La della Gancia chiama l'avvocato Berlendis e lo fa salire nella
propria carrozza e così, con un cenno assai espressivo, anche il
marito.
— Bisogna essere compiacenti con gli amici che lo meritano! — bisbiglia
sorridendo.
In fatti Remigia aspetta a fare le sue rimostranze che il marchese sia
ben seduto nel landò, in faccia a sua moglie.
— Marchese Pio!... Marchese Pio!... Non vi permetto di abbandonarmi!
— Rassegnati, cara! — risponde Quanita. — Per questa volta siamo già
tutti a posto!
— Il marito con la moglie?... Non ci sta! Non è conveniente!
— È così breve il tragitto! Non daremo scandalo! Al Costanzi! — ordina
la marchesa, alzando il capo verso il cocchiere.
— Al Costanzi! — ripete il generale, più basso e più in fretta, al
servitore di donna Remigia che chiude lo sportello.
I cavalli della marchesa nitriscono e scalpitano: le due carrozze
partono al trotto.
— Ah, _mon Dieu!_... Quanita, ha capito tutto!
Il generale, seduto accanto a Remigia, la fissa con malinconia e con
amarezza:
— Capito?... Che cosa?
Remigia accenna ripetutamente di sì, abbassando gli occhi sul ventaglio
che tiene chiuso fra le mani:
— Capito!... Capito!...
Il D'Entracques fa un sospiro doloroso:
— Può aver capito... di me; cioè che io sono perdutamente inn... —
S'interrompe e prosegue con un sorriso ironico. — Un imbecille! Ma di
lei?... Niente. Oppure che si diverta a prendere in giro giovani... e
non più giovani!
Remigia s'imbroncia, ma il visetto diventa ancora più delizioso.
— Se è una confessione, non è certo un complimento!
— Alla mia età innamorarmi... Sono matto! Sono diventato matto! Al
Ministero non fo quasi più niente, altro che strapazzare!
— Questo... perchè?
— Perchè è da matto un amore senza speranze e pieno di gelosia!
Remigia abbassa il capo e rimane muta, immobile, come trafitta da
quelle parole. Poi con la piccola mano inguantata si nasconde e si
preme forte gli occhi:
— Ah! Mio Dio! Mio Dio!
Il generale la guarda.
— Piange?
Remigia preme più nervosamente la mano sugli occhi, poi la lascia
cadere abbandonata sulle ginocchia.