pag. 10.

_Interlocutori:_

EUSEBIO[1]

LIMONCINO romagnolo, _garzone del caffè: poi_

TIMOTEO milanese, _stampatore: poi_

PETRONIO.[1388]

_Petr._ Sior Eusebio, cosa gh'avemio de niovo? Somio alle solite?

_Eus._ Eh lasciatemi in pace....

_Petr._ Come la crede; ma voleva dirghe, che xè arrivà el fascicolo de

dicembre de l'_Antologia_.... Conoscela ela sto giornal?

_Eus._ Sí: è il piú _grosso_ d'Italia.

_Petr._ Ma ghe xè qualche articoletto che ghe despiaserà....

_Eus._ Vediamolo: già questa è giornata _climaterica_ per me....

(_legge_).

_Lim._ Sio' patron, u z'è e' cuntaden, ch'è vgnu' con la bestia, a

cargar el butelli....

_Petr._ Diseghe che l'aspetta un poco.

_Eus._ Ho veduto, signor Petronio. Col tempo e con la paglia si maturano

le nespole. Può darsi che il signor Rivistatore abbia a trovare chi gli

dia pane per focaccia. Già è qualche tempo che l'_Antologia_ abusa un

po' troppo della facoltà che abbiam tutti, di giudicare a capriccio le

opere altrui. Nel particolare da voi accennatomi, questo giornale ha

mancato insieme alla verità e alla....

_Lim._ Sio' patron, e' cuntaden dis ch'e' vegna a sbrigall, che l'à

frezza.

_Petr._ Aspetti un poco. Un momento de riposo me piase anca a mi. Sior

Eusebio: cossa vorla che ghe diga? No' bisogna riscaldarse de gnente: La

botte la dà el vino che la ghà. Tutto el mondo ne rimprovera che in

Italia nò se studia abastanza; che nò se dà piú in luse delle opere: e

po' guai a colù che se mette in testa de pubblicar un libretto che sia

bon, che tenda a un ottimo fin, castigà, e che non gh'abbia ombra de

mire.... non sò se mè capissa.... Quello xè rovinà. La senta in

proposito che felice arietta aveva abuo la fortuna dé combinar in un dei

mi drammi per musica, che giera intitolà: _La Morte di Seneca:_

Egli è pure il felice mestiere

il mestier di scrittore in Italia:

un mestier d'infinito piacere;

un mestiero a cui pari non è.

Dopo stenti e travagli inumani,

dopo studî e fatiche diaboliche,

una turba di critici insani

beffe, insulti ne reca in mercè.

Che se poche ti sembrin tai scene,

son talvolta, per colmo d'infamia,

pronti sgherri, prigioni, e catene

alle braccia, alle mani ed ai piè.

_Eus._ _L'arietta_, a dir vero, non è _felice_ come potete supporre,

caro signor Petronio: tuttavolta, avete ragione a dire che contiene una

buona morale al proposito nostro. Infatto ella è una cosa da non

credere; che alcuni giornalisti fra noi facciano il mestiere di andare a

caccia tutto giorno dei nomi di nuovi scrittori per l'utilissimo scopo

di denigrarne i più meritevoli. Del rimanente, quanto all'_Antologia_

avrò luogo a parlarne fra non molto. Spero di mostrare che ella si è già

allontanata del tutto dalla fama a cui la voleva innalzare il ben

intenzionato Direttore, e a cui lodatamente la volgeva il chiarissimo

Benci. Spero inoltre di provare al compilatore (di cui taccio il nome)

ch'ei mostra saper tanto di poesia, quanto dell'arte di ordinare una

battaglia: e quindi che il farsi giudice di ciò che non si conosce, è

l'eccesso della....

_Lim._ Siò patron, e' cuntaden dis ch'anch l'asen s'impazienta....

_Petr._ Vegno subito — Con sò licenza.... Carico sto aseno

impazientissimo....

_Eus._ Sta a vedere che l'anima di un qualche giornalista ha fatta la

metempsicosi.

