Tale si è l'opera in cui travagliossi per tutta la vita un sol uomo,

opera di smisurati effetti. Chè, a dir tutto, se la Roma dei patrizi e

degli imperatori raccoglie più ampi territorii, essa tuttavia non viene

che mano mano ampliandosi, ed essa dee la potenza sua alla sua paziente

politica; l'ordinamento che viene svolgendosi da Romolo fino ai Cesari,

è infinito sì, ma pur ci voglion de' secoli, e tutte queste cose si

succedono, e l'una vien dopo l'altra; laddove Carlomagno procede a

passo di gigante, immagina ad un tratto l'ordinamento dell'impero

a quel modo che ad un tratto ne fa la conquista, poche sono le

modificazioni a cui va soggetto il suo governo: il sistema dei conti,

esempigrazia, e dei messi regii si riferisce all'originario concetto

della podestà sua, e tutto ciò che è nella gerarchia loro, altro non è

che un accessorio, del quale ei può sicuramente maneggiare gli ordigni.

Nella storia dei tempi noi vediamo che quel che presto si fa, presto

anche cade. Vano è il fischiar del turbine contro la quercia che si

sprofonda con le radici nelle viscere della terra, e solo ne agita le

frondi; ma l'albero carlingo appena tocca la superficie del suolo; il

gigante del Reno e della Mosa abusò, se così può dirsi, dell'ardor

di sua giovinezza, e presto verrà per lui la decrepità. Che altro

sopravviver poteva a quest'opera? Il titolo d'imperatore; ma questo

titolo non era di origine franca; romano era desso, nè veniva da lui!

Questa dignità della porpora ricomparirà nei tempi siccome simbolo

d'una podestà forte, risplenderà in fronte ad altri principi, nè questi

ne andran debitori a Carlomagno. Ma e la dignità regia? Essa pure stava

per passare in un nuovo lignaggio, per lasciare l'impronta romana, per

farsi tutta feudale: altre idee stavano per sorgere sotto il regno dei

Capeti e altre leggi; i municipii si cambieranno in comuni; i coloni in

contadini e borghesi; i conti e leudi in alti feudatari, proprietari

effettivi, sovrani del _dominio_ e del territorio; gli arcivescovi

ed i vescovi diventeranno pari e baroni, e le assemblee del campo di

maggio, semplici corti feudali. I capitolari, in mezzo a questa notte

dei secoli, spariranno, e succederanno ad essi le instituzioni di San

Luigi, il codice feudale di Gerusalemme e i libri di giurisprudenza di

Beaumaucir.

Ma e d'onde avviene che, in mezzo alla ruina d'ogni opera sua,

Carlomagno duri ancor sì splendido di fama tra i posteri? D'onde

avviene che citato venisse nelle corti plenarie come fonte ed origine

d'ogni grandezza? d'onde avviene che tanti monumenti si attribuiscono

alla sua gran mente? Che ci sono rupi e grotte d'Orlando, e torri

Magne e fari Carolini? come avviene che questa memoria siasi di secolo

in secolo ingigantita? Ottone imperatore visita, primo di tutti, il

monumento di Carlomagno, e vi contempla riverente il gran principe con

l'occhio pallido e fiso, coricato nell'arca, coperto dell'auree sue

vesti, con lo scettro in mano e col volume degli Evangeli ai piedi;

fin dal secolo duodecimo Carlomagno è il subbietto di tutte le canzoni

eroiche, di tutte le gloriose memorie delle popolazioni; egli è l'eroe

di mille maravigliose avventure. Al secolo decimoquinto il Pulci, il

Bojardo, l'Ariosto lo cantano in poemi nazionali: «O voi. Orlando,

Angelica, Rinaldo, Marfisa, Astolfo dalla lancia d'oro, Merlino,

venite ad attorniar di splendido corteo il vostro sire!» A quel

tempo i giuochi e passatempi delle corti medesime rammentano tuttavia

Carlomagno ed i suoi paladini; le carte stesse da giuoco rappresentano

insiem con l'imperatore in lunga barba l'imagine d'Ildegarda e d'Uggero

il Danese, e quando Carlo VI, nei lucidi intervalli della sua pazzia,

giocava con que' suoi grandi tarocchi, ogni volta che tra il cavaliere

della coppa, la mala morte e il re di denari imbattevasi in Carlomagno,

non dimenticava di farsi per venerazione il segno della croce!