[_Anche un'altra volta, di lí a qualche tempo, il CAFFÈ DI PETRONIO si

stizzí con l'ANTOLOGIA e co 'l Montani. Del “Discorso„ detto dal

professore Michele Medici nella pontificia Università di Bologna,

ricominciando il corso delle sue lezioni l'anno 1823-24 (presso Turchi e

Veroli, 1824), il Giordani (asserivano i compilatori del giornale

bolognese) aveva detto ad alcuni amici, che “oltre d'essere pregevole

per le cose trattate, era poi VERAMENTE SCRITTO BENISSIMO„; e i

compilatori inviarono quel discorso all'ANTOLOGIA, “persuasi ch'ella si

sarebbe onorata di far eco al giudizio del signor Giordani e de'

migliori dotti della città di Bologna„. Ma perché il Montani notò (1824,

tomo XVI, n. 48 dicembre, pag. 47) nello stile di quel discorso un po'

di ricercatezza, il CAFFÈ DI PETRONIO se ne stizzí, chiamando _(n. 14, 2

aprile, 1825, pag. 54)_ l'ANTOLOGIA “molto piú dotta e molto miglior

gustosa _(sic)_ dei Giordani e dei dotti bolognesi„_].

APPENDICE III, N. 1 (pag. 295).

_Lettera dell'ambasciatore austriaco il conte di Senfft Pilsach a S. E.

il conte Vittorio Fossombroni._

“Florence, 1 février 1833.

A son Excellence

monsieur le Comte de Fossombroni.

Monsieur le Comte, le journal litéraire paraissant chez G. P. Vieusseux

à Florence sous le titre d'_Antologia_, manifeste depuis quelque tems

une animosité marquée contre le Gouvernement Impérial. Le n. 21 de cet

ouvrage, qui a paru au mois de Septembre dernier, renferme

particuliérement des insinuations odieuses et même des sorties violentes

quoique indirectes contre l'Autriche, qui ont motivé la prohibition

formelle de la dite production de la part de la Censure Autrichienne.

Votre Excellence trouverà dans l'annèxe les passages les plus frappans

sous ce rapport, et il suffira sans doute de les mettre sous vos yeux,

Monsieur le Comte, pour remplir l'objet de la commission don je suis

chargé pour ma Cour, de rendre le Ministère Toscan attentif à la

tendance dangereuse et revolutionnaire de l'ouvrage en question, dans

l'attente qu'un Gouvernement uni au nôtre par des liens d'une étroite

amitiée et d'un commun interêt, ne manquera pas de faire éprouver à la

redaction l'effect d'une juste animadversion à l'égard de ses torts pour

le passée, et de la rappeler pour l'avenir au respect des convenances et

à une marche qui ne soit pas en opposition avec l'ordre de choses

legitimes.

Je sollicite de l'obligence (_sic_) de Votre Excellence la communication

des mesures qu'auront été prises à cet égard, et je saisis cette

occasion pour avoir l'honneur de lui renouveler l'assurance de ma très

haute considération.

SENFFT PILSACH„.

[_Nel foglio annesso alla lettera, è scritto:_]

Nell'_Antologia_ giornale di scienze ecc., Firenze, settembre 1832: Pag.

52. Parlando delle opere del Romagnosi si dice: “che nel continuo

avvicendarsi di speranze e timori, di potenze e di sorti italiane,

conservò l'anima _intemerata_ e con virtuosa rassegnazione sopportò _le

ingiustizie e la povertà_„.

Pag. 103. Sulle opere di Silvio Pellico: “ma una immensa _sciagura_ si

addensò su quel capo, ed un lungo silenzio successe a quel canto (cioè

alla _Francesca da Rimini_) che risonando _sempre_ in ogni anima,

risvegliava la pietà e il desiderio dell'infelice poeta!!„.

Pag. 90. Sulla storia d'Italia del conte Cesare Balbo si trovano le

seguenti parole: “Taccio di Carlo magno che lasciò sulla polvere

dell'Italia un solco della vittoriosa sua lancia per quindi legare la

tutela al lontano tedesco: taccio del _tedesco per la lontananza stessa

quasi necessariamente colpevole ora d'ignorante e sospettosa tirannia,

ora di vile e barbarica noncuranza_ ecc. ecc.„.

[_Si noti che le parole qui scritte in corsivo, furono sottolineate

dall'ambasciatore_].

APPENDICE III, N. 2 (pag. 297).

_Minuta di risposta del Fossombroni al conte di Senfft Pilsach — (Si

avverta che il Fossombroni erra nel citare la data della lettera

dell'ambasciatore)._

“Florence, le 4 février 1833.

Mr le Comte, en reponse à la lettre que V. E. m'a fait l'honneur de

m'adresser en date du 2 de ce mois, au sujet de quelques passages

inconvenantes et blamables contenues dans un article de l'un des numeros

du journal literaire que l'on publie à Florence sous le titre

d'_Antologia_, je me fais un devoir de vous prevenir, Mr le Comte, que

je n'ai pas differé un instant à appeler le Departement que cela

concerne à s'occuper sérieusement et sans le moindre delai, d'un tel

objet. En me reservant à vous faire en suite connaitre ce qui on aura

été à même de faire sur l'affaire en question, je saisis.....„.

APPENDICE III, N. 3 (pag. 297).

_Minuta di una memoria di S. E. don Neri Corsini a S. E. Vittorio

Fossombroni._

_Memoria per il Dipartimento estero._

“Il Dipartimento di Stato in sfogo dei reclami che dalla legazione

Imperiale d'Austria sono stati avanzati a quello degli affari esteri

intorno a varj articoli inseriti nel n. 21 del 2º decennio del Giornale

l'_Antologia_ per il decorso mese di settembre, si fa un dovere di

prevenirlo che sebbene non possa dubitarsi della purità delle massime

religiose e politiche dei censori tutti del Granducato, ed in ispecie

della distinta capacità del soggetto, che esercita un tale ufficio nella

capitale, tuttavia non si è mancato di far sentire a quest'ultimo i

ragionati motivi per i quali la Censura di Milano aveva trovato

riprovevoli [alcune frasi trascorse in detti articoli, richiamando la

piú scrupolosa attenzione del suddetto censore][1389] alcuni articoli

inseriti nel n. 21 del secondo decennio del giornale l'_Antologia_,

richiamando il Censore stesso a portare in avvenire la piú scrupolosa

attenzione sopra il giornale medesimo, onde prevenire qualunque

ulteriore aberrazione dei suoi redattori, tanto nella scelta delle

materie che vi si trattano, quanto nel modo ed espressioni usate nel

trattarle. Ingiunzioni analoghe saranno altresí rinnovate al Direttore

di detto giornale, colle debite comminazioni in caso di nuove mancanze.

Il Dipartimento di Stato si affretta di portare tutto ciò a notizia di

quello degli affari esteri per ogni uso che stimasse dovesse fare nelle

sue diplomatiche comunicazioni.

9 febbraio 1833.

N. CORSINI„.

APPENDICE III, N. 4 (pag. 297).

_Minuta di lettera di S. E. Vittorio Fossombroni all'ambasciatore

austriaco il conte di Senfft Pilsach._

“Florence, 11 février 1833.

Mr le comte, Je m'empresse de remettre ci joint à V. E. un extrait de la

réponse qui vient de m'être faite au sujet des passages inconvenans

inserés dernièrement dans le journal litéraire sous le titre

d'_Antologia_. Cette insertion n'étant imputable qu'à simple

inadvertence (car ses principes politiques et religieux sont absolument

au dessus de tout soupçon) on a dû se borner à la lui contester, et à

appeller toute son attention sur les futures publications du dit

journal. Quant au directeur G. P. Vieusseux, des sevères reprimandes

vont lui être faites par l'Autorité, avec la menace de le soumettre à

des mesures de rigueur dans le cas de nouvelles aberrations de cette

espèce.