E Carlo Quinto, che pure agogna l'impero del mondo, non vien anch'esso

a visitare in Aquisgrana il sepolcro del grande suo antecessore? Egli

discende in quello, il misura, si prostra e legger vorrebbe il proprio

destino nel misterioso libro che giace presso l'imperatore ivi corcato.

Intanto i secoli proseguono il loro corso, e un altro conquistatore,

un altissimo sovrano, domatore di popoli al pari di Carlomagno, e al

par di lui legislatore e reggitore di varie nazioni, viene anch'esso

ad inchinarsi dinanzi a quella gran tomba, e vuol essere consacrato

con la spada di Carlomagno, e portare la sua corona, e toccar con le

proprie mani il suo tesoro; poi s'adagia nella sua marmorea sedia,

quasi a indurne la grandezza dell'edifizio da lui innalzato, e ordina

che il sepolcro sia ristaurato, e il misura a vedere s'egli è fatto a

suo dosso, e vuol farvi rinfrescar quell'antica iscrizione che vi si

leggeva ai dì passati: «Sotto questo monumento giace il corpo di Carlo,

magno e ortodosso imperatore, che ampliò nobilmente e felicemente

resse il regno de' Franchi per anni quarantasette. Morì settuagenario

l'anno dell'incarnazione del Signore 814, indizione VII, a dì 28

gennaio[155][156].»

E in mezzo a questi grandi nomi e a queste splendide celebrità, io

povero pellegrino farmi a scriver questa cronica di Carlomagno! Nè io

ebbi già l'arroganza di misurar quella tomba, nè la vanità di toccare

le sue reliquie, solo mi posi a pregare inginocchiato su quella pietra

sepolcrale, non altro vedendo attraverso tutte le grandezze di quel

monumento che la morte, e dicendo come Alcuino: «Quando l'uomo è morto,

altro romor più non resta se non il sordo brulichio del verme che rode

il suo cadavere; altro suono non riman più dopo noi, se non quello

della tromba finale, che a tutti, grandi e piccoli, griderà: — Che hai

tu fatto per Dio, per la giustizia e per l'umanità!»

FINE DEL SECONDO ED ULTIMO VOLUME.

AVVERTIMENTO AI LETTORI

Nel sommario del capitolo XVII leggasi _Ferraù_ e non Ferracì, com'è

stampato. Nella nota del Traduttore, appiè della pagina 64, vol. II,

leggasi _Policleto_ e non Polignoto. Alla pagina 79 dello stesso

volume, linea 43, leggasi _mansi_[157] in luogo di mense, e così

ogni volta che ivi torna la stessa parola. Gli altri scorsi di minore

importanza si lasciano rettificare al colto lettore.

INDICE

DEL SECONDO ED ULTIMO VOLUME.