Veuillez bien agréer, Mr le Comte, les assurances réiterées de ma

haute...„.

APPENDICE III, N. 5 (pag. 298).

_Lettera di S. E. Don Neri Corsini al R. Censore P. Mauro Bernardini._

“Molto Reverendo Padre,

Con biglietto dei 30 gennaio decorso V. S. Molto Rev.da si diresse a

questo I. e R. dipartimento onde fossero risoluti i due seguenti

quesiti;

1º Se le discussioni Politiche, e di Amministrazione Governativa, che

debbono essere affatto estranee all'_Antologia_, debbano essere limitate

a quelle che possono riguardare il nostro Paese, e Governo, o anche a

quelle relative ad altri stati Italiani, o Esteri, specialmente poi se

in questi ultimi, attesa una particolar forma governativa, sia permessa

libertà di discussione sopra le dette materie.

2º Se nel doppio caso negativo, si abbiano in mira gli articoli, che non

solamente trattino _ex professo_ sulle inibite materie, o anche quelli

nei quali per incidenza _riconosciuta non colposa_, si tratti come di

passaggio, e senza discussione, di Politica o di Amministrazione

Governativa.

Sebbene tali quesiti risolvere non si possano collo stabilire delle

massime normali da applicarsi a tutti i singoli casi, tuttavolta a me

pare, che per ciò che concerne gli Esteri governi, e particolarmente

quelli presso i quali è permessa libertà di discussione sopra le dette

materie, possa procedersi con piú franchezza, semprechè non si discenda

ad una critica acerrima, o all'opposto non si commendi in termini

trascendenti, e tali, da far scomparire quei Governi, che professassero

massime e principî diversi.

Per quello poi che concerne la Toscana, ove non è permessa libertà di

simili discussioni per mezzo della stampa, sarà d'uopo adibire una piú

stretta Censura, ed assicurarsi che quello che stampar si volesse in

genere di statistica, sia in qualche modo desunto da atti autentici

pubblicati dal Governo, o colle debite approvazioni superiori.

Quanto alle questioni di Economia Politica, sulle quali spesso si

trattiene il rammentato giornale, potrá continuare a permettersi una

moderata discussione, purché i relativi dibattimenti siano condotti

colla riverenza che debbesi alle Leggi e sistemi del Paese, e i

Redattori di simili articoli non assumano un tuono inconveniente.

A rendere altresí piú castigata l'Antologia, credo che potrà molto

giovare il portare uno scrupoloso, e quasi direi sospettoso esame sopra

tutte le espressioni equivoche; aneddoti; concetti misteriosi; doppi

sensi; non appropriate posizioni di termini e di frasi; sentenze

generali isolate, e non legittimamente dedotte dalle materie trattate;

motteggi, o sarcasmi contro i sovrani, i governi, il sacerdozio, il

patriziato, ed in special modo su ciò che potesse contribuire

all'indebolimento della Cattolica Religione.

Attenendosi a queste norme, che fermamente ritengo esser coerenti alla

purezza dei di Lei principî, e che soltanto ho rammentato perché

portavalo la circostanza di sciogliere i quesiti da Lei promossi, mi

auguro che piú agevole potrà rimanerle la revisione del rammentato

giornale, lasciandole però aperto adito a consultare questo Dipartimento

tutte le volte, che nella sua saviezza lo credesse conveniente.

E col piú distinto ossequio passo a confermarmi

Di V. S. Molto Rev.da

Dall'I. e R. Segreteria di Stato, li 9 febbraio 1833.

Dev.mo Obb.mo Servitore

N. CORSINI„.

APPENDICE III, N. 6 (pag. 299).