PERIODO DELL'ORDINAMENTO Pag. 1

CAPITOLO I. — CORRISPONDENZE DIPLOMATICHE DI CARLOMAGNO

RE E IMPERATORE. — Pratiche con Roma. — Ragioni della

lega. Papa Stefano. — Papa Adriano. — Carteggio. — Epistole

di Adriano. — Vigilanza sull'Italia. — Papa Leone. — Nuovi

legami con la santa sede. — Condizioni respettive

dell'Impero e del papato. — Corrispondenza cogli imperatori

di Costantinopoli. — Costantino Copronimo. — Leone

IV. — Costantino ed Irene. — Disegno di accostamento fra

i due imperi. — Lega e proposta di nozze. — Niceforo. —

Trattato de' confini. — Negoziati diplomatici coi

califfi. — Arun-al-Raschild. — Pratiche cogli emiri saraceni

di Spagna. — Colle tribù erranti. — Coll'ettarchia

anglo-sassone e i re di Scozia. — (768-814) » 3

CAPITOLO II. — PRIMO PERIODO DEI CAPITOLARI DI

CARLOMAGNO. — Classificazione dei capitolari. — Son

essi tolti dal diritto romano? — Fonte ed origine del

diritto germanico. — Ordinamento della Chiesa. — Formole

ecclesiastiche. — I vescovi. — Riforma. — Capitolari di

Francoforte, dei conti, su Tassillone duca di Baviera. —

Il gran capitolare _De villis_. — Diritto domestico. —

Spirito generale della prima epoca dei capitolari. —

(769-800) » 24

CAPITOLO III. — OPERE PUBBLICHE, COMMERCIO, INDUSTRIA. —

Delle grandi opere che si riferiscono a Carlomagno. —

Torri. — Fari. — Campi militari o valli. — Chiese. — La

cattedrale d'Aquisgrana. — Tradizioni intorno alle chiese

di Colonia e di Magonza. — Il gran ponte sul Reno. — Il

gran canale. — Congiunzione del Danubio col Reno. —

Commercio. — Unità delle monete. — Il _maximum_, o tariffa

delle merci e delle derrate. — Lusso. — Pellicce. —

Gioje. — Fiere e mercati. — Marineria. — Ponti. —

Costruzion delle navi. — Custodi dei porti e dei fiumi. —

Stato delle compagnie dei barcaiuoli. — (768-814) » 38

CAPITOLO IV. — STATO DELLE SCIENZE E DELLE LETTERE SOTTO

CARLOMAGNO. — Indole scientifica di Carlomagno. — Suo

spirito germanico. — Sua inclinazione per la letteratura

greca e romana. — Le tre menti del sapere. — Alcuino

sassone, Teodolfo lombardo, Landrado germano. — Protezione

alle lettere. — Filosofia. — Astronomia. — Geografia. —

Grammatica. — Poesia. — Musica. — Storia e cronache. —

Canzoni eroiche. — Pratica generale dell'agricoltura. —

Tendenza letteraria. — I dotti. — Le scuole. — Costumi ed

usi dei dotti alla corte di Carlomagno. — Carteggio di

questo principe. — Alcuni frammenti delle sue lettere. —

(768-814) » 48

CAPITOLO V. — LA CHIESA E LE SUE COSTITUZIONI SOTTO

CARLOMAGNO. — Conflitto per l'unità. — Eresie. — Le due

principali. — Gl'iconoclasti. — La dottrina di Felice da

Urgel. — I libri carolini. — I vescovi. — Gli abbati. —

Aspetto dei grandi monasteri. — La regola. — Le cronache. —

I cartolari. — Le mense ecclesiastiche. — Abbozzo della

famiglia monacale. — Le terre ed i servi. — (768-814.) » 63

CAPITOLO VI. — L'INSTITUZIONE PRINCIPALE DEI _MISSI

DOMINICI_. — Origine dei _missi dominici_. — Mobilità dei

magistrati. — Giuramento dei vassalli. — Tributi. — Ufizio

dei _missi_. — Capitolari ond'è ad essi affidata

l'esecuzione. — Toccasi della giustizia. — Delle persone. —

Delitti pubblici e privati. — Giurisdizione assoluta sui

placiti, sui conti e sui giudici. — Soprantendenza sui

monasteri. — Sulle mense reali. — Relazioni dei _missi

dominici_ all'imperatore. — Teodolfo, un di questi nel

Mezzodì. — Poema intorno alle sue rimembranze. — (802-811) » 74

CAPITOLO VII. — USI E COSTUMI DEL REGNO DI CARLOMAGNO. — La

vita cristiana. — Il battesimo. — Il matrimonio. — Le carte

testamentarie. — La morte. — Le corti plenarie. — I

banchetti. — Le cacce. — La vita delle foreste. — Vestimenta

e lingua. — La tedesca. — La franca. — La romanza. —

Relazioni di Carlomagno co' leudi. — I vescovi. — Gli

abbati. — Forme delle epistole. — Dei sigilli. — Consuetudini

del palazzo per la sottoscrizione delle carte e diplomi. —

Monete. — Misure. — (768-814) » 83

CAPITOLO VIII. — ULTIMO PERIODO DEI CAPITOLARI. — I

capitolari legislativi. — Personalità delle leggi barbare,

franche, saliche, ripensi, lombarde, visigote, romane. —

Capitolare addizionale alle leggi saliche e ripensi. —

Analisi del _Poliptico dell'abbate Irminone_. — Giurisdizione

dei conti e del vescovi. — Placiti degli scabini e dei

centurioni. — Capitolari circa la milizia. — Forma delle

dimande all'imperatore. — Rescritti. — Somiglianza

e dissomiglianza tra i sinodi e i placiti. — Indole

generale della legislazione di Carlomagno. — (800-814) » 94

CAPITOLO IX. — FAMIGLIA DI CARLOMAGNO E GLI ULTIMI TRE ANNI

DELLA SUA VITA. — Mogli di Carlomagno. — Imeltruda. —

Desiderata o Ermengarda. — Ildegarda. — Fastrada. —

Luitgarda. — Figli. — Pipino soprannominato il _Gobbo_. —

Congiura di lui contro il padre. — Carlo. — Pipino

re d'Italia. — Lodovico re d'Aquitania. — Figlie. — Altre

figliuole. — Emma e la leggenda di Eginardo. — Ultimi anni

di Carlomagno. — Sua stanza in Aquisgrana. — Accordo con gli

Schiavoni e i Danesi. — Testamento di Carlomagno. —

Spartizion dell'impero. — Suoi patimenti. — Sua morte. —

Considerasi il modo suo di governo. — Forza e debolezza

dell'impero. — (768-814) » 105

CAPITOLO X. — LA CITTÀ E IL DRITTO PRIVATO CARLINGO. — La

città romana, la gallica, la franca, la germanica, la

longobarda, la gotica. — Il vescovo. — I difensori. — I

collegi delle arti. — I conti. — I giudici. — I vidami. —

I prevosti. — Gli avvocati. — I centurioni. — Gli scabini. —

I buoni uomini. — Diritto privato. — La vendita. — Atti

di manumissione. — La locazione. — Il testamento. — Formole

e processure. — Il giuramento. — La testimonianza. — Le

prove del fuoco e dell'acqua. — Azione della Chiesa. —

Origine del diritto feudale. — (768-814) » 122

CAPITOLO XI. — CRONICHE, CARTE, DIPLOMI E MONUMENTI DEL REGNO

DI CARLOMAGNO. — Le quattro maggiori fonti delle tradizioni

istoriche. — Le croniche intorno a Carlomagno. — Gli

_Annali d'Eginardo_. — I _Fatti a la gesta dell'imperatore_

del monaco di San Gallo. — La _Cronaca di San Dionigi_. — Il

_Poeta sassone_. — L'arcivescovo Turpino. — Le vite dei

santi. — Le leggende. — Carte. — Diplomi. — Esame del

cartolare di Sithieu. — Carteggio dei papi. — Canzoni eroiche

e croniche in verso. — Tradizioni verbali. — Pellegrinaggio

sulle rive del Reno. — Riputazione di Carlomagno appo il

popolo alemanno. — Leggenda intorno a lui come santo. — Culto

alla imagine di lui. — (768-814) » 134

CAPITOLO XII. — INDOLE E CARATTERE LETTERARIA DEL PERIODO

CARLINGO. — Opere letterarie di Carlomagno. — Frammenti

delle sue lettere. — Suoi versi. — Biografia

d'Angilberto. — Landrado, arcivescovo di Lione. —

Agobardo. — Turpino, arcivescovo di Reims. — Teodolfo,

vescovo d'Orleans. — Adalardo, abbate di Corbia. — Angesiso,

abbate di Fontenelle. — Felice, vescovo di Urgel. — San

Benedetto d'Aniano. — Altri scrittori oscuri. — Gli studi

alla fine dell'impero di Carlomagno. — Quanto ei fece a

favor delle lettere e delle scienze. — Teologia. —

Filosofia. — Scuole e biblioteche monastiche. — Prototipi

della scienza germanica. — San Gallo. — Fulda. — Magonza. —

Scuole dell'Austrasia. — Metz. — Verdun. — Scuole della

Neustria. — San Germano di Parigi. — Corbia. — San Martino di

Tours. — Scuole italiche. — Montecassino. — Morte del diacono

Paolo, Lombardo. — Inizio del secolo letterario di Lodovico,

figliuolo di Carlomagno. — Incmaro, arcivescovo di Reims. —

Lupo, abbate di Ferrieres. — Pascasio Radberto. —