_Lettera di S. E. Don Neri Corsini al R. Censore P. Mauro Bernardini._

“Molto Rev.do Padre,

È pervenuto al Governo sicuro riscontro che la Censura di Milano abbia

impedito lo smercio, e circolazione del N. 21 del secondo decennio del

nostro giornale l'_Antologia_ per il decorso settembre, e che questa

misura sia stata motivata da alcuni passi che si leggono nelle pagine

52, 90, e 103, degli articoli di detto Giornale; e relativi:

Il primo all'edizione che qui si va facendo dal Piatti delle _Opere dei

Romagnosi_;

Il secondo alla _Istoria d'Italia_ del conte Cesare Balbo;

Il terzo alle tre nuove _tragedie_ di Silvio Pellico impresse in Torino.

Sembra pure, che i passi dei quali la Censura di Milano ha biasimato il

concetto, o le espressioni, siano quelli nei quali del Romagnosi si dice

che _sopportò le ingiustizie e la povertà_, lo che si è creduto un

rimprovero diretto al governo sotto cui visse; e l'altro riguardante

l'opera sulla storia d'Italia, ove parlandosi di _Carlomagno e quindi

degli Imperatori di Germania della casa di Svevia, si trascende ad

espressioni generiche sui pretesi danni, che o dalla tutela, o dal

dominio di dinastie straniere erano avvenuti alla Italia_.

E finalmente riguardo al terzo, la frase, ove si designa sotto il nome

_d'immensa sciagura, la condanna legale pronunziata per delitti

politici, contro il Pellico autore delle tragedie_.

Nel comunicare tutto ciò a V. S. Molto Rev.da non ha questa Direzione

generale altro oggetto che di richiamare il di Lei ben conosciuto zelo e

saviezza ad esercitare la piú scrupolosa attenzione sulla tendenza, che

il suddetto foglio periodico non cessa di manifestare, a rivolgere in

tutte le occasioni i suoi articoli a riflessioni politiche che

direttamente, o indirettamente, alludano ad avvenimenti recenti o alle

opinioni, che in fatto di Governo si vorrebbero promuovere dai

partigiani di innovazioni.

E col piú distinto ossequio passo a confermarmi di V. S. Molto Rev.da

Dall'I. e R. Segreteria di Stato li 9 febbraio 1833.

dev. obb.mo Servitore

N. CORSINI„.

APPENDICE IV (pag. 300).

_Lettera di G. P. Vieusseux a S. E. don Neri Corsini._

10 febbraio 1833.

Eccellenza. Chiedo perdono a Vostra Eccellenza se vengo ad importunarla

per parlarle del mio giornale.

L'_Antologia_ che ho l'onore di dirigere non è, e non poteva diventare

ancora per me oggetto di grata speculazione; ché anzi l'intrapresa di

quest'opera periodica mi è costata da dodici anni a questa parte

continui sagrifizi di tempo, di quiete, di denaro.

Ma l'_Antologia_ è mia creazione, le porto un amor paterno, e l'amo in

ragione dei sacrifizi e delle fatiche cui mi ha sottoposto.

L'_Antologia_ è un'opera che oso chiamar utile e decorosa per l'Italia

in generale, e per la Toscana in particolare. L'_Antologia_ occupa

utilmente varii letterati miei amici, i quali non sono in situazione da

poter disprezzare il debol prezzo che io posso pagare per un foglio di

stampa; alcuni di loro vi si sono interamente dedicati, e la loro

esistenza dipende da quella di questo giornale; infine l'_Antologia_ fa

campare sette o otto famiglie di compositori, torcolieri, legatori.

Questi sono i motivi tutti per cui devo tenere immediatamente al

proseguimento della mia intrapresa. Eppure potrei vedermi nella

necessità di dovere abbandonare la pubblicazione dell'_Antologia_.

Un'opera periodica non è come un altro libro. Essa dev'essere stampata e

dispensata ad epoche regolari. Non corrispondendo a questa condizione

essenzialissima dell'esistenza sua, ella perderebbe ben presto parte del

suo credito, e gli associati si ritirerebbero. Per scansare

quest'inconveniente, conviene che la censura dalla quale dipende il

permesso di stampare un giornale, sia sempre pronta a corrispondere ai

bisogni quotidiani di esso.

L'Antologia di Gian Pietro Vieusseux · 第 22 / 36 段