(800-814) » 149

CAPITOLO XIII. — QUANTO RIMASE IN PIEDI DELL'OPERA DI

CARLOMAGNO. — 1.º Leggi. — Avanzi della legge salica. —

Ripense. — Borgognona. — Longobardica. — Sassone. — I

Capitolari. — Incremento del diritto ecclesiastico. —

Decretali. — Dionigi il Picciolo. — Isidoro Mercatore. —

Prima origine del diritto feudale. — Ultime vestigia delle

leggi carlinghe. — 2.º Istituzioni. — Le Assemblee. Quali

diventano. — Come composte alla fine del regno di

Carlomagno. — I conti. — I due regni d'Aquitania e

d'Italia. — Ordinamento dei conti. — I _missi dominici_ o

messi regii. — Stato delle persone. — I vescovi. — Gli

abbati. — Gli uomini liberi. — Diverse nature d'uomini

liberi e di servi. — 3.º Quali divenissero i popoli alla

morte di Carlomagno. — L'impero di Bisanzio. — Il

califfato. — Gli Alemanni. — I Sassoni. — I Frisoni. —

Gli Italiani. — I Longobardi. — Gli Aquitani. — I Goti. — La

vera Francia. — Invasioni dei Normanni. — 4.º Che avvenisse

del commercio. — Comunicazioni fra popolo e popolo. —

Disertamento delle campagne. — Distruzione del monumenti

carlinghi. — Strazio delle arti. — 5.º Avanzi della famiglia

di Carlomagno. — Morte dei due più abili figli suoi. — Carlo

e Pipino. — Lodovico il Pio, solo superstite, infemminito

dalla meridionale sua residenza. — Scontentezza suscitata

dall'associazione di lui alla corona, e sua esaltazione. —

(Secolo nono) » 171

RICAPITOLAZIONE. PERIODO DELL'ORDINAMENTO (768-814) » 197

NOTE:

[1] Stefano I governò la Chiesa dall'anno 752 al 757; Stefano II

fu eletto papa nel 768 e morì nel 772, ed Adriano occupò la sedia

pontificia dal 772 al 795.

[2] Notisi che qui non si parla di Roma, come bene avverte il Muratori,

ma del Castello di Felicità, che credesi esser la Città di Castello

d'oggidì. _Il Traduttore_.

[3] Questo Reginaldo era, come appar chiaro, un conte di razza franca,

che conservava l'indole sua anticlericale come Carlo Martello. Ch'ei

fosse per avventura il medesimo che l'altiero e inesorabile Rinaldo di

Montalbano, della famiglia meridionale d'Amone?[4] Questa lettera è la

VII del _Cod. Carol._

[4] Come poteva costui essere Rinaldo di Montalbano, se nella medesima

lettera di papa Adriano è detto ch'egli era fin dai tempi del re

Desiderio seminatore di discordie e di liti? In fatti egli era stato,

come dice il Muratori, _Gastaldo_ nella stessa terra di _Felicità_,

per conto di quest'ultimo re, e fu poi da Carlomagno creato conte di

Chiusi. Laonde, anzichè di origine franca, è verisimile ch'ei fosse

di coloro che tradirono il re dei Longobardi, ed avesse, nella detta

promozione, il premio del suo tradimento. _Il Traduttore_.

[5] Per tutte queste contese de' Lombardi e Napolitani co' papi,

consultisi il Muratori: _Annal. ital. medii aevi, ad ann._ 774-795.

[6] I Napolitani erano a que' dì in pieno accordo co' Greci, e

servivano d'ausiliari agli imperatori di Bisanzio. La Sicilia era

soggetta ad un patrizio greco; ma le irruzioni dei Saraceni non

lasciavano pure un momento in pace quegli abitanti. (V. Muratori

_Dissert. de Ital. medii aevi_ V.)

[7] Notammo già che in queste epistole i papi usavano la seconda

persona nel numero dei più: _Excellentia vestra_.

[8] _Codex Carol_. Epist. XIX.

[9] Alla foggia delle processioni greche.

[10] _Codex Carolin._ Epist. XXXI.

[11]

_Post Patrem lacrymans Carolus haec carmina scripsi._

_Tu mihi dulcis amor: te modo piango Pater_...

_Nomina jungo simul titulis clarissima nostra;_

_Adrianus, Carolus; Rex, ego tuque Pater_...

_Tum memor esto tui nati, Pater optime, posco,_

_Cum Patre dic natus pergat et iste tuus._

[12] Gl'Imperatori di Costantinopoli non davano altro nome che quello

di figliuolo agli altri principi.

[13] I Greci tornarono ancora in legazione, come si pare dalle

_Croniche di San Dionigi_.

[14] La corrispondenza del califfi con la schiatta carlinga comincia

fin dal regno di Pipino. Vedi il Continuatore di Fredegario ad ann.

763.

[15] Quest'orologio servì certo di modello a tutti gli altri che si

veggono in quasi tutte le cattedrali del medio evo[16].

[16] L'Ughelli nell'_Italia sacra_, e il Maffei nella _Verona

illustrata_, attribuiscono, non senza buone ragioni, l'invenzione degli

orologi a ruota a Pacifico, arcidiacono di Verona, che vuolsi nato nel

778 e morto nell'846. _Il Traduttore._

[17] _Monach. S. Galli_ lib. II. Qui il poetico cronista si

lascia trasportar dal genio suo descrittivo, a cui andiam debitori

dell'ammirabil pittura, che segue, d'una caccia di Carlo nelle selve

delle Ardenne o della Svevia.

[18] Di quest'animale abbiamo una vivissima descrizione nella Istoria

del Giambullari, lib. IV, p. 201, edizione del Belloni, 1827. _Il

Traduttore._

[19] Il monaco di San Gallo altro non fa qui che scrivere una formal

querela contro que' conti e governatori, e porla in bocca agli

ambasciatori di Arun.

[20] Ci restan parecchie canzoni eroiche intorno alla _Conquista di

Gerusalemme_ fatta da Carlomagno, e se ne può veder una originale nei

manoscritti della Bilioteca reale, n. 7192, in fol.; ed un'altra nella

Biblioteca dell'Arsenale; belle lettere, n. 165 in fol.

[21] A me sembra fuor d'ogni dubbio che dalla voce araba _emir_

o _amir_, a cui aggiungevano l'articolo al, sia venuta in origine

la nostra di _Almirante_, poi _Ammirante_, e infine _Ammiraglio_,

come tenne anche il Muratori. Infatti gli antichi Italiani, del par

che tutti gli altri Europei, conobbero per lo più in questi emiri

i capitani delle flotte saracene, che vennero ad invadere i liti

della Spagna, della Sicilia, e così via. Che più? la _Cronaca di

san Dionigi_, nominando in quel suo antichissimo francese un di

questi emiri, il chiama amiraus che ognun vede quanto s'appresti

all'ammiraglio nostro. Il Gherardini, con l'usata dottrina sua, ha

riferito tutte le opinioni dei lessicografi, intorno all'origine di

questa parola, senza chiarirsi per alcuna. _Il Traduttore_

[22] Il che mi ha fatto rinunziar al pensiero di compilar un Codice

carolino nell'ordine delle materie, com'è usato nelle _Istituzioni_ di

Giustiniano e nelle _Pandette_ del Pothier, opera che, oltre all'essere

sostanzialmente arbitraria, darebbe altresì una falsissima cognizione

dei capitolari e della civiltà che gli ha prodotti. Dappoi che il Pertz

ha pubblicato il suo _Corpus Juris_ carolino il Belusio dee parere

incompiuto; ma pure si vuol saper grado a questo primo compilatore,

d'aver separato i concilii dai capitolari.

[23] Capitolare del marzo 779.

[24] _Solvat bannum._

[25] _Casata_, picciola casa con alcune terre attinenti. Vedi la

_Polyptyque d'Irminon_, pubblicata dal Guérard; Parigi.

[26] _Mancipia._

[27] _Servus._

[28] 779.

[29] La fame che logorò in quest'anno la generazione.

[30] Di qui l'origin sassone della tassa de' poveri.

[31] In Inghilterra sono ancora in uso i pubblici digiuni.

[32] Difficilissimo sopra tutto fu ad estirpar nei monasteri l'uso

della caccia.

[33] È questa una superstizione germanica che si trova negli usi di

quella nazione.

[34] _Capitul._ 789. È cosa importantissima di ben notare la diversità

delle condizioni nel Franco, nel Romano e nel Gallo. Appunto dalla

diversità delle composizioni e delle ammende si stabilisce nel diritto

pubblico di quel tempo la distinzione degli ordini. Il Montesquieu

ha trattato con grande magistero questo soggetto. _Esprit des Lois

XXVIII._

[35] Per le monete e le misure dei Carolingi, si vuol consultare

Leblanc, _Trattato delle monete_ e il glossario del Guérard nella

_Politica dell'abate Irminons_.

[36] _Capitul., ann._ 787.

[37] Parmi bene di notar qui che l'amministrazione delle tenute regie

era cosa importantissima nel modo adottato da Carlomagno, poichè

quest'era la parte principale della pubblica entrata.

[38] Tale si era la legge sassone, e fu accettata anche dalla

legislazione inglese, che puniva di morte il furto commesso ne' campi.

Sol da pochi anni in qua fu ivi modificato il codice penale.

[39] La legge franca ammetteva la redenzione delle pene corporali per

mezzo della composizione.

[40] Giudice qui si piglia nel senso di conte.

[41] Anche l'astinenza imposta fino all'esecuzione degli ordini sovrani

era tolta dalla legislazione sassone.

[42] Non so perchè l'autore qui traduce _mais_, che al tempo di

Carlomagno non era certo ancor coltivato in Europa. _Il Traduttore._

[43] Ho di nuovo indagato che intender vogliono i capitolari per

_casata_, ed è chiaro che, secondo il Polyptyque dell'abate Irminone

non era altrimenti che una masseria, però che questa comprendeva

parecchie casate. A parer mio la _casata_ era una casa o capanna,

l'abitazione d'una famiglia, d'onde venne la voce italiana casa[44].

[44] Cicerone, Terenzio e Seneca usarono _casa_ a significar l'umile

tetto de' poveri, ed è ben più probabile che di là venga la _casa_ dei

capitolari e la _casa_ degl'Italiani. _Il Traduttore._

[45] È una legge di precauzione contro il dissodar delle terre, chè

la foresta era il nido della libertà e della vita germanica. Vedi il

Ducange alla voce _forest_.

[46] _Capitul. De villis_, ann. 800.

[47] Il capitolare _De villis_ reca la data dell'800, l'anno istesso

in cui Carlomagno effettuò il gran suo disegno della ristaurazione

dell'Impero d'Occidente; e così accanto alla porpora de' Cesari la

minuta coltivazione degli orti!

[48] Tutte queste ruine carlinghe sono spoglie d'ornati, e veder se ne

possono alcuni avanzi ancora a Poitiers ed a San Benedetto alla Loira.

[49] E il porfido non è marmo forse? _Il Traduttore._

[50] Mi fu detto che un insigne scultore, cui fu allogata la statua

di Carlomagno per la Camera del Pari, recatosi ad Aquisgrana per

misurar le ossa dell'Imperatore, le trovasse pari a quelle d'un uomo di

statura ordinaria. Forse l'artefice fu tratto in inganno, però che gli

avanzi del cranio e della mano, se son veramente di Carlomagno, paiono

sterminati.

[51] Veggasi la canzone eroica di _Rinaldo di Montalbano_ e la leggenda

sulla cattedrale di Colonia. Anche Malagigi s'era fatto muratore, e

Carlomagno portava per umiltà grossissimi petroni.

[52] _Monach. S. Galli_, lib. I.

[53] Carlomagno trovavasi a Ratisbona l'anno 794.

[54] Gli abitanti additano un picciol argine, che procede sino al

villaggio di Dettenheim, e dicono esser un avanzo del gran canale di

Carlomagno.

[55] _Monach. S. Gall._ lib. II. Questo varrà a dar un indizio del

vestir lussurioso di que' tempi, e dell'estensione del commercio con

Bisanzio. Quelle sontuose vesti dei leudi e dei baroni venivano da

Roma, da Venezia e da Costantinopoli.

[56] Il Muratori, accennando pur questo fatto, dice che avvenne mentre

Carlo trovavasi alla conquista del Friuli. _Il Traduttore._

[57] Ho scorso tutti i diplomi dati da Carlomagno che ancor ci

rimangono negli _Archivi del regno_, e tutti recano il monogramma di

_Karolus_ assai bene formato. Ma chi non sa che il più delle volte

erano i _cancellarii_ e gli _scribi_ che segnavan pure il monogramma

del principe?

[58] Eginardo afferma che il medesimo imperatore _delectabatur in

libris sancti Augustini_!

[59] Alcuin. _Epist._ 4.

Storia di Carlomagno vol. 2/2 · 第 22 / 23 段